
Il transistor Schottky, dal nome del fisico tedesco Walter Schottky, è un tipo di transistore bipolare che si ottiene inserendo un diodo Schottky tra la base e il collettore (anodo alla base e catodo al collettore nel caso di un transistore di tipo npn). In questa maniera si evita che il dispositivo vada in saturazione e si rende più veloce la commutazione; la presenza del diodo impedisce infatti che la tensione diretta applicata alla giunzione base-collettore superi il potenziale di accensione.

La tensione alla quale un contatto rettificante tra metallo e semiconduttore inizia a condurre è solitamente inferiore rispetto a quella di una normale giunzione; se è vero questo, non appena il potenziale tra base e collettore raggiunge il livello , il diodo si "accende" impedendo alla tensione di aumentare ulteriormente e quindi di raggiungere la soglia di accensione del contatto BC. Ciò evita l'accumulo di minoritari nella base, con due effetti benefici:
Ovviamente, questo oggetto non può essere utilizzato nei casi in cui è necessario che il BJT entri in saturazione.
La configurazione è nota come Baker Clamp
Questi transistor sono alla base della famiglia logica 74S00 e derivate il cui Baker Clamp triplica la velocità di commutazione (i 7400 a drogaggio d'Oro e gli S00 hanno lo stesso passo)
Nel processo bipolare standard, è possibile realizzare una giunzione rettificante tra i metalli tipicamente usati nell'elettronica (come l'alluminio) e la regione N del silicio che rappresenta il collettore (o la base nel caso di un pnp). Tra una regione P e il metallo può invece essere realizzata una giunzione ohmica a bassa impedenza, attraverso opportuni accorgimenti tecnologici quali la siliciurizzazione.