Iuvanum

Iuvanum
Veduta del sito archeologico di Iuvanum
Civiltàromana
UtilizzoCittà e luogo di culto cristiano
EpocaII secolo a.C.
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
ComuneMontenerodomo
Altitudinecirca 1 100 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie105 000 m²
Altezza1100 metri
Larghezza1 km circa
Amministrazione
Visitabilesì
Visitatori873 (2023)
Sito webwww.archeoabruzzo.beniculturali.it/
Mappa di localizzazione

Iuvanum (o Juvanum) è un sito archeologico di epoca romana. Originariamente fu un centro sannitico appartenente alla tribù dei Carricini. Si trova nelle campagne di Montenerodomo, in provincia di Chieti. Vi si trovano un foro, un tempio e una basilica, resti di un insediamento romano successivo alla guerra sociale e probabilmente abitato inizialmente da iuvenes ("giovani") (da cui il nome). Il sito è aperto al pubblico e gestito dal comune di Montenerodomo.

Storia

Le origini di Iuvanum sono da ascrivere al Liber Coloniarum dove viene elencato come Jobanos e forse Plinio afferma che Iuvanenses è una derivazione di Lanuenses, tuttavia il nucleo originario si trova lungo l'odierna strada che da Montenerodomo porta a Torricella Peligna (verosimilmente il primo nucleo si trovava su una sorgente ove i pastori dediti alla transumanza facevano abbeverare le loro greggi. Nell'età repubblicana è da ricercare l'oppido preromano che si è sviluppato sulle colline limitrofe tutt'intorno. Già prima della guerra sociale risulta essere municipio romano. Il municipio comprendeva i seguenti paesi:

Un'iscrizione di Iuvanum afferma che, un certo Poppedius fu "Patronus Munic(ipii) Iuvanens(is)". Il municipio fu iscritto alla tribù Arniensis e fu gestito da quattuomviri. Nel centro abitato vi erano dei seviri augustales e la divinità principale era Ercole, culto gestito dal collegium Herculaniorum (congregazione di pii ad Ercole). Nel 325 vennero restaurate le mura dal governatore provinciale Fabio Massimo il quale restaurò le mura e fece erigere il secretarium.

Monumenti e luoghi d'interesse

Iuvanum: a destra la basilica, al centro il foro, a sinistra la via Orientale e sullo sfondo la collina dell'acropoli
Il tempio maggiore
Il tempio minore
Veduta del foro dall'acropoli
La basilica
Lo stesso argomento in dettaglio: Abbazia di Santa Maria in Palazzo.

Nel Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo di Chieti vengono conservati frammenti architettonici di Iuvanum.

Economia

Varie botteghe e produzione di ceramica.

Il museo

Museo archeologico di Iuvanum
Ubicazione
StatoItalia (bandiera) Italia
LocalitàLocalità Fonticelle, Montenerodomo
IndirizzoLocalità Santa Maria del Palazzo - Montenerodomo, Località Fonticelle 135, 66010 Montenerodomo e Localita' Fonticelle, 66010 Montenerodomo
Caratteristiche
TipoArcheologico
CollezioniMateriale proveniente da Iuvanum e dai dintorni
Periodo storico collezioniRomano
Istituzione2006
FondatoriComune di Montenerodomo
Apertura2006
ProprietàComune di Montenerodomo
GestioneComune di Montenerodomo
Visitatori705 (2022)
Sito web

Sorge su di un'altura, ove probabilmente e verosimilmente vi era l'acropoli della città italica.

È stato inaugurato nel 2006.

Accoglie il materiale trovato durante gli scavi archeologici nella città italica e nei dintorni.

Il museo è suddiviso in quattro sezioni espositive:

Galleria d'immagini

Il teatro

Le vie

Altro

Note

  1. ↑ Ministero della Cultura, Visitatori e Introiti di Musei Monumenti e Aree Archeologiche Statali - ANNO 2023 (PDF), su statistica.beniculturali.it, 3 luglio 2024.
  2. ↑ Emanuela Ceccaroni e Amalia Faustoferri, Quaderni di Archeologia d'Abruzzo, 2/2010, Quaderni di archeologia d'Abruzzo. Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici d'Abruzzo, vol. 2, All’Insegna del Giglio, 2012, pp. 43-44, ISBN 9788878145443.
  3. 1 2 Spazioinwind.libero, su spazioinwind.libero.it. URL consultato il 23 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 13 settembre 2012).
  4. ↑ pbase by Giancarlo Guzzardi, su secure2.pbase.com.
  5. ↑ Parco archeologico di Iuvanum a Montenerodomo, su viaggi.fidelityhouse.eu.
  6. ↑ Il museo, su iuvanum.it. URL consultato il 16/07/2019.

Bibliografia

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