| Vetoli | |
|---|---|
| Stato | |
| Casata di derivazione | Conti dei Marsi De Ponte |
| Titoli | |
| Fondatore | Gentile Vetoli |
| Data di fondazione | XII secolo |
| Etnia | Italiana |
| Rami cadetti | Linea dei De Ponte-Vetoli |
La famiglia Vetoli o Vetuli (in latino Vetulis; poi De Ponte-Vetoli) è una famiglia nobile italiana, iscritta nell'elenco delle famiglie nobili d'Abruzzo.

Questa famiglia antica della Marsica proviene forse da quella che fu feudataria nel rietino e della quale si ha notizia nel Catalogus baronum del 1123, dove un Gentile Vetoli dichiarò di possedere i seguenti feudi: i castelli di Pescolo, feudo di quattro militi, Barano, di due militi, Macca Temone, di un milite, Castiglione, di un milite, Rocca Melita, di un milite, Castel Menardo, di un milite, e Colle Fecato, di un milite. Tutti questi castelli di Gentile Vetoli si trovano in Vallepietra, nel territorio simbruino, e possedeva in Amiterno quelli di Vigliano, di un milite, Rocca di Corno, Castro di Pizzoli e Scansano, di un milite. Lo stesso Gentile Vetoli, che l'anno seguente risulta essere conte, donò il monastero di San Mauro in Montesano, sito in Vallepietra, al presbitero Stefano, membro dell'Ordine dei Cassinesi.
Un altro Gentile Vetoli, figlio del suddetto, nel 1150 donò lo stesso monastero, col beneplacito del presbitero Stefano, al vescovo di Rieti Dodone. Di questa donazione si ha il testo riportato dallo storico Ferdinando Ughelli nella serie dei vescovi. Esso recita: «Nell'anno 1150, l'11 giugno, XIII indizione, io, Gentile Vetoli, abitante nel contado di Rieti, a redenzione dell'anima mia, di mia volontà e con il consenso di Stefano, servo di Dio, di Luciana, mia moglie, e dei miei figli Gentile, Bartolomeo e Giordano, nonché di Agnese, abatessa, e di Sapienza, monaca, mie figlie, trasmetto in perpetuo e senza riserva alcuna a te, Dodone, vescovo di Rieti, e ai tuoi successori il monastero di San Mauro, che è situato in Montesano, che è in Vallepietra». Nel Catalogus baronum del 1157 questo Gentile Vetoli risultava possedere in Amiterno i castelli di Poggio Santa Maria, di due militi, San Vittorino, di quattro militi, ed Arischia e Monte Porcinari, entrambi di un milite, per un totale di 17 militi e 40 serventi.
Nel 1187 un Gentile Vetoli, nipote del senior, durante i preparativi per la spedizione in Terra santa, sotto il re Guglielmo II di Sicilia, promise di fornire milizie ausiliarie provenienti dai propri feudi posseduti ed elencati nell'anno 1123.
Durante la battaglia di Tagliacozzo, combattuta il 23 agosto 1268 nei piani Palentini tra Corradino di Svevia e Carlo I d'Angiò, i Vetoli, di fazione guelfa, furono schierati con quest'ultimo, mentre i De Ponte, di fede ghibellina, rimasero neutrali al conflitto.

Nel 1493 il vescovo Giovambattista De Ponte fece donazione di tutti i propri beni, riservandosi 400 scudi annui, a Baldassare, primogenito di Sante Vetoli e della propria sorella Tuzia (o Buzia). Ed è così che la casata dei De Ponte e il castello medievale di Corcumello confluirono nella famiglia Vetoli, che assunse la denominazione di "De Ponte-Vetoli". Sante Vetoli, uomo di lettere, accorto ed eloquente, fu mandato l'anno successivo da Gentile Virginio Orsini, conte di Albe e Tagliacozzo, come ambasciatore a Firenze per risolvere le controversie che aveva con la famiglia Colonna. È probabile, come pensa il Brogi, che l'oggetto della missione riguardasse invece le mire espansionistiche del re Carlo VIII di Francia, e perciò il re Alfonso II di Napoli, per scongiurare il pericolo, si rivolse a tutti i potentati d'Italia ed affidò a Gentile Virginio Orsini la difesa del Regno di Napoli. Quindi la missione di Sante, come scrisse il Brogi, «si abbia riferire ai casi travagliosi del Regno, piuttosto che a comporre questioni particolari fra due famiglie».
Il castello di Corcumello continuò ad essere la residenza principale dei Vetoli, ma dal XVIII secolo la famiglia cominciò a spostare i suoi interessi verso Scurcola Marsicana, dove acquistò dalla famiglia Simeoni un palazzo cinquecentesco nel centro del paese, che col tempo divenne sempre più un punto di riferimento. In questo periodo fu fatto redigere dai Vetoli un catasto nel quale furono menzionati tutti i loro possedimenti nella Marsica, situati a Corcumello, Cappadocia, Cappelle, Castellafiume, Cese, Magliano, Morino, Pagliara, Pescocanale, Poggio Filippo, Petrella, Rocca di Cerro, Scurcola Marsicana, Sorbo, Tagliacozzo, Vallepietra e Villa di Tagliacozzo.
La famiglia Vetoli fu inoltre insigne per autorità in vari ambiti: a tal proposito vi fu, ad esempio, un Giovanni Vetoli, il quale nel 1687 scrisse l'Historia della miracolosa imagine di S. Maria de' Bisognosi, con argomento il relativo santuario di cui era cappellano, e, tra i membri più recenti, il conte Alberto Vetoli, che fu nominato per un triennio, tramite D.M. del 24 novembre 1930, regio ispettore onorario dei monumenti, degli scavi ed oggetti d'antichità ed arte nei comuni di Capistrello, Castellafiume e Scurcola Marsicana.
Nella rivista nobiliare Il Patriziato si dimostra che partendo da Berardo Berardi dei Conti dei Marsi detto "il Francisco" esiste una linea di discendenza diretta fino ai Vetoli, seppur per via femminile:
Carolingi | |||||
Berardi Conti dei Marsi | |||||
De Ponte | |||||
Vetoli poi De Ponte-Vetoli | |||||
| matrimoni con le famiglie nobili | |||||
| D'Amore | Marimpietri | Sebastiani Del Grande | |||

Di seguito è riportata una genealogia parziale della famiglia a partire da Gentile Vetoli, primo membro documentato nel XII secolo, considerabile il capostipite, fino ai discendenti di Sante Vetoli, attestato nel XV secolo, ricostruita sulla base della documentazione disponibile:

Nel corso della sua storia, la famiglia Vetoli arrivò ad ottenere i titoli nobiliari di marchese, conte, barone e signore, che le consentirono la reggenza dei seguenti 18 feudi documentati, distribuiti in buona parte nella zona di Amiterno e nel rietino: Anticoli, Arischia, Barano, Castel Menardo, Castiglione, Castro di Pizzoli, Cittaducale, Colle Fecato, Macca Temone, Monte Porcinari, Pescolo, Poggio Santa Maria, Rocca di Corno, Rocca Melita, San Vittorino, Scansano, Vallepietra e Vigliano.
Stabilì nel XV secolo la propria principale residenza nel castello medievale di Corcumello, dimorando, a partire dal XVIII secolo, nel cinquecentesco Palazzo Vetoli di Scurcola Marsicana, acquistato dalla famiglia Simeoni. Un altro edificio storico abitato dai suoi esponenti fu il Palazzo Vetuli di Cittaducale. Riportarono in un loro catasto gli ulteriori possedimenti avuti nella Marsica, siti a Corcumello, Cappadocia, Cappelle, Castellafiume, Cese, Magliano, Morino, Pagliara, Pescocanale, Poggio Filippo, Petrella, Rocca di Cerro, Scurcola Marsicana, Sorbo, Tagliacozzo, Vallepietra e Villa di Tagliacozzo.