| Teatro Due | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Località | Parma |
| Indirizzo | viale Basetti 12A |
| Dati tecnici | |
| Capienza | 500 + 150 + 80 + 50 posti |
| Realizzazione | |
| Costruzione | 1902-1985 |
| Proprietario | Comune di Parma |
| Sito ufficiale | |
Il teatro Due è un teatro stabile situato nella città di Parma, sede del Teatro Festival di Parma.
Le origini del Teatro Due, sotto il profilo professionale, risalgono agli inizi degli anni '70 quando un gruppo di artisti, formatosi attraverso l'esperienza dei Centri e dei festival universitari del decennio precedente, guidati dal regista zagabrese Bogdan Jerkovic, dà vita alla compagnia del Collettivo (1971) che in seguito diventa teatro stabile di Parma. Nel 1980 viene sottoscritta la convenzione con cui il Comune di Parma affida agli artisti del teatro stabile la gestione e l'amministrazione dell'edificio del teatro Due, di proprietà pubblica; esso rappresenta il primo caso in Italia di collaborazione tra pubblico e privato nel campo del teatro di prosa. Nel 1983 l'allora Ministero del turismo e dello spettacolo riconosce il teatro Due come teatro stabile di produzione, avente "finalità pubblica e responsabilità privata". Dal 2000 la gestione delle attività è affidata alla Fondazione Teatro Due.

L'edificio sorge in viale Basetti e si affaccia sull'omonimo tratto di Lungoparma. Esso venne costruito nel 1902 con la funzione di Bagno pubblico. Divenne in seguito sede dell'Opera nazionale per il dopolavoro (OND) e, dal 1936, vi venne allestito un cinema. Dopo una serie di vicissitudini che hanno visto numerosi cambi di destinazione, dal 1970 viene occupato dalla compagnia del Collettivo trasformata in seguito nell'attuale compagnia del teatro stabile di Parma. Nel 1985 il Comune approva una prima ristrutturazione dell'edificio; nel 2011 è stato invece ultimato un complesso intervento di recupero del retro della struttura dove è stato realizzato un anfiteatro da 780 posti, ufficialmente intitolato piazza Shakespeare, a cui sono annessi un bar-ristorante ed una foresteria. Dal 2011 la direttrice è Paola Donati.
L'ensemble del teatro Due costituisce uno dei pochi gruppi teatrali che opera continuativamente da decenni in un teatro stabile del Paese. Fin dalla fine degli anni '60 esso mise in scena autori contemporanei poco affrontati: Pier Paolo Pasolini (Uccellacci Uccellini), Dario Fo (La colpa è sempre del diavolo), Eduardo De Filippo (Il figlio di Pulcinella), Ferdinando Camon (Il Quinto Stato), che dette enorme popolarità alla compagnia.
Dal 1984, ininterrottamente, gli attori dell'ensemble portano in scena L'istruttoria del drammaturgo Peter Weiss diretta da Gigi Dall'Aglio, regista e attore storico della compagnia scomparso nel 2020.
Alla fine del 2020, il Teatro Due di Parma ha indetto la prima edizione del bando "Mezz'ore d'Autore" dedicato alla drammaturgia italiana contemporanea. La giuria, composta da Roberto Cavosi, Francesca De Sanctis, la curatrice editoriale per la tv Giulia Morelli, Lisa Ferlazzo Natoli, Andrea Occhipinti, Tamara Török e la direttrice Paola Donati, ha selezionato otto testi: Focus Group di Marco Di Stefano, Il principe dei sogni belli di Tobia Rossi, Il fiore rosso di Maria Teresa Berardelli, Ottavo Livello di Giuseppe Viroli, Il Serraglio di Carlo Galiero, Le conseguenze del surriscaldamento globale di Giulia Lombezzi, Dead Man Waiting di Manlio Marinelli e Bestie Incredule di Simone Corso. I testi, nella regia video di Lucrezia Le Moli Munck, sono stati trasmessi in diretta streaming a partire dal 27 febbraio 2021 per poi andare in scena come maratona il 23 ottobre 2021.
Per la seconda edizione, la giuria composta dal drammaturgo Roberto Cavosi, il giornalista e critico teatrale Graziano Graziani, Giulia Morelli, Jacopo Gassman, Florian Borchmeyer (dramaturg della Schaubühne di Berlino), Mattia Visani (direttore editoriale della casa editrice Cue Press), Paola Donati e dall’Ensemble Stabile del Teatro Due ha selezionati i testi Cesso di Dino Lopardo, Il Pane di Brahms di Christian Gallucci, Ingrid e Lothar di Lina Prosa, Post it di Domenico Loddo, Sarebbe una grande idea di Marco Trotta, Terzo Piano di Andrea Ruggieri, Ufficio teatrale di Jacopo Giacomoni, Vacche sacre di Chiara Boscaro e Vautours (Avvoltoi) di Roberto Serpi. I testi, per la regia di Veronica Cruciani, Elena Gigliotti, Monica Nappo, Nicoletta Robello, Laura Sicignano e Serena Sinigaglia sono andati in scena dal 4 all'8 ottobre 2022.
Per la sua rilevanza nel panorama culturale cittadino, l'Ensemble del Teatro Due è stata insignita nel gennaio 2013 dell'attestato di civica benemerenza da parte dell'amministrazione comunale. Nella stagione 2018 / 2019 il Teatro Due ha prodotto, con il Teatro di Roma ed ERT - Emilia Romagna Teatro, lo spettacolo When the rain stops falling dell'autore australiano Andrew Bovell. Lo spettacolo, per la regia di Lisa Ferlazzo Natoli, si aggiudica tre premi Ubu: miglior regia, miglior nuovo testo straniero e migliori costumi.
Nel settembre 2025 il Tribunale del Lavoro di Parma ha condannato il Teatro Due e il regista Walter Le Moli (il cui nome era stato originariamente oscurato nella sentenza, per poi essere stato reso pubblico dalla stampa nazionale), che teneva un corso di Alta Formazione presso la struttura al risarcimento di 100.000 euro in favore di due giovani attrici, Federica Ombrato e Veronica Stecchetti, che nel 2019 avevano sporto denuncia rispettivamente per molestie sessuali e per violenza sessuale. La sentenza, pronunciata in sede civile, ha qualificato per la prima volta la molestia sessuale come forma di discriminazione sul luogo di lavoro, configurando un precedente giurisprudenziale nell’ambito della tutela delle lavoratrici dello spettacolo.
In seguito agli episodi denunciati e a una serie di rifiuti da parte di diversi legali (tra cui una di un Centro antiviolenza di Parma) le due attrici si erano rivolte alle associazioni Amleta e Differenza Donna, che, dopo aver raccolto le loro testimonianze, corroborate da quelle di altre testimoni, avevano tentato di avviare un procedimento in sede penale. Poiché tuttavia era trascorso più di un anno dai fatti contestati, anche a causa del periodo di quarantena durante la pandemia di COVID-19 del 2020, non sospensivo dei termini di legge, il procedimento penale era stato archiviato per improcedibilità; la vicenda era stata quindi trasferita in sede civile, dove il giudice del lavoro aveva riconosciuto la sussistenza dei reati, attribuendo responsabilità sia al regista che al direttivo del teatro, “per non aver fatto nulla per impedire che avvenissero”.
Il 6 dicembre 2025 la Fondazione Teatro Due ha diffuso un comunicato ufficiale in seguito alla sentenza, nel quale affermava che nessuna molestia fosse avvenuta all’interno degli spazi del teatro e come l’autore di tali molestie fosse stato allontanato nel 2021. A tale comunicato hanno fatto seguito le iniziative degli allievi del corso di Alta Formazione in svolgimento in quelle settimane, i quali hanno proclamato uno sciopero chiedendo al consiglio di amministrazione “una presa di coscienza e le scusa pubbliche alle attrici vittime di molestie e violenze sessuali” e sottolineando “un’incongruenza tra il contenuto del provvedimento giudiziario e quanto dichiarato nel comunicato”.
A fronte della richiesta di dimissioni dell’intero consiglio direttivo — avanzata “non per vendetta, ma per fare in modo che la giustizia ottenuta non rimanga un fatto privato ma diventi un precedente da cui non si possa tornare indietro” — la direttrice della fondazione, Paola Donati, ha respinto pubblicamente ogni addebito, dichiarando di essere sempre stata all’oscuro dei fatti e annunciando la presentazione di ricorso in appello. La sentenza ha rilevato le condotte poste in essere dal regista all’interno del teatro e l’assenza di interventi da parte della direzione nel momento in cui una delle attrici aveva richiesto un incontro per segnalare la situazione; a seguito della denuncia, inoltre, l’associazione Amleta ha dichiarato di aver ricevuto numerose segnalazioni riguardanti il medesimo regista, con episodi di molestie risalenti, secondo tali segnalazioni, al 1998.
Nel gennaio 2026, dopo l’auto-sospensione di Paola Donati, ventuno artisti — tra cui Pasquale Mari, Massimo Popolizio, Filippo Dini, Alberto Astorri e Monica Nappo — hanno pubblicato sul quotidiano il manifesto una lettera di sostegno alla direttrice, intervenendo nel dibattito pubblico in risposta alle richieste di dimissioni, nonostante la condanna fosse stata confermata in sede giudiziaria.
Pochi giorni dopo la pubblicazione di tale lettera, oltre centoventi artisti del settore hanno inviato alla stessa testata una replica, nella quale si osservava come il precedente messaggio di sostegno apparisse scritto “come se l’inchiesta fosse ancora agli inizi, come se 5 anni e ben tre processi che vedono condannati il regista, ma anche il teatro per omessa vigilanza, non fossero il dato storico e concreto su cui basare le proprie osservazioni.”
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