| Fiano Romano comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Davide Santonastaso (indipendente di sinistra) dal 25-5-2025 |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°10′N 12°36′E |
| Altitudine | 97 m s.l.m. |
| Superficie | 41,19 km² |
| Abitanti | 16 947 (31-5-2026) |
| Densità | 411,43 ab./km² |
| Comuni confinanti | Capena, Civitella San Paolo, Montelibretti, Montopoli di Sabina (RI), Nazzano |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 00065 |
| Prefisso | 0765 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 058036 |
| Cod. catastale | D561 |
| Targa | Roma o RM |
| Cl. sismica | zona 2B (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona D, 1 637 GG |
| Nome abitanti | fianesi |
| Patrono | santo Stefano |
| Giorno festivo | 3 agosto |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Fiano Romano è un comune italiano di 16 947 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.
Geograficamente il comune di Fiano Romano si trova nella valle del Tevere, sulla riva destra del fiume Tevere. Il territorio di Fiano Romano si estende per circa 41,19 km² nella parte settentrionale della Città metropolitana di Roma Capitale, con quote comprese tra 17 e 244 metri sul livello del mare; l’abitato principale si sviluppa su un’area rialzata, mentre le zone più basse appartengono al paesaggio della valle del Tevere, verso cui il borgo si affaccia. Il risultato è un territorio in parte collinare e in parte pianeggiante, nel quale il centro storico occupa una posizione dominante rispetto alle aree agricole, produttive e infrastrutturali più basse.
Sotto il profilo geologico, il territorio comunale è formato da terreni di origine diversa: rocce calcaree collegate al sistema del Monte Soratte, depositi più recenti legati all’antica evoluzione della valle del Tevere, materiali vulcanici e sedimenti continentali. Di fatto l’area non ha una struttura uniforme, ma combina rilievi più solidi, depositi lasciati da antichi ambienti fluviali o lacustri e materiali derivati dall’attività vulcanica del Lazio; in alcune zone sono documentati anche depositi di travertino, collegati alla circolazione di acque ricche di minerali e presenti, oltre che a Fiano Romano, anche in altri settori della Campagna romana.

Il clima di Fiano Romano è di tipo temperato dell’entroterra laziale, con estati brevi, calde, asciutte e in prevalenza serene, e inverni più lunghi, freddi e parzialmente nuvolosi. Nel corso dell’anno la temperatura varia in genere tra 3 °C e 33 °C, scendendo raramente sotto -2 °C o superando 36 °C; il periodo più favorevole per attività all’aperto con clima caldo si colloca tra la fine di giugno e la fine di agosto.
Sotto il profilo termico, la stagione calda dura circa 2,7 mesi, dal 17 giugno all’8 settembre, con temperature massime giornaliere medie superiori a 28 °C; il mese più caldo è luglio, con una massima media di 32 °C e una minima media di 18 °C. La stagione fresca dura invece circa 3,9 mesi, dal 18 novembre al 16 marzo, con massime giornaliere medie inferiori a 16 °C; il mese più freddo è gennaio, con valori medi compresi tra 3 °C di minima e 12 °C di massima.
Le precipitazioni sono presenti durante tutto l’anno, ma con una distribuzione stagionale marcata: il periodo più piovoso si estende dal 9 settembre al 21 maggio, mentre quello più asciutto va dal 21 maggio al 9 settembre. Novembre è il mese più piovoso, con 9,3 giorni medi di pioggia e 87 mm di precipitazioni medie mensili; luglio è invece il mese più secco, con 3,2 giorni piovosi e 18,8 mm di pioggia media.
| Fiano Romano | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 12 | 13 | 16 | 19 | 24 | 28 | 32 | 32 | 27 | 22 | 16 | 12 | 12,3 | 19,7 | 30,7 | 21,7 | 21,1 |
| T. min. media (°C) | 3 | 3 | 6 | 8 | 12 | 16 | 18 | 18 | 15 | 12 | 7 | 4 | 3,3 | 8,7 | 17,3 | 11,3 | 10,2 |
| Precipitazioni (mm) | 47,7 | 57,1 | 45,7 | 47,2 | 40,3 | 29,3 | 18,8 | 24,0 | 57,7 | 78,6 | 87,0 | 63,5 | 168,3 | 133,2 | 72,1 | 223,3 | 596,9 |
| Giorni di pioggia | 6,6 | 6,9 | 6,6 | 7,2 | 6,4 | 4,7 | 3,2 | 3,8 | 6,9 | 8,6 | 9,3 | 7,5 | 21,0 | 20,2 | 11,7 | 24,8 | 77,7 |
Diverse le ipotesi formulate sull'origine del nome Fiano:

La denominazione corrente fu assunta solo a partire dal 1872 quando, dopo un'apposita deliberazione del consiglio comunale del 23 luglio, fu ufficialmente cambiato il nome da Fiano a Fiano Romano tramite un regio decreto di Vittorio Emanuale II.
Il territorio di Fiano Romano, per la sua posizione a ridosso di una via di comunicazione naturale come il fiume Tevere, fu abitato da tempi antichissimi: dell'Età del bronzo finale (XII-XIII secolo a.C.) i reperti di armi, utensili di pietra scheggiata e ossa lavorate che testimoniano la presenza di tribù di cacciatori-raccoglitori, mentre in età arcaica le ceramiche databili intorno all'VIII secolo a.C. confermano la zona come punto di incontro delle culture dei Falisci, dei Sabini, degli Etruschi e dei Latini.
Tra il VII e il V secolo a.C. l'area fu sotto il controllo dell'antica città di Capena, alleata dell'etrusca Veio: di questo periodo la fondazione del santuario di Lucus Feroniae. Poi, all'inizio del IV secolo a.C. la zona passò sotto il controllo di Roma, vittoriosa su Veio e i suoi alleati (395 a.C.), con il santuario della dea Feronia che rimase punto centrale dell'area tant'è che, per la sua ricchezza, nel 211 a.C. fu saccheggiato dai mercenari dell'esercito cartaginese di Annibale.
Tra il II e il I secolo a.C. la zona fu completamente romanizzata, con opere di sistemazione viaria e di ricostruzione urbanistica del Lucus Feroniae su stampo di un foro romano, poi, intorno al 70 a.C., Cesare decise di espropriare molte terre intorno al santuario per assegnarle in premio ai propri legionari, opera che fu completata dopo la morte del generale romano dai suoi successori Marco Antonio e Ottaviano (il futuro Augusto), dando origine ad un insediamento noto come Colonia Julia Felix Lucus Feroniae.
Nell'età augustea (fine I secolo a.C. fino agli inizi del I secolo d.C.) l'area subì grandi interventi urbanistici di riorganizzazione del territorio gestiti dal filo augusteo Lucio Volusio Saturnino: di questo periodo la grande villa suburbana Villa dei Volusii, la maggiore e più ricca delle tante ville presenti nella zona, veri e propri centri di produzione agricola, in particolare dell'olio d'oliva, che testimoniano come la zona di Fiano, per la sua fertilità, il suo territorio collinare e per la favorevole posizione era un'importante area agricola nonché, per la vicinanza con l'Urbe, fu assai ambita dai ricchi senatori.
A partire dall'epoca tardo antica e per tutto il Medioevo il controllo di Fiano passò di mano in mano tra i vari centri religiosi della zona: il monastero di San Paolo fuori le mura a Roma, il polo monastico di San Silvestro sul Monte Soratte e l'abbazia di Farfa al di là dal Tevere. Di questo periodo anche la costruzione del primo nucleo del castello (in una bolla di papa Gregorio VII del 1081 si parla di Castellum Flavianum). Infine il feudo di Fiano fu assegnato al monastero di San Paolo fuori le mura prima da parte dell'imperatore Enrico VI nel 1186-1189 e, in seguito, dalle bolle di papa Innocenzo III del 1203 e di papa Onorio II del 1218.

Il periodo del Rinascimento, tra il XV ed il XVI secolo, vide il dominio su Fiano della famiglia Orsini, che ne ottenne metà prima in enfiteusi dal monastero di San Paolo fuori le mura nel 1354 e poi la acquistò nel 1362, quindi comprò l'altra metà tra il 1404 e il 1406 con Paolo Orsini. Nel 1443 Orso Orsini è citato come Comes Flaiani e nel 1478 la sorella di Orso, Paola Orsini, governò come luogotenente. Con una bolla del 27 settembre 1482 Papa Sisto IV nominò Niccolò III Orsini tutore dei figli di Elisabetta d'Anguillara (moglie di Orso) e signore di Fiano, Morlupo, Filacciano e Monte della Guardia. Nel 1489 Niccolò III diventò conte di Fiano e commissionò la costruzione del castello terminata nel 1493. Niccolò III Orsini morì il 27 gennaio 1510 nel vicentino quando era generale di Venezia. La Serenissima per onorarlo gli costruì un sontuoso monumento funebre nella chiesa dei santi Giovanni e Paolo. Ma in seguito, per volere testamentario di Niccolò, il cuore fu portato a Pitigliano, sua città natale, e i suoi resti mortali a Fiano Romano nella Chiesa di Santo Stefano Nuovo.
Nel 1606 Fiano passò al cardinale Francesco Sforza il quale lo fece erigere a ducato (bolla di Papa Paolo V del 18 luglio 1608) per suo figlio naturale e legittimo Sforzino Sforza che poi, il 7 giugno 1621, lo vendette per 220.000 scudi, con l'autorizzazione di papa Gregorio XV, a Orazio Ludovisi, generale della Santa Chiesa e fratello del papa. Nel 1624 alla morte di Orazio il ducato passò al figlio Niccolò Ludovisi e da questo al figlio Giovan Battista Ludovisi fino al 1690.
Nel 1690, per volontà di papa Alessandro VIII, Fiano passò dalla famiglia Ludovisi a Marco Ottoboni, generale delle Galee pontificie. Il feudo fu ereditato da Maria Francesca Ottoboni, figlia di Marco, la quale sposò Pier Gregorio Boncompagni Ludovisi che diventò duca ex uxore e decise di assumere anche il cognome della moglie. Il ducato di Fiano restò in mano alla famiglia Boncompagni Ludovisi Ottoboni per oltre duecento anni, fino al 1897 quando l'intera proprietà di Fiano, terreni e castello compreso, furono venduti al commendatore Carlo Menotti, costruttore e latifondista.
Nel 1904, alla morte di Carlo Menotti, la proprietà di Fiano passò al figlio Mario. Con l'avvento del fascismo Mario Menotti, in non buoni rapporti col regime, lascio l'Italia e dopo litigi per l'amministrazione di Fiano questa fu affidata al conte Valentino Orsolini Cencelli, uomo politico di spicco del Partito Nazionale Fascista. Mario Menotti morì a Shanghai e, in assenza di eredi, l'intero patrimonio fu ereditato dalle sorelle, le quali in parte donarono e in parte vendettero il Castello ducale alle suore domenicane di santa Caterina da Siena.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale e fino a tutti gli anni 1960 Fiano fu interessato dalle lotte per la terra che porteranno all'assegnazione a contadini e braccianti della maggioranza dei terreni appartenuti ai Menotti e agli altri grandi proprietari terrieri.
A partire dagli anni 1960, anche grazie all'apertura del casello autostradale, Fiano fu investito da una grande trasformazione economica e sociale, il settore agricolo cominciò un rapido declino a favore di attività industriali e del terziario, e in particolare iniziò un importante aumento demografico che fece passare i residenti dai circa 3 000 di fine anni 1960 ai quasi 16 000 del 2020. Al contempo, il territorio fu interessato da una larga edificazione che portò il suolo urbanizzato a quadruplicare in pochi anni[senza fonte].


Il comune di Fiano Romano è rappresentato da uno stemma composto da uno scudo in cui è raffigurato un correggiato (due bastoni uniti da una striscia di cuoio) con sullo sfondo un campo di grano maturo e una porzione di cielo; lo scudo è contornato da due spighe di grano e sormontato da una corona. L'uso di questo simbolo è attestato dal 1609.
Evidenti i riferimenti in questa rappresentazione al forte legame del territorio in generale con il mondo agricolo e contadino e in particolare con la coltivazione del grano, che per secoli (sicuramente fin dal periodo della Roma repubblicana) ha rappresentato una delle principale attività economica della zona[senza fonte].
Il comune è dotato di due gonfaloni: il primo è un drappo partito di giallo e di rosso caricato al centro dello stemma comunale, circondato dalla denominazione del comune. Il secondo è un drappo partito di giallo e di rosso caricato al centro di un cerchio bianco, all'interno del quale campeggia lo stemma comunale; detto cerchio sormontato dall'iscrizione "COMUNE" e al di sotto del quale campeggia l'iscrizione "DI FIANO ROMANO".
Il comune è anche dotato di una bandiera, composta da un drappo partito di rosso e di giallo caricato al centro dello stemma comunale circondato dalla denominazione del Comune.

La costruzione della chiesa di Santo Stefano Nuovo risale alla seconda metà del XV secolo, forse nel 1480 risultando dai documenti storici che in quell'anno questa chiesa nacque dall'unione tra la chiesa collegiata di Fiano e l'antica Chiesa di San Biagio; poi nel 1774, come riportato negli Archivi di Stato, subì un'importante opera di rifacimento su iniziativa della comunità locale.
La chiesa sorge nella piazza centrale del borgo medievale, proprio di fronte all'entrata principale del Castello Ducale. La chiesa è rialzata rispetto al piano della piazza e nella scalinata di accesso sono inseriti, come gradini, due stipiti con scanalature, probabilmente originari di altri edifici. Anche nel sagrato si notano elementi riutilizzati: frammenti di lastre ed epigrafi forse provenienti da un'area cimiteriale o dalla chiesa stessa. La facciata è in stile romanico, con linee architettoniche semplici e pulite, dove si apre il portale in travertino su cui sono scolpiti due stemmi in bassorilievo e affiancata dal campanile, di tipo a torre e a pianta quadrata con copertura a cupola, privo di bifore ma solo con accenni di modanature agli angoli.
L'interno della chiesa è a pianta basilicale con terminazione absidale semi-circolare, con tre navate suddivise da archi a tutto sesto sostenuti da colonne in travertino a sezione quadrata.
L'altare, rifatto nel 1967 dopo la riforma del Concilio Vaticano II, è in travertino romano bucciardato e si presenta a forma di piccolo tempio, con timpano sostenuto da due colonne con capitelli corinzi, affiancato sulla sinistra da un piccolo ambone. Subito dietro l'altare c'è un dipinto di grande pregio del pittore Antonio del Massaro, detto il Pastura, in cui è raffigurata la Madonna col Bambino attorniata dai Santi Giovanni Battista, Stefano, Biagio e Pietro.
Nella navata destra, anticamente riservata alla Famiglia Orsini, sono collocati due affreschi provenienti dalla diruta chiesa di Santa Maria ad Pontem, il monumento sepolcrale di Niccolò III Orsini, e soprattutto, nella capella dell'Annunziata (già Orsini) subito alla destra dell'altare, una pala raffigurante il Salvator Mundi affiancato da due angeli di particolare valore artistico, attribuita alla scuola del Pinturicchio.
Nella navata sinistra è collocato il sarcofago di Pietro Gregorio Ottoboni Boncompagni Ludovisi, duca di Fiano, resti di affreschi (probabilmente sempre originari di Santa Maria ad Pontem), piccoli altari sovrastati da tele di scuola umbra e l'altare della Madonna Addolorata. Si accede inoltre alla cappellina absidata dove è presente un crocifisso ligneo artigianale, un altare con basamento in pietra, forse derivato da un'antica colonna e vi è custodita la campana medievale realizzata da Guidotto di Pisa nel 1278 per l'antica Chiesa di San Biagio.
La chiesa conserva la Campana medievale di Fiano Romano, forgiata nel 1278 per la Chiesa di San Biagio.
La Chiesa di Santo Stefano Vecchio è stata per secoli la chiesa principale della città, nonostante fosse collocata fuori il centro abitato, sul versante occidentale, in una zona collinare. Alla fine del XIX secolo, sia per la sua posizione decentrata sia soprattutto per le restrizioni imposte agli ordini religiosi dal neonato Regno d'Italia, fu prima sconsacrata e poi venduta a privati.
L'interno della chiesa, che fu cenobio benedettino, è a pianta basilicale e presenta uno stile romanico tipico del XII e XIII secolo ma con vari rimaneggiamenti e restauri successivi.
Le 3 navate sono separate da 10 colonne in granito per parte, con capitelli tutti diversi e con un pilastro centrale ognuno. Ai lati del portale d'ingresso due candelabri in bronzo, alti 3 metri, a colonne tortili con spirali che richiamano le piante di alloro. Il campanile consta di 3 ordini di finestre, dal basso all'alto: bifore, trifore e monofore.
L'altare odierno è in marmo greco e posizionato nella parte absidale al posto del ciborio originale, del 1150 circa, che fu portato prima al Collegio Irlandese di Roma e poi, dopo varie traversie, al Metropolitan Museum of Art di New York dov'è tuttora esposto. Nel 1890, nel corso di scavi archeologici promossi da Vincenzo Montenovesi nei terreni intorno alla Chiesa, fu ritrovata una lapida di età romana con iscritta una lista di nomi.
La chiesa di Santa Maria ad Pontem è una chiesa trecentesca sconsacrata, in stile romanico, posta all'estremità nord orientale del borgo medievale di Fiano.

Della Chiesa della Madonna del Carmine o Chiesa del Carmine si hanno poche informazioni storiche: viene forse descritta in un manoscritto del XVII secolo in cui si parla di una chiesa chiamata della Fraternità eretta nel XVI secolo poco fuori il centro storico di Fiano Romano ed utilizzata come cimitero per i contadini.
L'edificio è piuttosto semplice e di modeste dimensioni, senza un particolare criterio estetico o architettonico. La facciata principale presenta un portale con ai lati finestre rettangolari e più in alto aperture ad arco a tutto sesto. In linea con l'ingresso un arco con crocifisso. All'interno non ci sono opere d'arte alle pareti, tranne un affresco che adorna l'abside ed il catino. Il campanile, di tipo a vela, consiste in una semplice struttura muraria posizionata centralmente alla facciata principale. L'ambiente è illuminato da solo quattro finestrelle poste in alto sulle pareti laterali.
Dal 17 febbraio 2013 la chiesa, in accordo con la locale parrocchia cattolica, è utilizzata dalla Chiesa Ortodossa Romena che l'ha intitolata a San Gerarca Leone Magno, Vescovo di Roma. Per le funzioni ortodosse vi è stato installato l'iconostasi davanti al presbiterio, posizionate icone sulle pareti laterali ed un grande lampadario a goccia al centro della sala.
Nel 2018 la diocesi di Civita Castellana ha bandito un concorso per la progettazione di un nuovo complesso parrocchiale da realizzare a Fiano Romano e denominato "Cristo Nostra Pasqua", concorso conclusosi nel 2019 con la scelta del progetto presentato dall'architetto Alberto Barone. Nel 2021 si è concluso positivamente l'iter amministrativo per l'autorizzazione della realizzazione del complesso su un'area di 12.000 metri quadrati individuata nella zona di espansione a sud overt, a ridosso della via Tiberina all'altezza dell'incrocio con via San Lorenzo. Nell'aprile 2024 sono iniziati i lavori per la realizzazione del complesso, per un importo di oltre 4 milioni di euro finanziati dalla CEI e con una durata prevista di circa tre anni. Il 15 ottobre 2024, in concomitanza con la ricorrenza di Santa Eurosia compatrona di Fiano, si tenne la cerimonia ufficiale della posa della prima pietra del nuovo complesso alla presenza del vescovo di Civita Castellana Marco Salvi. Nell'ottobre 2026 l'Amministrazione Comunale programmò la realizzazione di un parcheggio pubblico a ridosso della nuova chiesa per un importo di 330 000 euro.
Il Monumento ai caduti delle due guerre mondiali di Fiano Romano è un monumento dedicato ai fianesi, militari e civili, caduti nelle due Guerre Mondiali, realizzato tra il 1919 e il 1924 e oggi collocato nel parco delle Rimembranze.
Nel 2009 è stato inaugurato il monumento dedicato ai caduti di Nassirya e a tutte le vittime delle missioni di pace, una stele commemorativa collocata all'ingresso dell'omonima piazza realizzata a ridosso del centro storico.

Il Castello ducale Orsini fu costruito tra il 1489 e il 1493 per iniziativa di Niccolò III Orsini, su un precedente insediamento medievale, e assunse la denominazione di “ducale” nel Seicento, dopo il passaggio del feudotra diverse famiglie nobilii, fino all’acquisto da parte del Comune nel 1993; l’edificio presenta una struttura fortificata di impianto medievale e rinascimentale, con corpo principale rettangolare, torri difensive, un mastio circolare alto circa 30 metri, cortile interno, scalinata di accesso al piano nobile e terrazza merlata, mentre l’ala quattrocentesca fatta realizzare dagli Orsini conserva nove sale decorate.
La Villa dei Volusii è una cosiddetta d'otium e rustica di una famiglia senatoria romana risalente al I secolo a.C. e utilizzata fino al V secolo d.C., completamente riportata alla luce è ricca di mosaici e ambienti ben conservati.

Il Mausoleo di Fiano Romano è composto da dodici blocchi di marmo finemente decorati a rilievo con scene di combattimenti gladiatori risalenti al I secolo a.C. che originariamente decoravano una tomba di tipo ad edicola.
Il Mitra di Fiano Romano è un iccolo bassorilievo in marmo datato tra il II e il III secolo d.C. con entrambi i lati decorati con scene del culto di Mitra, oggi conservato al Museo del Louvre di Parigi.

La statua bronzea dedicata al politico comunista, improvvisamente scomparso nel 1984 e che aveva più volte visitato Fiano Romano, fu inaugurata il 15 giugno 1985.
Realizzata dallo scultore iraniano Reza Olia, la statua è collocata nei pressi di piazzale Cairoli all'ingresso del borgo medievale.
Il Murale sulla occupazione delle terre e lotta per lo sviluppo, di 50 metri quadri, è stato realizzato agli inizi degli anni '70 del XX secolo da Ettore de Conciliis e Rocco Falciano ed installato subito fuori il borgo medievale. A giugno 2026 il murale fu smontato per permettere i lavori di consolidamento del sottostante muro e fu quindi immagazzinato in attesa di definire se reinstallarlo nel medesimo posto o trovargli una nuova collocazione.
PortaRoma è una imponente arco-scultura in marmo e travertino (7 metri di altezza per 15 metri di lunghezza e 210 tonnellate di peso) realizzata dall'artista Claudio Capotondi e installata nel 2000 nei pressi del casello autostradale di Fiano Romano.
Fiano Romano ha registrato un'evoluzione demografica sempre in aumento fin dal primo censimento generale della popolazione del 1871. Tale trend si è notevolmente impennato nella parte finale del XX secolo e in particolare nel primo decennio del XXI secolo dove si è registrato di fatto un raddoppio della popolazione residente in dieci anni, passando dai 7924 residenti del censimento 2001 ai 13059 del censimento 2011.
Nel secondo decennio del XXI secolo si è confermato la tendenza in aumento della popolazione residente ma con una maggiore gradualità (dai 13 063 residenti del 1º gennaio 2012 ai 15 556 del 1º gennaio 2021).
A fine 2021 Fiano Romano risultava il comune più giovane del Lazio con un'età media di 42,1 anni, mentre al 31 dicembre 2025 Fiano, con 16 678 abitanti, diventava il 50º comune più popolosi del Lazio e primo per crescita demografica nel periodo 2000-2025, con un incremento del 119,82% di nuovi abitanti in 25 anni.
Abitanti censiti

L'importante incremento della popolazione residenti che ha interessato Fiano Romano ha visto anche un importante contributo di cittadini stranieri.
Al 31 dicembre 2022 gli stranieri residenti a Fiano Romano con regolare permesso di soggiorno (dati ISTAT) assommavano a 2.641, pari a circa il 16,2% della popolazione, ben superiore alla media dell'area della città metropolitana di Roma Capitale (11,5%) e della Regione Lazio (11.2%), dato che posizionava Fiano al 255º posto (su 7903) della classifica dei comuni italiani.
Le dieci nazionalità più rappresentate al 31 dicembre 2022 erano (dati ISTAT):
Il dialetto fianese, parlato ormai solo da un nucleo di abitanti sempre più vecchio e ristretto vista l'ampia crescita demografica a cavallo tra XX e XXI secolo, è il risultato di una peculiare miscela linguistica e culturale. Da un lato infatti il vernacolo di Fiano risente, come tutti quelli della zona della bassa valle del Tevere, dall'incontro tra quello dell'area romana e quello dell'area sabina, entrambi assai caratteristici. Dall'altro però si somma anche l'importante contributo dato dai tanti immigrati che, nel corso del XIX secolo, si sono trasferiti a Fiano provenienti dalle vicine regioni del Centro Italia, in particolare da Umbria, Marche e Abruzzo. Tutti questi contributi, diversi e assai variegati, si sono ben armonizzati in un dialetto riconoscibile e chiaramente distinto da quelli dei paesi viciniori, un parlato che esprime bene pensieri e sentimenti e che, in tante caratteristiche, è più vicino al latino che all'italiano.
La presenza di un'ampia comunità Romena, che nel 2022 rappresentava circa il 43% del totale degli stranieri residenti a Fiano Romano, ha portato all'apertura nel 2013 di una parrocchia della Chiesa Ortodossa Romena nella Chiesa della Madonna del Carmine.

La Festa di settembre in onore della Madonna Addolorata è una manifestazione organizzata nella terza domenica di settembre a Fiano Romano in cui si rivivono tradizioni religiose e si svolgono importanti festeggiamenti ed attività folkloristiche. Le radici della festa risalgono al 24 marzo 1842 quando fu collocata nella Chiesa di Santo Stefano Nuovo l'immagine in cera della Maria Santissima Addolorata. La festa era affidata alle donne della Pia Unione della Madonna Addolorata, e solo a partire dal 1933 fu concesso anche agli uomini di prendere parte all'organizzazione della festa. Dopo alcune interruzioni, nel 1889 la festa fu ripresa nuovamente e da allora mai più interrotta. Il programma della festa inizia il giovedì o il venerdì, con le vie del paese adornate da luminarie, si tengono messe e altri eventi, religiosi e non. La festa ha il suo culmine con la processione di domenica sera. Nel 2021 si è tenuta la 179ª edizione della festa.

Nel comune di Fiano Romano sono censite 8 scuole, pubbliche e private, comprendenti scuole dell’infanzia (asili), scuole primarie (elementari), scuole secondarie di primo grado (medie) e una scuola secondaria di secondo grado (superiore); in particolare risultano presenti 3 scuole dell’infanzia, di cui 2 statali e 1 paritaria la "San Giuseppe" gestita dalle Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena, 3 scuole primarie statali e 1 scuola secondaria di primo grado statale, con l'organizzazione scolastica pubblica che fa capo all'Istituto Comprensivo statale "IC Fiano Romano".

Antiquarium di Lucus Feroniae, nato nel 1977 come struttura destinata ad accogliere i materiali provenienti dagli scavi del sito archeologico, è stato successivamente ampliato per esporre al pubblico una selezione ampia di reperti, dalla protostoria all’età arcaica, dal saccheggio di Annibale alla fase del grande tempio romano dedicato alla dea Feronia, fino allo sviluppo della ricca città di età imperiale. Il primo nucleo espositivo, comprende il ciclo statuario proveniente dal Sacello degli Augustales, e una sala dedicata ai ritrovamenti del suburbio. Nell’atrio è stato inoltre riallestito parte del monumento funerario con rilievo gladiatorio da Fiano Romano, mentre il percorso è arricchito da installazioni multimediali, video, clip sonore e ricostruzioni virtuali di Lucus Feroniae e della Villa dei Volusii, pensate per restituire al visitatore l’aspetto e l’atmosfera dell’antico centro romano.

Fiano Romano ha avuto una presenza ricorrente nel cinema e nella televisione italiana, soprattutto come borgo storico utilizzato per ambientare paesi immaginari, scene di provincia o sequenze legate al tratto dell'Autostrada A1, il casello autostradale e i dintorni industriali. Tra gli esempi più rappresentativi si possono citare La Corona di Ferro di Alessandro Blasetti con Gino Cervi, che nel 1940 inaugurò l’uso cinematografico del paese, Il ritorno di don Camillo, in cui il borgo ospita il collegio del figlio di Peppone, e Gli onorevoli di Sergio Corbucci, con la celebre scena del discorso di Totò alla popolazione di Roccasecca. Nel corso dei decenni il territorio è stato poi scelto per numerosi altri film, fiction e produzioni televisive, confermandosi come set versatile per opere comiche, drammatiche, storiche e televisive.
Il 5 gennaio 1902 il Consiglio Comunale ha riconosciuto la Banda Musicale, di cui si hanno notizie dell'esistenza già negli ultimi anni del 1800, quale Concerto Musicale Municipale: da allora la banda non si è mai sciolta e, tra cambi di nome (durante il fascismo fu rinominata Banda Musicale del Dopo Lavoro e poi nel dopoguerra Banda Comunale) e rinnovando via via i suoi membri, ha continuato la sua attività musicale, interrompendola solo durante i periodi delle due Guerre Mondiali.
Nel 1995 la Banda Musicale si è costituita associazione, è stata riconosciuta dal Consiglio Comunale come "Banda di Interesse Comunale" e si è iscritta all'Albo delle Bande Musicali operanti nei Comuni del Lazio.
Lo Schermo è Donna, un festival cinematografico orientato a valorizzare il ruolo delle donne nel cinema, promosso e organizzato dall’Associazione culturale “Città per l’Uomo” con il patrocinio del Ministero della Cultura e del Comune. Il festival si svolge in estate; Nel 2021 si è svolta la 24ª edizione del festival.
Dal 2023 Fiano Romano partecipa alla Festa della musica, iniziativa che si tiene il 21 giugno di ogni anno e promossa dal Ministero della cultura e dalla Commissione europea.
Il forte incremento demografico che ha caratterizzato Fiano Romano a partire dalla fine degli anni '90 del XX secolo è corrisposto ad una vasta urbanizzazione del territorio, in particolare tra il centro abitato consolidato, intorno al borgo medievale, e l'area del casello autostradale e della zona industriale.
In quest'ampia zona pianeggiante si è sviluppata così un'area residenziale a prevalenza di villette e piccole palazzine, con una bassa densità abitativa e quindi un grande consumo di suolo che ha portato, di fatto, a quadruplicare il territorio urbanizzato.
È stato questo uno sviluppo con caratteri parzialmente abusivi, oggetto negli anni di vicende urbanistiche complesse e che ha richiesto vari interventi amministrativi e poi, a partire dagli anni '10 del XXI secolo, forti investimenti per il potenziamento dei servizi (reti, strade, parchi, scuole, ecc...) al fine di allinearli alla mutata realtà abitativa e sociale.
Fiano Romano rappresenta una realtà economica vivace e fortemente attiva, principale polo produttivo della zona. Il tasso di occupazione è molto alto (nel 2019 è stato circa del 50%, posizionando Fiano Romano al terzo posto tra i comuni del Lazio) soddisfatto sia dalla domanda interna che da quella esterna: il pendolarismo, per studio e lavoro, verso l'area metropolitana romana seppur elevato (48%) è infatti bilanciato da quello in ingresso.

Al 2024 le attività operanti su Fiano Romano risultano:
Il settore agricolo è diventato nel corso degli anni sempre meno rilevante nell'economia di Fiano Romano, visto lo sviluppo urbanistico e sociale che ha caratterizzato il territorio agli inizi del XXI secolo, con le aziende agricole attive che sono passate dalle 625 del 2000 alle 251 del 2010 fino alle 82 del 2020. Le principali attività sono quelle connesse con i prodotti seminativi (grano, mais) coltivati in oltre la metà del suolo utilizzato (54%), seguiti da prati e pascolo (17,5%), boschi (10%) e olivi e frutteti (9,7%).
La coltivazione della vite, caratteristica della zona per millenni, è ormai praticata solo a livello minimale (0,3%), pur restando parte del territorio comunale luogo di produzione del Bianco Capena Doc, un vino bianco fermo leggermente aromatico; ugualmente parte del territorio è ricompreso nella zona di produzione dell'olio extravergine di oliva Soratte dop.
Dal 2014, con l'intento di promuovere l'uso agricolo del territorio e di salvaguardare le aree rurali in disuso, l'ente locale ha introdotto la possibilità di concedere, a titolo gratuito, degli appezzamenti di terreno comunali a privati cittadini per la realizzazione di Orti Sociali.
L'attività industriale preminente è quella connessa con le costruzioni edili e civili (314 imprese attive) con evidente connessione alla larga urbanizzazione del territorio di inizio XXI secolo che ha portato in pochi anni a quadruplicare il suolo utilizzato per edifici e strade.
Il settore economico principale delle imprese attive a Fiano Romano è il terziario, che beneficia soprattutto della vicinanza con Roma e per la collocazione sul principale asse viario Nord-Sud rappresentato dall'Autostrada A1.
Fiano Romano è un nodo primario a livello nazionale per la logistica e la movimentazione delle merci su gomma con la presenza di molte aziende operanti nella media e grande distribuzione tra le quali spiccano le sedi di Amazon, di BRT, della GLS e del settore carni della Conad. Vi è inoltre la sede centrale della Todis.
La breve distanza da Roma e la buona rete viaria di connessione alla Capitale ha inoltre reso il territorio appetibile per tutta una serie di attività connesse con il turismo, soprattutto quelle operanti nel campo della ristorazione e nel settore alberghiero (come Hilton e Best Western).
Al contempo sono cresciute le attività di supporto a questi settori economici come autoriparatori, gommisti, servizi assicurativi e finanziari, noleggio.
Il centro storico di Fiano Romano è interessato da una zona a traffico limitato, controllata mediante varchi elettronici. I collegamenti extra-urbani sono assicurati dalla COTRAL con corse di autobus da/per il capolinea della stazione Saxa-Rubra di Roma e quello di Poggio Mirteto nonché da/per la stazione ferroviaria di Fara Sabina-Montelibretti della FL1.
Tra il 1816 e il 1870 Fiano Romano ricadeva amministrativamente nella Comarca di Roma, suddivisione dello Stato Pontificio.
Durante il periodo fascista l'amministrazione di Fiano fu affidata al Conte Valentino Orsolini Cencelli, molto vicino a Mussolini.
Dal dopoguerra in poi, tranne una breve parentesi con un'amministrazione DC-MSI dal 1962 al 1966, Fiano è stato amministrato dal PCI prima e, dagli anni '90 in poi, da coalizioni di sinistra o centro-sinistra: da qui l'appellativo di "Stalingrado della Tiberina".
Elenco dei Sindaci di Fiano Romano dal 1948 in poi:
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1948 | 1956 | Gustavo Giustiniani | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1956 | 1957 | Cesare Calabrini | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1958 | 1959 | Federico D'Ubaldi | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1960 | 1962 | Gustavo Giustiniani | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1962 | 1966 | Aldo Biondi | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1966 | 1988 | Stefano Paladini | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1988 | 1993 | Nicola Luciani | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 6 giugno 1993 | 26 aprile 1997 | Mario Quattrucci | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | Eletto con il 52,47% |
| 27 aprile 1997 | 12 maggio 2001 | Aristide Palmucci | Coalizione di centro-sinistra (liste civiche) | Sindaco | Eletto con il 56,09% |
| 13 maggio 2001 | 29 maggio 2006 | Tarquinio Splendori | Coalizione di centro-sinistra | Sindaco | Eletto con il 48,26% |
| 29 maggio 2006 | 14 maggio 2011 | Tarquinio Splendori | Coalizione di centro-sinistra (liste civiche) | Sindaco | Eletto con il 51,69% |
| 16 maggio 2011 | 4 giugno 2016 | Ottorino Ferilli | Per Fiano (lista civica) | Sindaco | Eletto con il 61,87% |
| 5 giugno 2016 | 4 ottobre 2021 | Ottorino Ferilli | Per Fiano (lista civica) | Sindaco | Eletto con il 70,15% |
| 4 ottobre 2021 | 12 dicembre 2024 | Davide Santonastaso | Fiano 2030 (lista civica) | Sindaco | Eletto con il 49,95% Sfiduciato il 12 dicembre 2024 |
| 17 dicembre 2024 | 10 giugno 2025 | Michele Censi Buffarini | - | Commissario Prefettizio | Nominato con decreto del Prefetto di Roma n. 483320/2024 |
| 10 giugno 2025 | in carica | Davide Santonastaso | Fiano 2030 e SiAmo Fiano (liste civiche) |
Sindaco | Eletto al ballottaggio con il 56,51% |

| Controllo di autorità | VIAF (EN) 154062315 · LCCN (EN) nr98019298 · J9U (EN, HE) 987007535692705171 |
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