Tatsurō Yamashita

Tatsurō Yamashita
Tatsurō Yamashita nel 2005
NazionalitàGiappone (bandiera) Giappone
GenereCity pop
Soft rock
Rhythm and blues
Soul
Fusion
Doo-wop
Soul bianco
Pop rock
Periodo di attività musicale1973 – in attività
Strumentovoce, chitarra, basso, tastiere, sintetizzatore, batteria, percussioni
EtichettaAIR, RCA/RVC, Moon (Alfa, MMG, EastWest Japan, Warner Music Japan), Niagara
GruppiAmii's Army, Niagara Triangle, Sugar Babe
Album pubblicati21
Studio19
Live2
Sito ufficiale

Tatsurō Yamashita (山下 達郎?, Yamashita Tatsurō; Ikebukuro, 4 febbraio 1953) è un cantautore, produttore discografico e polistrumentista giapponese, tra le figure centrali della musica giapponese del secondo Novecento e del city pop.

Cantautore, produttore discografico e polistrumentista, è considerato una delle figure più influenti del pop giapponese. Dopo gli esordi con i Sugar Babe (1973-1976), ha costruito dal 1976 una carriera solista fondata sulla fusione di soul, R&B, funk, jazz e pop statunitense degli anni 1960, sorretta da un'attenzione quasi artigianale al suono e alla registrazione: per questo è spesso definito "una sorta di artigiano del suono" (in giapponese oto no shokunin). Gli album Ride on Time (1980) e For You (1982) sono ritenuti tra i vertici del city pop, genere con il quale il suo nome è associato in particolare dopo la riscoperta internazionale del repertorio giapponese degli anni 1970-1980, avviata nel corso degli anni 2010, e che gli è valsa l'appellativo giornalistico di "Re del City Pop".

In Giappone il suo brano più noto è Christmas Eve (Kurisumasu Ibu), classico natalizio che dal 1986 compare ogni anno nella classifica dei singoli Oricon e che è stato certificato dal Guinness dei primati per il numero di anni consecutivi nella top 100 (40 al 2025). Ha inoltre scritto e prodotto brani per numerosi altri artisti, tra cui la moglie Mariya Takeuchi, della quale ha arrangiato e prodotto Plastic Love, e ha curato per decenni il programma radiofonico Sunday Songbook.

Biografia

Appassionato di rakugo, di fumetti (in particolare di Osamu Tezuka) e di cinema, è un collezionista di dischi e un appassionato di impianti audio; ha dichiarato di avere pochi amici e di non partecipare alla vita sociale dell'ambiente musicale.

Primi anni ed esordi

Nato a Ikebukuro, quartiere del distretto di Toshima a Tokyo, da una famiglia che gestiva un locale di ristorazione, crebbe come figlio unico. Alle scuole medie suonò percussioni nella banda musicale della scuola e imparò da autodidatta la chitarra; fondamentale fu l'ascolto dei Ventures e, attraverso questi, delle canzoni pop statunitensi che il gruppo reinterpretava, da cui risalì sistematicamente agli autori e alle versioni originali. Frequentò il liceo metropolitano Takehaya, ma il suo percorso scolastico fu segnato dal clima di contestazione del 1969, quando uno scandalo di tangenti nella scuola paralizzò per mesi le lezioni; abbandonò di fatto la vita scolastica per dedicarsi alla musica e agli ambienti studenteschi di Shinjuku. Diplomatosi nel 1971, nel 1972 si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell'Università Meiji, che lasciò dopo pochi mesi.

Nel 1972 autoprodusse con alcuni amici l'album Add Some Music to Your Day, da cui ebbe origine, nella primavera del 1973, la formazione degli Sugar Babe, con Taeko Ōnuki, Kunio Muramatsu e altri. Il gruppo, pur rimasto marginale nel mercato, entrò rapidamente nell'orbita di Eiichi Ohtaki (già membro degli Happy End) e della sua etichetta Niagara Records: il 21 settembre 1973 gli Sugar Babe fecero i coristi per Ohtaki al concerto di addio degli Happy End. Il loro unico album, Songs, uscì il 25 aprile 1975 in contemporanea con il singolo Down Town, e viene considerato da una parte della critica il primo album city pop; Yamashita stesso ricordò di aver introdotto, in un contesto dominato da folk e hard rock, accordi e arrangiamenti allora rari nella scena giapponese. Parallelamente iniziò a lavorare come corista in studio e come autore di jingle pubblicitari, collaborando tra gli altri con Yumi Arai (poi Matsutoya) e Minako Yoshida. Il gruppo si sciolse nel marzo 1976.

Nel 1975-1977 collaborò con Minako Yoshida, nel 1979 con Ann Lewis e con i Cools Rockabilly Club, e nel 1982 firmò Hi-Teen Boogie per Masahiko Kondō (testo di Takashi Matsumoto). Con Matsumoto scrisse e produsse anche Garasu no Shōnen (1997), debutto dei KinKi Kids, e compose per loro Jet Coaster Romance (1998).

Fine anni Settanta: inizio della carriera solista

Nel 1976, assieme a Ohtaki e Ginji Itō, partecipò all'album collettivo Niagara Triangle Vol. 1. Lo stesso anno, grazie al lavoro del direttore artistico Riuzo Kosugi, registrò negli Stati Uniti (a New York e Los Angeles) Circus Town, pubblicato il 25 dicembre dalla RCA/RVC; l'album non ebbe il successo sperato e raggiunse solo la posizione numero 50 della classifica Oricon. In quella trasferta conobbe l'arrangiatore Charlie Calello, dal quale ottenne alcune partiture che studiò a lungo e che definì in seguito un proprio "maestro"; l'esperienza gli insegnò a scrivere in proprio gli arrangiamenti.

Tornato in patria condusse il programma radiofonico All Night Nippon (1976); realizzò Spacy (1977) con alcuni dei migliori musicisti della scena fusion giapponese - Shuichi Murakami, Tsunehide Matsuki, Haruomi Hosono, Hiroshi Satō – con la collaborazione, ancora poco nota, di Ryuichi Sakamoto; l'album, pur commercialmente deludente, definì il suo stile e fu accolto positivamente dalla critica. Seguirono il live It's a Poppin' Time (1978), registrato al Pit Inn di Roppongi, e Go Ahead! (1978), pensato dall'artista come un possibile ultimo lavoro e perciò molto vario: vi comparivano brani come Bomber, nel solco del funk degli Isley Brothers, e 2000 Ton no Ame, omaggio a Phil Spector. Bomber, lato B del singolo Let's Dance Baby (1979), fu un successo nelle discoteche di Osaka, dove il singolo venne ristampato a lati invertiti, e diede la spinta alla svolta commerciale. Nel 1979, insieme al direttore Kosugi, entrò nella nuova etichetta AIR, creata all'interno della RVC, che pubblicò Moonglow; l'album gli valse nel 1980 il premio come miglior album ai Japan Record Awards.

Anni Ottanta: il successo

Il 1980 segnò la svolta commerciale: Ride on Time, utilizzata come jingle per i nastri Maxell (nella cui pubblicità apparve lo stesso Yamashita), fu il suo primo singolo nella top 10 e il corrispondente album raggiunse la prima posizione della classifica Oricon. Lo stesso anno pubblicò il primo album interamente a cappella realizzato in sovraincisione da lui stesso, On the Street Corner, ispirato al doo-wop, genere che sarebbe rimasto un filone costante della sua produzione (seguiranno On the Street Corner 2 nel 1986 e On the Street Corner 3 nel 1999).

For You (1982), con la copertina illustrata da Eizin Suzuki, raggiunse la prima posizione nell'Oricon e la seconda nella classifica annuale degli album, e ne consolidò la fama; fu l'ultimo album di inediti realizzato per RVC, che nello stesso anno pubblicò anche la sua prima raccolta, Greatest Hits! of Tatsurō Yamashita. Il 6 aprile 1982 sposò Mariya Takeuchi; la coppia ha una figlia. I due gestiscono congiuntamente una società di gestione dei diritti d'autore, la Tenderberry & Harvest.

Dopo aver lasciato RVC, entrò nella nuova etichetta Moon (all'epoca Alfa Moon), con cui pubblicò Melodies (1983), nel quale iniziò a scrivere anche i testi e che contiene Christmas Eve e Kōkiatsu Girl, poi Big Wave (1984), colonna sonora dell'omonimo film con brani in inglese su testi di Alan O'Day, e Pocket Music (1986), il primo realizzato con programmazione elettronica e registrazione digitale. In quegli anni iniziò inoltre a produrre e arrangiare i dischi della moglie Takeuchi, a partire dall'album Variety (1984), che comprende la celebre e successivamente riscoperta Plastic Love. Il suo contributo più celebre è quello per la moglie Mariya Takeuchi, di cui ha prodotto e arrangiato la gran parte dei dischi dal 1984, compreso Variety contenente Plastic Love.

Boku no Naka no Shōnen (1988) è considerato uno dei suoi lavori più riusciti dell'era synth-funk. Nel dicembre 1988 Christmas Eve, già pubblicata nel 1983 e poi utilizzata nella campagna natalizia della JR Tōkai (Christmas Express), cominciò a risalire la classifica dei singoli, fino a raggiungere la prima posizione nel dicembre 1989; da allora è tornata in classifica ogni anno.

Ha condotto i programmi radiofonici Sounds with Coke (1982-1983) e Sound Street su NHK-FM (1983-1986).

Anni Novanta-attualmente

Nel 1991 Artisan vinse il premio album del Japan Record Award. Seguirono Season's Greetings (1993), album natalizio con voce a cappella e orchestra, e un periodo di rarefazione dell'attività, legato anche alla chiusura del suo studio di Shibaura, che lui stesso definì "i tre anni di vuoto". Nel 1995 il best Treasures vendette oltre un milione di copie; nel 1997 compose per il debutto dei KinKi Kids il singolo Garasu no Shōnen, con testo di Takashi Matsumoto, che fu un grande successo e inaugurò una lunga collaborazione con l'agenzia Johnny's. Cozy (1998) fu il suo primo album originale a superare il milione di copie, ed ebbe un tour di 48 date.

Dal 1992 conduce su Tokyo FM il programma radiofonico Sunday Songbook (in origine Saturday Songbook), dedicato in gran parte agli oldies e alla musica della sua collezione di dischi, che supera i 60.000 esemplari. Il programma ha superato la millesima puntata nel 2011 e la millecinquecentesima nel 2021, ed è il punto di riferimento della comunicazione pubblica dell'artista.

All'inizio del nuovo millennio la RCA/AIR ripubblicò in versione rimasterizzata il catalogo degli anni 1976-1982: nel febbraio 2002 sette titoli entrarono insieme nella top 30 dell'Oricon. Seguirono Sonorité (2005), il primo con Pro Tools, e, tra i molti incarichi per colonne sonore e jingle, il brano per il film d'animazione Summer Wars (2009), Bokura no Natsu no Yume. Nel 2008 tornò ai grandi tour dal vivo con Performance 2008-2009, dopo un periodo di minore attività concertistica. Ha prodotto album di Masayuki Suzuki, Kazuhito Murata e Haruyuki Mizuguchi, composto per l'attrice e cantante Mitsuko Mori il singolo Tsukiyo no Tango (2005, testo di Takeuchi) e scritto brani per Takuya Kimura e per gli Arashi.

Ray of Hope (2011) debuttò al primo posto dell'Oricon, facendo di lui il quarto artista giapponese, dopo Yumi Matsutoya, Hideaki Tokunaga e Keisuke Kuwata, a conquistare la vetta della classifica album in quattro decenni consecutivi. Nel 2012 uscì il doppio best Opus (1975-2012) e il concerto filmato Performance 1984-2012 fu proiettato nei cinema con grande successo. Nel 2015, a quarant'anni dal debutto, ricevette il premio del ministro dell'Istruzione Geijutsu Senshō per la musica popolare; nel 2016 Christmas Eve fu certificata dal Guinness World Record per 30 anni consecutivi nella top 100 Oricon. Tra le collaborazioni più note del periodo, il brano Fukkatsu Love (2016) per gli Arashi (testo di Takeuchi). Nel 2018 compose il tema musicale del film d'animazione di Mamoru Hosoda Mirai, e nel 2019 Recipe come sigla del drama Grand Maison Tokyo, con Takuya Kimura nella parte principale; si trattava della sua prima collaborazione con l'attore dopo Good Luck!! (2003), per cui aveva ripreso Ride on Time.

Nel 2022 pubblicò Softly, suo primo album di inediti dopo undici anni. Nel 2023 uscirono le ristampe in vinile dei suoi dischi RCA/AIR del periodo 1976-1982, e nel dicembre 2025 Christmas Eve ottenne, con la versione 2025, il quarantesimo anno consecutivo nella top 100. Nel 2026, anno del cinquantesimo anniversario del suo debutto solista, ha aperto un canale YouTube ufficiale (13 gennaio), ha ricevuto il premio Timeless Echo ai Music Awards Japan (13 giugno); non essendo presente, ha inviato un messaggio audio e ha annunciato il live album Joy 2, in uscita il 14 ottobre 2026, a 37 anni da Joy: una raccolta di registrazioni selezionate da oltre 600 concerti tenuti tra il 2008 e il 2025. In estate la proiezione cinematografica di Performance 1984-2012 è stata riproposta in numerose sale giapponesi.

Stile musicale e influenze

Yamashita ha citato come principali ispiratori Curtis Mayfield e James Brown, i Beach Boys e Brian Wilson, il doo-wop, Phil Spector e il suono di Motown e Stax, con un'attenzione particolare alle parti di chitarra di Steve Cropper e del repertorio dei Ventures. Un'analisi pubblicata dalla Red Bull Music Academy riconduce la sua musica a sei filoni: il doo-wop e il pop americano degli anni 1960 (con riferimenti ai Ventures e ai Four Freshmen), il blue-eyed soul, il folk-rock, il groove funky e soul, e infine il canto domestico di artisti come Haruo Minami, ascoltato nell'infanzia.

È noto soprattutto per la pratica del "one-man a cappella", ovvero la sovraincisione di tutte le parti vocali, e per la realizzazione di molti dischi suonando in prima persona gran parte degli strumenti (chitarra, tastiere, percussioni, programmazione). Tra le sue chitarre, ricorrente è la Fender Telecaster degli anni 1970, usata dal 1982 in concerto e in studio, e un modello Mosrite a dodici corde ispirato ai Ventures. Il suo suono è legato alla registrazione analogica: pur senza rifiutare le tecnologie digitali (ha adottato la programmazione elettronica dal 1986 e Pro Tools dal 2005), ha ribadito in più di un'occasione la propria preferenza per il supporto analogico e per il vinile.

Eredità e riscoperta internazionale

Nel corso degli anni 2010 il repertorio giapponese del city pop è stato riscoperto all'estero grazie alla vaporwave, al future funk e agli algoritmi di raccomandazione di YouTube, che diffusero in particolare Plastic Love di Takeuchi, prodotta da Yamashita.

L'appellativo di "re del city pop" riferito a Yamashita è un'etichetta giornalistica recente, nata in questo contesto internazionale (per esempio nella stampa anglofona e in podcast specializzati) e non corrisponde a una definizione coniata in Giappone durante gli anni 1980; lo stesso artista, intervistato nel 2022, ha detto di non saper spiegare il fenomeno e di attribuirlo in larga parte al caso.

La sua posizione nella storia della musica giapponese è stata riconosciuta anche da classifiche giapponesi, come quella di HMV Japan che lo collocava al sesto posto tra i cento maggiori artisti pop giapponesi.

Scelte artistiche e rapporto con i media

Dalla fine degli anni settanta Yamashita ha limitato volontariamente le apparizioni in televisione (accettando solo interventi vocali o fotografie), non ha pubblicato libri autobiografici e ha scelto di non tenere concerti in grandi arene, preferendo sale da circa 2.000-3.000 posti per la resa sonora; a partire dal 2025, dopo la chiusura del Kanagawa Kenmin Hall, ha però iniziato a esibirsi anche al Pacifico Yokohama in sale da circa 5.000 posti. Ha invece partecipato a concerti nelle arene con la moglie Takeuchi e, dal 2010, a festival all'aperto come il Rising Sun Rock Festival.

Ha inoltre mantenuto a lungo una linea restrittiva sulla distribuzione digitale: ha reso disponibili in streaming pochissimi dei suoi brani (tra cui Christmas Eve (30th Anniversary Edition), Reborn e Mirai no Theme), pur ascoltando con interesse le classifiche delle piattaforme come fruitore, e nel 2022 ha dichiarato che molto probabilmente non lo farà "fino alla morte". Ha invece consentito la pubblicazione in streaming dei brani della moglie Takeuchi a partire dal 2020.

Controversie

Nel luglio 2023, il produttore musicale Kiyoshi Matsuo annunciò di avere visto concludersi in anticipo il proprio contratto con l'agenzia Smile Company, cui Yamashita è legato, dopo avere criticato la gestione della vicenda degli abusi sessuali di Johnny Kitagawa e dell'agenzia Johnny & Associates, affermando che l'artista condivideva la linea dell'azienda. Il 9 luglio Yamashita rispose nel suo programma radiofonico, sostenendo che il rapporto con Matsuo era di natura consulenziale e non di dipendenza, che la scelta era stata presa dal presidente della società, e che non aveva mai avuto alcuna informazione sugli abusi; aggiunse che, se i fatti fossero veri, sarebbero "imperdonabili", e che occorre un'indagine di una commissione indipendente. Le sue parole conclusive ("se si vuole interpretare come servilismo, va bene; probabilmente a queste persone la mia musica non serve") furono oggetto di forti critiche sui social network.

Discografia parziale

Da solista

Album in studio

Album dal vivo

Colonne sonore

  • 1984 - Big Wave (come Tats Yamashita)

Raccolte

Singoli

  • 1979 – Let's Dance Baby/Bomber
  • 1980 – Ride on Time
  • 1982 – Amaku kiken na kaori
  • 1983 – Kōkiatsu Girl
  • 1983 – Christmas Eve
  • 1988 – Get Back in Love
  • 1991 – Sayonara natsu no hi
  • 1999 – Love Can Go the Distance
  • 2005 – Forever Mine
  • 2009 – Bokura no natsu no yume
  • 2017 – Reborn
  • 2018 – Mirai no theme
  • 2019 – Recipe

Con i Sugar Babe

Album in studio

  • 1975 – Songs

Racolte

  • 2009 - Tatsuro from Niagara

Singoli

  • 1974 - Down Town

Con gli Amii's Army

Album in studio

Con i Niagara Triangle

Album in studio

  • 1976 - Niagara Triangle Vol. 1
  • 1982 - Niagara Triangle Vol. 2

Singoli

  • 1976 - 幸せにさよなら
  • 1981 - A面で恋をして

Riconoscimenti

Note

  1. ↑ (JA) フロントランナーセレクション 第92回 ミュージシャン 山下達郎さん ライブに賭ける音の職人(1/3), su どらく, Asahi Shimbun, 6 ottobre 2012. URL consultato il 10 ottobre 2026 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2013).
  2. 1 2 3 Tatsuro Yamashita - Spacy, su OndaRock. URL consultato il 21 luglio 2025.
  3. 1 2 (EN) Miranda Remington, Tatsuro Yamashita, King of City Pop, su Pen, 18 marzo 2021. URL consultato il 10 ottobre 2026.
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  5. 1 2 3 (EN) Biography, su tatsuro.co.jp, Smile Company. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  6. 1 2 (JA) 時代の試練に耐える音楽を――「落ちこぼれ」から歩んできた山下達郎の半世紀, su Yahoo!ニュース オリジナル 特集, 11 giugno 2022. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  7. 1 2 3 4 5 (EN) Tetsuro Yokegawa, The Artisian: The Inimitable Genius of Tatsuro Yamashita, su Red Bull Music Academy Daily, 10 dicembre 2014. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  8. 1 2 3 4 (EN) Japanese Icons – The King and Queen of City Pop, su Rolling Stone Australia. URL consultato il 21 luglio 2025.
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  10. ↑ (EN) Alan O'Day – official website, su alanoday.com. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  11. ↑ Tatsuro Yamashita - Boku no naka no shounen (2020 remaster), su OndaRock. URL consultato il 21 luglio 2025.
  12. ↑ (JA) 山下達郎 100Qインタビュー Q76-Q100, su Ticket Pia. URL consultato il 14 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2012).
  13. ↑ (JA) 山下達郎4人目の4年代連続トップ!, in 日刊スポーツ, 16 agosto 2011. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  14. ↑ (JA) 山下達郎、芸術選奨文部科学大臣賞を受賞, in 音楽ナタリー, 12 marzo 2015. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  15. ↑ (JA) 山下達郎さんの「クリスマス・イブ」がギネス世界記録認定 30年連続チャートイン, in iza (Sankei Digital), 24 marzo 2016. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  16. ↑ (ZH) 木村拓哉山下达郎时隔16年合作 打造新剧主题曲, su 新浪娱乐, 17 settembre 2019. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  17. ↑ (JA) 山下達郎のOfficial YouTube Channel開設, su Warner Music Japan, 13 gennaio 2026. URL consultato il 14 gennaio 2026.
  18. ↑ (JA) 【MAJ2026】山下達郎、“異例”の音声メッセージで体現したアーティストとしての信念 Timeless Echo受賞への思い, in ORICON NEWS, 14 giugno 2026. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  19. ↑ (JA) 山下達郎 ライブ・アルバム『JOY2』2026年10月14日(水)発売, su HMV&BOOKS online, 1º settembre 2026. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  20. ↑ (JA) Cover Artist 山下達郎 -前編-, su Fender News Japan. URL consultato il 5 giugno 2026.
  21. 1 2 (JA) 音楽が衰退していく中で、自分はどうするか――「今、唯一の存在証明はライブ」50周年を迎えた山下達郎が目指す境地, in Yahoo!ニュース オリジナル, 25 aprile 2025. URL consultato il 17 ottobre 2025.
  22. ↑ (EN) 40 Years Later, Japanese City Pop is Still Crashing the Charts (with Cat Zhang), su Switched On Pop. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  23. ↑ (EN) Mariya Takeuchi's 'Plastic Love' breaks Japan's top 10 decades after its original release, su Mixmag Asia. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  24. ↑ (EN) Van Paugam, How Tatsuro Yamashita Became Known as The King of City Pop, su vanpaugam.com, 5 aprile 2025. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  25. ↑ (JA) Top 100 Japanese pops Artists - No.6, su HMV Japan. URL consultato il 17 settembre 2021.
  26. ↑ (JA) 山下達郎“サブスク否定”発言の真意説明, in スポニチ, 18 febbraio 2023. URL consultato il 20 febbraio 2023.
  27. ↑ (JA) ジャニーズ問題で発言 松尾潔さん、達郎さん所属の事務所と契約解除, in 朝日新聞デジタル, 6 luglio 2023. URL consultato l'8 luglio 2023.
  28. ↑ (JA) 山下達郎、冠ラジオ『サンソン』で事務所騒動に言及, in ORICON NEWS, 9 luglio 2023. URL consultato il 10 luglio 2023.
  29. ↑ (JA) 山下達郎、松尾氏めぐるラジオ発言の最大の炎上点, in 東洋経済ONLINE, 11 luglio 2023. URL consultato il 26 luglio 2023.

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