Foto promozionale per il film Non aprite quella porta del 1974. Da sinistra a destra: Edwin Neal, Gunnar Hansen, John Dugan e Jim Siedow, rispettivamente nei panni di Nubbins Sawyer "l'autostoppista", Leatherface, il "nonno" e Drayton Sawyer "il cuoco".
Hooper usò la sua prima macchina da presa a 8 millimetri all'età di 9 anni. Trascorse gli anni sessanta come professore di un college statunitense e come operatore di macchina per documentari. Dopo l'insuccesso di una pellicola drammatica a basso budget, Eggshells, nel 1974 organizzò un piccolo cast fatto di studenti e insegnanti del suo college e produsse, con l'aiuto di Kim Henkel, il classico dell'horror Non aprite quella porta. Questo film rivoluzionò la storia della cinematografia dell'orrore, diventando uno dei più famosi e seminali del genere, ed è unanimemente considerato il suo capolavoro; Hooper infatti raggiunse la fama come regista, sceneggiatore e produttore, oltre che come creatore dell'iconico personaggio di Leatherface.
Nel 1986 diresse Non aprite quella porta - Parte 2, che fu tuttavia un insuccesso e considerato addirittura una parodia del suo celebre film a causa della presenza eccessiva di humour. In seguito al flop commerciale di questo sequel e a lavori minori e interlocutori negli anni '90, dei quali si ricorda la collaborazione con John Carpenter per l'antologia televisiva Body Bags - Corpi estranei, partecipò anche alla realizzazione dell'omonimo remake del 2003 del suo film capolavoro, diretto da Marcus Nispel. Hooper è l'unico regista ad aver diretto film in cui sono presenti sia Leatherface che Freddy Krueger (in un episodio di Freddy's Nightmares).
Morì per cause naturali a Sherman Oaks, California, il 26 agosto 2017, all'età di 74 anni, il giorno dopo l'anteprima di Leatherface, film di cui fu produttore esecutivo.
Vita privata
Ebbe un figlio, William Tony Hooper, nato dal primo dei suoi tre matrimoni, che finirono tutti con un divorzio.