| Sacrofano comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Patrizia Nicolini (lista civica di centro-destra Uniti per Sacrofano) dal 10-6-2018 (2º mandato dal 15-5-2023) |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°06′N 12°27′E |
| Altitudine | 260 m s.l.m. |
| Superficie | 28,43 km² |
| Abitanti | 7 494 (31-5-2026) |
| Densità | 263,59 ab./km² |
| Frazioni | Borgo Pineto, Guado Tufo, Monte Caminetto, Monte del Casale, Petruscheto, Pineto, Santa Maria |
| Comuni confinanti | Campagnano di Roma, Castelnuovo di Porto, Formello, Magliano Romano, Riano, Roma |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 00060 |
| Prefisso | 06 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 058093 |
| Cod. catastale | H658 |
| Targa | Roma o RM |
| Cl. sismica | zona 3A (sismicità bassa) |
| Cl. climatica | zona D, 1 751 GG |
| Nome abitanti | scrofanesi |
| Patrono | santi Biagio e Geminiano |
| Giorno festivo | 3 febbraio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Sacrofano (Scrofano fino al 1928) è un comune italiano di 7 494 abitanti della città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio.
Sacrofano sorge sulle pendici del Monte Musino, sul margine della caldera dell'antico vulcano di Sacrofano, uno dei principali centri eruttivi del distretto vulcanico sabatino. Quest'ultimo costituisce parte di un più vasto complesso vulcanico sviluppatosi tra il mar Tirreno e il monte Soratte, la cui attività si è protratta approssimativamente da 600 000 a 40 000 anni fa.
Il territorio comunale si estende per 28,52 km² (2 852 ettari), dei quali circa il 97% ricade in aree naturali protette gestite da enti pubblici e collettivi. In particolare, 2 373 ettari appartengono al Parco regionale di Veio, 197 ettari all'Università Possidenti di Bestiame di Sacrofano e 190 ettari all'Università Agraria di Sacrofano.
L'ampia presenza di superfici boscate e aree sottoposte a tutela ambientale determina una densità abitativa relativamente contenuta rispetto alla media regionale. Sebbene il comune confini direttamente con Roma, il suo territorio non è interessato dal fenomeno della conurbazione che caratterizza numerosi altri centri dell'area metropolitana della Capitale.
L'assetto geomorfologico del territorio è strettamente legato all'attività del vulcano di Sacrofano, la cui fase principale risale a circa 330 000 anni fa. Le eruzioni produssero estesi depositi piroclastici e colate di materiali vulcanici che costituiscono ancora oggi il substrato geologico dell'area.
Tra i principali prodotti vulcanici si annoverano:
Nel territorio comunale sono inoltre presenti manifestazioni di vulcanismo secondario, tra cui alcune solfatare, il cui caratteristico odore sulfureo è ancora percepibile in diverse aree poste a nord del centro abitato.
Sacrofano riveste un notevole interesse mineralogico poiché nel suo territorio sono state identificate per la prima volta numerose specie minerali. Nella località di Valle Bianchella sono state rinvenute la sacrofanite, la biachellaite, la giuseppettite, la marinellite, la kircherite e la steudelite. Nell'area di Monte Cavalluccio, rilievo situato sul bordo settentrionale della caldera al confine con Campagnano di Roma, sono invece state scoperte la peprossiite-(Ce), l'alloriite e la mottanaite.
Gran parte del territorio comunale appartiene al bacino idrografico del fosso della Torraccia, corso d'acqua che confluisce nel Tevere in corrispondenza dell'abitato di Prima Porta, a una quota di circa 17 metri s.l.m..
Secondo la classificazione climatica dei comuni italiani, Sacrofano ricade nella zona D con 1 751 gradi giorno. Il clima è di tipo temperato, caratterizzato da estati generalmente calde e asciutte e da inverni freschi, umidi e moderatamente piovosi, risentendo sia della vicinanza del mar Tirreno sia dell'altitudine del territorio.
L'antica denominazione dell'abitato era Scrofano, attestata nelle fonti storiche almeno dall'età medievale. L'etimologia del toponimo è tradizionalmente ricondotta a diverse interpretazioni, alcune delle quali di carattere leggendario. Una di esse collega il nome alla presenza di una scrofa, animale che compare anche nello stemma comunale.
Secondo un'altra interpretazione, il nome deriverebbe invece dall'espressione latina Sacrum Fanum ("tempio sacro" o "luogo sacro"), con riferimento a un antico santuario che sarebbe sorto sul Monte Musino e attorno al quale si sarebbe sviluppata la comunità. Tale ipotesi è stata più volte richiamata dalla tradizione locale, sebbene l'origine del toponimo non sia stata definitivamente accertata.
L'area dell'attuale territorio comunale di Sacrofano appartenne originariamente all'ager Veientanus, il territorio della città etrusca di Veio, situandosi nella sua estremità settentrionale. In età etrusca il territorio era attraversato da una fitta rete viaria, in larga parte riutilizzata anche durante il periodo romano, lungo la quale sorsero numerosi insediamenti rurali. Dopo la conquista romana questi furono progressivamente affiancati o sostituiti da numerose ville, distribuite prevalentemente sui versanti collinari.
Posto tra la via Cassia e la via Flaminia, il territorio era attraversato da un'importante arteria di collegamento tra la Flaminia e la strada che risaliva la valle del Tevere verso Capena, funzionale ai numerosi insediamenti agricoli della zona. Gran parte delle ville romane fu progressivamente abbandonata tra il V e il VI secolo, nel quadro della trasformazione dell'insediamento rurale dell'Italia centrale.
Nel 780, durante il pontificato di papa Adriano I, il territorio venne incluso nella domusculta Capracorum, una vasta azienda agricola ecclesiastica comprendente fundi, massae e casalia. A questo periodo risale anche una delle più antiche attestazioni documentarie del toponimo, nella forma fundus Scrofanum. Dal 775 il fondo apparteneva inoltre ai possessi della chiesa di Santa Maria in Cosmedin.
Tra il X e l'XI secolo il territorio fu interessato dal fenomeno dell'incastellamento, con la costruzione di nuclei fortificati destinati alla difesa della popolazione e al controllo della viabilità. Resti di tali insediamenti sono stati individuati in località Pian di Lalla e sul Monte Musino, in posizione strategica presso l'incrocio delle principali direttrici di comunicazione. Nel 1027 il castello di Sacrofano apparteneva alla diocesi di Selva Candida e le fonti documentarie attestano l'esistenza di diverse chiese in Scrofano.
Nella seconda metà del XIII secolo il castello appartenne ai prefetti di Vico; successivamente passò ai Savelli e quindi ai Nardoni. Durante il pontificato di Gregorio XI (1370-1377) il feudo entrò nei possedimenti degli Orsini, che lo mantennero per quasi tre secoli, fatta eccezione per il periodo della signoria dei Borgia, tra il 1503 e il 1516. Nel 1560 Sacrofano fu incluso nel ducato di Bracciano, mentre nel 1662 Flavio Orsini cedette il feudo alla famiglia Chigi, sotto la cui giurisdizione rimase fino alla fine dell'ancien régime.
Nel corso del XVIII secolo il borgo conobbe una fase di sviluppo urbanistico promossa dalla famiglia Chigi, che intervenne sul tessuto edilizio medievale con opere di sistemazione degli accessi al centro abitato, il consolidamento delle mura e la realizzazione di nuovi edifici civili e religiosi. A questo periodo risalgono anche diversi interventi che contribuirono a conferire al centro storico l'aspetto in gran parte conservato ancora oggi, caratterizzato da abitazioni in tufo, vicoli, archi e passaggi coperti.
Con la fine del Stato Pontificio, in seguito alla presa di Roma del 1870, Sacrofano fu annesso al Regno d'Italia. Il nuovo ordinamento amministrativo favorì una graduale modernizzazione del centro abitato, pur mantenendo il paese una spiccata vocazione agricola e pastorale. Per tutto il XIX secolo e nei primi decenni del XX l'economia locale continuò infatti a fondarsi prevalentemente sulla cerealicoltura, sull'olivicoltura, sull'allevamento e sullo sfruttamento dei boschi.
Nel 1928, per effetti del Regio Decreto n. 2088 del 17 agosto, l'antica denominazione ufficiale di Scrofano venne modificata nell'attuale Sacrofano, forma già da tempo diffusa nell'uso comune e nella tradizione locale.
Durante la seconda guerra mondiale il territorio comunale non fu interessato da operazioni militari di particolare rilievo, ma risentì delle difficoltà economiche e sociali comuni all'Agro Romano. Nel secondo dopoguerra il paese conobbe un progressivo incremento demografico e una graduale espansione edilizia, favorita dalla vicinanza con Roma, pur conservando il nucleo storico medievale e gran parte del paesaggio agricolo circostante.
Un'importante svolta nella tutela del territorio si ebbe con l'istituzione del Parco di Veio, avvenuta con la legge regionale del Lazio n. 29 del 1997. La maggior parte del territorio comunale ricade infatti all'interno dell'area naturale protetta, che salvaguarda il patrimonio naturalistico, geologico, archeologico e storico dell'antico ager Veientanus.
Nel corso del XXI secolo Sacrofano ha consolidato il proprio ruolo di centro residenziale dell'area metropolitana romana, coniugando la crescita urbanistica con la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico e ambientale. Il borgo medievale è stato interessato da interventi di recupero e riqualificazione, mentre il territorio comunale è divenuto meta di attività escursionistiche, cicloturistiche ed equestri legate ai percorsi del Parco di Veio e del Monte Musino.

Lo stemma e il gonfalone comunali sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga del 17 aprile 1990.
La bandiera è un drappo rettangolare partito di giallo e di verde, caricato dallo stemma comunale, al di sotto del quale campeggia la denominazione istituzionale in caratteri latini neri.

Fin dagli anni 1920 era segnalato l'utilizzo da parte del Comune di uno stemma così formato: un monte boscoso sormontato da un tempietto circolare, il tutto al naturale, al Capo d'azzurro con l'epigrafe aurea FSHM, iniziali delle parole Fanum Sacrum Herculi Musino, in ossequio al mito di fondazione della località, per il quale la comunità si sarebbe sviluppata attorno a un edificio di culto costruito sul monte Musino. Il tutto era cimato da una corona turrita e, per legge, dal Capo del Littorio.
Nel 1934, la circolare prefettizia n. 19661/Gabinetto dell'11 dicembre autorizzò formalmente il Comune a fregiarsi del gonfalone, e quindi anche del suddetto stemma, che vennero codificati circa un anno dopo con delibere del podestà.

Due anni dopo, nel 1937, il Comune tuttavia chiese alla Consulta araldica di poter apportare alcune modifiche all'arma, definita non sufficientemente rappresentativa e storicamente inaccurata:
Non vi sono tuttavia elementi per stabilire se tale variazione dello stemma sia poi stata concessa o meno.

Tra le principali architetture civili figura il Palazzo Placidi-Serraggi, costruito nel 1707 in forme tardo-barocche. Il palazzo, legato alle famiglie Placidi e Serraggi, imparentate con i Chigi, presenta sulla facciata principale lo stemma araldico della casata, con la quercia e l'aquila, accompagnato dalla data di costruzione.

Il nucleo originario del castello di Sacrofano occupava la parte più elevata dell'abitato ed era costituito da una rocca a pianta trapezoidale, dotata di cortile interno e probabilmente di un mastio centrale. Sul lato rivolto verso monte era presente un fossato difensivo che separava la fortificazione dal borgo, anch'esso racchiuso entro una cinta muraria.
Alla fine del XIV secolo risale il torrione adiacente alla chiesa di San Giovanni Battista, già residenza degli Orsini, nel quale è conservato un rilievo raffigurante lo stemma della famiglia.
Nel corso della prima metà del XV secolo il sistema difensivo venne ulteriormente potenziato con la costruzione di due torri cilindriche a protezione della Porta Romana e con il rafforzamento delle mura mediante una scarpata difensiva preceduta da un fossato.
Il principale sito archeologico del territorio comunale è quello del Monte Musino, sulla cui sommità si conservano i resti di un insediamento fortificato medievale e le testimonianze di un più antico luogo di culto, generalmente identificato con il santuario delle Arae Mutiae ricordato da Plinio il Vecchio, probabilmente dedicato a Giove ed Ercole.
Tra i reperti archeologici provenienti dal territorio di Sacrofano figurano anche alcuni mosaici romani oggi conservati nella Sala Rotonda del Museo Pio-Clementino dei Musei Vaticani, dove furono assemblati nel XVIII secolo insieme a mosaici rinvenuti a Otricoli.
Nella località di Santa Maria sorgono inoltre i resti della medievale chiesa di Santa Maria in Valle.
Lungo un fosso nei pressi dell'antica Mola di Sacrofano si trova il Ponte di San Marcello, piccolo ponte di probabile origine romana che costituiva uno dei collegamenti tra la via Flaminia e il territorio di Sacrofano.
Il territorio comunale ricade quasi interamente all'interno del Parco regionale di Veio, una delle principali aree naturali protette del Lazio.
Tra le aree di maggiore interesse naturalistico figura la Macchia di Sacrofano, vasta formazione boschiva che si estende tra i comuni di Sacrofano, Formello e Roma, comprendendo anche il Monte Musino. Al suo interno sono presenti numerose testimonianze archeologiche, tra cui tratti di cunicoli idraulici di età etrusca destinati all'approvvigionamento idrico dell'antica Veio. L'area è attraversata da una rete di sentieri escursionistici percorribili a piedi, in bicicletta e a cavallo.
Abitanti censiti

Il territorio comunale appartiene alla Diocesi di Civita Castellana e la principale parrocchia è quella di San Biagio, cui si affiancano altri edifici di culto presenti nel capoluogo e nelle località del territorio.
Tra il Medioevo e l'età moderna Sacrofano ospitò una piccola comunità ebraica, documentata dalle fonti storiche. Della sua presenza rimane testimonianza nella toponomastica del centro storico, dove è tuttora presente via Vecchio Ghetto.
Tra le principali manifestazioni della tradizione locale figurano:
Sacrofano è sede di due università agrarie: l'Università Agraria di Sacrofano e l'Università Possidenti di Bestiame di Sacrofano. Tali enti amministrano una parte significativa del patrimonio agro-silvo-pastorale collettivo e costituiscono l'evoluzione delle antiche istituzioni di gestione comunitaria dei beni comuni, le cui origini risalgono all'età medievale.
Le due università agrarie provvedono alla tutela, alla valorizzazione e all'amministrazione dei terreni di proprietà collettiva, contribuendo alla conservazione del patrimonio ambientale e paesaggistico del territorio comunale.
Sacrofano è citata o costituisce l'ambientazione di episodi in diverse opere della narrativa contemporanea. In Arrivano i pagliacci (2003) di Chiara Gamberale il padre della protagonista insegna nella scuola media del paese, mentre in Amori fuoricorso (2010) di Stefania Montorsi il centro abitato viene menzionato durante il percorso della protagonista lungo la via Flaminia. In Sindrome da cuore in sospeso (2012) e negli altri romanzi della serie L'allieva di Alessia Gazzola, Sacrofano è il paese d'origine della protagonista Alice Allevi e ricorre più volte nel corso della narrazione. Anche Terre rare (2014) di Sandro Veronesi richiama il comune attraverso i ricordi del protagonista Pietro Paladini, mentre La gioia del popolo (2021) di Alberto Fuschi è ispirato alla permanenza del calciatore brasiliano Garrincha a Sacrofano.
Per le caratteristiche architettoniche del centro storico e per il paesaggio del territorio circostante, Sacrofano è stata scelta come luogo di ambientazione o di ripresa di numerose produzioni cinematografiche italiane e internazionali. Tra queste figurano Il brigante di Tacca del Lupo (1952) di Pietro Germi, La nonna Sabella (1957) di Dino Risi, È arrivata la parigina (1958) di Camillo Mastrocinque, Un maledetto imbroglio (1959) di Pietro Germi, Totò, Peppino e... la dolce vita (1961) e Gli onorevoli (1963), entrambi diretti da Sergio Corbucci, Non mi dire mai goodbye (1967) di Gianfranco Baldanello, 5 per l'inferno (1969) di Gianfranco Parolini, Meo Patacca (1972) di Marcello Ciorciolini, Sette note in nero (1977) di Lucio Fulci, Emanuelle - Perché violenza alle donne? (1977) di Joe D'Amato, Dove vai in vacanza? (1978) di Mauro Bolognini, Zucchero, miele e peperoncino e Antropophagus (1980), rispettivamente diretti da Sergio Martino e Joe D'Amato, La messa è finita (1985) di Nanni Moretti, Le comiche (1990) di Neri Parenti, Al di là del lago (2009) di Stefano Reali, Indovina chi viene a Natale? (2013) di Fausto Brizzi, L'esigenza di unirmi ogni volta con te (2015) di Tonino Zangardi, Bent - Polizia criminale (2018) di Robert Moresco, Occhiali neri e Brado (2022), diretti rispettivamente da Dario Argento e Kim Rossi Stuart, e Rido perché ti amo (2023) di Paolo Ruffini.
La gastronomia di Sacrofano appartiene alla tradizione della campagna romana e della Tuscia meridionale, caratterizzata dall'impiego dei prodotti dell'allevamento, della caccia e dell'agricoltura locale. Tra le preparazioni più rappresentative figurano le pappardelle al cinghiale, alle quali è dedicata una sagra che si svolge tradizionalmente nel terzo fine settimana di ottobre, lo zaccagnotto, formato di pasta fresca corta e spessa condito con sugo di pomodoro, aglio, basilico e pecorino romano, e il tegamaccio, piatto della tradizione contadina preparato con pomodoro, cipolla, patate e mentuccia romana disposti e cotti a strati. Tra i prodotti tipici rientrano inoltre le ciambelle di San Nicola, tradizionalmente preparate in occasione della festa del santo il 6 dicembre, i formaggi artigianali prodotti nel territorio comunale secondo ricette tradizionali e l'olio extravergine di oliva ottenuto dalle cultivar locali.
L'agricoltura rappresenta una delle attività tradizionali del territorio comunale, favorita dalla presenza di estese aree rurali e di coltivazioni tipiche dell'Agro romano. Tra le produzioni di maggiore rilievo figura l'olivicoltura: Sacrofano rientra infatti nel disciplinare di produzione dell'olio extravergine di oliva Soratte a denominazione di origine protetta (DOP), che interessa numerosi comuni dell'area del Monte Soratte e del settore nord della città metropolitana di Roma Capitale.
Sacrofano è servita dalla ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo, linea ferroviaria che collega Roma con Civita Castellana e Viterbo. La stazione di Sacrofano, pur recando il nome del comune, è situata appena oltre il confine amministrativo, nel territorio di Roma Capitale.
La linea deriva dalla preesistente tranvia Roma-Civita Castellana, esercita dalla Società Romana per le Ferrovie del Nord (SRFN), inaugurata tra il 1906 e il 1932 e successivamente trasformata in ferrovia a scartamento ordinario. Nel corso del tempo l'infrastruttura ha avuto diversi gestori; dal 2022 la gestione dell'infrastruttura è affidata ad ASTRAL, mentre il servizio ferroviario è svolto da COTRAL.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 7 novembre 1988 | 25 maggio 1990 | Michele Di Piero | Indipendente | Sindaco | |
| 25 maggio 1990 | 24 aprile 1995 | Palmerio Ceccotti | Indipendente | Sindaco | |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Geminiano Tomassetti | Lista civica | Sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 20 dicembre 2002 | Geminiano Tomassetti | Lista civica | Sindaco | |
| 20 dicembre 2002 | 6 febbraio 2003 | Achille Togna | — | Commissario prefettizio | |
| 6 febbraio 2003 | 27 maggio 2003 | Achille Togna | — | Commissario straordinario | |
| 27 maggio 2003 | 15 aprile 2008 | Valter Casagrande | Lista civica Alleanza Civica per Sacrofano | Sindaco | |
| 15 aprile 2008 | 27 maggio 2013 | Valter Casagrande | Lista civica Alleanza Civica per Sacrofano | Sindaco | |
| 27 maggio 2013 | 10 giugno 2018 | Tommaso Luzzi | Lista civica Alleanza Civica - Il Popolo della Libertà | Sindaco | |
| 10 giugno 2018 | 13 maggio 2023 | Patrizia Nicolini | Lista civica Uniti per Sacrofano | Sindaca | |
| 15 maggio 2023 | in carica | Patrizia Nicolini | Lista civica Uniti per Sacrofano | Sindaca | |
Dal 2013 il comune aderisce alla Conferenza dei sindaci dell'area Tiberina/Flaminia/Cassia. Dal 2015 fa inoltre parte del Consorzio intercomunale dei servizi e interventi sociali Valle del Tevere, organismo che riunisce i comuni appartenenti al distretto socio-sanitario 4 della ASL Roma 4 per la gestione associata dei servizi e degli interventi sociali.
Il principale sodalizio calcistico del comune è la Polisportiva Sacrofano, rifondata nel 2025 e partecipante ai campionati dilettantistici regionali. In precedenza il calcio cittadino è stato rappresentato dall'A.S. Sacrofano, militante per diversi anni nei campionati regionali del Lazio. Nella stagione 2007-2008 la società raggiunse la finale della Coppa Lazio di Prima Categoria, nella quale venne sconfitta dall'Atletico Vescovio. Successivamente, a seguito della fusione con il Vic Formello e della cessione del titolo sportivo, fu costituita una nuova società con il medesimo nome, che ebbe però vita breve.
Tra il 1970 e il 1975 la squadra fu allenata dall'ex calciatore brasiliano Dino da Costa, il quale favorì anche l'arrivo a Sacrofano del connazionale Garrincha, che concluse nel club laziale l'ultima fase della propria carriera sportiva.
L'attività equestre è favorita dalla presenza di numerosi maneggi e centri ippici distribuiti nel territorio comunale, inserito nel contesto naturalistico del Parco di Veio. L'allevamento e l'utilizzo del cavallo costituiscono una tradizione consolidata dell'area.
La prima società rugbistica cittadina, la Rugby Sacrofano A.S.D., fu fondata nel 2007 con l'obiettivo di partecipare ai campionati federali, prendendo parte al campionato di Serie C. Dopo alcuni anni di attività la società cessò l'attività agonistica senior, proseguendo esclusivamente con il settore giovanile.
Nel 2024, in seguito alla riqualificazione dell'impianto sportivo comunale, è stata costituita la Polisportiva Rugby Sacrofano, orientata principalmente alla formazione giovanile. Dallo stesso anno il campo comunale ospita inoltre gli incontri casalinghi del Rugby Nuovo Salario.
Nel 2008 è stata costituita l'A.S.D. Prati 2000, società attiva nel settore della pallavolo femminile. Nel 2016 ottenne la promozione nel campionato di Serie D; al termine della stagione 2016-2017 cedette tuttavia il titolo sportivo per l'indisponibilità di un impianto idoneo a ospitare le gare casalinghe.
L'attività della ginnastica ritmica a Sacrofano ebbe inizio nel 1985 con i primi corsi organizzati da Nicoletta Massimi. Nel 1996 venne costituita l'A.S.D. ACSI Sacrofano, associazione impegnata nella promozione della disciplina attraverso corsi, manifestazioni e la partecipazione a competizioni regionali e nazionali.
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