
Ugo Giletta (San Firmino di Revello, 29 maggio 1957) è un artista italiano.
L'attività espositiva di Giletta ha inizio nei primi anni ottanta con le mostre personali: Cavassa '87 (1987, Museo Civico di Casa Cavassa, Saluzzo), Il colore della forma (1989 Quadreria d'arte contemporanea, Cuneo).
Dagli anni novanta Giletta compare in rassegne artistiche di carattere istituzionale in varie sedi del Piemonte e non solo:Tempo d'arte (1991, Torino Esposizioni), Intermedia (1992, Crawford Gallerie di Kork, Irlanda), Fantastica automazione (1993, Fondazione Marazza, Borgomanero), Proposte IX (1993, Palazzo IRV Regione Piemonte, Torino), Traiettorie sonore (1995, Villa Olmo Como), Dal 200 al 2000 (1995, Palazzo Dugentesco, Vercelli).
Nel 1999 realizza insieme allo scrittore Nico Orengo lo spettacolo multimediale Morte malinconica del bambino ostrica, liberamente tratto dall’omonimo libro di Tim Burton, presentato a Palazzo Ducale di Genova; la sua collaborazione con poeti e scrittori annovera anche la realizzazione di alcuni libri d'arte per le Edizioni Pulcinoelefante, in particolare con Orengo e con la poetessa Alda Merini.
A partire dal 2000, Giletta ha esposto i suoi lavori a livello nazionale ed internazionale in gallerie d’arte, istituzioni e musei in Italia, Francia, Belgio, Ungheria, Austria, Germania, Corea del Sud, Cina e Singapore. Nel 2003 è finalista al Premio Internazionale Mastroianni. Tra le altre mostre, espone nel 2016 in Challenging beauty Insights of Italian Contemporary Art al Parkview Green Museum, Pechino in una rassegna che ha raccontato la scena contemporanea dell’arte italiana dagli Anni Sessanta a oggi, dall’Arte Povera alla Transavanguardia, dalla Nuova Scuola Romana alle generazioni di artisti degli Anni Novanta e Zero. MOVING TALES Racconti in movimento (Museo Civico di Cuneo), una selezione internazionale di 30 opere video della Collezione La Gaia di Cuneo.
Nel 2019, nella Chiesa di San Paolo a Cattaro in Montenegro, gli viene organizzata dalla Comunità degli Italiani del Montenegro, in collaborazione con l'Università Popolare di Trieste e con il patrocinio dell'Ambasciata d'Italia in Montenegro, una mostra dal titolo "Il volto dell'altro".
Nell’estate del 2022 partecipa alla rassegna internazionale di “Fondazione Aria” dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, IX edizione di Stills of Peace and Everyday Life – Italia e Armenia come artista italiano ad esporre i suoi lavori presso le Cisterne di Palazzo Acquaviva di Atri in una mostra dal titolo “Apparizioni, legami”.
Ad ottobre 2025, in occasione delle celebrazioni per "Napoli 2500", è stato chiamato ad esporre alcune opere simboliche al Museo nazionale di Capodimonte alla mostra NAFRICA-MASCHERE (Memorie & Identità / Uomini o Maschere) a cura di Simon Njami.
Il percorso artistico di Ugo Giletta è stato caratterizzato dall'utilizzo di diverse tecniche tra cui la pittura, il disegno, la scultura e le installazioni video. Come scrive Francesco Poli: "Tutta quanta l’opera, seppur diversificata, si fonde in una poetica inquietudine di fondo che ha a che fare con l’enigma dell’esistenza".
La pittura è realizzata ad acquerello su carta e su tela di varie dimensioni mentre tutti i disegni sono realizzati a pastello. Ugo Giletta lavora quasi esclusivamente con il volto umano, come annota Guido Curto "...i lineamenti del viso sono privi di una ben precisa connotazione, sono ritratti che non raffigurano nessuno, ma rappresentano solo l’identità fluida della nostra società occidentale di massa e globalizzata". Lea Mattarella descrive queste opere come figure che delineano teste e volti soli e isolati in un vuoto indefinito che non può essere facilmente contestualizzato. Lo storico e critico d'arte Lóránd Hegyi sintetizza: "Sono figurazioni semplicemente presenti, nella loro obiettività, senza bisogno di spiegazioni su chi appartengono o da dove vengono. Il viaggio affascinante è proprio quello di addentrarsi dentro la loro unicità".
Quando Giletta utilizza il video nelle sue installazioni, così come nelle sculture, le sue figure sono considerate dai critici esseri tristi, dolorosamente perduti, dimenticati, rovinati. Scrive a tal proposito Giovanni Tesio: "...rinserrate dentro un linguaggio tutto interiore, vengono dal vuoto e aspirano ad un silenzio condiviso". Ancora Lóránd Hegyi per sottolineare la poetica di tutta l'opera dell'artista scrive: "...per questo motivo non possiamo guardarle senza compassione, senza empatia dal momento che, nella loro essenza, il lento processo della scomparsa, il processo inarrestabile della perdita, acquista una forma poeticamente potente".
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 18331300 · ISNI (EN) 0000 0000 2634 5331 · GND (DE) 130427489 |
|---|