Villa Raffo

Villa Raffo
Ingresso occidentale della villa
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneSicilia
LocalitàPalermo
IndirizzoVia Ludovico Bianchini
Coordinate38°10′50.21″N 13°18′32.43″E
Informazioni generali
CondizioniITA
CostruzioneXVIII secolo
StileLuigi XVI
UsoInagibile / In restauro
Realizzazione
ProprietarioRegione Siciliana
CommittenteGiuseppe Maria Guggino

La Villa Raffo è una dimora aristocratica di campagna del XVIII secolo, ubicata nel fondo Raffo a settentrione della piana di Palermo.
Sorge nella cosiddetta "Piana dei Colli", ampia area delimitata da Monte Pellegrino, Monte Billiemi e Monte Gallo, nella quale le famiglie dell'aristocrazia palermitana eressero nel Settecento le loro case di villeggiatura.

L'edificio e la correlata rete idrica sotterranea sono tutelati da vincolo architettonico e monumentale ai sensi del D.Lgs. 42/2004 (D.D.S. n. 5037 del 09/02/2009 e D.A. n. 7601 del 09/09/1996).

Storia

La villa è stata realizzata nel '700 sulle strutture di un primitivo baglio rurale del XV secolo.

Verso la metà del XVIII secolo l'ordine religioso dei Gesuiti possedeva varie proprietà terriere nella zona, tra le quali la struttura originaria.

Nel 1767, a seguito dell'espulsione dei Gesuiti dal Regno di Sicilia, l'immobile venne acquistato dal Barone Giuseppe Maria Guggino, illustre magistrato, che lo trasformò in residenza signorile di villeggiatura. Il Guggino operò profondi rifacimenti per adeguare il "piano nobile" e modificò il prospetto principale rivolgendolo verso il mare con una doppia corte d'ingresso. Vi si accedeva dalla borgata di San Lorenzo tramite la cosiddetta "Via dei Quattro Pilastri", di cui due elementi strutturali d'accesso sono tuttora visibili.

Nel 1842 la proprietà fu aggiudicata all'asta per 11.650 onze ai fratelli Angelo e Nicolò Raffo, facoltosi commercianti originari di Chiavari residenti a Palermo, a seguito del tracollo finanziario degli eredi Guggino.

Storicamente la villa era immersa nel Fondo Raffo, un'estensione agricola e parco storico di circa 300.000 m² caratterizzata da fiorenti agrumeti. Nel corso del XX secolo, il progressivo consumo del suolo, l'espansione edilizia del quartiere ZEN e l'insediamento di infrastrutture commerciali con relativi piazzali a parcheggio hanno ridotto drasticamente l'area verde originaria, isolando il complesso monumentale.

Alla morte dell'ultimo discendente dei Raffo, il bene fu frazionato in quattro quote (una per la figlia Eleonora e tre destinate ad enti benefici). Nel 1985 la villa è entrata nel demanio della Regione Siciliana. Dopo un primo cantiere nel 1992 e decenni di abbandono, incuria e vandalismo che ne hanno devastato gli arredi e le decorazioni, a fine 2021 la Regione ha aggiudicato e finanziato (tramite fondi FSC / Patto per la Sicilia) i lavori per il restauro e la valorizzazione del Piano Nobile, avviati nel biennio successivo.

Architettura

Vista dal terrazzo settentrionale
Salone da ballo affrescato

La villa, in stile Luigi XVI, si sviluppa su due livelli: il piano terra era riservato alle cucine, ai magazzini e agli alloggi della servitù, mentre il primo piano ("piano nobile") ospitava i saloni di rappresentanza e le stanze padronali. Il prospetto principale presenta balconcini per ciascuna apertura e reca in alto, al centro, lo stemma in altorilievo della famiglia Guggino, blasonato da un albero al naturale accostato da due braccia e sormontato da tre stelle ad otto punte ordinate in fascia.

Sul lato orientale, l'edificio si articola attorno a una corte/baglio secondaria circondata da corpi bassi storicamente adibiti a rimesse e stalle. In uno dei volumi perimetrali si conserva la cappella privata della villa, ormai sconsacrata e spogliata degli arredi.

I prospetti laterali integrano due terrazze speculari pavimentate in maiolica con decorazioni a moti ondosi. Gli interni conservano tracce di sovraporte affrescate con scene agresti e di caccia, soffitti decorati a stucco dorato e motivi fitomorfi, in parte compromessi da vandalismo e incuria.

Il sistema idrico

Durante le campagne di rilievo e restauro è stato documentato un articolato sistema idraulico sotterraneo drenante, storicamente deputato alla captazione della falda idrica e al rifornimento potabile e agricolo in un'area priva di sorgenti superficiali.

L'impianto – tutelato dal vincolo regionale D.A. 7601/1996 sotto la denominazione "Qanat – Villa Raffo" – si compone di quattro pozzi allaccianti e cunicoli drenanti orizzontali disposti trasversalmente al gradiente idraulico della falda. Benché comunemente e inesattamente assimilato a un qanat di tipo persiano, il sistema funziona tramite drenaggio e convogliamento verso un pozzo madre, da cui l'acqua veniva sollevata in superficie con una noria ("senia"), stoccata in una gebbia e canalizzata a valle tramite condotte e canali di irrigazione (saja).

Lo scavo sotterraneo e l'estensione del sistema trovarono un limite geologico insuperabile nell'affioramento di un horst dolomitico emerso all'interno del terrazzo calcarenitico della Piana.

Bibliografia

Voci correlate

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