| Marruvio | |
|---|---|
| Nome originale | Marruvio |
| Cronologia | |
| Fondazione | II secolo a.C. |
| Amministrazione | |
| Territorio controllato | Fucino |
| Territorio e popolazione | |
| Nome abitanti | marruviani |
| Localizzazione | |
| Stato attuale | |
| Località | San Benedetto dei Marsi |
| Coordinate | 42°00′23.4″N 13°37′39.36″E |
| Altitudine | 687 m s.l.m. |
| Cartografia | |
Marruvio (o Marruvio dei Marsi; in latino Marruvium o Maruvium) era un'antica città dell'Italia centrale, principale centro del popolo dei Marsi sulle sponde del lago Fucino. Era situata presso la contemporanea cittadina di San Benedetto dei Marsi (AQ), in Abruzzo.
Nucleo abitato dei Marsi, antico popolo italico, acquisì il ruolo di capitale dei Marsi in seguito alla graduale romanizzazione.
Le informazioni sull'insediamento preromano sono tuttavia scarse; l'area era abitata fin dall'Età del ferro. L'espansione urbanistica vera e propria si registrò in epoca repubblicana, a partire dal II secolo a.C. e con l'apice nel I secolo d.C.
Dionigi di Alicarnasso la cita tra i centri popolati dagli Aborigeni.
San Benedetto dei Marsi conserva alcune vestigia dell'antica Marruvio. Tra queste, spicca per valore artistico una domus; rimangono poi alcuni tratti delle mura in opus reticolatum (II secolo a.C.) e resti delle terme e dell'anfiteatro.
Nel sito o nelle sue immediate vicinanze sono state rinvenute anche diverse testimonianze epigrafiche, in particolare alcune in dialetto marso; una pietra, mutilata, attesta il nome del dio Giove e di una divinità femminile a esso correlata (iouies pucles).
In località Abbazia, verso il settore fucense del comune di San Benedetto dei Marsi fuori dalla cinta muraria di Marruvio, si trova un'area di interesse archeologico che spazia dal Neolitico al periodo medievale. Quella che rappresenta una delle necropoli di epoca romana del territorio ha restituito circa 160 tombe di uomini, donne e bambini, contenenti i resti dei corredi e variegati oggetti della vita quotidiana. Dalla tomba di una donna è ritornato alla luce un flauto in osso. Nella stessa località sono riemerse le tracce di una villa romana.



La chiesa fu costruita con ogni probabilità nel V o VI secolo nei pressi del foro italico di Marruvio, mentre il primo documento che cita la chiesa risale al IX secolo. Subì importanti interventi strutturali tra il XII e il XIII secolo. Dopo la morte di San Berardo dei Marsi avvenuta il 3 novembre del 1130 la cattedrale ospitò le sue reliquie. Con la bolla papale del 1580, Papa Gregorio XIII dichiarò la nuova sede della diocesi dei Marsi, la chiesa di Santa Maria delle Grazie di Pescina in cui furono traslati i resti di San Berardo. La vecchia chiesa di Santa Sabina in decadenza e ridotta a poco più che una cappella nel 1915 subì gravissimi danni a seguito del tragico terremoto di Avezzano che la distrusse quasi completamente, lasciando in piedi solo la facciata.
La facciata è decorata da un portale in stile romanico-gotico con più giri di arco a tutto sesto.
Si trovano presso il vecchio palazzo del comune in viale Vittorio Veneto, confluenza con Largo Bolognese, risalenti al II secolo a.C. la Domus possiede il pavimento di pietra intatto, con alcuni mosaici e resti di colonne.
Appartengono al II secolo e si trovano nel nucleo del paese nuovo. Sono due grossi blocchi di pietra locale, usati dai Marsi come costruzioni funebri in ricordo dei cari.
Si trova appena fuori dal paese in direzione di Pescina-Avezzano, è risalente con ogni probabilità alla fine del I secolo a.C. Conserva la pianta originaria e parte di una curva con alcune arcate.
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