Il nome del genere deriva da Tages, dio etrusco degli inferi e nipote di Giove. Si suppone che Tages emergesse dalla terra mentre veniva arata e fosse dotato del potere della divinazione.
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Carl Linnaeus (1707-1778) nella pubblicazione "Species Plantarum" (Sp. Pl. [Linnaeus] 2: 887) del 1753.
Portamento. Le specie di questo genere hanno un habituserbaceo annuale o perenne; talvolta sono suffruticose, con foglie aromatiche grazie a ghiandole pellucide.
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, cespugliosa e ramificata. Altezza media: varia dai 25 agli 80cm, ma ci sono specie che possono raggiungere anche i 2 metri.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto; sono sessili o picciolate. La lamina può avere una forma pennata o sono semplici con contorni da lineari a lanceolati o ovati; la superficie è lucida e di colore verde scuro e può essere ricoperta da ghiandole pustolose o pellucide (ghiandole ricoperte da una membrana trasparente).
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da alcuni capolini raccolti in cime tipo pannocchia o corimbose, raramente sono solitari e mai sono presenti delle erbe densamente pubescenti. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino peduncolato di tipo radiato (raramente sono discoidi). I peduncoli talvolta sono fistolosi. I capolini sono formati da un involucro, con forme da cilindriche, fusiformi o campanulate, composto da 3-21 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee, connate per 7/8 della loro lunghezza, a volte con superficie ricoperta da ghiandole di diversi tipi, sono disposte in modo più o meno embricato su una (o due) serie. Il ricettacolo, con forme da piatte a coniche, è usualmente privo di pagliette ("epaleato"). Diametro degli involucri: 1–12mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
fiori del raggio (esterni): da 0 a 1-18, sono femminili, fertili e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa).
fiori del disco (centrali): sono più numerosi (da 6 a 120) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi o (raramente) funzionalmente maschili.
fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula è biloba, di colore è giallo, arancio o rosso; i lobi delle corolle sono papillosi sulla faccia superiore;
fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in alcuni lobi; i lobi, con forme da deltate a lanceolate, sono 5, talora un lobo è più grande degli altri; il colore di solito è giallo; le corolle sono da sparsamente a moderatamente ricoperte di tricomi ghiandolari.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Le antere sono fortemente sclerificate (raramente possono essere prive di sclerite). Le appendici delle antere hanno forme da strettamente lanceolate a ovate; possono essere molto ridotte e prive di tricomi ghiandolari. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25-40 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
Gineceo: l'ovario è inferouniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi hanno forme da acute a deltate. Le superfici stigmatiche sono strette o ampie e sempre parallele e mai confluiscono agli apici. Le appendici sono ridotte e vascolarizzate.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni hanno una forma clavata, lineare o strettamente oblanceolata; talvolta sono compresse, biconvesse o obpiramidali. La superficie è nera o marrone, da sparsamente a densamente ricoperta di peli. Il carpoforo è ben sviluppato. Il pappo è formato da poche scaglie con apici da acuti a acuminati e non sono sezionate. Gli acheni sono caratteristicamente provvisti di uno strato di fitomelanina, una sostanza organica che garantisce resistenza contro gli attacchi batterici e da parte degli insetti.
Biologia
Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra). Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Tagetes minuta è considerata una pianta infestante in molte regioni del Sud America.
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite in America (originarie degli Stati Uniti d'America sud-occidentali, del Messico e del Sud America). Altrove (gran parte del resto del mondo) sono esotiche naturalizzate.
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23 000specie distribuite su 1 535generi, oppure 22 750 specie e 1 530 generi secondo altre fonti (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1 679 generi). La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Filogenesi
Il genere fa parte della sottotribùPectidinae, raggruppamento che la classificazione tradizionale colloca all'interno della tribùHeliantheae e che recenti studi filogenetici attribuiscono alle Tageteae. La sottotribù Pectidinae è caratterizzata da foglie e brattee ricoperte da ghiandole pustolose o pellucide e aromatiche e da ricettacoli privi di pagliette, talvolta con minute scaglie o setole.
Il genere Tagetes, tradizionalmente, in base ad analisi filogenetiche del DNA, non è monofiletico, quindi non include tutti i discendenti di un antenato comune. La sua descrizione è migliorata e attualmente è stato risolto come monofiletico, con il recente inserimento delle specie dei generi,ora sinonimi di Tagetes, Adenopappus e Vilobia. Le Tagetes è strettamente imparentato con il generi Hydropectis; insieme formano un "gruppo fratello". Le analisi filogenetiche inoltre suggeriscono che questo genere abbiano avuto diverse introduzioni indipendenti in Sud America (diffusioni multiple), partendo dal Messico.
Una recente analisi filogenetica delle specie del genere Tagetes ha individuato, all'interno del gruppo, 6 cladi:* clade Lucida: contiene specie con aroma di anice, spesso subacquee o abitatrici di zone ripariali (zone eco-biologiche d'interfaccia tra la terra e un corso d'acqua); include le specie T. lucida, T. tenuifoia, T. micranta, T. persicifolia e T. pringlei;
clade Erecta: include le specie T. erecta, T. foetidissima, e T. subulata;
clade Lunulata: include le specie T. lunulata, T. tenuifolia, e T. multiflora;
clade Moorei: include le specie T. moorei e T. parryi;
clade Minuta: include le specie T. minuta, T. praetermissa, T. laxa e T. campanulata;
clade Lemmonii: include le specie T. lemmonii, T. palmeri, T. lacera e T. nelsonii.
Il cladogramma seguente, tratto dallo studio citato e semplificato, mostra una possibile configurazione filogenetica del gruppo.
i capolini sono raccolti in cime tipo pannocchia o corimbose, raramente sono solitari e mai sono presenti delle erbe densamente pubescenti.
le foglie lungo il fusto sono disposte in modo opposto.
l'involucro è privo di calice basale.
il pappo è formato da poche scaglie con apici da acuti a acuminati e non sono sezionate.
Il numero cromosomico delle specie di Tagetes è: 2n = 24. Il numero cromosomico ancestrale per le Tagetes è probabilmente x = 12, con variazioni dovute a riduzioni aneuploidi.
Tagetes erecta L. - Tagete erba puzzola o Tagete comune.
Nota: nella "Flora d'Italia" di Sandro Pignatti è inclusa anche la specie Tagetes patula L. considerata da alcune checklist sinonimo di T. erecta.
Chiave per le specie
1A: le sinflorescenze si compongono in densi corimbi; i peduncoli dei fiori sono lunghi 1-5 mm; le dimensioni dei capolini sono 1,5-3 x 7-10 mm.
Tagetes minuta L.: l'altezza massima della pianta è di 5 - 25 dm; il ciclo biologico è annuo; la forma biologica è terofita scaposa (T scap); il tipo corologico è Sud Americano; l'habitat tipico sono le macerie, gli incolti erbosi, lungo le vie, fiumare e vigneti; in Italia è una specie naturalizzata nei Friuli, in Sicilia e in Toscana fino ad una quota di 400 ms.l.m..
1B: le sinflorescenze sono formate da capolini solitari o pochi in corimbi pauciflore; i peduncoli dei fiori sono lunghi 3-10 cm; le dimensioni dei capolini sono 3-12 x 10-22 mm.
Tagetes erecta L.: l'altezza massima della pianta è di 5 - 25 dm; il ciclo biologico è annuo; la forma biologica è terofita scaposa (T scap); il tipo corologico è Messicano; l'habitat tipico sono gli ambienti antropizzati; in Italia è una specie naturalizzata nel Veneto, Emilia-Romagna e Lazio.
Usi
Due specie sono importanti economicamente per l’industria orticola, mentre altre sono usate in bevande medicinali o come erbe culinarie in America Latina.
Un uso rituale dei fiori di Tagetes è presente in diverse culture. Nel Messico pre-ispanico i fiori di Tagetes erecta erano considerati i fiori dei morti e al giorno d'oggi sono tuttora ampiamente utilizzati nel giorno della Commemorazione dei defunti. In Nepal, India e Thailandia grandi quantità di fiori sono utilizzate per la creazione di ghirlande e decorazioni in occasione di matrimoni, feste e altri eventi religiosi. A tal fine esistono estese coltivazioni in Andhra Pradesh, Tamil Nadu, West Bengal, Karnataka, etc.
Le foglie, i fusti e i fiori di diverse specie di Tagetes hanno una lunga storia di utilizzo per la preparazione di bevande, decotti, e condimenti, spesso di uso rituale. Tagetes erecta è usata per la preparazione di bevande in Sud Carolina e in parte degli Stati Uniti meridionali. Con i fiori di Tagetes lucida si prepara una popolare bevanda in Messico e Guatemala, che è utilizzata anche in ambito rituale. In Sud AmericaTagetes minuta è usata come condimento, e come rimedio fitoterapico.
Alcune specie di Tagetes (ad esempio, T. erecta) producono tiofeni nematocidi nelle loro radici e si sono dimostrate efficaci nel controllo dei nematodi in varie colture.
Note
↑(EN) Tagetes L., su The International Compositae Alliance (TICA), 1753. URL consultato il 26 settembre 2026 (archiviato il 22 maggio 2025).
↑(EN) Tagetes apetala Posada-Ar., su The International Compositae Alliance (TICA), 1871. URL consultato il 26 settembre 2026 (archiviato il 26 settembre 2026).
↑(EN) Tagetes filifolia Lag., su The International Compositae Alliance (TICA), 1816. URL consultato il 26 settembre 2026 (archiviato il 13 giugno 2026).
↑(EN) Tagetes erecta, su Protabase (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2017).
↑(EN) Y.C. Gupta, Y. D. Sharma and N.S. Pathania, Let the flower of gods bless you, su The Tribune, Chandigarh, India (web site), 9 settembre 2002. URL consultato il 1º settembre 2007.
↑(EN) Morton J.F., Atlas of medicinal plants of Middle America, Springfield, IL, Chas. C. Thomas, 1981.
↑(EN) Crellin J.K., Traditional medicine in Southern Appalachia and some thoughts for the history of medicinal plants, in W.H. Hein (ed.). Botanical drugs of the Americas in the Old & New World, Stuttgart, Wissenschaftliche Verlagsgesellschaft, 1984, pp.65-78.
12(EN) Linares E., Byem R.A., A study of four medicinal plant complexes of Mexico and adjacent United States, in J. Ethnopharmacol. 1987; 19: 153.
Walter S. Judd, Christopher S. Campbell, Elizabeth A. Kellogg, Peter F. Stevens e Michael J. Donoghue, Botanica sistematica. Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.