Tommaso Bernabei (o Barnabei), detto il Papacello (Cortona, 1505 – Cortona, 18 maggio 1559), è stato un pittore italiano.
Figlio di Arcangelo, nacque a Cortona nel 1505 e si formò presso il concittadino Luca Signorelli; tra il 1520 e il 1524, dopo la morte di Raffaello Sanzio, entrò nell'orbita dei cantieri raffaelleschi a Roma, divenendo allievo di Giulio Romano. In questi anni partecipò alle decorazioni della Sala di Costantino, a quelle di Villa Lante e Villa Madama, e mantenne intensi rapporti con la propria patria, portando a compimento varie commissioni della bottega del suo primo maestro[senza fonte].
Nel 1524, alla partenza di Giulio Romano da Roma verso Mantova, rientrò stabilmente a Cortona, dipingendo sin da ottobre una pala, andata perduta, per il monastero delle Santucce. Nello stesso mese ricevette l'incarico di decorare gli interni della Villa Passerini[senza fonte]. Qui assieme a vari collaboratori affrescò entro il 1525 il salone con le Storie di Roma e nel 1527 concluse le decorazioni interne della residenza del cardinale Silvio Passerini[senza fonte]. Negli stessi anni, tra il 1525 e il 1528, dipinse la tavola dell'Assunzione della Vergine nella chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio ed affrescò una Madonna col Bambino e santi nell'abbazia di Farneta[senza fonte].
Nel 1529 dipinse la Pentecoste nel coro della concattedrale di Santa Maria Assunta e nel 1532 terminò con Vittore Cirelli la tavola con l'Annunciazione e santi, conservata a Montone nel complesso museale di San Francesco[senza fonte]. Frattanto, tra il 1528 e il 1530, lavorò a Spoleto, dove affrescò la volta della cappella Eroli sita nella cattedrale di Santa Maria Assunta e decorò la facciata di Palazzo Racani Arroni. Sempre a partire da questo periodo, la maggior parte della sua attività si concentra tra l'Aretino e l'Umbria[senza fonte].
Nei primi anni quaranta compì a Cesi un ciclo di affreschi all'interno della chiesa di Santa Maria Assunta, dei quali permane solo la Madonna col Bambino benedicente, dipinse a Cortona nel portale della chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio la lunetta con la Madonna col Bambino e santi e lavorò a più riprese a Perugia, dove nel 1543 partecipò alle decorazioni degli interni della Rocca Paolina, andate perdute[senza fonte]. Verso la metà del XVI secolo in questa città portò a compimento con Lattanzio Pagani diverse tavole ed affreschi, in particolare alcune sale del Palazzo dei Priori, dove figurano le Storie della famiglia Farnese e le Storie della vita di Braccio Fortebraccio da Montone. Passò gli ultimi anni della sua vita a Cortona, dove morì il 18 maggio 1559[senza fonte].

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