| Morro Reatino comune | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Massimo Conti (lista civica) dall'08-06-2024 (2º mandato dal 27-5-2019) |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°32′N 12°50′E |
| Altitudine | 750 m s.l.m. |
| Superficie | 15,74 km² |
| Abitanti | 327 (31-5-2026) |
| Densità | 20,78 ab./km² |
| Frazioni | Cerqueto, Collatea, La Croce, La Scilga, Le Casette, Santarioli, San Valentino, Torricella, Valliola |
| Comuni confinanti | Arrone (TR), Colli sul Velino, Labro, Polino (TR), Rivodutri |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 02010 |
| Prefisso | 0746 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 057045 |
| Cod. catastale | F746 |
| Targa | RI |
| Cl. sismica | zona 2A (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona E, 2 721 GG |
| Nome abitanti | morresi |
| Patrono | san Lorenzo |
| Giorno festivo | 10 agosto |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Morro Reatino è un comune italiano di 327 abitanti della provincia di Rieti nel Lazio.
Morro Reatino si trova sulle propagini delle falde occidentali dei Monti Reatini, il centro storico sorge a quota (745 m s.l.m.), il territorio comunale si affaccia sulla Conca Reatina e sulla Riserva Regionale dei Laghi Lungo e Ripasottile.
La frazione Pacce si trova a confine tra Lazio e Umbria, dove emerge l'importante La sorgente di Pacce che rappresenta uno dei punti cardine dell'approvvigionamento idropotabile, interregionale; le acque vengono captate dall'ATO3 Rieti del Lazio, quelle captate dall'ATO Umbria 2 vengono convogliate a Piediluco, sono di fondamentale importanza per la città di Terni. L’acquifero della Sorgente Pacce è costituito dalle formazioni della Maiolica e dalla parte più permeabile dei Calcari Selciferi. L’acqua dell’acquifero carbonatico viene drenata dalle alluvioni di fondovalle. Sulla base delle caratteristiche idrogeologiche e strutturali delle formazioni è stato individuato un bacino di ricarica medio di circa 10 km², complessivamente vengono prelevati circa 200 l/s.

Morro sorge in un territorio certamente frequentato già in epoca romana: si ritiene infatti che nei pressi dell'odierna Morro sorgesse l'antica Marruvio, città citata da Dionigi di Alicarnasso (da non confondersi con Marruvio dei Marsi). Le tracce romane rinvenute sono tuttavia piuttosto scarse: tra queste, dei resti di un acquedotto in Vocabolo Canale, e una moneta d'oro con l'effigie di Vespasiano (oggi al Museo civico di Rieti).
Le prime notizie certe dell'esistenza di un centro fortificato risalgono però al 1101, quando il territorio di Morro fu acquistato dai consoli del comune di Rieti. Nel 1152 il castello di Morro figurava tra i possedimenti della famiglia Nobili di Labro donati al capitolo della basilica di San Giovanni in Laterano di Roma, in cambio di aiuto e protezione contro l'invasione Normanna.
Morro fu spesso in lotta con la vicina Rivodutri. Per tutto il medioevo e fino all'unità d'Italia, il castello di Morro rappresentò l'estremo avamposto di Rieti, e quindi dello Stato Pontificio, prima del confine con il Regno di Napoli (a cui apparteneva la confinante Leonessa).
Durante i fatti della Repubblica Romana, Morro ospitò Giuseppe Garibaldi che, nel suo giro di ricognizione dei confini con il Regno delle Due Sicilie, il 30 gennaio 1849 pernottò in paese presso casa Poiani (dove oggi si trova una lapide commemorativa) per incontrare il patriota Bernardino Blasi.
Tra il 31 marzo e il 2 aprile 1944 avvenne l'Eccidio di Morro Reatino dove vennero uccisi dai nazifascisti 18 civili, incendiate e rase al suolo abitazioni con artiglieria pesante durante un rastrellamento per reprimere la “zona libera” proclamata dai partigiani della Brigata Garibaldina "Antonio Gramsci" il 16 marzo 1944, dove operava il btg. "Paolo Calcagnetti". I reparti tedeschi della Bandenbekämpfungsstab 14. Armee, il 1./20 SS Polizei Regiment, il 2./3 Regiment “Brandenburg”, l'Alarmeinheiten del comando della 14. Armata e della Platzkommandatur di Rieti, ed elementi non meglio identificabili di reparti della Luftwaffe, accertata la presenza in zona dal 1 aprile 1944 anche di reparti fascisti, compresi ufficiali e militi della GNR di Rieti e il capo della provincia Ermanno Di Marsciano, si accanirono con estrema violenza sulla popolazione, nelle frazioni Collatea, Costelignano, Fornacchione, Fosse del Fico, Ripa Signore e San Valentino, la frazione di Pacce fu rasa al suolo. A Collatea si consuma uno dei delitti più infami con l'uccisione a sangue freddo della minorata mentale Sabatina Rosi. Costantino Rossi fuori dalla sua abitazione avvolta dalle fiamme dopo essere cannonata dai tedeschi, percosso e ridotto i fin di vita fu spinto tra le fiamme.
Una Lapide posta lungo una via dell'abitato di Morro Reatino in ricordo delle:
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 20 ottobre 1998.

Morro è un borgo che conserva in buona parte l'originaria struttura medievale, nonostante buona parte degli edifici abbiano subito ristrutturazioni in epoche successive.
Abitanti censiti

Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 31, pari al 9,25% della popolazione.
La principale arteria stradale a servizio del comune di Morro, che attraversa il paese al suo interno, è la strada regionale 521 di Morro, una strada piuttosto tortuosa che lo collega da un lato al capoluogo Rieti e dall'altro a Leonessa, Cascia e Norcia.
Inoltre Morro è collegato al vicino comune di Rivodutri dalla strada provinciale 3 e a Labro dalla strada provinciale 5 di Leonessa. Quest'ultima permette anche di raggiungere lo svincolo "Colli sul Velino" della superstrada Rieti-Terni, che costituisce il collegamento più rapido con Terni.
| Periodo | Primo Cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1995 | 1999 | Salvatore Papadia | lista civica | Sindaco | |
| 1999 | 2003 | Salvatore Papadia | lista civica | Sindaco | 2º mandato dimesso |
| 2004 | 2009 | Giancarlo Colarieti | lista civica | Sindaco | |
| 2009 | 2014 | Giancarlo Colarieti | Una Spiga | Sindaco | 2º mandato |
| 2014 | 2019 | Gabriele Cintia Lattanzi | Per Morro | Sindaco | |
| 2019 | 2024 | Gabriele Cintia Lattanzi | Per Morro | Sindaco | 2º mandato |
| 2024 | in carica | Massimo Conti | Progetto Morro | Sindaco | |
Durante il dominio francese (1798-1799), Morro fu parte del cantone di "Rieti rurale" all'interno del dipartimento del Clitunno; nel Regno napoleonico (1810-1815) fu parte del cantone di Stroncone all'interno del circondario di Rieti, che a sua volta faceva parte del dipartimento di Roma.
Con la Restaurazione e la riforma del 1816/1817 il comune fu annesso alla delegazione apostolica di Rieti, all'interno della provincia della Sabina, inizialmente come appodiato di Poggio Bustone (1816), poi come governo di secondo ordine dipendente da Poggio Bustone (1817); nel riparto territoriale del 1827 Morro risulta comunità soggetta alla podesteria di Labro e in quello del 1831 dipende direttamente dal governo di Rieti. Dopo l'annessione al Regno d'Italia, avvenuta nel 1860, fu inserito nel circondario di Rieti, all'interno della provincia dell'Umbria. Con Regio Decreto del 1863 il comune cambiò nome da Morro a Morro Reatino, per evitare casi di omonimia con altri comuni del neonato Stato italiano.
Nel 1923 passa dalla provincia di Perugia in Umbria, alla provincia di Roma nel Lazio, e nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Morro Reatino passa a quella di Rieti.
Fa parte della Comunità montana Montepiano Reatino.