| I Puffi | |
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| fumetto | |
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| Titolo orig. | Les Schtroumpfs |
| Lingua orig. | francese |
| Paese | Belgio |
| Autore | Peyo |
| Editore | Dupuis |
| 1ª edizione | 1958 |
I Puffi (in francese Schtroumpfs, [lɛ ʃtʁumf]) sono dei personaggi immaginari, protagonisti dell'omonimo franchise franco-belga creato dal fumettista Peyo. Questi personaggi si possono trovare come personaggi secondari in serie tv; grazie al successo riscontrato, divennero protagonisti nel 1961 di una serie a essi dedicata a opera dello stesso autore in collaborazione con il giornalista belga Yvan Delporte. Sono stati protagonisti negli anni sessanta e ottanta di alcune serie di cortometraggi a disegni animati e, nel 1975, di un primo lungometraggio, Il flauto a sei Puffi, al quale ne sono seguiti altri negli anni 2010. Sono inoltre oggetto di un vasto merchandising. Il loro peculiare linguaggio è stato oggetto, nel settembre 1979, di un saggio di Umberto Eco, "Schtroumpf und Drang", dedicato alla semantica della lingua dei Puffi.

Il nome "Schtroumpf" nasce casualmente in vacanza al mare durante una cena nella quale Peyo era insieme a degli amici nel 1958, lui chiese a André Franquin di passargli una saliera della quale sul momento non gli veniva il nome: «Passe-moi le... schtroumpf» ("Passami il... puffo"), disse scoppiando poi a ridere; l'amico rispose: «Tieni, ecco il tuo puffo, e quando avrai finito di puffarlo, me lo ripufferai!». La parola puffo generò un buon stato d'animo tra gli altri commensali che continuarono a scherzarci e a ripeterlo molte volte nel corso della serata confermando anche il verbo puffare usato dai protagonisti per indicare qualsiasi azione. Dopo aver usato scherzosamente questo termine più volte nella stessa giornata, Peyo decise di metterlo a frutto usandolo all'interno di una serie a fumetti del quale era autore, John e Solfamì, pubblicata su Le Journal de Spirou, e ambientata nell'Europa in un medioevo fiabesco: Johan (John) è il coraggioso scudiero al servizio del re, mentre Pirlouit (Solfamì) è il buffone di corte che entra in possesso di un flauto a sei fori con cui evoca gli Schtroumpf; questa è la prima apparizione dei personaggi dove erano conosciuti come comprimari occasionali che, pur continuando poi a comparire sporadicamente in questa serie, diventeranno presto protagonisti di una serie a fumetti a loro dedicata.
I Puffi fanno la loro prima apparizione solo sei anni dopo nel 1958 nell'avventura intitolata Il flauto a sei puffi rubando la striscia come beniamini del pubblico ai due protagonisti. Le prime storie autonome debuttano nel n. 1107 di Le Journal de Spirou il 25 luglio 1959. Il primo di questi racconti si intitolava I Puffi neri (Les Schtroumpfs noirs), e sarà ridisegnato per la successiva uscita in volume nel 1963; nella versione graficamente riveduta e corretta, i personaggi hanno lineamenti più tondeggianti e, tra le altre cose, quattro dita per mano anziché cinque.[senza fonte] La serie comprende tredici volumi cartonati editi dalla Dupuis e i successivi editi da Le Lombard.. Dopo la morte di Peyo, il figlio Thierry Culliford prosegue la serie realizzando nuove storie di cui cura la sceneggiatura mentre sua madre Nine si occupa della colorazione delle tavole.
Sono degli esseri antropomorfi alti pochi centimetri dalla carnagione blu (con la coda piccolissima sul posteriore) e vestiti con berretto uncinato bianco e pantaloni bianchi eccetto il capo, Grande Puffo, vestito di rosso. Vivono in una foresta in casette con tetti ricavati dai funghi che compongono un villaggio invisibile agli occhi degli uomini e ambientato in un'epoca medievale. Le case dei personaggi si ispirano a molte varietà di funghi in particolare alla tipologia velonosa Amanita muscaria. I puffi sono tutti uguali fra loro fatto salvo alcuni particolari dell'abbigliamento che ne rendono possibile la diversificazione come qualche accessorio che ne fa dedurre il mestiere, il carattere o la personalità e da cui deriva anche il nome proprio. Possono camminare e correre, ma nella maggior parte dei casi si limitano ad andare in giro saltellando. Tendono a non allontanarsi mai troppo dal loro villaggio, e quando lo fanno è soprattutto per cercare la salsapariglia, di cui sono ghiotti. Tra le caratteristiche più curiose c'è quella di non abbandonare mai il loro cappello. Nell'episodio "Golosone supergoloso" della seconda serie animata, quando Grande Puffo intima a Puffo Golosone di togliersi il cappello dove nasconde una torta, si intuisce che i puffi sono privi di capelli; durante il corso della serie, anche il Grande Puffo si mostra senza cappello, confermando che tutti i puffi, tranne Puffetta, sono privi di capelli. Il loro antagonista principale è il mago Gargamella che vorrebbe catturarli, aiutato dalla sua gatta Birba, senza però riuscire mai nell'intento. Inizialmente i puffi erano tutti di sesso maschile, ma proprio Gargamella, credendo di arrecare disordine nel loro mondo, creò Puffetta, l'unico puffo di sesso femminile. Hanno tutti cento anni di età, tranne il Grande Puffo che ne ha 542 e, quando incontrano John e Solfamì per la prima volta, i puffi sono in tutto 99; solo in seguito aumentano di numero con l'introduzione di nuovi personaggi. Il centesimo puffo nasce dal riflesso nello specchio di Puffo Vanitoso, prendendo vita quando l'oggetto viene colpito da un fulmine. Questo personaggio risolve il problema della cosiddetta danza dei cento puffi che necessita appunto di cento puffi per essere eseguita.
Parte fondamentale del linguaggio dei Puffi è il termine "puffo" e ogni suo derivato e coniugazione, usato con diversi significati a seconda del contesto, talvolta come verbo, altre come aggettivo (puffare, puffoso, ecc.); anche il tono con cui pronunciano "puffo" ne determina il significato e loro stessi discutono sulla corretta interpretazione e uso del termine "puffo" come verbo, nome o aggettivo. Proprio su questo argomento, nel settembre 1979 Umberto Eco scrive sul n.5 della rivista Alfabeta, il saggio "Schtroumpf und Drang", dedicato alla semantica della lingua dei Puffi. L'articolo è stato ripubblicato nel 1983 da Bompiani in "Sette anni di desiderio".

I singoli Puffi vengono differenziati in funzione della professione svolta o di altre peculiarità: Puffo Pigrone ama dormire, Puffo Burlone ama regalare pacchi esplosivi o scherzosi, Puffo Inventore si distingue per la matita sempre sull'orecchio, Puffo Quattrocchi ha gli occhiali e contesta sempre tutto e ha celebri espressioni come "Che è meglio!" o "Che è peggio!" e viene spesso lanciato fuori dal villaggio con un calcio nel sedere ogni volta che eccede in petulanza o dimostra di "predicare bene ma razzolare male", Puffo Tontolone, sempre con la testa fra le nuvole, Puffo Forzuto, tatuato sul braccio un cuore trafitto da una freccia, Puffo Vanitoso, con un fiore sul cappello e che non abbandona mai il suo specchio, Puffo Musicista, con la tromba in mano, Puffo Brontolone, con la faccia sempre imbronciata e che dice "Io odio..." seguito ogni volta da qualcosa che ha appena sentito nominare. Fra gli altri si ricordano: Segugio, Pauroso, Malatino, Lanoso, Sciattoso, Gentilone, Debolino, Litigone, Timido, Calzolaio, Giornalista, Mugnaio, Sarto, Indeciso, Contadino, Ingenuo, Curiosone, Giardiniere, Strillone, Architetto, Scultore, Minatore, Vasaio, Poeta, Pittore.
Ci sono poi alcuni puffi peculiari o maggiormente caratterizzati, quali:
Dall'episodio 193, vennero introdotti quattro puffi bambini: tre maschi e una femmina. I maschi erano in origine i puffi adulti: Puffo Naturone, Puffo Sciccoso e Puffo Sciattone; mandati un giorno da Grande Puffo nella casa di Padre Tempo, i tre finiscono per ringiovanire fisicamente e mentalmente, entrando per errore in un orologio magico. Bontina, la femmina, viene invece creata dai tre puffi bambini che rubano la formula dal libro magico di Gargamella, per dare un'amica a Puffetta sofferente di solitudine quale unica femmina di tutto il villaggio.
Gargamella: l'alchimista stregone sempre accompagnato dalla gatta Birba; è calvo, brutto, vecchio e sdentato. Nella serie animata è figlioccio del potentissimo mago Baldassarre, ma è la pecora nera della famiglia, tanto che la madre, che gli fa spesso visita, non perde occasione per ricordarglielo. Egli vive in un castello in rovina in un'arida zona della foresta. Gargamella è alla ricerca di sei Puffi, che bolliti nel veleno di serpente costituiscono l'ingrediente fondamentale nella formula della pietra filosofale che trasforma metalli in oro. Inoltre non disdegna di mangiarli, ma sebbene li catturi spesso, i Puffi riescono sempre a sfuggirgli. A Gargamella, nel corso della serie animata, si accompagnerà anche un giovane apprendista, il pigro e dispettoso Lenticchia, che ha un'opinione molto bassa del suo maestro.
Il primo film 3D del 2011 introduce altri nuovi personaggi come:
Due Puffi menzionati per nome e descritti da altri Puffi ma mai comparsi sono Puffo Complimentoso, "che ha sempre qualcosa di gentile da dire" e Puffo Passivo-Aggressivo, "che sembra sempre tanto gentile, ma quando se ne va ti senti in colpa".
Nel sequel del film, I Puffi 2, compaiono inoltre Pestifera e Frullo, simili ai Puffi ma dalla pelle color grigio, creati da Gargamella e al suo servizio. Diventano Puffi come gli altri alla fine del film. Compaiono anche Puffo Social, Puffo Organizzatore e viene finalmente mostrato Puffo Passivo-Aggressivo.
Molte figure e situazioni tipiche della serie a fumetti sono state riprodotte come giocattoli: dai puzzle alle figurine, ai pupazzetti (molto noti quelli in PVC alti dai 5-6 cm). Inizialmente prodotti in Belgio e in Germania per i mercati interni e in seguito in tutto il mondo. La Schleich, azienda licenziataria del prodotto, ha realizzato la prima collezione in PVC dipinta a mano nel 1965 composta da tre Puffi: Puffo Condannato, Puffo Normale e Puffo Dorato, negli anni successivi la collezione ha cominciato ad ampliarsi. Una nuova fabbrica in competizione inizia a produrre i personaggi dagli anni 70', si trattava della Bully. Nonostante tutto Schleich rimase l'azienda più famosa per via delle maggiori produzioni di nuovi personaggi durante l'anno, dal 1975 fino al 1990 sono gli anni che hanno rappresentato gli anni di picco dell'azienda, arrivando a creare fino a 500 pezzi. Grazie all'uscita del lungometraggio Il flauto a sei puffi nel 1976 che riscosse molto successo sia in Francia che nei mercati francofoni, l'imprenditore americano Stuart R. Ross decise di portare i Puffi negli Stati Uniti, con la scelta di puntare solo su un merchandising mirato, anche se però inizialmente Ross si limiva solo a pensare ai giocattoli dei Puffi, un giorno si era ricordato che in camera della figlia Fred Silverman ex presidente della NBC, c'era una bambola a cui era affezionata legata al mondo del franchise, allora gli venne in mente che aveva assolutamente bisogno di una serie animata per il sabato mattina da inserire nella sua emittente televisiva e scelse proprio di creare un cartone dedicato ai Puffi e infine per la produzione ingaggia l'azienda Hanna-Barbera Productions. Negli anni 80' grazie all'arrivo della serie animata del 1981 l'offerta dei prodotti legati ai Puffi esplose con giocattoli, vestiti, album di figurine e articoli per la scuola, Kinder Ferrero produsse una famosa serie con sorpresine, successivamente si potevano trovare anche sorprese all'interno delle merendine. Tra il 1983 e il 1984 sono stati lanciati dei Puffi Giganti dal marchio australiano Hazero a scopo pubblicitario per Schleich. Solo nel 2008 la vendita in statuine ha generato un totale di incassi quasi oltre i 10 milioni di euro. Nel febbraio 2013 De Agostini ha proposto un'iniziativa intitolata Puffi un Mondo di Mestieri per realizzare il villaggio dei protagonisti con l'uscita di 60 Puffi lavoratori e in allegato c'era un fascicoletto con notizie e storie su di loro. Ad ottobre del 2025 il gruppo LEGO ha annunciato un set della linea LEGO Ideas intitolato Villaggio dei Puffi, composto dalle case fungo con gli arredi, le minifigure dei personaggi insieme ai cattivi, accompagnati da accessori e componenti per il set. L'uscita del prodotto é prevista per la collezione autunnale 2026. A partire dal 31 dicembre 2025, la licenza di diritti di Schleich con il marchio belga era scaduta, di conseguenza non potranno più produrre statuine del brand, concludendo così la produzione.
Nel 2017 è entrato nel Guinness dei primati l'italiano Davide Volontà come maggior collezionista di Puffi al mondo con ben 7873 esemplari.
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