| Melbourne United Pallacanestro | |
|---|---|
| Segni distintivi | |
| Uniformi di gara | |
| Colori sociali | |
| Dati societari | |
| Città | Melbourne |
| Nazione | |
| Confederazione | FIBA Oceania |
| Federazione | Basketball Australia |
| Campionato | NBL |
| Fondazione | 1931 |
| Denominazione | Melbourne Tigers (1931-2014) Melbourne United (2014-presente) |
| Proprietario | |
| Presidente | |
| General manager | |
| Allenatore | |
| Impianto | John Cain Arena (10 500 posti) |
| Sito web | www.melbourneutd.com.au/ |
| Palmarès | |
| Titoli nazionali | 6 National Basketball League |
I Melbourne United sono una società cestistica avente sede a Melbourne, in Australia. Fondati nel 1931, e noti fino al 2014 con il nome di Melbourne Tigers, giocano nella National Basketball League.
Disputano le partite interne nella John Cain Arena, che ha una capacità di 10.500 spettatori.
La storia dei Melbourne Tigers ebbe origine nel 1931 con la nascita della Victorian Basketball Association (VBA). Il nome Melbourne Tigers fu ufficialmente adottato nel 1975 e la squadra fece il proprio debutto nella South East Australian Basketball League (SEABL) nel 1981. Dopo aver vinto il campionato SEABL nel 1983, i Tigers entrarono a far parte della National Basketball League (NBL) a partire dalla stagione 1984.
I Melbourne Tigers debuttarono nella National Basketball League durante la stagione 1984. Inizialmente, la squadra incontrò grandi difficoltà nel campionato a causa della mancanza di risorse finanziarie. Durante le prime stagioni di difficoltà dei primi anni ’80, i Tigers furono guidati dall’allenatore Lindsay Gaze e da suo figlio Andrew. Quest’ultimo si rivelò un realizzatore eccezionale, stabilendo un record ancora imbattuto nella NBL con una media di 44,1 punti a partita nella stagione 1987. In quell’anno mise a segno anche 60 punti in una partita contro i Newcastle Falcons. Nonostante le sue prestazioni dominanti, i Tigers conclusero la stagione con un bilancio di appena 3 vittorie e ben 23 sconfitte. L’arrivo degli stranieri David Colbert e Dave Simmons, in vista della stagione 1989, consentì alla squadra di concludere al quarto posto la stagione regolare e raggiungere per la prima volta i playoff della National Basketball League, dove però la squadra venne eliminata dai Sydney Kings per 2-1.
L’aggiunta del giocatore statunitense Lanard Copeland nel 1992 portò i Tigers alla loro prima serie di finali della NBL, dove però furono sconfitti 2–1 dai South East Melbourne Magic. Gaze e Copeland formarono probabilmente la miglior coppia di guardie nella storia della NBL: Copeland accettò con piacere il ruolo di spalla di Gaze, ma era sempre pronto a diventare l’uomo decisivo in sua assenza. Nel 1993 si unì al gruppo anche Mark Bradtke, e insieme a Gaze, Copeland e Simmons condusse i Tigers nuovamente alle finali NBL, questa volta contro i Perth Wildcats. Dopo aver vinto una partita ciascuno, gara 3 a Perth si rivelò equilibratissima. Nel finale della sfida, con i Wildcats sotto di tre punti e Andrew Vlahov in possesso della palla, il suo tiro da tre sembrò destinato al canestro, ma dopo aver girato quasi completamente intorno al ferro e colpito il tabellone, finì per uscire. Fu una vittoria storica per i Tigers Andrew e Lindsay Gaze, che si abbracciarono in lacrime in un momento rimasto impresso nella memoria dei tifosi.
I Tigers tornarono in finale nel 1996, ma vennero nuovamente sconfitti 2–1 dai South East Melbourne Magic. Dopo quella stagione, la squadra si separò da Dave Simmons. La stagione 1997 iniziò con il taglio dell’import Jarvis Lang, sostituito da Marcus Timmons. Con Gaze, Copeland, Bradtke e Timmons, i Tigers raggiunsero la quarta serie di finali NBL della loro storia, chiudendo la stagione con un’impressionante striscia di 17 vittorie su 18 partite, inclusa una serie record di 16 vittorie consecutive. Affrontarono di nuovo i Magic, ma questa volta si imposero per 2–1, conquistando così il loro secondo titolo NBL.

Negli anni successivi i Tigers non riuscirono più a ritrovare la forma dei primi anni novanta e, per tutto il resto degli anni ’90 e l’inizio del secondo millennio, la squadra non riuscì mai a competere per il titolo nazionale. Nel 2002, la franchigia passò a proprietà privata, dopo aver accumulato 2 milioni di dollari di debiti. Un nuovo consorzio guidato dall’imprenditore di Melbourne, Seamus McPeake e dalla famiglia Gaze riportò la stabilità finanziaria alla società in vista della stagione 2002-03.
L’era Gaze si concluse nel 2005 con il ritiro dell’allenatore Lindsay Gaze e di uno dei più grandi giocatori australiani di sempre, Andrew Gaze. Inoltre, i Tigers si separarono anche da Mark Bradtke e Lanard Copeland. Per la stagione 2005-2006, la squadra fu guidata da Darryl McDonald e dagli stranieri Rashad Tucker e Dave Thomas, ai quali si unì Chris Anstey. Tra i veterani figuravano anche Daryl Corletto, Stephen Hoare e Tommy Greer. Sotto la guida del nuovo capo allenatore Al Westover, i Tigers dopo aver concluso al secondo posto la stagione regolare, raggiunsero le finali della NBL 2006, dove sconfissero nettamente i Sydney Kings, campioni in carica da tre anni consecutivi, con un secco 3–0, conquistando il terzo titolo della storia del club.
Nella stagione 2006-2007, i Tigers tornarono nuovamente in finale della NBL, ma vennero sconfitti per 3–1 dai Brisbane Bullets, non riuscendo a difendere il titolo nazionale. Durante l’estate del 2007, la squadra ingaggiò David Barlow e Nathan Crosswell, che si unirono al gruppo formato da Anstey, McDonald, Thomas, Corletto, Hoare e Greer. Lo straniero Sean Lampley si aggiunse a stagione in corso, contribuendo a trascinare i Tigers alla terza finale consecutiva della NBL, ancora una volta contro i Sydney Kings. La serie fu equilibrata e si decise solo in gara 5, dopo che le squadre avevano vinto due partite ciascuna. In quell’ultima e decisiva gara, disputata al “Kingdome”, i Tigers completarono l’impresa in casa, vincendo per 85–73, celebrando con la conquista del quarto titolo nazionale, l’ultima partita di Darryl McDonald. Sia Anstey che Thomas chiusero la partita con 21 punti e 12 rimbalzi a testa.
Nel 2008, i Tigers si assicurarono i servizi di Sam Mackinnon e Ebi Ere, mentre il veterano Dave Thomas lasciò la squadra per unirsi ai Cairns Taipans. Tuttavia, a causa dell’infortunio di Mackinnon e della partenza a metà stagione di Rod Grizzard, i Tigers riportarono in squadra Thomas e aggiunsero Luke Kendall nel gennaio 2009. La stagione 2008-2009 vide i Tigers raggiungere per la quarta volta consecutiva le finali della NBL, ma furono sconfitti per 3–2 dai South Dragons.
Nel maggio 2009, i Tigers decisero temporaneamente di ritirarsi dalla stagione 2009-2010, dopo aver registrato perdite economiche per la prima volta in cinque anni durante la stagione precedente. La franchigia riteneva che le riforme della NBL non fossero sufficienti a garantire la sostenibilità finanziaria per la partecipazione al campionato. Tuttavia, la squadra decise infine di continuare e prese parte al nuovo campionato a otto squadre nella stagione 2009–10. Per quanto riguarda il roster, Sam Mackinnon rimase con i Tigers anche nel 2009, mentre venne ingaggiato Mark Worthington dopo lo scioglimento dei South Dragons. Le stelle straniere Ebi Ere e Dave Thomas lasciarono la squadra quando la dirigenza decise di puntare su un roster “interamente australiano”. Tale politica durò poco, infatti a novembre si unì alla squadra Julius Hodge, seguito a gennaio da Mike Rose. La squadra però concluse la stagione regolare solamente al sesto posto, mancando così l'accesso alla fase finale del campionato.
Durante l’off-season del 2010, il roster dei Tigers venne completamente ricostruito a causa delle partenze di Hodge, Worthington e Nathan Crosswell, oltre ai ritiri di due grandi veterani della NBL, Mackinnon e Chris Anstey. La squadra aggiunse gli stranieri T.J. Campbell e Eric Devendorf , oltre agli australiani Cameron Tragardh, Matt Burston, Wade Helliwell, Luke Nevill e Lucas Walker. Daryl Corletto, Tommy Greer e Bennie Lewis rimasero in squadra. Nel novembre 2010, l'MVP della NBL 2010, Corey Williams, sostituì Campbell, mentre Nevill e Devendorf vennero rilasciati nel febbraio successivo. La leggenda del club Darryl McDonald concluse la stagione 2010-11 come allenatore dei Tigers, dopo l’esonero di Al Westover.
Nell’estate 2011, la squadra assunse come allenatore Trevor Gleeson, e ingaggiò Ayinde Ubaka, Ron Dorsey e Daniel Dillon dai Cairns Taipans. A loro si aggiunse Liam Rush, insieme al prestigioso arrivo di Patty Mills, che giocò per la durata del lockout NBA 2011. Nel gennaio 2012, dopo una sconfitta di 13 punti contro i Gold Coast Blaze, il proprietario della squadra, Seamus McPeake, si rivolse duramente alla squadra nello spogliatoio e licenziò il giocatore, Ayinde Ubaka, sul posto, mentre Gleeson si trovava in conferenza stampa.
Nel 2012, i Tigers aggiunsero Chris Goulding, Nate Tomlinson, Adam Ballinger e gli stranieri Seth Scott e Kevin Braswell. Rimasero in squadra Burston, Walker, Rush, Lewis e Greer, mentre la leggenda Chris Anstey divenne capo allenatore. Nel novembre della stagione 2012-13, Jonny Flynn sostituì Braswell, ma i Tigers mancarono i playoff per il quarto anno consecutivo, concludendo al quinto posto in classifica nella stagione regolare.
La stagione 2013–14 vide il ritorno di Mark Worthington, mentre Goulding, Tomlinson, Ballinger, Walker e Greer rimasero sotto la guida di Anstey, confermato anche per questa stagione. Ayinde Ubaka ebbe una nuova breve parentesi con la squadra all' inizio stagione, prima di essere sostituito a novembre da Mustapha Farrakhan, che formò una coppia di stranieri con Scott Morrison.Grazie alle grandi prestazioni di Goulding, i Tigers raggiunsero i playoff per la prima volta dalla stagione 2008-2009, ma furono eliminati in semifinale dagli Adelaide 36ers.

Il 20 maggio 2014, la franchigia venne rinominata in Melbourne United. Il cambiamento fu pensato per rappresentare l’unione di tutto il basket dello stato di Victoria, con il nuovo logo blu navy dei Melbourne United come simbolo della pallacanestro professionistica dello Stato, in sostituzione del marchio dei Melbourne Tigers. Il proprietario Larry Kestelman desiderava porre fine alle divisioni tra i tifosi dei Tigers (che possedeva anche una squadra dilettantistica) e i sostenitori di altre squadre dello Stato di Victoria, per riunire tutta la comunità cestistica sotto un’unica squadra che prendesse parte alla NBL. Il cambio di nome fu accolto con forte opposizione da parte di membri, tifosi e leggende del passato come Andrew Gaze e Lanard Copeland, con quest’ultimo che dichiarò di voler “togliere la propria maglia dal soffitto”.

La leggenda dei Tigers Daryl Corletto tornò nella franchigia nel 2014 dopo tre anni con i New Zealand Breakers, mentre David Barlow rientrò dopo cinque anni in Europa, in seguito al ritiro di Tommy Greer
Mark Worthington, Lucas Walker e Nate Tomlinson passarono dai Tigers agli United, mentre Daniel Kickert si unì alla squadra insieme agli stranieri Jordan McRae e Stephen Dennis. Dopo la sconfitta per 89–61 contro i Cairns Taipans all’esordio della stagione 2014–15, l’allenatore Chris Anstey si dimise e venne sostituito ad interim dal suo assistente Darryl McDonald. Lo United concluse la sua stagione inaugurale al quinto posto in classifica con un record di 13 vittorie e 15 sconfitte, mancando l'accesso alle final four per il titolo.
Nel 2015, lo United ingaggiò lo statunitense Dean Demopoulos come nuovo capo allenatore e acquisì lo swingman Todd Blanchfield. Tornò anche Chris Goulding dopo una stagione in Spagna. Con Kickert e Tomlinson ancora in squadra, vennero aggiunti Majok Majok e gli stranieri Hakim Warrick e Stephen Holt. Brad Hill fu firmato come sostituto di Barlow, infortunatosi al tendine d’Achille prima dell’inizio del campionato. Melbourne vinse la regular season della stagione 2015-16 con un record di 18–10, ma venne eliminata in semifinale dai New Zealand Breakers, quarti in classifica, dopo aver perso entrambi le sfide della serie. Nel 2016, Goulding, Blanchfield, Majok e Tomlinson furono affiancati dai nuovi arrivi Tai Wesley e David Andersen, mentre Barlow tornò in campo dopo l’infortunio. Lo United iniziò la stagione 2016-17 con gli stranieri Cedric Jackson, Devin Williams e Ramone Moore, che furono però sostituiti a metà stagione da Casper Ware, Josh Boone e Lasan Kromah. Sebbene Kromah non ebbe grande impatto, Ware e Boone guidarono la squadra a un’importante rimonta, mancando i playoff per sole due partite dopo aver concluso la stagione regolare della stagione 2016-2017 al sesto posto con 13 vittorie e 15 sconfitte .

Nell’off-season del 2017, Dean Demopoulos lasciò il ruolo di allenatore e al suo posto venne ingaggiato Dean Vickerman. Sotto Demopoulos, United aveva mostrato un gioco monocorde e poca organizzazione difensiva. Con Vickerman arrivò invece una rivoluzione culturale, basata sulla condivisione del gioco offensivo e sulla leadership interna. Con il nucleo formato da Goulding, Ware, Boone, Wesley, Andersen, Barlow e Majok, United aggiunse lo swingman Casey Prather, reduce da due titoli consecutivi con i Perth Wildcats. La squadra firmò anche l’ex Tiger Daniel Dillon, ma un grave infortunio al tendine d’Achille portò alla sua sostituzione con il giovane australiano Peter Hooley. Lo United, considerata favorita per il titolo all’inizio della stagione 2017-18, partì male (2–3), subendo anche una sconfitta contro i Brisbane Bullets. A dicembre, Prather subì un grave infortunio al gomito e fu sostituito da Carrick Felix. Con Felix in campo, United crebbe nei risultati ottenendo un record di 9–1. Tuttavia a febbraio 2018, Felix venne rimosso dal roster attivo dopo il ritorno di Prather dall'infortunio. Lo United concluse la stagione regolare come prima classificata, con un record di 20–8; in semifinale superò i Breakers per 2-0 e raggiunse le finali della NBL 2018 contro gli Adelaide 36ers. Con la serie sul 2–2, Ware e Goulding segnarono 23 punti ciascuno e Prather aggiunse 19 punti, 11 rimbalzi e 5 recuperi nella vittoria 100–82, che consegnò alla franchigia la vittoria della decisiva gara cinque ed il primo titolo NBL come Melbourne United. Goulding fu nominato MVP della finale. Nella stagione 2018-19, lo United dopo aver concluso la stagione regolare al secondo posto in classifica, tornò alle finali NBL, ma fu sconfitta per 3–1 dai Perth Wildcats.
Durante la stagione 2020-21, lo United vinse la regular season concludendo con un record di 28–8, grazie a Goulding, Jock Landale, Scotty Hopson e Mitch McCarron. Dopo aver battuto i South East Melbourne Phoenix per 2–1 in semifinale, lo United si impose nettamente sui Perth Wildcats 3–0 in finale, conquistando il secondo titolo come United e il sesto complessivo nella storia della franchigia .Landale fu nominato MVP della finale. Nella stagione successiva,lo United vinse nuovamente la regular season. Tuttavia la squadra venne sconfitta in semifinale per 2-1 dai Tasmania JackJumpers.
Durante la stagione 2023-24, lo United conquistò nuovamente la testa della classifica al termine della stagione regolare e tornò alle finali della NBL, dove però venne sconfitta per 3–2 dai Tasmania JackJumpers.
Nella stagione 2024-25, lo United ha raggiunto per il secondo anno consecutivo le finali della NBL, dopo aver chiuso al secondo posto la stagione regolare ed aver vinto la serie delle semifinali contro i Perth Wildcats per 2-1. Tuttavia lo United ha perso la decisiva gara 5 contro gli Illawarra Hawks per 114-104, mancando la conquista del titolo nazionale. Nonostante la sconfitta, Matthew Dellavedova ricevette la Larry Sengstock Medal come MVP delle finali della NBL, non accadeva dal 1993 che a vincere il riconoscimento fosse un giocatore della squadra arrivata al secondo posto.
| Campioni NBL | Campioni di lega | Secondi classificati | Presenza ai play-off |
| Stagione | Livello | Competizione | Stagione regolare | Play-off | Allenatore | Capitano | MVP del club | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Posizione | Giocate | Vittorie | Sconfitte | % Vittorie | |||||||
| Melbourne Tigers | |||||||||||
| 1984 | 1 | NBL | 5ª | 24 | 11 | 13 | 0.458 | Non qualificata | |||
| 1985 | 1 | NBL | 13ª | 26 | 5 | 21 | 0.192 | Non qualificata | |||
| 1986 | 1 | NBL | 13ª | 26 | 6 | 20 | 0.231 | Non qualificata | |||
| 1987 | 1 | NBL | 14ª | 26 | 3 | 23 | 0.115 | Non qualificata | |||
| 1988 | 1 | NBL | 12ª | 24 | 8 | 16 | 0.333 | Non qualificata | |||
| 1989 | 1 | NBL | 4ª | 24 | 16 | 8 | 0.667 | Sconfitta agli spareggi (Sydney) 1–2 | |||
| 1990 | 1 | NBL | 4ª | 26 | 17 | 9 | 0.654 | Sconfitta agli spareggi (Perth) 0–2 | |||
| 1991 | 1 | NBL | 5ª | 26 | 16 | 10 | 0.615 | Sconfitta agli spareggi (Adelaide) 0–2 | |||
| 1992 | 1 | NBL | 3ª | 24 | 15 | 9 | 0.625 | Vinte i quarti (Perth) 2–1 Vinte le semifinali (Sydney) 2–1 Sconfitta in finale (S.E. Melbourne) 1–2 |
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| 1993 | 1 | NBL | 3ª | 26 | 16 | 10 | 0.615 | Vinte i quarti (Illawarra) 2–0 Vinte le semifinali (S.E. Melbourne) 2–0 Vinta la finale (Perth) 2–1 |
|||
| 1994 | 1 | NBL | 1ª | 26 | 19 | 7 | 0.731 | Vinte i quarti (Illawarra) 2–0 Sconfitta in semifinale (Adelaide) 0–2 |
|||
| 1995 | 1 | NBL | 8ª | 26 | 14 | 12 | 0.538 | Sconfitta nei quarti (Perth) 1–2 | |||
| 1996 | 1 | NBL | 1ª | 26 | 21 | 5 | 0.808 | Vinti i quarti (Brisbane) 2–1 Vinte le semifinali (Canberra) 2–1 Sconfitta in finale (S.E. Melbourne) 1–2 |
|||
| 1997 | 1 | NBL | 2ª | 30 | 19 | 11 | 0.633 | Vinte le semifinali (North Melbourne) 2–0 Vinta la finale (S.E. Melbourne) 2–1 |
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| 1998 | 1 | NBL | 5ª | 30 | 16 | 14 | 0.533 | Sconfitta agli spareggi (Brisbane) 0–2 | |||
| 1999–2000 | 1 | NBL | 2ª | 26 | 17 | 9 | 0.654 | Vinte le qualificazioni (Brisbane) 2–0 Sconfitta in semifinale (Victoria) 0–2 |
|||
| 2000–2001 | 1 | NBL | 5ª | 28 | 14 | 14 | 0.500 | Sconfitta agli spareggi (Victoria) 1–2 | |||
| 2001–2002 | 1 | NBL | 7ª | 28 | 13 | 15 | 0.464 | Non qualificata | |||
| 2002–2003 | 1 | NBL | 6ª | 30 | 16 | 14 | 0.533 | Vinte le qualificazioni (Victoria) 2–1 Sconfitta in semifinale (West Sydney) 1–2 |
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| 2003–2004 | 1 | NBL | 6ª | 30 | 15 | 15 | 0.500 | Sconfitta ai quarti (Sydney) 1–2 | |||
| 2004–2005 | 1 | NBL | 6ª | 32 | 17 | 15 | 0.531 | Vittoria agli spareggi (Perth) 108–88 Sconfitta ai quarti (Townsville) 100–112 |
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| 2005–2006 | 1 | NBL | 2ª | 32 | 25 | 7 | 0.781 | Vinte le semifinali (Perth) 2–0 Vinta la finale (Sydney) 3–0 |
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| 2006–2007 | 1 | NBL | 2ª | 33 | 25 | 8 | 0.758 | Vinte le semifinali (Cairns) 2–0 Sconfitta in finale (Brisbane) 1–3 |
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| 2007–2008 | 1 | NBL | 2ª | 30 | 22 | 8 | 0.733 | Vinte le semifinali (Brisbane) 2–0 Vinta la finale (Sydney) 3–2 |
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| 2008–2009 | 1 | NBL | 2ª | 30 | 20 | 10 | 0.667 | Vinte le semifinali (New Zealand) 2–0 Sconfitta in finale (South) 2–3 |
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| 2009–2010 | 1 | NBL | 6ª | 28 | 11 | 17 | 0.393 | Non qualificata | |||
| 2010–2011 | 1 | NBL | 7ª | 28 | 10 | 18 | 0.357 | Non qualificata | |||
| 2011–2012 | 1 | NBL | 6ª | 28 | 11 | 17 | 0.393 | Non qualificata | |||
| 2012–2013 | 1 | NBL | 5ª | 28 | 12 | 16 | 0.429 | Non qualificata | |||
| 2013–2014 | 1 | NBL | 3ª | 28 | 15 | 13 | 0.536 | Sconfitta in semifinale (Adelaide) 1–2 | |||
| Stagione | Livello | Competizione | Stagione regolare | Play-off | Allenatore | Capitano | MVP del club | ||||
| Posizione | Giocate | Vittorie | Sconfitte | % Vittorie | |||||||
| Melbourne United | |||||||||||
| 2014–2015 | 1 | NBL | 5ª | 28 | 13 | 15 | 0.464 | Non qualificata | |||
| 2015–2016 | 1 | NBL | 1ª | 28 | 18 | 10 | 0.643 | Sconfitta in semifinale (New Zealand) 0–2 | |||
| 2016–2017 | 1 | NBL | 6ª | 28 | 13 | 15 | 0.464 | Non qualificata | |||
| 2017–2018 | 1 | NBL | 1ª | 28 | 20 | 8 | 0.714 | Vinte le semifinali (New Zealand) 2–0 Vinta la finale (Adelaide) 3–2 |
|||
| 2018–2019 | 1 | NBL | 2ª | 28 | 18 | 10 | 0.643 | Vinte le semifinali (Sydney) 2–0 Sconfitta in finale (Perth) 1–3 |
|||
| 2019–2020 | 1 | NBL | 4ª | 28 | 15 | 13 | 0.536 | Sconfitta in semifinale (Sydney) 1–2 | |||
| 2020–2021 | 1 | NBL | 1ª | 36 | 28 | 8 | 0.778 | Vinte le semifinali (S.E. Melbourne) 2–1 Vinta la finale (Perth) 3–0 |
|||
| 2021–2022 | 1 | NBL | 1ª | 28 | 20 | 8 | 0.714 | Sconfitta in semifinale (Tasmania) 1–2 | |||
| 2022–2023 | 1 | NBL | 7ª | 28 | 15 | 13 | 0.536 | Non qualificata | |||
| 2023–2024 | 1 | NBL | 1ª | 28 | 20 | 8 | 0.714 | Vinte le semifinali (Illawarra) 2–1 Sconfitta in finale (Tasmania) 2–3 |
|||
| 2024–2025 | 1 | NBL | 2ª | 29 | 19 | 10 | 0.655 | Vinte le semifinali (Perth) 2–1 Sconfitta in finale (Illawarra) 2–3 |
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| Totale stagione regolare | 1179 | 664 | 515 | 0.563 | 7 titoli di stagione regolare | ||||||
| Totale play-off | 137 | 74 | 63 | 0.540 | 6 campionati NBL | ||||||
*Nota: Nel 1983 e nel 1984, la NBL era divisa in Conference Est e Ovest durante la stagione regolare.

| Arena | Periodo | Capienza |
|---|---|---|
| Albert Park Basketball Stadium | 1984–1987 | 2.000 |
| Melbourne Entertainment Centre | 1988–1991 | 7.200 |
| Rod Laver Arena | 1992–2000 | 14.820 |
| John Cain Arena | 2000–2002, 2012–oggi | 10.500 |
| State Netball Hockey Centre | 2002–2017 | 3.500 |
| Margaret Court Arena | 2014–2016 | 7.500 |
I Melbourne Tigers disputarono le loro partite interne nella storica sede di Albert Park Basketball Stadium, un impianto da 2.000 posti, dal 1984 al 1987, prima di trasferirsi nel più capiente Melbourne Sports and Entertainment Centre, più comunemente noto come “The Glass House”, da 7.200 posti nel 1988. I Tigers giocarono al Glass House – condiviso con i North Melbourne Giants – dal 1987 al 1991, prima di trasferirsi, insieme alla nuova squadra dei South East Melbourne Magic, nel National Tennis Centre da 14.820 posti nel 1992. L’arena poteva ospitare fino a 15.400 spettatori per le partite di basket (quasi 2.000 in più rispetto al Brisbane Entertainment Centre, che con i suoi 13.500 posti era il più grande dal 1986), diventando così la più grande sede della NBL dell’epoca. I Tigers ottennero grande successo al Tennis Centre, vincendo il titolo NBL nel 1993 e nel 1997, oltre a raggiungere la finale nel 1992 e nel 1996. Nel 1996, Tigers e Magic stabilirono un record di pubblico NBL per una partita di stagione regolare con 15.366 spettatori al Tennis Centre, mentre la serie finale 1996 tra le due rivali di Melbourne fissò un record di affluenza complessiva di 43.605 spettatori nelle tre partite — primato che resiste ancora alla stagione 2016–17. A causa dei costi crescenti per giocare al Tennis Centre, i Tigers si trasferirono nel 2000 nella nuova Vodafone Arena, con 10.500 posti, situata accanto al Tennis Centre.

La squadra rimase lì fino al 2002, quando si spostò in una struttura più piccola, il State Netball and Hockey Centre da 3.500 posti. Dal 2012, il club ha diviso le proprie partite tra la John Cain Arena e il Netball Centre, ma nel 2015 ha giocato anche alla rinnovata Margaret Court Arena, che — come parte del complesso di Melbourne Park — era stata dotata di tetto retraibile e ampliata da 6.000 a 7.500 posti. Nella stagione 2016–17, i Melbourne United disputarono la maggior parte delle gare alla John Cain Arena, mentre alcune partite di gennaio furono giocate al Netball Centre a causa dello svolgimento dell’Australian Open di tennis, dal momento che la John Cain Arena è la seconda arena per capienza del Melbourne Park. Il record assoluto di affluenza casalinga per i Tigers fu stabilito l’11 luglio 1994, quando 15.129 spettatori assistettero alla partita di Round 14 contro i South East Melbourne Magic al Tennis Centre. Come Melbourne United, il record è di 10.300 spettatori, registrato il 4 dicembre 2016 contro i New Zealand Breakers alla Melbourne Arena, durante il Round 9 della stagione 2016–17.
Dal 2018, i Melbourne United hanno la propria sede amministrativa e il campo d’allenamento presso il Melbourne Sports and Aquatic Centre di Albert Park.
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| Numeri ritirati dei Melbourne Tigers | ||||
|---|---|---|---|---|
| N° | Nazionalità | Giocatore | Ruolo | Anni di militanza |
| 6 | Warrick Giddey | G/AP | 1989–2002 | |
| 8 | Ray Gordon | PG/G | 1984–1986, 1989–1999 | |
| 10 | Andrew Gaze | G/PG | 1984–2005 | |
| 21 | Lanard Copeland | G/AP | 1989–2005 | |
| 25 | David Simmons | AG/C | 1992–1996 | |
| 50 | Mark Bradtke | C | 1993–2005 | |