Tullio Dobner (Milano, 1º settembre 1946 – Milano, 19 novembre 2018) è stato un traduttore e scrittore italiano.
È nato da un ingegnere elettrotecnico triestino e da un'insegnante di lettere. All'età di 6 anni ha iniziato a studiare privatamente la lingua inglese. Ha studiato poi al Liceo Ginnasio Giuseppe Parini, e dai 14 anni ai 18 ha trascorso periodi estivi nel Sussex ospite di una famiglia. In Inghilterra giocava a farsi passare per inglese madrelingua, e al Parini scriveva racconti e realizzava qualche disegno sul noto periodico La zanzara. Sedicenne, ha vinto un concorso nazionale di poesie. Studente di Lettere moderne all'Università Statale di Milano, ma più che altro appassionato giocatore di bridge e contestatore sessantottino, nello stesso 1968 partiva per il servizio militare. Nel successivo anno 1969 riprendeva una relazione con una ragazza inglese di nome Jane conosciuta adolescente otto anni prima, che era venuta a trovarlo poco prima del congedo nonostante fosse sposata. Conclusa la leva, ha ricambiato con una visita in Inghilterra, poi ha ripreso gli studi universitari. Ma a settembre Jane gli comunicava telefonicamente che aveva trovato un lavoro da insegnante a Milano, e che sarebbe venuta per restare, lasciando il marito. Ventitreenne nella necessità di trovare una propria casa per convivere con lei e un lavoro per mantenersi, essendo ottimo conoscitore della lingua inglese ha quindi cercato un impiego da traduttore alla Longanesi, ottenendo di tradurre il romanzo poliziesco Metti una bionda nel motore, dello statunitense J. M. Flynn, per la collana Suspense!. Ritrovatosi spiazzato di fronte a uno slang statunitense per lui quasi sconosciuto, tranne che per qualcosa appreso dall'ascolto della musica rock, trovò grande aiuto nella fidanzata.
Inizialmente specializzato nel poliziesco statunitense e nella saggistica, diventato nel frattempo marito di Jane e padre di Cecilia, si è poi allargato ad altri generi letterari come la fantascienza e il western. Il suo metodo consisteva nella registrazione vocale su nastro magnetico della traduzione, cominciando prestissimo, anche alle 4 del mattino, con conseguente trascrizione pomeridiana. Paragonava il tradurre al fare l'amore: traduceva infatti a istinto, in maniera passionale, interpretando il testo, non in maniera filologica; solo così riusciva ad entrare in sintonia con l'autore, a catturare le sue sensazioni e a riprodurle in italiano. Inoltre paragonava il testo da tradurre a uno spartito musicale, non da riprodurre identicamente, bensì da riprodurre nel tono, nel ritmo e nella struttura, per accordarsi con la musica suonata dall'autore.
Richiesto da varie case editrici e con tantissimo lavoro da svolgere, nei primi anni '80 ha assunto due dattilografe a cui dettare le sue traduzioni. Narrare la sua traduzione lo aiutava a capirne il suono e il ritmo. Leggeva poi accuratamente le pagine dattilografate.
Operando dalla lingua inglese in italiano, è noto principalmente per aver tradotto quasi ininterrottamente Stephen King per 30 anni. Nel 1983 veniva chiamato dalla Sperling & Kupfer per tradurre il romanzo Cujo; richiedevano un traduttore maschio per un autore che faceva morire i bambini, considerata una cosa che poteva urtare la sensibilità delle traduttrici donne. I primi romanzi di King da lui tradotti non gli erano piaciuti, mentre è stato totalmente catturato dal lavoro su It, trovando uno spirito affine tra lui e King nel visualizzare quella storia.
Specializzato nei generi letterari poliziesco e horror, ha tradotto come detto anche romanzi western e di fantascienza, oltre a saggi di antropologia, psicologia e attualità. Per scelta editoriale, tradurre Stephen King doveva essere di priorità rispetto ai suoi altri lavori. Raffaella Viola, grafica ed editor, conosciuta tramite la Sperling & Kupfer è divenuta la sua seconda moglie e compagna di vita. Ha vissuto a Basiano, comune tra Milano e Bergamo immerso nella campagna.
Nel 2000 ha pubblicato presso Sperling & Kupfer una raccolta di racconti dal titolo I libri che perdevano le parole. Altri racconti sono usciti sulla rivista Shinigami. Nel 2002 ha pubblicato sul web, tramite il portale Castlerock.it, il suo primo romanzo, Schizosofia, mai uscito in forma cartacea.
I principali editori per cui ha lavorato sono: Mondadori, Rizzoli, Longanesi, Bompiani, Sonzogno, Sperling & Kupfer, Frassinelli, Newton Compton, Peruzzo, National Geographic e Euroclub.
È morto il 19 novembre 2018 a seguito di una lunga malattia. Due giorni dopo si è tenuto il funerale, nella chiesa parrocchiale di San Gregorio, a Basiano, suo comune di residenza.
Ogni anno in occasione della sua scomparsa si tiene il Tullio Dobner Memorial Day.
Degli oltre 500 titoli da lui tradotti dal 1969 a oggi, se ne elencano alcuni fra i più significativi.
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