| Corcumello frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Capistrello |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°00′29.92″N 13°20′47.22″E |
| Altitudine | 744 m s.l.m. |
| Abitanti | 239 (2024) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 67053 |
| Prefisso | 0863 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Targa | AQ |
| Patrono | san Lorenzo |
| Giorno festivo | 10 agosto |
| Cartografia | |
Corcumello (Corcumejo in dialetto marsicano) è una frazione di circa 240 abitanti del comune di Capistrello (AQ), in Abruzzo.
Il paese della Marsica, situato a 744 m s.l.m. dell'Appennino abruzzese alle pendici del monte Girifalco (1 268 m s.l.m.), domina dall'alto il settore occidentale dei piani Palentini attraversato dal fiume Imele. Sul versante opposto della montagna, oltre il sentiero via Piana, la forca di Girifalco e la cresta del monte Arunzo, sono situati i paesi limitrofi di Castellafiume e Pagliara in valle di Nerfa, area di passaggio tra la valle Roveto e Tagliacozzo.
Dista circa sei chilometri dal capoluogo comunale.


Sull'origine del toponimo Corcumello non vi sono certezze. Tuttavia, stando a una ipotesi, deriverebbe dal primordiale nome di Corcinella, centro sottoposto al possesso di un milite del normanno Roberto (detto Roberto da Corcinella) che in quel periodo controllò una parte dei piani Palentini e alcune aree limitrofe della Marsica. Tale nome fu in uso fino alla fine del Duecento. Fantasiosa fu descritta da Muzio Febonio in Historiae Marsorum l'ipotesi di Paolo Marso che derivò il nome da un castello che Marsia edificò a Corico in Cilicia.
Delle supposizioni legherebbero il poleonimo al termine tardo latino cuccuma, ovvero vaso di rame o terracotta, dal quale si sarebbe evoluto in Curcumellum, oppure a Cor Himellae dal nome latino del fiume Imele, il flumen Himellae citato da Virgilio nel libro VII dell'Eneide.
Il colle di Corcumello risulta insediato già in epoca preromana e romana. Ocres e vici furono edificati anche nei territori contigui di Collalto, in particolare nelle località di Rotella di Collalto e Rotella della Macchietta, Grottelle e colle San Pietro.
Fin dall'antichità il colle veniva raggiunto dal Fucino, attraverso i sentieri che si congiungevano da più versanti alla via dei Marsi, svalicando il monte Salviano e oltrepassando i piani Palentini. Salendo sul monte Girifalco, oltre l'omonimo valico e la valle di Nerfa, ci si spingeva verso le località laziali e, lungo l'antica via Tiburtina Valeria, fino alla città di Roma.
Ville ed edifici furono realizzati in epoca imperiale alle pendici del monte Girifalco e nel sottostante piano palentino. L'area posta al confine dei territori equi con quelli dei Marsi fu, in epoca romana, inclusa nell'ager publicus della città antica di Alba Fucens.
La sovrapposizione medievale del nucleo abitato, denominato originariamente Corcinella, risale all'epoca franco-longobarda della contea dei Marsi, tra il X e l'XI secolo. Il castello-recinto venne edificato in seguito, a cominciare dal XII secolo, intorno alla preesistente torre cintata. Il nucleo fortificato alla fine del Duecento prese stabilmente il nome di Corcumello. Tra il XII e il XIII secolo il paese acquisì maggiore grandezza e importanza per volontà della nobile famiglia De Ponte (De Pontibus), signori della contea di Carsoli e di Tagliacozzo

Ben cinque chiese e i resti di un'abbazia benedettina fanno intuire il ruolo di primo piano che Corcumello ebbe in ambito ecclesiastico. Il centro storico, incluso in una recinzione a pianta triangolare costituita da case-mura, è impreziosito dalla chiesa di San Nicola, dal palazzo-castello appartenuto alle nobili famiglie De Ponte, Vetoli e Marimpietri, dalle quattro porte (porta Piè la Piaggia, porta San Pietro, porta Castello e porta Cancello) di cui rimane ben visibile porta Cancello, e dalle quattro torri semicircolari quattrocentesche. Queste ultime furono edificate con lo scopo di ottemperare al meglio alle funzioni difensive del nucleo abitato rinascimentale, in un tempo in cui le prime armi da fuoco, le bombarde e le colubrine, rendevano inservibili e quindi militarmente poco efficaci le preesistenti torri a base quadrata o di forma pentagonale.
Il 23 agosto 1268 i piani Palentini furono teatro della famosa battaglia di Tagliacozzo tra Corradino di Svevia e Carlo I d'Angiò che, combattuta a ridosso del monte Velino e dei colli di Albe e Scurcola, segnò la caduta definitiva degli svevi dal trono imperiale e da quello del Regno di Sicilia a favore degli angioini. Da questo momento il feudo fu sottoposto al controllo dell'abbazia di Santa Maria della Vittoria di Scurcola e il paese si sviluppò sul colle più prossimo al piano palentino.

Nel corso del XV secolo fu potenziato il sistema degli antichi bracci tratturali della transumanza per favorire l'economia locale legata all'allevamento. Il paese ha seguito le vicende storiche della contea e del ducato di Tagliacozzo risultando un feudo degli Orsini, per un breve periodo dei Caldora, infine per lungo tempo dei Colonna. In seguito all'abolizione del feudalesimo dei primi anni dell'Ottocento mantenne una certa autonomia amministrativa unitamente a Villa San Sebastiano; fu aggregato nel 1811 al comune di Tagliacozzo e dal 1857 a quello di Capistrello.
Il territorio, collocato al confine del Regno delle Due Sicilie con lo Stato Pontificio, fu interessato dal brigantaggio prima e dopo l'unità d'Italia e fino alla presa di Roma del 1870. In particolare i conti Vetoli subirono pesanti minacce da parte della banda del brigante Antonio Gasbarrone che imperversò in tutto il comprensorio.
Il terremoto di Rosciolo del 1904 e, soprattutto, quello della Marsica del 1915 causarono danni a chiese e torrioni ma non in modo irreparabile, tanto che il patrimonio architettonico del paese antico appare ben mantenuto, al contrario di altri nuclei urbani più vicini alle aree epicentrali.
Durante la seconda guerra mondiale alcuni cittadini collaborarono con la brigata partigiana "Patrioti della Marsica" (banda Marsica) di stanza in un'ala del castello Piccolomini nel paese rovetano di Morrea e con il locale CLN, costituito in seguito all'armistizio di Cassibile. Nell'eccidio delle Fosse Ardeatine fu trucidato il giovane antifascista Vittorio Marimpietri, discendente dei baroni di Corcumello, cresciuto in paese prima di trasferirsi da adolescente a Roma per gli studi. I bombardamenti dei nazisti in ritirata dalla linea Gustav danneggiarono in particolare la chiesa di Sant'Antonio e il ponte sul canale che raccoglie le acque del torrente Ràfia.
Dopo la forte emigrazione del XX secolo, soprattutto verso il Sud America, gli Stati Uniti d'America e il Canada, restano nella prima metà del Duemila circa 240 abitanti degli oltre 1 000 residenti del secolo precedente.





Il territorio corcumellano fu abitato fin dall'epoca preromana e romana. Ocres, vici e necropoli puntellano il colle di Corcumello e le più contigue località di colle San Pietro e di Grottelle, antico villaggio rurale. In altura, a Collalto (a circa 870 m s.l.m.) sono presenti le importanti aree di interesse archeologico di Rotella di Collalto e Rotella della Macchietta.
In piazza del Colle si trovava la piccola villa rustica di Colle non distante da quella più contenuta di Santa Marta, collocata leggermente più in basso. Tra Corcumello e Cese a 720 m s.l.m. dei piani Palentini, in località Castellani, era situata una villa coeva di epoca imperiale.
Le fortificazioni altomedievali della zona erano il castello di Girifalco, noto nel Basso Medioevo come Castellum Palearie e citato nel Catalogus baronum e in alcuni documenti di Federico II di Svevia e Carlo I d'Angiò, il castello-recinto De Ponte-Vetoli edificato intorno alla torre cintata del X-XII secolo e il castello-recinto di Collalto (X-XII secolo). I monti Arezzo e Girifalco furono indagati dall'archeologo Antonio Mario Radmilli, gli insediamenti fortificati di Collalto dallo studioso inglese e abruzzese di adozione Andrew Slade (A.J. Slade) nel 1975.
Nella località, dove si trovano i ruderi della chiesa di Sant'Anatolia, è emerso il fregio d'armi di un monumento funerario databile con ogni probabilità all'epoca repubblicana.

Il dialetto corcumellano si colloca nel continuum del dialetto italiano-mediano che nel territorio della Marsica copre l'area palentino-carseolana, la zona di Tagliacozzo fino a San Pelino, Antrosano e Cese, frazioni di Avezzano.
Annualmente, il 10 agosto, si svolge la festa patronale in onore di san Lorenzo.

Il pittore e antiquario romano Attilio Simonetti ideò la mascherata intitolata "Processione per il Principe di Corcumello" per il carnevale romano del giovedì grasso del 1880. Un corteo seicentesco del principe di Corcumello e di Pagliara, tra realtà e finzione, a uno dei suoi possedimenti, il castello di Boccadoro. I partecipanti alla sfilata che si snodò lungo il corso romano, oltre sessanta personaggi perlopiù artisti e architetti, furono vestiti con costumi autentici del Seicento di proprietà di Simonetti. Il fotografo francese Henri Le Lieure realizzò diverse stampe all'albumina applicate su carta. Alcuni negativi sono conservati nel museo di Roma a palazzo Braschi. Si occuparono del particolare evento la rivista L'Illustrazione Italiana del 7 marzo 1880 e il settimanale di belle arti Roma artistica del 15 marzo 1880, in cui apparve una relazione scritta in stile barocco della pantomima.
Lo sceneggiato televisivo Le terre del Sacramento, prodotto dalla Rai nel 1970 e tratto dall'omonimo romanzo di Francesco Jovine è stato girato per la regia di Silverio Blasi anche a Corcumello e nei pressi dell'altopiano della Renga e del bivio di Serra Sant'Antonio-Campo Staffi, lungo la strada Simbruina, nel comune di Capistrello.
A Corcumello, centro che dalla seconda metà dell'Ottocento risulta più isolato e lontano dalle principali vie di comunicazione stradale e ferroviaria della Marsica, si è mantenuta l'originaria tradizione culinaria. Tra i piatti tipici figurano le zuppe e le minestre della cucina povera rinascimentale. Il grano Solina (PAT abruzzese) e la "marrocca", ovvero la "spiga" di granturco, fanno parte dei prodotti tipici locali.
Il paese è raggiungibile dalle autostrade A25 Roma-Torano-Pescara ed A24 Roma-L'Aquila-Teramo uscita Magliano de' Marsi, proseguendo in direzione Tagliacozzo fino al bivio per Villa San Sebastiano-Corcumello, oppure in direzione Avezzano fino al bivio per Cese, centro collegato attraverso la strada provinciale 62.
Da Napoli e dall'autostrada A1 uscita Cassino, proseguendo per la SS 690 Avezzano-Sora, uscita Capistrello oppure Avezzano-Via Tiburtina Valeria.
Nei pressi della stazione di Villa San Sebastiano ha inizio la strada statale 579 Palentina che collega i piani Palentini alla valle Roveto attraverso la strada statale 82 della Valle del Liri.

Il territorio di Corcumello è un punto di passaggio degli amanti del ciclismo e del podismo su strada.
Nella sua area montuosa, sui monti Simbruini e verso nord verso i monti Carseolani, si pratica l'escursionismo leggero.
Adiacente alla villa comunale, a ridosso del monte Girifalco, è stato realizzato nel 2021 il nuovo campo di calcio a 5 intitolato a Massimo Chiostri.
Nei pressi della strada 579 Palentina, tra le località di Colle Amico e Colle Penna, si trova il crossodromo, realizzato negli anni settanta, per la pratica del motocross.