| Manziana comune | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Alessio Telloni (lista civica di centro-destra SI Amo Manziana) dal 13-6-2022 |
| Data di istituzione | 1870 |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°08′N 12°08′E |
| Altitudine | 374 m s.l.m. |
| Superficie | 23,8 km² |
| Abitanti | 7 830 (31-5-2026) |
| Densità | 328,99 ab./km² |
| Frazioni | Quadroni |
| Comuni confinanti | Bracciano, Canale Monterano, Oriolo Romano (VT), Tolfa |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 00066 |
| Prefisso | 06 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 058054 |
| Cod. catastale | E900 |
| Targa | Roma o RM |
| Cl. sismica | zona 3B (sismicità bassa) |
| Cl. climatica | zona D, 1 936 GG |
| Nome abitanti | manzianesi |
| Patrono | san Giovanni Battista |
| Giorno festivo | 29 agosto |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Manziana è un comune italiano di 7 830 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.
Manziana si trova sulle alture dei monti Sabatini, sulle propaggini settentrionali dell'antico vulcano Sabatino, il cui collasso ha originato il lago di Bracciano. Questo paesaggio ispirò infatti il regista Sergio Corbucci per trovare lo scenario adatto ove girare gli esterni del suo film Il giorno più corto del 1963.
Un clima abbastanza mite durante i mesi estivi, e fresco nel periodo fra l'estate e l'autunno. Durante i mesi invernali le temperature possono scendere sotto lo zero, ma solo in casi rari ci sono precipitazioni nevose.
Il territorio dell’attuale Manziana presenta testimonianze di frequentazione umana sin dall’età protostorica. Situata tra i monti Sabatini e le vie naturali che collegavano l’Etruria interna alla costa tirrenica, l’area fu interessata dapprima dalla presenza delle popolazioni villanoviane e successivamente da quella degli Etruschi. Diversi studiosi hanno collegato il nome della storica Silva Mantiana alla figura di Mantus o Manth, divinità ctonia venerata nell’Etruria meridionale e associata al mondo infero, ipotesi che suggerirebbe l’esistenza di antichi luoghi di culto o comunque di una particolare sacralità attribuita al vasto complesso boschivo che occupava gran parte del territorio.
Durante l’età romana il comprensorio assunse una notevole importanza strategica grazie all’abbondanza di risorse idriche e forestali. Le sorgenti della Fiora costituirono uno dei principali punti di captazione dell’Acquedotto Traiano, realizzato per volontà dell’imperatore Traiano e inaugurato nel 109 d.C. per alimentare i quartieri occidentali della capitale imperiale. Le indagini archeologiche condotte negli ultimi decenni hanno consentito di individuare presso la Madonna della Fiora strutture riconducibili al monumentale sistema di captazione delle acque, confermando la rilevanza dell’area all’interno delle infrastrutture idrauliche romane.
Nel corso dell’alto Medioevo il territorio entrò nell’orbita delle grandi signorie feudali dell’Alto Lazio. A partire dal XII secolo le fonti attestano l’esistenza del Castrum Sanctae Pupae, nucleo fortificato posto lungo le direttrici che collegavano il lago di Bracciano alla valle del Mignone. Il castello apparteneva ai Prefetti di Vico, una delle più potenti famiglie dell’Italia centrale medievale, che controllavano vasti possedimenti tra la Tuscia e la Campagna Romana.
Nel corso del Duecento il feudo passò all’Arcispedale di Santo Spirito in Saxia, importante istituzione assistenziale romana che stava progressivamente ampliando il proprio patrimonio fondiario. La cessione non pose tuttavia fine alle dispute territoriali. Il controllo della zona fu infatti oggetto di rivalità tra gli Anguillara e gli Orsini, signori del vicino castello di Bracciano, interessati a consolidare la propria influenza nel comprensorio sabatino.
Tra il XIV e il XVI secolo il Castrum Sanctae Pupae conobbe una lenta ma progressiva decadenza. Guerre, instabilità politica, crisi economiche e fenomeni epidemici contribuirono allo spopolamento del centro fortificato, che venne progressivamente abbandonato. Le fonti documentarie descrivono un territorio ormai quasi privo di residenti stabili, nel quale sopravvivevano soltanto attività legate allo sfruttamento delle risorse boschive e pastorali.
Nonostante la scomparsa dell’antico abitato, la vasta Silva Mantiana continuò a rappresentare una risorsa economica fondamentale. Il legname proveniente dai boschi era utilizzato sia per l’edilizia sia per la produzione di carbone vegetale destinato al mercato romano, mentre le ampie aree di pascolo favorivano l’allevamento transumante.
Nella seconda metà del XVI secolo l’Arcispedale di Santo Spirito avviò una sistematica politica di ripopolamento dei propri possedimenti. Per incentivare l’insediamento di nuovi abitanti furono concessi terreni, esenzioni fiscali e particolari agevolazioni economiche. Giunsero così numerose famiglie provenienti soprattutto dalla Toscana, dall’Umbria e dalle Marche, attratte dalle opportunità offerte dal lavoro nei boschi e nelle attività agricole.
L’iniziativa culminò nella fondazione di un nuovo centro abitato pianificato secondo criteri urbanistici rinascimentali. Gli studi più recenti attribuiscono il progetto a Ottaviano Mascherino, architetto attivo nella Roma pontificia e già impegnato in importanti cantieri per la Santa Sede. Il nuovo borgo venne organizzato attorno a una piazza centrale e a un sistema regolare di assi viari, configurandosi come una delle più significative fondazioni urbane promosse da un ente ecclesiastico nello Stato Pontificio tra XVI e XVII secolo.
Fu proprio in questo periodo che il nuovo abitato assunse definitivamente il nome di Manziana, derivato dalla circostante Silva Mantiana, sostituendo l’antica denominazione di Santa Pupa.
Tra XVII e XIX secolo Manziana consolidò il proprio ruolo di centro agricolo e forestale del patrimonio dell’Arcispedale di Santo Spirito. L’economia locale continuò a essere fondata sulla produzione di carbone vegetale, sul taglio del legname, sull’allevamento e sulle colture cerealicole. La vicinanza ai grandi mercati di Roma favorì inoltre lo sviluppo di attività commerciali legate ai prodotti agricoli e forestali.
Nel corso del XVIII secolo il centro abitato si ampliò progressivamente oltre il nucleo originario, assumendo una configurazione urbana sostanzialmente simile a quella odierna. Le proprietà dell’Arcispedale continuarono tuttavia a caratterizzare profondamente la vita economica e sociale della comunità fino alla fine del potere temporale dei papi.
Con la presa di Roma del 1870 e l’annessione del Lazio al Regno d’Italia, Manziana cessò di appartenere ai domini dello Stato Pontificio ed entrò a far parte del nuovo ordinamento amministrativo nazionale. Il passaggio comportò una progressiva trasformazione delle strutture economiche tradizionali e l’inserimento del comune nei circuiti amministrativi e commerciali del Regno.
Negli ultimi decenni del XIX e nei primi anni del XX secolo assunse particolare importanza il collegamento ferroviario della linea Roma-Capranica-Viterbo, che contribuì a ridurre l’isolamento storico del territorio e a favorire gli scambi economici con Roma e con gli altri centri della Tuscia. Parallelamente continuarono a svilupparsi le attività legate alla lavorazione del legname, alla produzione agricola e all’allevamento.
Durante la prima guerra mondiale numerosi cittadini manzianesi furono richiamati alle armi. Analogamente, il secondo conflitto mondiale coinvolse la popolazione locale attraverso requisizioni, difficoltà economiche e la presenza delle truppe impegnate nelle operazioni che interessarono il territorio laziale tra il 1943 e il 1944.
Nel secondo dopoguerra Manziana conobbe una graduale trasformazione economica e sociale. La meccanizzazione dell’agricoltura e il progressivo ridimensionamento delle attività tradizionali legate al bosco determinarono una riconversione dell’economia locale verso il settore dei servizi e il pendolarismo verso Roma.
A partire dagli anni 1960 il comune registrò una costante crescita demografica favorita dalla vicinanza alla capitale, dalla qualità ambientale del territorio e dal miglioramento delle infrastrutture di collegamento. Parallelamente aumentò il valore naturalistico attribuito alle aree boschive e vulcaniche circostanti.
Lo stemma è blasonato d’azzurro, al toro passante al naturale, fermo sulla campagna di verde. Lo scudo timbrato da corona comitale e circondato dai rami di alloro e di quercia decussati, legati da nastro tricolore.
Il gonfalone è un drappo di bianco o di azzurro.
La bandiera è un drappo rettangolare partito di giallo e di verde, caricato al centro dello stemma comunale.



Abitanti censiti

Il comune è sede di una università agraria, un ente di gestione e mantenimento del patrimonio della collettività, erede di istituzioni medievali di autogoverno agrario.
Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come la lavorazione e l'arte del ferro.

Manziana è collegata dalla ferrovia regionale FL3.
Manziana è una delle città attraversata dai trasporti COTRAL e possiede anche un sistema di trasporti bus interno.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 23 aprile 1995 | 1997 | Mariano Augusto Ceciarelli | FI - AN | Sindaco | |
| 16 novembre 1997 | 26 maggio 2007 | Generoso Mancini | Lista civica | Sindaco | |
| 27 maggio 2007 | 2011 | Lucia Dutto | Lista civica di Centro-sinistra | Sindaco | |
| 7 maggio 2012 | 12 giugno 2022 | Bruno Bruni | Lista civica Presenza e partecipazione | Sindaco | |
| 12 giugno 2022 | in carica | Alessio Telloni | Lista Civica Sì Amo Manziana | Sindaco | |
La principale squadra di calcio della città è l'U.S.D. Città di Manziana che milita nel girone B laziale di Seconda Categoria. È nata il 28 aprile del 1928. Vi si trova lo stadio comunale Vincenzo Marcozzi della capienza di 4 524 posti.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 151427068 · SBN LIAL000007 · LCCN (EN) n94093837 · J9U (EN, HE) 987007531159705171 |
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