Bellegra

Bellegra
comune
Bellegra – Stemma
Bellegra – Bandiera
Bellegra – Veduta
Bellegra – Veduta
Bellegra vista da Olevano Romano
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lazio
Città metropolitana Roma
Amministrazione
SindacoFabio Zambon (lista civica di centro-destra Sviluppiamo Bellegra) dal 10-6-2024
Data di istituzione1880
Territorio
Coordinate41°53′N 13°02′E
Altitudine815 m s.l.m.
Superficie18,78 km²
Abitanti2 580 (31-5-2026)
Densità137,38 ab./km²
FrazioniCamorano, Fontanafresca, La Missione, Maiuro le cese, Vaccarecce, Vadocanale (Le fornaci), Vennere
Comuni confinantiAffile, Gerano, Olevano Romano, Pisoniano, Rocca Santo Stefano, Roiate, San Vito Romano
Altre informazioni
Cod. postale00030
Prefisso06
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT058012
Cod. catastaleA749
TargaRoma o RM
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 758 GG
Nome abitantibellegrani
Patronosan Sisto II
Giorno festivo6 agosto
MottoLibertas
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bellegra
Bellegra
Bellegra – Mappa
Bellegra – Mappa
Posizione del comune di Bellegra nella città metropolitana di Roma Capitale
Sito istituzionale

Bellegra (Civitella fino al 1880 e in dialetto bellegrano) è un comune italiano di 2 580 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio e sorge a 815 metri sul mare (s.l.m.).

Geografia fisica

Territorio

Bellegra sorge sul Monte Celeste, a 815 metri sul livello del mare, ed ha una superficie di 18,78 chilometri quadrati. Il territorio che è prevalente collinare e montano varia da un'altitudine compresa tra i 260 e gli 815 metri s.l.m.

I Monti Ruffi, una catena montuosa compresa tra i monti Prenestini ad ovest, e i monti Lucretili a nord, ricadono nel territorio comunale. Nel territorio comunale scorre il fiume Sacco.

Clima

Il clima di Bellegra è tipico delle zone subappenniniche di bassa montagna, con inverni relativamente lunghi e freddi con frequenti gelate ma con rari giorni di ghiaccio (media di gennaio di 3 °C), mentre le estati sono tiepide e temperate con alcuni giorni di calura, comunque con temperature minime piuttosto fresche (media di agosto di 21 °C). La neve è un fenomeno frequente, e in caso di freddo marcato può cadere abbondante e perdurare al suolo diversi giorni essendo il paese arroccato in cima e quindi esposto ai venti. In estate le precipitazioni si presentano prevalentemente sotto forma di temporali.

Le temperature in pieno inverno possono toccare punte di −11 °C. Secondo la classificazione dei climi di koppen Bellegra gode di un clima oceanico "Cfb", caratterizzato da stagioni sempre umide ed estati tiepide. Si riscontrano comunque alcuni caratteri di continentalità dovuti alle escursioni termiche sia giornaliere che annue (temperatura media annua di circa 12 °C).

Nel febbraio 2012 il manto nevoso al suolo ha superato il mezzo metro di altezza.

Bellegra Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 2,94,76,09,414,317,721,021,117,812,37,74,23,99,919,912,611,6
T. min. media (°C) −7−6,2−1,10,52,96,18,912,010,57,02,0−11,0−8,10,89,06,52,1

Storia

Età antica

Le origini dell'insediamento di Bellegra, situato sulla sommità del Monte Celeste, tra le valli dell'Aniene e del Sacco, risalgono all'epoca preromana. Il territorio era compreso nell'area di influenza degli Equi, popolazione italica stanziata nell'Appennino centrale, e si trovava in una posizione strategica per il controllo delle vie di comunicazione tra le due vallate fluviali. L'esistenza di un insediamento fortificato (sviluppatosi soprattutto tra il V e il IV secolo a.C., durante il periodo dei conflitti degli Equi con Roma) è testimoniata dalla presenza di resti di una cinta muraria in opera poligonale, costruita sfruttando le caratteristiche orografiche del rilievo. All'interno dell'area fortificata sono stati inoltre individuati resti identificati come edifici di culto.

L'identificazione dell'antico insediamento con Vitellia, città ricordata da autori quali Tito Livio, Plinio il Vecchio e Svetonio, è stata oggetto di discussione storiografica. Nell'Ottocento Antonio Nibby propose di localizzare Vitellia sul Monte Celeste, sulla base delle testimonianze letterarie e delle indicazioni topografiche degli autori antichi. Giuseppe Marocco avanzò invece l'ipotesi che il luogo corrispondesse a un centro denominato Belecre, senza però trovare riscontri nelle fonti antiche.

L'ipotesi dell'identificazione con Vitellia è stata ripresa anche da studi storico-archeologici successivi, ma senza addivenire a letture risolutive.

Medioevo

La prima attestazione documentaria del toponimo Civitella risale all'11 gennaio 967, quando un diploma dell'imperatore Ottone I confermò al monastero di San Benedetto e Santa Scolastica di Subiaco il possesso del monte indicato come Civitella. La località rientrava pertanto nel patrimonio territoriale dell'abbazia sublacense.

Il possesso monastico venne riconfermato da Leone IX nel 1051. Nella seconda metà dell'XI secolo, tuttavia, Civitella fu coinvolta nelle controversie tra l'abbazia e le signorie locali: tale Landone di Trasmondo si proclamò signore del territorio, entrando in conflitto con l'abate Umberto, alla guida del monastero dal 1050 al 1069. Secondo la ricostruzione di Antonio Onori, basata sulle cronache sublacensi, nel 1065 Landone fece catturare e imprigionare a Civitella l'abate Umberto. La vicenda determinò una crisi all'interno della comunità monastica, risolta soltanto dopo ulteriori interventi e trattative. Nel 1069 Umberto lasciò definitivamente il governo dell'abbazia.

Nel corso dei secoli successivi Civitella mantenne rapporti ambivalenti con l'autorità abbaziale, alternando periodi di compiuta subordinazione a tentativi di autonomia condotti dalle famiglie signorili locali. Un trattato stipulato nel 1230 tra l'abate Lando e i signori di Civitella regolò alcune delle controversie relative al castello e ai rapporti con il monastero. Il documento costituisce una delle prime attestazioni esplicite dell'abitato come castrum.

Nel XIV secolo l'abbazia riprovò a consolidare il proprio controllo sul territorio: l'abate Bartolomeo II, in carica dal 1318, si riappropriò dei diritti monastici su Civitella.

L'abitato medievale si sviluppò intorno a un nucleo fortificato nella parte più elevata del Monte Celeste. La presenza del castello, pur se ripetutamente trasformato, caratterizzò l'assetto urbanistico della località.

Età moderna e contemporanea

Durante l'età moderna Civitella rimase legata alle istituzioni ecclesiastiche dell'area sublacense.

Con l'annessione del Lazio al Regno d'Italia nel 1870, Civitella entrò a far parte del nuovo ordinamento amministrativo nazionale. Il 21 settembre 1872, con regio decreto n. 1015, l'ente comunale fu denominato Civitella San Sisto.

Nel 1880 l'amministrazione comunale deliberò un ulteriore cambiamento di denominazione, adottando il nome Bellegra per distinguere il centro abitato dalle altre località italiane chiamate Civitella. La decisione fu assunta dal consiglio comunale il 10 ottobre 1880 e si richiamava all'ipotesi avanzata da Giuseppe Marocco circa l'esistenza di un'antica città denominata Belecre, che lo studioso riteneva potesse essere identificata con l'insediamento del Monte Celeste.

Il Novecento

Nel corso della seconda guerra mondiale, in seguito all'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943, il territorio fu interessato dall'occupazione militare tedesca. Il 15 ottobre 1943 venne condotta a Bellegra un'operazione di rastrellamento finalizzata alla ricerca di giovani renitenti alla leva che si erano nascosti nella zona. Il centro abitato subì danni durante le operazioni militari del 1944.

Simboli

Lo stemma di Bellegra, in uso de facto, senza evidenza di decreti di concessione è stato elaborato dal geometra Pietro Saulini. Raffigura un muro con una porta centrale, sormontati in campo azzurro da un sole splendente e da un cartiglio con l'epigrafe LIBERTAS. Il disegno viene descritto come allegorico del patrimonio artistico-storico del comune (segnatamente la sua cinta muraria), mentre il cartiglio esprime l’aspirazione all’autonomia, il sole splendente alla posizione panoramica.

Il gonfalone è un drappo di rosso. Lo stemma ricamato su di esso si distingue da quello usato dall'amministrazione comunale nei propri atti per diverse caratteristiche: le mura mancano del portone e sono quindi aperte del campo azzurro, il cartiglio non è rosso e vi è un serto di alloro e quercia serrati da un nastro azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Cappella di Santa Lucia

Si trova vicino alla casa dei Patrizi; di proprietà privata, ha un solo altare e conserva un dipinto della beata vergine Maria di Santa Lucia e altre pitture di santi.

Chiesa di San Nicola

Costituita dal presbitero e da un'unica navata, sull'arco principale reca la dedica LAUS DEO, BEATAE VIRGINI MARIAE ET S. NICOLAI ECCLESIAE PATRONO. È decorata da stucchi risalenti a prima del 1671; la navata è coperta da una volta a botte, edificata nel 1873 in sostituzione del preesistente soffitto a cassettoni, ed è illuminata da sette finestroni, dei quali tre aperti nel lato destro, tre nel lato sinistro e uno sulla parete frontale. Ingloba una previgente chiesa del sec. XIII intitolata a santa Lucia.

Convento di San Francesco

Noto anche come Sacro Ritiro, sorge a circa due chilometri dal centro abitato, in un'area boschiva caratterizzata dalla presenza di faggi e castagni. Secondo la tradizione francescana, nel 1223 Francesco d'Assisi avrebbe sostato in un romitorio appartenente ai monaci benedettini di Subiaco mentre era in cammino verso il Sacro Speco di Subiaco. Il luogo sarebbe stato successivamente donato al santo per ospitarvi una comunità di frati. L'effettiva epoca di creazione del primo nucleo del complesso rimane tuttavia incerta. Nel 1458 papa Pio II assegnò il romitorio ai francescani osservanti della Provincia Romana. La chiesa conventuale fu consacrata il 23 agosto 1489 dal vescovo Cesare Nacci. Il complesso venne progressivamente ampliato e nel 1683 divenne ritiro, destinato in particolare alla preghiera e alla vita contemplativa. Alla storia del convento è strettamente legata la figura di Tommaso da Cori, che vi si stabilì nel 1684 e vi trascorse gran parte della vita, contribuendo all'organizzazione della comunità, di cui redasse la regola. Ivi peraltro morì l'11 gennaio 1729; le sue spoglie sono conservate nella chiesa annessa. Il complesso ha subito numerosi interventi di ampliamento e ristrutturazione, tra cui il rifacimento della facciata nel 1926. La chiesa presenta una navata unica con cappelle laterali, nelle quali sono conservate le reliquie di alcuni religiosi francescani legati al convento. Il complesso del ritiro comprende anche un museo francescano, che raccoglie oggetti storici e devozionali relativi alla vita della comunità e alle manifestazioni della religiosità popolare.

Architetture militari

Mura poligonali

A Bellegra esistono il primo (sec. VII e VI a.C.) e il terzo tipo (sec.III e II a.C.) di mura poligonali, ovvero mura innalzate in opera poligonale, tramite la posa di grandi massi lavorati fino ad ottenere forme poligonali, per essere giustapposte a incastro, senza calce, con cunei che riempiono i rari spazi vuoti.

Aree naturali

Grotte dell'Arco

Sono le uniche grotte che si trovano nella provincia di Roma[senza fonte] e, per il loro sviluppo in lunghezza e per l'ampiezza di alcune sue grandi sale, rappresentano una delle più importanti manifestazioni carsiche ipogee presenti nella Regione Lazio. Da questo piccolo bacino e da un suo emissario sotterraneo si è originato un fenomeno di carsismo naturale appunto le "Grotte dell'Arco", lunghe quasi 1000 m[senza fonte] ed estese per 34 ettari. Sono quasi tutte visitabili anche da persone non esperte in quanto provviste di illuminazione e di una comoda passerella.

Il Comune di Bellegra è proprietario di una vasta area di bosco ceduo di castagno.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di 137 persone (4,75%), la nazionalità più rappresentata era quella rumena, con 96 cittadini residenti.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Amministrazione

Sindaci

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Luigi Tucci PDS Sindaco
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Luigi Tucci lista civica Sindaco
13 maggio 2001 15 maggio 2011 Mario Sisto Ferrante lista civica Sindaco
16 maggio 2011 5 giugno 2016 Domenico Moselli lista civica: Valore in Comune Sindaco
5 giugno 2016 23 Febbraio 2024 Flavio Cera FdI-lista civica: Sviluppiamo Bellegra Sindaco
23 Febbraio 2024 9 giugno 2024 Francesco Coculo FdI-lista civica: Sviluppiamo Bellegra Sindaco
9 giugno 2024 in carica Fabio Zambon lista civica: Sviluppiamo Bellegra Sindaco

Nel 1872 Civitella cambiò denominazione in Civitella San Sisto, e nel 1880 in Bellegra.

Fa parte della X Comunità montana dell'Aniene

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ Comune di Bellegra - amministrazionicomunali.it, su www.amministrazionicomunali.it. URL consultato il 5 agosto 2026.
  5. 1 2 3 Giovanna Alvino, Popoli e culture dell'Italia preromana. Gli Equi, in Il Mondo dell'Archeologia, 2004. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  6. 1 2 3 4 Maria Antonietta Tomei, Nota di topografia storica sul territorio degli Equi: tentativo di identificazione dell'antica Vitellia (PDF), in Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d'Arte, vol. 54, 1981, pp. 41-51.
  7. 1 2 3 4 Antonio Onori, Bellegra, il fiore di Monte Celeste. Un viaggio tra storia e leggenda, su Monti Prenestini, 31 marzo 2021. URL consultato il 21 ottobre 2026.. Estratto dal volume Bellegra, riproposto a cura di Piero Carpentieri.
  8. ↑ Vittorio De Donato, Bartolomeo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 6, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1964. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  9. ↑ Regio decreto 21 settembre 1872, n. 1015, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, n. 283, 13 ottobre 1872. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  10. ↑ Cronologia degli eventi tra il 1943 e il 1944, su Casematte Roma 1943. URL consultato il 21 ottobre 2026.
  11. ↑ Sacerdote Antonio Onori, Bellegra, Bellegra, 1978.
  12. ↑ Bellegra, su VisitLazio. URL consultato il 23 ottobre 2026.
  13. ↑ Sacro Ritiro di S. Francesco, su Santuari Italiani. URL consultato il 23 ottobre 2026.
  14. ↑ Tommaso da Cori, su Dicastero delle cause dei santi. URL consultato il 23 ottobre 2026.
  15. ↑ Ritiro di San Francesco, su Visit Val d'Aniene. URL consultato il 23 ottobre 2026.
  16. ↑ Convento di San Francesco, su Pro Loco di Bellegra. URL consultato il 23 ottobre 2026.
  17. ↑ Cartografia sul sito della Regione Lazio (PDF), su regione.lazio.it (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2015).
  18. ↑ Dati tratti da:
  19. ↑ Statistiche demografiche ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato il 18 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 13 giugno 2016).

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 234329144
  Portale Lazio: accedi alle voci di Wikipedia che parlano del Lazio