| Subiaco comune | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Felice Rapone (lista civica di centro-destra Ora Subiaco) dal 13-6-2025 |
| Data di istituzione | 1860 |
| Territorio | |
| Coordinate | 41°56′N 13°06′E |
| Altitudine | 408 m s.l.m. |
| Superficie | 63,23 km² |
| Abitanti | 8 519 (31-5-2026) |
| Densità | 134,73 ab./km² |
| Frazioni | La Torre - Ponte Lucidi, Monte Livata - Campo dell'Osso, Vignola |
| Comuni confinanti | Affile, Agosta, Arcinazzo Romano, Camerata Nuova, Canterano, Cervara di Roma, Jenne, Rocca Santo Stefano, Vallepietra |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 00028 |
| Prefisso | 0774 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 058103 |
| Cod. catastale | I992 |
| Targa | Roma o RM |
| Cl. sismica | zona 2B (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona D, 2 034 GG |
| Nome abitanti | sublacensi |
| Patrono | san Benedetto e santa Chelidonia |
| Giorno festivo | 21 marzo e 13 ottobre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Subiaco (Subiàcu in dialetto sublacense) è un comune italiano di 8 519 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.
Il territorio è vario con aree montuose e aree in pianura. Viene attraversato dall'Aniene e interessa alcune vette dei Monti Simbruini (monte Calvo, 1.591 m e monte Livata, 1.429 m). Comprende un vasto bosco di faggi su un altopiano che si sviluppa su un'area di 3000 ettari compreso nel parco naturale regionale Monti Simbruini.
La stazione meteorologica di Subiaco Santa Scolastica è la più vicina territorialmente e da quella si hanno tutte le informazioni relative al clima di Subiaco.

L'origine del toponimo probabilmente deriva da Sub (Sub-lacense) suffisso che indica sotto i Laghi.
L'area era già abitata in epoca romana come dimostrano i resti della villa dell'Imperatore Nerone, ubicata lungo la strada che porta ai monasteri benedettini, nella gola scavata dal fiume Aniene, che venne edificata prima del 60 d.C. .
Le origini dell'attuale abbazia benedettina risalgono agli inizi del VI secolo, allorché san Benedetto da Norcia, dopo l'esperimento di vita eremitica condotto in un antro presso l'antica villa ivi costruita da Nerone, fondò nella zona del sublacense tredici monasteri per dare ospitalità ai suoi primi discepoli, provenienti in parte dalla nobiltà romana.
In seguito (XII secolo) per iniziativa degli abati fu costruito il santuario-monastero del Sacro Speco, eretto sopra l'originaria memoria del Santo.
Dei tredici monasteri fondati da san Benedetto è rimasto solo l'attuale monastero di Santa Scolastica inizialmente dedicato a San Silvestro, che vanta il titolo di Protocenobio della Congregazione Sublacense dell'Ordine benedettino. Gli altri andarono distrutti o furono abbandonati.
Nel IX secolo il monastero di Santa Scolastica subì due devastazioni da parte dei saraceni: l'una nell'828-829, l'altra probabilmente nell'876-877, anche se per questo periodo storico le ricostruzioni non sono univoche.
Nel X secolo ricevette donazioni da diversi papi (Giovanni X, Leone VII, Giovanni XII, Benedetto VII, Gregorio V) che ingrandirono il territorio dell'abbazia.

Sempre con il favore pontificio, l'abbazia conobbe un periodo di grande splendore nei secoli XI e XII diventando feudo assai ambito per la sua potenza economica e politica. Fu probabilmente il primo luogo in Italia ad essere dotato di una pressa per la stampa di libri, fondata dai tedeschi Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz nel 1465, all'interno dell'abbazia.
Le continue lotte con le famiglie feudali portarono tuttavia alla sua decadenza. Eretta in commenda da papa Callisto III (1456), fu affidata al cardinale Giovanni Torquemada (Juan de Torquemada), zio del famoso inquisitore. Nel 1467 passò poi a Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI e, successivamente, ai Colonna (1492), ai Borghese (1608) e ai Barberini (1633).
Nel 1753 papa Benedetto XIV privò gli abati commendatari della giurisdizione temporale, lasciando però quella ecclesiastica e spirituale. Soppressa dai francesi (all'inizio del XIX secolo), restaurata poco dopo da papa Pio VII, l'abbazia fu reintegrata nei suoi privilegi di abbazia nullius da papa Benedetto XV (1915).
Francesco Bulgarini, nel 1848, parla di contadini montagnoli «ciociari» in riferimento a dei mezzadri provenienti stagionalmente, dal circondario di Subiaco, a Tivoli, per coltivare granturco. Nel 1867 Subiaco fu testimone della Campagna dell'Agro romano per la liberazione di Roma voluta da Giuseppe Garibaldi. Nel mese di ottobre vi furono uccisi in uno scontro con i pontifici il capitano garibaldino milanese Emilio Blenio ed alcuni suoi compagni. I resti dei garibaldini furono traslati a cura della Società Reduci delle patrie battaglie da Subiaco nell'Ara-Ossario di Mentana come risulta da documenti conservati in archivio. Da Subiaco inoltre proveniva anche uno dei Mille, Luigi Pistoia (1831-1892), al quale è intitolata una piazzetta (piazzetta Luigi Pistoia).
Dal 1943 al 1945 la città fu occupata dai tedeschi, che si macchiarono anche di una strage a danno di civili e vide il centro cittadino, raso al suolo dai bombardamenti degli alleati.
Il 27 luglio 2021 è stata insignita del titolo di città dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Lo stemma e il gonfalone del comune di Subiaco sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 30 ottobre 1954.
Nella prima partizione è riprodotto il blasone della famiglia Braschi di Cesena, che fu concesso alla città da papa Pio VI (Giovanni Angelo Braschi). La seconda partizione riprende l'etimologia di Subiaco, derivante dal latino Sublaqueum con riferimento alla villa di Nerone e ai tre laghi ai piedi dei Monti Simbruini, creati artificialmente dall'imperatore sbarrando il corso del fiume Aniene. Attualmente il Comune utilizza convenzionalmente un emblema che raffigura solo parte dello stemma ufficialmente riconosciuto, i tre laghetti, accompagnato dall'iscrizione latina Sub lacum. Il gonfalone in uso è interzato in palo di verde, di bianco e di rosso anche se quello ufficialmente concesso è un drappo partito di blu e di rosso.


È stata nominata Capitale italiana del libro per il 2025.
Abitanti censiti

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di 695 persone (7,66%). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Il dialetto parlato a Subiaco è il dialetto laziale centro-settentrionale.
A Subiaco è stato assegnato il riconsocimento di bandiera arancione di qualità turistico-ambientale conferito dal Touring Club Italiano.
Sul Monte Livata si trova la stazione sciistica più vicina alla città di Roma per la pratica degli sport invernali (sci alpino, telemark, sci di fondo, snowboard, racchette da neve) e quindi è di importanza economica sul piano turistico.
Subiaco è gemellata con:
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 146590011 · SBN RLZL003287 · LCCN (EN) n81066658 · GND (DE) 4118868-8 · BNF (FR) cb119463406 (data) · J9U (EN, HE) 987007566863805171 |
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