| Formello comune | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Gian Filippo Santi (lista civica di centro-destra Formello Rinasce) dal 12-6-2017 (2º mandato dal 12-6-2022) |
| Data di istituzione | 2 settembre 1544 |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°05′N 12°24′E |
| Altitudine | 225 m s.l.m. |
| Superficie | 31,15 km² |
| Abitanti | 13 982 (31-5-2026) |
| Densità | 448,86 ab./km² |
| Frazioni | Vedi elenco |
| Comuni confinanti | Campagnano di Roma, Roma, Sacrofano |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 00060 |
| Prefisso | 06 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 058038 |
| Cod. catastale | D707 |
| Targa | Roma o RM |
| Cl. sismica | zona 3A (sismicità bassa) |
| Cl. climatica | zona D, 1 693 GG |
| Nome abitanti | formellesi |
| Patrono | san Lorenzo |
| Giorno festivo | 10 agosto |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Formello è un comune italiano di 13 982 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.
Il paese si trova a nord ovest di Roma e a sud-ovest dei Monti Sabatini, all'interno del Parco regionale di Veio, che ne ricopre il territorio per il 71% circa della superficie; confina a nord con il territorio del comune di Campagnano di Roma, ad est con Sacrofano, a sud e ad ovest con Roma.
Il territorio è caratterizzato da ampi crinali e da formazioni in tufo; i pochi terreni coltivati sono per lo più adibiti a coltivazioni di vitigni, oliveti e colture di cereali, mentre molto del paesaggio comprende fossi e boschi che ospitano numerose specie animali, anche rare. Sono ampiamente presenti alcuni rapaci come il nibbio bruno, la poiana e il gheppio. Nei torrenti trovano un habitat confortevole anfibi e rettili, quali il tritone crestato, la rana verde, la rana greca, la testuggine d'acqua dolce ed il saettone.
Nel territorio comunale sono attestate presenze in età preistorica (Valle Cancella, Terre di Bettona, Prato la Corte). In età storica la zona fece parte del territorio della città etrusca di Veio, che sorgeva nell'attuale territorio comunale: rimangono a testimonianza della lunga dominazione etrusca numerosi manufatti, tombe e il cosiddetto alfabeto di Formello, alfabeto etrusco arcaico[senza fonte].
Dopo la conquista romana di Veio nel 396 a.C., il territorio si andò spopolando, fino al 780, quando papa Adriano I fondò la domusculta Capracorum, che si contrappose all'espansione territoriale dell'abbazia di Farfa, di fondazione longobarda. Il centro decadde in seguito alle incursioni saracene del IX secolo.
Tra i fondi agricoli in possesso della tenuta esisteva un fundus Formellum, dove si era sviluppato un abitato, che ereditò la funzione di centro del territorio da Capracorum. A partire dall'XI fu in possesso del monastero della Basilica di San Paolo fuori le mura e in quest'epoca il borgo venne probabilmente fortificato. Formello si sviluppò tuttavia più lentamente di altri centri con simili origini, probabilmente a causa della distanza dalla via Cassia, oltre il fiume Cremera[senza fonte].
Nel 1279 Formello fu concessa in feudo agli Orsini, cui segui la costruzione di una torre e di un fossato in funzione difensiva del borgo medievale. Nel 1544 venne concesso alla comunità uno statuto che ne regolava i rapporti amministrativi con i feudatari[senza fonte].
Nel 1661 gli Orsini, a causa di una grave posizione debitoria, vendettero il feudo alla famiglia Chigi, nella persona del Cardinale Flavio Chigi, a cui seguì il rinnovamento del borgo, come ad esempio con la costruzione di Villa Chigi-Versaglia.
Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con decreto del capo del governo del 21 gennaio 1943. Lo stemma è così blasonato nello statuto comunale:
Nel bozzetto allegato al decreto di concessione lo stemma è di argento, a tre bande di rosso. Lo stemma riprende il blasone della famiglia Orsini. Il gonfalone è un drappo partito di verde e di giallo. Nel gonfalone in uso lo stemma è rappresentato di argento, a tre bande di rosso e non bandato.
Il borgo fortificato è articolato sull'asse centrale di via XX Settembre, che collega la Porta da Capo con la Porta da Piedi; dalla prima si accede alla piazza di San Lorenzo, dove sorgono l'omonima chiesa e il palazzo Chigi, già Orsini. Lungo la via sorge anche una seconda chiesa, dedicata a san Michele arcangelo. Fuori della Porta da Capo nel XVIII secolo si sviluppò il borgo di Sant'Antonio, incentrato sulla omonima via.

La chiesa di San Lorenzo ereditò le funzioni di quelle della distrutta Capracorum e risale forse al X-XI secolo (menzionata la prima volta nel 1033). La chiesa era probabilmente in origine ad unica navata. Nel XV secolo venne costruito davanti alla facciata il campanile, per il quale venne murato il portale centrale di ingresso.
L'edificio venne fortemente rimaneggiato a partire dal 1574, quando vennero realizzate le navate laterali: quella orientale ricavata dalla suddivisione della chiesa originaria, e quella occidentale aggiunta, insieme al presbiterio. Nella navata sinistra i primi due altari ospitano gli affreschi attribuiti a Donato Palmieri. Nel 1677 venne restaurato il campanile, danneggiato da un fulmine e fu sistemata l'attuale copertura in zinco.
L'altare maggiore, in marmi colorati, in origine destinato alla chiesa di Sant'Apollinare di Roma, venne collocato nel 1744.
Nel 1795 fu costruita una meridiana, analoga a quella della basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma: ha esattamente le dimensioni di un terzo di quella. Fu distrutta nel 1958 con il rifacimento del pavimento e poi ricostruita nel 2008 da Mario Catamo con la collaborazione di Cesare Lucarini.

La chiesa di San Michele Arcangelo (o di Sant'Angelo) viene citata per la prima volta nel 1236. La semplice facciata presenta un portale centrale del XVI secolo. L'interno della chiesa, attualmente aperta al culto in alcune occasioni, era a navata unica, con profondo presbiterio e abside.
Il santuario del Sorbo è un antico convento in parte diroccato, con chiesa e campanile ristrutturati, che si trova nel territorio comune di Campagnano di Roma, nel comprensorio della valle del Sorbo, equamente divisa tra i comuni di Formello (zona a sud del fiume Cremera) e di Campagnano (zona a nord del fiume Cremera). È presente nel santuario stesso una fontanella, che costituisce l'unica derivazione dell'acquedotto che adduce le sorgenti di Carissima e Tre Cannelle alla fontana di For de Porta a Formello, sita accanto alla Porta d'ingresso al centro storico.

L'origine della residenza risale agli Orsini, al momento in cui venne loro concesso il feudo, ma è possibile che esistessero fortificazioni precedenti (un castrum è menzionato dall'XI secolo. In origine aveva due piani e una torre, con muratura in tufelli datata al XIII secolo, ma dopo la vendita ai Chigi, venne sopraelevato di un piano, inglobando la torre, e la facciata venne rimaneggiata.
Villa Versaglia, concepita dal cardinale Flavio Chigi e realizzata dal 1665 sotto la direzione di Felice della Greca su preesistenze agricole presso Formello, è un articolato complesso residenziale e rurale composto da villa principale, torre, cappella, casino e fabbricati di servizio, caratterizzato da una raffinata integrazione tra architettura barocca e strutture preesistenti, progressivamente decaduto dopo la morte del fondatore e passato nel XX-XXI secolo da enti pubblici fino all’acquisizione comunale nel 2009.
Catacomba di Monte Stallone, scoperta negli anni '60 del novecento, testimonia l'espansione del cristianesimo a Formello, avvenuta tra il IV e V secolo d.C..

Zona di valenza naturalistica, interamente compresa entro il parco di Veio, costituita da colline boscose e dalla omonima vallata, solcata dal fiume Cremera, che divide a nord il territorio di Campagnano di Roma e a sud il territorio di Formello.
Il fiume Cremera è sbarrato in corrispondenza dell'antica Mola (mulino ad acqua ora diroccato) da una diga con salto di 18 metri, che forma un piccolo laghetto circondato da querce secolari. Nei pressi della Mola è presente un antico ponte in pietra che scavalca il fiume Cremera sottostante, luce 8 m altezza 18 m.
Sono inoltre presenti lungo il fiume tre successive cascate naturali, due in zona Grottefranca e una in zona Pisciacavallo, effluenti in pozze chiamate Bottagoni, non balneabili.
Fontana risalente al XVIII secolo, captante le sue acque nei territori dei comuni di Campagnano di Roma e Sacrofano, presso le sorgenti Carissima e Tre Cannelle. È sita accanto alla Porta d'ingresso al centro storico, e fino agli anni cinquanta, prima dell'arrivo della diramazione dell'acquedotto del Peschiera-Capore, costituiva l'unica fonte di approvvigionamento idrico per gli abitanti di Formello. La sua acqua, eccessivamente ricca di alcuni minerali, se bevuta regolarmente produce delle caratteristiche macchie scure sulla dentatura, ciò testimoniato da numerosi abitanti ultrasessantenni di Formello.
Fontanile posto lungo l'omonima via, in zona campestre, nei pressi del rivo Rosciolo, classificato come bene storico-architettonico dal parco di Veio.
L'inferriata, denominata Scultura grafica monumentale - I segni dei ricordi spaziano, si sviluppa per 140 metri sul perimetro dei giardini comunali di Formello e si suddivide in vari segmenti delimitati da quattro ingressi. Concepita dall’artista Vinicio Prizia, utilizza il linguaggio grafico dei segni, utilizzando al posto dell’inchiostro dei tondini di ferro, che incrociati tra di loro li trasporta nella terza dimensione.
Abitanti censiti

Il Teatro comunale "Jean-Pierre Velly" è dotato di un impianto cinematografico per una programmazione in armonia con il cartellone teatrale.
La gastronomia tipica formellese rispecchia per la maggior parte la tipica cucina romana, con l'utilizzo spesso di prodotti locali (quali olio di oliva, frutti, formaggi, ecc.). Alcuni piatti sono degni di menzione in quanto non riscontrati anche nei comuni limitrofi, quali la crostata di ricotta (vistosamente colorata rosé grazie all'alchermes)[senza fonte], la crostata di porsaraghi dal caratteristico gusto dolce-aspro dato dai frutti tipici della zona, la padellaccia, e la padellaccia, un sanguinaccio, costituito dal sangue puro di suino cotto in padella, quando veniva macellato dai privati nelle proprie campagne.
Formello Vecchio, Borgo Sant'Antonio, Lo Spannitore, La Bescina, Mancini, Montefiore, Fontana Rutola, Le Sodera, La Villa Chigi, Il Boschetto, Mont'aguzzo, Selvapiana, Acqua Palombina, Acquaviva, La Perazzeta, La Macchia di Sacrofano, Monte Zuccherino, Grossara, La Bandita, Lo Biscio, Castelli, Marvaiata, Il Castagneto, La Bosseta, Le Cascate dell'Inferno, Monte Quadraro, La Rimessa dei Tori, La Porcineta, La Valle del Sorbo, Monte Madonna, Grottefranca, La Spinareta, Montecco, Monte Ciavarini, Il Praticello, Le Nocette, Le Macère, La Selviata, Pisciacavallo, La Casa Cantoniera, Prato La Corte, Il Prato Roseto, Le Case Bianche, La Selvotta, Casal de' Ceveri, Castel de' Ceveri, La Zona Industriale - Olmetti, Le Rughe.
L'economia di Formello è basata sull'edilizia, artigianato, agricoltura, e sulle attività di commercio.
Il territorio comunale rientra nell'area di produzione dell'olio extravergine di oliva Soratte dop.
Asd Formello calcio, milita in seconda categoria girone F.
La squadra locale di pallacanestro maschile A.D. Pallacanestro Formello ha partecipato nella stagione 2011-2012 al campionato regionale C.S.I. ed è affiliata alla S.S. Lazio Pallacanestro, entrambe le squadre sono allenate da Paolo Santi, ex giocatore di serie B e figlio di Toni Santi, ex allenatore della Italcable Perugia in Serie A che a volte allena i giovani ragazzi.
La squadra locale di pallavolo femminile "Volley Formello Roberto Rossellini" è iscritta per la stagione 2012-2013 al campionato di serie C regionale.
A Formello si trova la sede della Società Sportiva Lazio e il centro sportivo nel quale si allena.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 168560558 · LCCN (EN) nr93048202 · GND (DE) 4545272-6 · J9U (EN, HE) 987007540474805171 |
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