Vexations

Vexations
Lo spartito del brano
CompositoreErik Satie
Epoca di composizione1893
Prima esecuzione1963
Pubblicazione1969
AutografoArchives de la Fondation Eric Satie, Parigi
Durata media18 ore (presunta)
Organicopianoforte (presunto)
Movimenti
Movimento unico

Vexations (1893) è una composizione musicale di Erik Satie.

Storia

Datata presumibilmente tra il gennaio e il giugno del 1893, l'opera fu scoperta molti anni dopo la morte di Satie dall'allievo e amico Henri Sauguet, il quale la sottopose all'attenzione di John Cage nel 1949. Cage a sua volta ne curò la prima esecuzione pubblica nel 1963.

La prima riproduzione a stampa dello spartito comparve nel libro Satie revisité - Contrepoints VI (1949) di Henry-Louis de la Grange mentre la pubblicazione ufficiale dell'opera – assieme ad altri due inediti postumi ad essa non correlati – risale al 1969, a cura delle Éditions Max Eschig.

Il manoscritto autografo, per lungo tempo parte della collezione Claude Rostand a Ginevra, è conservato a Parigi negli Archives de la Fondation Eric Satie. Benché la sua autenticità sia indubbia, non vi è testimonianza che Satie l'abbia mai menzionato né tanto meno eseguito in pubblico; per questa ragione l'intento, l'eventuale significato e persino la modalità di esecuzione del brano rimangono oggetto di pura ipotesi.

Struttura e possibile interpretazione

Molto probabilmente concepito per pianoforte, sebbene Satie non lo specifichi, lo spartito di Vexations è costituito da una sola pagina contenente due pentagrammi doppi più uno semplice in chiave di basso, posto in calce, che l'autore indica come: Thème (tema). Quest'ultimo si compone a sua volta di diciannove note più una pausa di croma, per un valore totale di tredici quarti.

L'intero brano consiste perciò in detto tema e in due armonizzazioni di esso (i pentagrammi doppi di cui sopra) che tra loro differiscono solo per l'ottava di una delle due voci. L'indicazione di tempo è: Très lent (molto lento) mentre sono del tutto assenti il metro, la conseguente suddivisione in misure e qualsivoglia indicazione dinamica o espressiva.

Segni di coda apposti dinanzi a ciascuna armonizzazione rimandano al tema sottostante con la seguente legenda:

(francese)
«A ce signe il sera d’usage de présenter le thème de la Basse, dont:»
(italiano)
«A questo segno sarà uso presentare il tema del basso, così:»

La frase suggerirebbe che il tema vada eseguito anche da solo, alternato alle armonizzazioni secondo la sequenza: tema solo / 1ª armonizzazione / tema solo / 2ª armonizzazione.

Satie infine annota:

(francese)
«Pour se jouer 840 fois de suite ce motif, il sera bon de se préparer au préalable, et dans le plus grand silence, par des immobilités sérieuses»
(italiano)
«Per suonare 840 volte di seguito questo motivo, sarà bene prepararsi in anticipo e nel massimo silenzio, con seria compostezza»
Erik Satie

Ciò è stato per lo più interpretato come l'istruzione di eseguire l'intero spartito 840 volte, ma la nota non ha necessariamente un tono obbligatorio, per cui anche questa intenzione dell'autore non può dirsi certa. Assumendo per corretta tale ipotesi, il brano può durare dalle 9 alle 24 ore a seconda della velocità di esecuzione, il che lo rende il più lungo di sempre, se non altro fra quelli di cui sia storicamente accertata almeno un'interpretazione completa. In particolare si è calcolato che un singolo passaggio dello schema tema/armonizzazioni illustrato sopra, eseguito al tempo di 52 semiminime al minuto, dura 60 secondi netti che, moltiplicati per le 840 ripetizioni, totalizzano 14 ore precise; tali rapporti numerici esatti rispecchierebbero la nota fascinazione di Satie per la numerologia, benché il numero 840 di per sé non rimandi a significati esoterici noti e perciò la sua scelta paia comunque casuale.

A parte la durata presunta, che rende l'esecuzione di per sé impegnativa per qualsiasi musicista o ensemble, il modo stesso in cui il manoscritto è redatto ha suggerito l'idea che l'autore volesse renderlo il più complesso possibile per l'esecutore anche sui piani percettivo e mnemonico: oltre infatti alla presenza di undici delle dodici note della scala cromatica, che rendono il motivo non inquadrabile in una tonalità certa (il musicologo Robert Orledge ravvisò in questo un primo tentativo di serialismo) e al fatto che le armonizzazioni insistono su intervalli tutt'altro che intuitivi anche per un orecchio allenato, Satie impiega una notazione del tutto arbitraria, ad esempio scrivendo uno stesso accordo con differenti notazioni enarmoniche in punti diversi, oppure violando la convenzione che vorrebbe le alterazioni ascendenti indicate con il diesis (♯) e le discendenti con il bemolle (♭); tutto ciò rende il manoscritto nell'insieme particolarmente difficile da leggere a prima vista e di conseguenza anche da memorizzare.

Lo stesso John Cage ebbe ad osservare come la pagina, malgrado la relativa brevità, costringesse ogni volta ad affrontarla "da zero". L'ipotesi di un disegno preciso in tal senso da parte di Satie parrebbe suffragata da un suo scritto in cui dichiara di trascurare deliberatamente, tra i possibili elementi funzionali all'esecuzione di un brano musicale, l'esperienza, che definisce: «Una sorta di paralisi». Ostacolandone la percezione, l'autore avrebbe perciò voluto impedire che il motivo si fissasse nella memoria dell'interprete, costringendo quest'ultimo a uno sforzo meditativo costante.

Più in generale, storici e musicologi hanno attribuito a Vexations gli intenti più vari, per lo più basandosi sui dati biografici che documentano la stravaganza e l'anticonformismo dell'autore: vi è ad esempio chi ha voluto ravvisare nella supposta lunghezza del brano un dileggio agli estimatori di Wagner, compositore che Satie detestava anche e soprattutto per la prolissità (non a caso Gavin Bryars, allievo di Cage, definì Vexations: «una sorta di Anello del Nibelungo dei poveri»); alcuni ne hanno interpretato la notazione arbitraria, per l'epoca assai anticonvenzionale, come una provocazione di Satie al mondo accademico musicale che disdegnava o ignorava gran parte della sua produzione; altri ne hanno associato la presunta ripetizione estrema ad affermazioni documentate dell'autore sull'uso deliberato della noia come arma musicale contro i detrattori, specie se appartenenti alla borghesia; altri ancora ritengono invece il manoscritto una meditazione ad uso puramente personale, non destinata a un pubblico e forse associata all'unica relazione sentimentale documentata della vita del compositore: quella breve e tormentata che egli intrecciò, proprio nei primi sei mesi del 1893, con la pittrice Suzanne Valadon.

Prime esecuzioni pubbliche

Per la sua natura inconsueta ed enigmatica, Vexations ha acquisito nel tempo grande favore fra studiosi e interpreti di musica contemporanea ed è regolarmente eseguito in tutto il mondo, quasi sempre applicando alla lettera l'istruzione delle 840 ripetizioni. Gran parte di tale fortuna postuma si deve all'interesse da parte di John Cage il quale, ad esempio, concepì la sua opera 4'33" del 1952 (tre movimenti interamente costituiti da tacet per una durata totale di 4 minuti e 33 secondi) proprio come una sorta di preludio a Vexations, con riferimento all'invito di Satie a «prepararsi in anticipo e nel massimo silenzio».

John Cage

John Cage (New York, 1963)

Benché Cage in un primo momento si fosse dichiarato scettico sull'utilità e persino sulla praticabilità di presentare un brano del genere a un uditorio, fu egli stesso a organizzarne la prima esecuzione pubblica in assoluto, il 9 e 10 settembre 1963 presso il Pocket Theatre di New York, con un team di pianisti composto da lui, John Cale, MacRae Cook, Philip Corner, David Del Tredici, Viola Farber, James Tenney, David Tudor, Christian Wolff e Robert Wood più le "riserve" Howard Klein e Joshua Rifkin.

Gli esecutori si avvicendarono al pianoforte in una staffetta ininterrotta, con turni di venti minuti a testa, dalle 18:00 alle 12:40 del giorno dopo, per un tempo totale di 18 ore e 40 minuti. Ciascuno doveva salire sul palcoscenico qualche minuto prima di cominciare a suonare, attendere in silenzio il proprio turno e poi, dopo averlo svolto, rimanere a tenere il conto totale delle ripetizioni per il collega a seguire. In armonia con lo spirito presunto dell'opera, i musicisti impiegarono una riproduzione fotostatica del manoscritto originale di Satie, in modo da preservarne la difficoltà intrinseca.

L'evento com'era prevedibile si svolse di fronte a un pubblico variabile: la maggioranza degli uditori ne ascoltò solo parti più o meno lunghe e alcuni andarono e tornarono più volte. Avendo considerato in anticipo tale aspetto, Cage diede istruzione che tutti gli spettatori registrassero l'ora di entrata e che ciascuno, all'uscita, ricevesse sul prezzo del biglietto (5 dollari) un rimborso pari a 5 cents per ogni venti minuti cui aveva assistito; con ciò il compositore volle trasmettere l'idea che l'arte è meno cara quanto più a lungo la si consuma. Un solo spettatore presenziò all'intera esecuzione: l'attore Karl Schenzer del Living Theatre, il quale ottenne così anche il rimborso più alto, calcolato sulla durata totale: 2,80 dollari. Una settimana dopo, Schenzer e John Cale furono entrambi ospiti del gioco a quiz televisivo della CBS I've Got a Secret, condotto da Garry Moore, dove raccontarono aneddoti legati alla performance del Pocket Theatre; Cale eseguì inoltre un passaggio di Vexations al pianoforte.

Prime esecuzioni di un solo interprete

La prima esecuzione di Vexations da parte di un'unica persona è riconosciuta al musicologo inglese Richard Toop, all'epoca pianista poco più che ventenne, il quale la tenne in un arco di 24 ore complessive all'Arts Lab di Drury Lane a Londra nell'ottobre del 1967 e la replicò nello stesso luogo l'anno seguente. Per evitare di dover contare le ripetizioni, Toop impiegò 840 fotocopie dello spartito, che sfogliò una ad una lungo la performance; egli riferì inoltre che, in accordo con la filosofia di Satie, si impose di non memorizzare il brano prima di suonarlo in pubblico, salvo stabilirne la velocità di esecuzione ottimale, e che persino a "maratona" conclusa ne ricordava a memoria solo frammenti.

Nel febbraio del 1972, pianista australiano Peter Evans tentò un'esecuzione in solitaria presso la Watters Gallery di Darlinghurst a Sydney: giunto dopo sedici ore alla 595ª ripetizione, tuttavia, Evans si interruppe di colpo e lasciò la sala, riferendo in seguito che la sua mente aveva incominciato a concepire «pensieri malvagi» e che «animali» e «cose» gli parevano sbucare fuori dallo spartito a ogni passaggio; l'esecutore dichiarò anche: «Chi esegue questo brano lo fa a proprio rischio e pericolo» e che personalmente non l'avrebbe fatto mai più. La performance in questione fu completata dalla pianista Linda Wilson, senza ulteriori conseguenze negative, dopo 22 ore complessive.

Il compositore, artista e scrittore canadese Robert Racine affrontò da solo l'opera in ben tre occasioni, tra il 1978 e il 1979: di queste, soltanto la prima ebbe interruzioni, di non più di qualche secondo ciascuna, dovute a sporadici errori dello stesso Racine e ad un applauso imprevisto. A tutte e tre le esecuzioni l'interprete si preparò non assumendo liquidi dalla sera precedente, onde evitare di doverle interrompere per espletare bisogni fisiologici.

Note

Esplicative

  1. ↑ Il tema contiene 11 suoni: manca il sol♯. Nelle due armonizzazioni, esso è contrappuntato nota contro nota con intervalli di terza e di sesta, maggiore o minore. Le due voci in contrappunto mantengono tra loro un intervallo di tritono, fatta eccezione per il secondo accordo, in cui l'intervallo enarmonico è di terza maggiore. La voce più acuta della prima armonizzazione scende di un'ottava nella seconda, andando così a collocarsi nella zona mediana.

Bibliografiche

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  2. ↑ La prima esecuzione integrale di Vexations - Cronologia - Eventi storici e tesi di laurea, su tesionline.it. URL consultato il 26 maggio 2016.
  3. 1 2 3 Robert Orledge, Understanding Satie's 'Vexations', in Music & Letters, vol. 79, n. 3, agosto 1998, p. 386.
  4. ↑ (FR) Eric Satie, Pages mystiques, Éditions Max Eschigª ed., Parigi, 1969.
  5. 1 2 3 4 5 Vexations, for piano, su AllMusic. URL consultato il 26 agosto 2018.
  6. ↑ Orledge, Robert., Satie the composer, Cambridge University Press, 1990, p. 144, ISBN 0-521-35037-9, OCLC 20296954. URL consultato il 30 aprile 2020.
  7. 1 2 Satie, Erik, 1866-1925., Écrits, Éditions Champ libre, 1977, p. 173, ISBN 2-85184-073-8, OCLC 3396799. URL consultato il 30 aprile 2020.
  8. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) “Vexations” and its Performers – Gavin Bryars, su gavinbryars.com. URL consultato il 21 settembre 2020.
  9. 1 2 3 Schonberg, Harold. A Long, Long Night (and Day) at the Piano; Satie's Vexations Played 840 Times by Relay Team, The New York Times, 11 September 1963: p. 45
  10. 1 2 3 reflecteddetcelfer, John Cale - I've Got a Secret - higher resolution, 27 febbraio 2011. URL consultato il 6 settembre 2026.
  11. 1 2 (EN) The Cross-Eyed Pianist, Satie’s Vexations, su The Cross-Eyed Pianist, 20 settembre 2025. URL consultato il 3 settembre 2026.

Collegamenti esterni

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