| Sydney Kings Pallacanestro | |
|---|---|
| Segni distintivi | |
| Uniformi di gara | |
| Colori sociali | |
| Dati societari | |
| Città | |
| Nazione | |
| Confederazione | |
| Federazione | Basketball Australia |
| Campionato | NBL |
| Fondazione | 1988 |
| Scioglimento | 2008 |
| Rifondazione | 2010 |
| Denominazione | Sydney Kings (1988-presente) |
| Proprietario | |
| General manager | |
| Allenatore | |
| Impianto | Qudos Bank Arena (18,200 posti) |
| Sito web | www.nbl.com.au/Kings |
| Palmarès | |
| Titoli nazionali | 6 National Basketball League |
I Sydney Kings sono una società cestistica avente sede a Sydney, in Australia. Fondati nel 1988 dalla fusione tra West Sydney Westars e Sydney Supersonics, giocano nella National Basketball League. Tra il 2008 e il 2010 a causa di problemi finanziari la squadra non poté partecipare al campionato.
I Kings nacquero nell'ottobre 1987 dalla fusione dei West Sydney Westars e dei Sydney Supersonics. La nuova franchigia adottò i colori viola e oro, tradizionalmente associati alla squadra più vincente della NBA degli anni ottanta, i Los Angeles Lakers.
Prima della fusione nessuna squadra di Sydney era mai riuscita a raggiungere le semifinali della NBL. La situazione cambiò nel 1989, quando i Kings conclusero la stagione regolare al quinto posto con un record di 15 vittorie e 9 sconfitte e avanzarono alle semifinali grazie al successo per 2-1 sui Melbourne Tigers. Dopo aver diviso le prime due gare della serie, furono però travolti dai Canberra Cannons con il pesante punteggio di 142-82 nella decisiva terza partita.
Nel 1990 il Sydney raggiunse nuovamente i playoff, venendo eliminata al primo turno dai Brisbane Bullets. Nel 1992, trascinati dagli statunitensi Dwayne McClain, inserito nell'All-NBL First Team, e Ken McClary, tra i migliori rimbalzisti del campionato, i Kings chiusero al secondo posto della classifica. Anche in quell'occasione raggiunsero le semifinali, dove furono eliminati dai Tigers, che avrebbero poi perso la finale contro i South East Melbourne Magic.
Negli anni successivi, nonostante le ingenti risorse economiche del proprietario Mike Wrublewski, i Kings si guadagnarono la reputazione di squadra incapace di concretizzare le proprie potenzialità. Nel corso degli anni novanta il club schierò giocatori di primo piano come Leon Trimmingham, Mario Donaldson, Dean Uthoff e Phil Smyth, ma non riuscì a qualificarsi ai playoff nel 1993 e nel 1995, mentre fu eliminato al primo turno nel 1994 e nel 1996. In quel periodo la squadra ricevette il soprannome di The Violet Crumbles, in riferimento a una popolare barretta di cioccolato confezionata in un involucro viola: il gioco di parole suggeriva che la squadra fosse avvolta nel viola ma tendesse a sgretolarsi sotto pressione. Un altro soprannome diffuso era The Cardiac Kids, dovuto alla frequenza con cui il club era coinvolto in partite molto equilibrate e ricche di emozioni.
Dopo l'eliminazione del 1996, i Kings non tornarono ai playoff fino al 2001, quando raggiunsero il primo turno prima di essere eliminati dai Townsville Crocodiles. Per rilanciare la squadra venne ingaggiata la guardia della nazionale australiana Shane Heal, che concluse la stagione al secondo posto nella classifica marcatori dietro al compagno di nazionale Andrew Gaze. Heal terminò al terzo posto nella graduatoria dei punti realizzati anche nel campionato 2001-02, ma Sydney mancò nuovamente l'accesso ai playoff.
Per la stagione 2002-03, Heal venne affiancato dai talentuosi stranieri Chris Williams e Kavossy Franklin. Alla guida tecnica arrivò inoltre Brian Goorjian, l'allenatore con il maggior numero di vittorie nella storia della NBL. I Kings conclusero la stagione regolare al primo posto con un record di 22 vittorie e 8 sconfitte e superarono i Perth Wildcats per 2-0 nella serie finale, conquistando il primo titolo nazionale della loro storia.
Grazie al sistema difensivo introdotto da Goorjian, già vincente nelle sue precedenti esperienze con Spectres, Magic e Titans, i Kings divennero rapidamente una delle squadre dominanti del campionato. Oltre a trattenere l'MVP della lega Chris Williams, il club riuscì ad attirare a Sydney diversi giocatori provenienti dal Victoria che avevano già lavorato con il tecnico, tra cui Jason Smith e Bradley Sheridan.

Al termine della stagione 2002-03 Shane Heal annunciò il ritiro. Per sostituirlo venne ingaggiato C.J. Bruton, mentre Jason Smith fece ritorno in NBL dopo un'esperienza europea. Un grave infortunio costrinse però Smith a fermarsi dopo tredici partite e il suo posto venne preso dall'americano Chris Carrawell. I Kings iniziarono il campionato 2003-04 con dieci vittorie consecutive e conquistarono il secondo titolo della loro storia superando nella finale al meglio delle cinque partite i rivali cittadini dei West Sydney Razorbacks soltanto in gara 5. Matt Nielsen venne nominato MVP della stagione regolare e delle finali prima di trasferirsi all'estero.
Anche nella stagione 2004-05 il Sydney si confermò ai vertici della lega nonostante diversi problemi fisici. Bruton rimase fuori per settimane a causa di un infortunio al gomito, mentre il promettente Luke Kendall subì la rottura del legamento crociato anteriore. L'ingaggio del lungo statunitense Rolan Roberts consentì alla squadra di mantenere un elevato livello competitivo. I Kings conclusero ancora una volta al primo posto e dominarono i Wollongong Hawks nella serie finale, vincendo il terzo titolo consecutivo e diventando la prima squadra nella storia della NBL a conquistare tre campionati di fila. Jason Smith fu nominato MVP delle finali.
Nel campionato 2005-06 i Kings terminarono nuovamente in vetta alla classifica e raggiunsero la finale. Durante l'All Star Weekend, tuttavia, Rolan Roberts riportò la rottura del muscolo pettorale mentre tentava una schiacciata in stile Vince Carter nella gara delle schiacciate. Per sostituirlo venne ingaggiato Sedric Webber. Nella serie finale il Sydney fu però sconfitta per 3-0 dai Melbourne Tigers guidati da Chris Anstey. Nello stesso periodo il club fu acquistato per circa due milioni di dollari australiani da Tim Johnston, presidente della società tecnologica Firepower International, che nel 2007 cedette una quota della proprietà a Dorry Kordahi, fondatore e amministratore delegato della DKM.
La stagione 2006-07 vide i Kings continuare a essere protagonisti nonostante la partenza di C.J. Bruton, trasferitosi ai Brisbane Bullets. Nei playoff la squadra affrontò proprio i Bullets guidati dall'ex capitano, venendo eliminata in semifinale per 2-0 mentre il leader , Jason Smith, tentava di giocare nonostante una mano fratturata.
Nel 2007-08 il Sydney tornò a sfidare i Melbourne Tigers in nella serie finale per il titolo nazionale. La sfida si protrasse fino alla decisiva gara 5, disputata in un clima di forte incertezza legato alle difficoltà economiche del club e alle voci su un possibile collasso societario. Davanti al proprio pubblico i Kings vennero sconfitti per 73–85, perdendo la serie per 3-2 e lasciando ai Tigers il titolo nazionale.
Il 24 marzo 2008 l'allenatore Brian Goorjian lasciò i Kings in seguito a una risoluzione consensuale del contratto.
La situazione economica della società peggiorò rapidamente nei mesi successivi a causa del collasso della Firepower International, principale proprietaria del club. Incapaci di far fronte al pagamento degli stipendi dei giocatori, i Kings videro revocata la propria licenza dalla NBL il 12 giugno 2008.
Agli inizi di luglio due tentativi dell'ultimo minuto per salvare i Sydney Kings dal fallimento non andarono a buon fine e la NBL confermò che la stagione 2008-09 si sarebbe disputata con sole undici squadre partecipanti. La perdita della licenza segnò di fatto la scomparsa della franchigia originale dei Sydney Kings, ponendo fine a uno dei cicli più vincenti della storia della National Basketball League australiana.
Grazie a una nuova struttura dirigenziale e a una nuova proprietà, i Sydney Kings furono rifondati e tornarono a partecipare alla NBL nella stagione 2010-11, rientrando nel campionato dopo due anni di assenza. Nonostante l'arrivo di giocatori di rilievo come Julian Khazzouh, Ben Madgen e Luke Martin, nella loro prima stagione dopo il ritorno i Kings chiusero all'ultimo posto della classifica con un record di 8 vittorie e 20 sconfitte.

A causa del lockout NBA del 2011, il più celebre cestista australiano dell'epoca, l'ex centro dei Milwaukee Bucks Andrew Bogut, cercò una squadra con cui giocare durante la stagione 2011-12 della NBL. Bogut fu accostato agli Adelaide 36ers, ai Gold Coast Blaze e ai Sydney Kings, squadra per la quale tifava fin dall'infanzia. Sydney appariva la favorita per assicurarsi le sue prestazioni e il giocatore scelse effettivamente di debuttare nella NBL con i Kings. Tuttavia non fu possibile trovare una copertura assicurativa adeguata per il restante contratto da 39 milioni di dollari statunitensi che lo legava ai Bucks e l'accordo sfumò, privando i Kings e la NBL della presenza del più importante giocatore australiano del momento. Si riteneva che il suo arrivo avrebbe aumentato notevolmente sia gli abbonamenti dei Kings sia l'affluenza generale del campionato. Pur non riuscendo a scendere in campo, Bogut manifestò successivamente interesse a entrare nello staff tecnico dei Kings durante il lockout per aiutare la società. Anche questa ipotesi, tuttavia, non si concretizzò. I Kings mostrarono segnali di miglioramento nella stagione 2011-12, terminando il campionato al settimo posto con un record di 11 vittorie e 17 sconfitte.
Nei sei anni successivi i Kings continuarono ad attraversare un periodo difficile. Nelle otto stagioni disputate dal loro ritorno nella NBL riuscirono a qualificarsi ai playoff una sola volta, nel campionato 2012-13, chiudendo inoltre tutte e otto le stagioni regolari con un record negativo di vittorie e sconfitte. Nel novembre 2015 il club disputò la sua 800ª partita nella storia della franchigia.
In vista della stagione 2016-17, la leggenda del basket australiano Andrew Gaze venne nominata allenatore capo della squadra con un contratto triennale. Per rafforzare il roster furono ingaggiati giocatori di primo piano come Kevin Lisch, Brad Newley e Aleks Marić, oltre agli stranieri Greg Whittington e Michael Bryson. Dopo un promettente avvio, caratterizzato da cinque vittorie nelle prime sei partite, i Kings riuscirono però a vincere soltanto altre otto gare nelle restanti ventidue della stagione, mancando nuovamente la qualificazione ai playoff.
Prima dell'inizio del campionato 2017-18 la società aggiunse al roster altri tre giocatori stranieri: Amritpal Singh (il primo giocatore indiano a giocare nella NBL), Perry Ellis e Travis Leslie, oltre all'ala australiana Todd Blanchfield. I risultati, tuttavia, non migliorarono: la squadra perse sedici delle prime ventuno partite, mentre Kevin Lisch fu costretto a saltare gran parte della stagione regolare a causa di un infortunio al polpaccio.
Nella parte finale del campionato il club ingaggiò l'MVP della NBL 2016-17 Jerome Randle e il lungo Jeremy Tyler. Randle guidò i Kings a sei vittorie nelle ultime sette partite della stagione e venne inserito nell'All-NBL Second Team, ma ciò non bastò per raggiungere i playoff. Sydney mancò infatti la qualificazione alla post-season per il quinto anno consecutivo.
La stagione 2018-19 coincise con il trentesimo anniversario dei Sydney Kings nella NBL. Il 24 aprile 2018 il club annunciò l'ingaggio dell'icona del basket australiano Andrew Bogut. Nello stesso periodo la franchigia divenne la prima a beneficiare del nuovo Next Stars Program della NBL, iniziativa che offriva ai giovani talenti provenienti dalle scuole superiori un'opportunità professionistica alternativa al basket universitario statunitense. Attraverso questo programma i Kings misero sotto contratto il giovane statunitense Brian Bowen.

Con un record di 18 vittorie e 10 sconfitte nella stagione regolare 2018-19, i Kings raggiunsero i playoff per la prima volta dal 2013. Il loro cammino si interruppe però in semifinale, dove furono sconfitti per 2-0 dai Melbourne United. Sul piano individuale, Andrew Bogut conquistò il premio di MVP della NBL, diventando il terzo giocatore nella storia dei Kings a ricevere tale riconoscimento e il primo dopo quindici anni.
Dopo la conclusione della stagione, Andrew Gaze lasciò il club di comune accordo con la dirigenza e venne sostituito da Will Weaver come allenatore capo.
Nella sua prima stagione alla guida della squadra, la 2019-2020, Weaver portò i Kings alla conquista del titolo di campioni della stagione regolare per la prima volta dopo oltre un decennio. Sydney raggiunse inoltre la serie finale del campionato, ma dopo le prime tre gare la società comunicò di non voler proseguire la competizione a causa della pandemia di COVID-19. Di conseguenza i Kings rinunciarono alla serie, consentendo ai Perth Wildcats di essere proclamati campioni della NBL.
Nella stagione 2021-22, i Kings ottennero tredici vittorie consecutive, eguagliando la seconda più lunga striscia vincente nella storia della franchigia, stabilita tra la fine della stagione 2002-03 e l'inizio della stagione 2003-04. La squadra concluse al terzo posto la classifica della stagione regolare, conquistando l'accesso per la fase finale, e Jaylen Adams venne nominato MVP della NBL, diventando il quarto giocatore dei Kings a ricevere tale riconoscimento. Dopo aver sconfitto per 2-0 gli Illawarra Hawks nella sfida delle semifinali, la squadra raggiunse le finali del campionato dove sconfisse, con un netto 3-0, i Tasmania JackJumpers nella serie conclusiva, conquistando il quarto titolo NBL della propria storia a diciassette anni di distanza dall'ultimo successo nazionale.

La stagione successiva, la 2022-23, vide i Kings mantenere gran parte del nucleo australiano della squadra, aggiungendo al contempo un nuovo trio di stranieri formato da Derrick Walton, Justin Simon e Tim Soares. Il club proseguì il dominio mostrato l'anno precedente, chiudendo la stagione regolare con un record di 19 vittorie e 9 sconfitte e conquistando il titolo di campione della stagione regolare. Il capitano Xavier Cooks ricevette inoltre il premio di MVP della lega. I Kings tornarono per il secondo anno di fila alle finali NBL, dove affrontarono i New Zealand Breakers. La serie arrivò fino alla decisiva gara 5 dove la squadra di Sydney riuscì ad imporsi per 77-69, vincendo per 3-2 la serie; i Kings si confermarono per il secondo anno consecutivo campioni della NBL, conquistando il quinto campionato della propria storia.
Nella stagione 2025-26, guidati dall'allenatore Brian Goorjian e dalla guardia Kendric Davis, i Kings tornarono nuovamente alle finali del campionato. In gara 1 della serie finale, Sydney travolse gli Adelaide 36ers con il punteggio di 112-68, stabilendo una delle vittorie più nette nella storia delle finali NBL. Il titolo venne conquistato in gara 5 grazie a una vittoria per 113-101 dopo un tempo supplementare. Kendric Davis fu nominato MVP della serie finale.
| Arena | Periodo | Capienza |
|---|---|---|
| State Sports Centre | 1988–1989; 2012; 2016 | 5.006 |
| Sydney Entertainment Centre | 1990–1999; 2002–2008; 2010–2015 | 12.500 (1990–2008) 10.517 (2010–2015) |
| Sydney SuperDome | 1999–2002; 2016–presente | 18.200 |
La prima arena casalinga dei Sydney Kings fu il State Sports Centre, situato a Homebush Bay. Dopo aver disputato le stagioni 1988 e 1989 nell'impianto da 5.006 posti, la franchigia si trasferì nel 1990 nella più grande arena coperta di Sydney, il Sydney Entertainment Centre, che poteva ospitare 12.500 spettatori. Conosciuto dai tifosi dei Kings come The Kingdome, il Sydney Entertainment Centre rimase la casa della squadra fino al 1999, quando il club fece ritorno a Homebush Bay trasferendosi nel nuovo Sydney SuperDome, impianto da 18.200 posti costruito come principale sede delle competizioni di pallacanestro e ginnastica dei Giochi olimpici di Sydney 2000.
Nonostante il record NBL di 17.143 spettatori registrato nella partita inaugurale della stagione 1999-2000 contro i Canberra Cannons, disputata come doppio incontro insieme alla gara tra West Sydney Razorbacks e Brisbane Bullets, l'esperienza dei Kings al SuperDome durò soltanto tre anni. Dopo essere entrato in amministrazione controllata al termine della stagione 2001-02 ed essere stato acquistato da un nuovo gruppo di investitori, il club decise infatti di tornare al Sydney Entertainment Centre nel 2002, citando il calo delle presenze e gli elevati costi di gestione di un'arena dalle dimensioni paragonabili a quelle della NBA. All'epoca si ipotizzò inoltre che gran parte della tifoseria provenisse dai quartieri orientali e settentrionali di Sydney e fosse poco incline a spostarsi fino a Homebush Bay per assistere alle partite.

I Kings rimasero al Sydney Entertainment Centre dal 2002 al 2015. Durante la stagione 2012-13 furono costretti a disputare una partita allo State Sports Centre a causa di un evento già programmato nell'arena principale. Al momento della sua chiusura nel 2015, il Sydney Entertainment Centre disponeva di una capienza per il basket di 10.517 posti, ottenuta tramite l'installazione di tendaggi dietro i canestri per ridurre il numero dei posti disponibili. Ciò rendeva l'impianto il secondo più capiente della NBL, alle spalle della Perth Arena da 14.846 posti, ma anche il più antico del campionato essendo stato inaugurato nel 1983.
A metà della stagione 2015-16 i Kings tornarono a Homebush Bay dopo la demolizione del Sydney Entertainment Centre, destinato a lasciare spazio a un complesso residenziale e a un centro congressi. Il 13 marzo 2016 la franchigia passò sotto una nuova proprietà e venne annunciato il trasferimento permanente al Sydney SuperDome, successivamente noto come Afterpay Arena, a partire dalla stagione 2016-17. Durante la stagione regolare il livello superiore dell'impianto veniva spesso chiuso, a seconda della domanda di biglietti, riducendo la capienza a circa 9.000 spettatori. Nell'ultima partita casalinga della stagione 2016-17, contro i Melbourne United, i Kings fecero registrare una presenza di 11.005 spettatori, all'epoca la seconda più alta nella storia della franchigia.
I Sydney Kings hanno stabilito il record assoluto di presenze della NBL in sette occasioni diverse disputando le proprie partite al Sydney SuperDome, l'arena più capiente del campionato. Il record attuale è di 18.589 spettatori ed è stato stabilito il 5 aprile 2026 durante gara 5 delle finali NBL 2025-26.
Nella stagione 1999-2000 i Kings organizzarono al SuperDome un doppio incontro che vide in campo i West Sydney Razorbacks contro i Brisbane Bullets e successivamente i Kings contro i Canberra Cannons. L'evento attirò 17.143 spettatori, stabilendo un nuovo record della lega che rimase imbattuto per oltre vent'anni.

Il 17 novembre 2019, in occasione della partita contro gli Illawarra Hawks, i Kings stabilirono un nuovo record assoluto di presenze per una singola gara NBL con 17.514 spettatori. Uno dei principali motivi dell'elevato interesse mediatico fu la presenza negli Hawks del futuro giocatore NBA e fenomeno dei social media LaMelo Ball.
In gara 3 delle finali NBL 2022 contro i Tasmania JackJumpers, il club attirò 16.149 spettatori al SuperDome, stabilendo quello che all'epoca rappresentava il record di affluenza per una partita di playoff e la terza più alta presenza nella storia della lega.
Durante le finali della stagione 2022-23 contro i New Zealand Breakers, i Kings batterono due volte il record di presenze sia per una singola partita sia per una gara di playoff. Grazie al vantaggio del fattore campo, le gare 1, 3 e 5 della serie si disputarono al SuperDome. Il 10 marzo 2023 gara 3 fu seguita da 18.049 spettatori, nuovo record della competizione. Soltanto cinque giorni dopo, con la serie in perfetta parità sul 2-2, gara 5 vide la vittoria dei Kings e un nuovo record di 18.124 spettatori presenti.
I Kings migliorarono ulteriormente il primato due volte nel 2026, ancora una volta al Sydney SuperDome e in circostanze simili. Nelle finali NBL 2025-26 contro gli Adelaide 36ers, gara 3 fu seguita da 18.373 spettatori, nuovo record assoluto di affluenza. Una settimana più tardi, il 5 aprile 2026, gara 5 attirò 18.589 spettatori. In quell'occasione Sydney conquistò il titolo dopo un tempo supplementare, fissando l'attuale record di presenze della NBL.
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Il 10 ottobre 2013 i Sydney Kings annunciarono la migliore squadra dei primi venticinque anni di storia della franchigia nel corso della presentazione della stagione 2013-14, tenutasi presso l'Australian Museum. Tre volte campione NBL con i Kings, Brian Goorjian fu nominato allenatore della Squadra del 25º anniversario, mentre Jason Smith ricevette l'onore di esserne il capitano.
Allenatore
| Pos. | Titolare | Riserva | Riserva |
|---|---|---|---|
| C | |||
| AG | |||
| AP | |||
| G | |||
| PM |
Il club rende omaggio ai giocatori, agli allenatori e ai dirigenti che hanno fornito un contributo significativo alla storia della franchigia durante la sua partecipazione alla competizione. Tale riconoscimento è rappresentato da appositi stendardi esposti sul lato palco dell'Afterpay Arena.
Attualmente la Wall of Legends comprende dodici membri; le più recenti introduzioni sono avvenute durante l'intervallo della partita tra i Kings e i Melbourne United del 28 gennaio 2018.
Nel 2023 lo stendardo della maglia ritirata di Shane Heal è stato rimosso dalla Wall of Legends dei Kings in seguito alla sua controversa uscita dall'incarico di allenatore capo delle Sydney Flames.
| Allenatore | Periodo | Titoli NBL |
|---|---|---|
| 1988–1988 | — | |
| 1989–1995 | — | |
| 1996–1997 | — | |
| 1998–1999 | — | |
| 1999–2002 | — | |
| 2002–2008 | 3 (2002-03, 2003-04, 2004-05) | |
| 2010–2012 | — | |
| 2011–2012 | — | |
| 2011–2014 | — | |
| 2014–2016 | — | |
| 2015–2016 | — | |
| 2016–2019 | — | |
| 2019–2021 | — | |
| 2020–2021 | — | |
| 2021–2023 | 2 (2021-22, 2022-23) | |
| 2023–2024 | — | |
| 2024–attuale | 1 (2025-26) |
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 264088084 · LCCN (EN) n97119351 · J9U (EN, HE) 987012945353905171 |
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