| Chiavari comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Federico Messuti (coalizione di liste civiche) dal 26-6-2022 |
| Data di istituzione | 1861 |
| Territorio | |
| Coordinate | 44°18′59.08″N 9°19′25.45″E |
| Altitudine | 5 m s.l.m. |
| Superficie | 12,23 km² |
| Abitanti | 27 487 (31-5-2026) |
| Densità | 2 247,51 ab./km² |
| Frazioni | Campodonico, Maxena, Sanguineto, Sant'Andrea di Rovereto |
| Comuni confinanti | Carasco, Cogorno, Lavagna, Leivi, Zoagli |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 16043 |
| Prefisso | 0185 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 010015 |
| Cod. catastale | C621 |
| Targa | GE |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) |
| Cl. climatica | zona D, 1 418 GG |
| Nome abitanti | chiavaresi |
| Patrono | Nostra Signora dell'Orto |
| Giorno festivo | 2 luglio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Chiàvari (AFI: /ˈkjavari/; Ciâvai in ligure [ˈt͡ʃaː(v)ai̯]) è un comune italiano di 27 487 abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria.
Centro commerciale del Tigullio, è la terza città per numero di abitanti del territorio metropolitano dopo Genova e Rapallo. Ha dato i natali ai padri di Nino Bixio, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, il quale, dopo la cessione di Nizza alla Francia, divenne cittadino chiavarese in forza delle sue origini; ciò gli permise di rimanere cittadino italiano.
In precedenza capoluogo del dipartimento degli Appennini durante il Primo Impero francese (1805-1815) e dell'omonima provincia (1819-1859) con l'annessione agli Stati sabaudi nel 1815, è ancora oggi un importante centro e punto di riferimento per le valli dell'entroterra. Già sede dell'attività giudiziaria con un apposito tribunale nel levante del territorio metropolitano genovese, soppresso dal settembre 2013 con l'accorpamento a quello di Genova, dal 1892 è altresì sede della locale diocesi.
È famosa in tutto il mondo per il suo design; l'esempio più conosciuto è la sedia di Chiavari (detta "chiavarina").
La città si affaccia sul mar Ligure della Riviera di Levante, posizionandosi geograficamente al centro del golfo del Tigullio, a est di Genova.
Il nucleo urbano è situato alla destra del fiume Entella, che qui sfocia al termine della piana alluvionale, dividendo a est la città dall'attigua Lavagna; Chiavari è inoltre attraversata dal torrente Rupinaro (nella zona più occidentale del territorio comunale) e da altri rii minori.
Tra le vette del territorio il monte Anchetta (544 m).
Viene solitamente definita come "entroterra chiavarese" la parte geografica retrostante la costa della cittadina ligure, compresa tra la media e bassa val Fontanabuona, la valle Sturla, la val Graveglia e la Val d'Aveto. Fu storicamente legata al capitaneato di Chiavari, istituito nel XIII secolo dalla Repubblica di Genova nel levante ligure. Le valli, infatti, rientravano nei territori geografici del capitaneato chiavarese fino al XVIII secolo e costituivano un'importante risorsa economica per Chiavari che divenne uno dei maggiori centri del Tigullio dell'epoca.
L'area parte dalla parte meridionale della piana del fiume Entella e si dirige verso nord. Ha la tipica vegetazione e zone agricole della Liguria; in rapida successione si presentano colture mediterranee con piante e pratiche agrarie di tipo continentale-montano. Vi sono inoltre vaste coltivazioni di ulivi (specie nella zona di Leivi), castagno e nocciolo. Addentrandosi nella valle fontanina, si trova ancora l'allevamento del bestiame.
Il toponimo è di origine incerta; si può accostare a una radice celto-ligure *klavo (come Chiavenna) oppure a *clavulis col significato di "piantagione (di ulivi)", dal latino rustico clavula ("piantone") in forma plurale e con un esito -ulis > -ari, comune ad altri toponimi di area ligure.

Nel 1959, nel corso di alcuni scavi edili per la realizzazione di nuovi edifici, sono stati rinvenuti nella zona dell'attuale viale Enrico Millo alcuni insediamenti umani e i resti di un'antica necropoli.
Dopo dieci anni di studi di approfondimento si è potuto datare tra l'VIII e il VII secolo a.C. i resti di tale necropoli e dell'insediamento preromano. Questa ipotesi potrebbe essere confermata anche dal ritrovamento di reperti murari risalenti al I secolo a.C..
Dal 1985 alcuni oggetti sono conservati presso il museo archeologico cittadino, dedicato alla preistoria e protostoria dell'area geografica del Tigullio, tra i quali tombe racchiuse in lastroni d'ardesia dove furono rinvenuti monili e oggetti in ferro, oro e bronzo.
Al tempo dell'Impero romano Chiavari fu un importante centro costiero del territorio tigullino e alcuni documenti dell'epoca la nomina come Tigullia, altri come Segesta Tigullorum; quest'ultima è stata scattata dagli storici poiché tale nome diede più probabilmente origine all'odierna Sestri Levante. In altri testi, sempre del X secolo, viene invece citata come semplice contrada della pieve di Santo Stefano di Lavagna.
Dopo il V secolo subì le devastazioni di Eruli e Goti. Passata ai Bizantini dopo le guerre gotiche, fu conquistata dal re longobardo Rotari nel 641.
Con la conquista franca appartenne alla marca obertenga. In un documento del 980 la città viene citata come Clavaro. Passò in seguito sotto il dominio della Repubblica di Genova.
La primitiva, ma efficace espansione dell'originaria "Cittadella" o "Borgo di Chiavari" avvenne nel XII secolo ad opera della Repubblica di Genova, alla quale Chiavari si sottomise promettendole una ferrea alleanza. La repubblica e i consoli genovesi cambiarono l'impianto urbano della città tra il 1147 e il 1178, proteggendola con mura difensive erette nel 1167, che in alcuni punti del centro storico sono ben visibili e in buono stato di conservazione.
Per una maggiore difesa della nuova cittadella fu costruito sopra un colle, soprastante ad un primo allineamento abitativo denominato "Borgolungo", un locale castello come avamposto contro la famiglia Malaspina, già signori del levante ligure e della Lunigiana. Questi ultimi tentarono un assedio nel 1172, ma furono respinti dai Genovesi.

Nel 1243 si costituì ufficialmente in libero comune sotto il potere della repubblica genovese, e nello stesso secolo Chiavari fu scelta come sede del vicariato della Riviera orientale. Cent'anni dopo il primo assedio dei Malaspina la città fu nuovamente assediata dai conti Fieschi della vicina Lavagna che, costituendo un'alleanza con i Malaspina, riuscirono a sottrarre il comune dalla dominazione di Genova.
Chiavari fu quindi feudo fliscano fino al 1332, anno in cui la Repubblica di Genova riuscì nella riconquista feudale ed elesse il comune a sede del futuro capitaneato levantino, il quale inglobò quasi interamente il territorio del Tigullio e della val Fontanabuona.
In questi secoli la cittadina partecipò attivamente al commercio marittimo genovese e a partire dal 1368 nuove attività artigianali furono trasferite dall'antica via Ravascheri, considerata all'epoca una "via patrizia", nell'odierno "Caruggio Dritto" (via Martiri della Liberazione e via Vittorio Veneto) dei borghesi. Si modificò pertanto nuovamente la conformazione urbana chiavarese: il centro della cittadella ebbe due strade principali commerciali e diversi caruggi laterali; le strade che scendevano verso il mare furono destinate alle famiglie meno abbienti.
Nel 1393 i Fieschi riuscirono a sottrarre nuovamente la città dal controllo di Genova, ma solo per un breve periodo, poiché poco dopo il comune tornò sotto il dominio genovese. La repubblica arricchì molto la struttura edilizia erigendo nuovi palazzi signorili e portici lungo le vie principali e laterali; inoltre, su espressa richiesta genovese, tutte le attività civiche furono concentrate all'interno della Cittadella, ad esempio gli organi della giustizia. Ancora oggi il palazzo vecchio del tribunale si trova nella medesima posizione.
L'impianto architettonico si mantenne inalterato fino al tardo Cinquecento; da tale epoca all'interno delle mura sorsero nuovi palazzi signorili furono nel contemporaneo stile rinascimentale. La scelta del nuovo stile architettonico si manifestò soprattutto nelle vie principali Ravaschieri e Stefano Rivarola dove furono eretti o rivisti palazzi molto simili ad edifici presenti a Genova. A partire dal 1648, o forse dal 1646, Chiavari ebbe il titolo di città dalla Repubblica di Genova.
Nel 1656-1657 una violenta pestilenza causò, oltre alle numerose vittime, il collasso sociale ed economico. La città visse una forte ripresa a partire dal XVIII secolo, quando si decise di abbattere a ponente le mura, erette dai genovesi, e di costruire nuovi insediamenti abitativi e nuove strade, conservandone però lo stile architettonico e il binomio strada-portico.

Così come altri comuni e borghi della Liguria, Chiavari subì l'invasione dell'esercito austriaco nel 1747 e poi la campagna napoleonica in Italia nel 1797. Napoleone Bonaparte riuscì a sottomettere la repubblica genovese e ad annettere i territori liguri al Primo Impero francese grazie al trattato di Campoformio, quando fu ufficialmente istituita la democratica Repubblica Ligure e il suo territorio fu diviso in nuovi dipartimenti e arrondissement alla francese.
Il Tigullio, lo Spezzino, la parte meridionale del Parmense e alcune municipalità della Lunigiana rientrarono nei confini amministrativi del dipartimento degli Appennini che assunse Chiavari come capoluogo. Il dipartimento esistette fino al 1814, anno della caduta di Napoleone I.
Nel 1815 il congresso di Vienna, convocato per ridisegnare i confini geografici-politici degli Stati italiani ed europei, stabilì lo scioglimento della repubblica ligure e l'annessione di essa agli Stati sabaudi. Chiavari, già sede del dipartimento napoleonico, fu eletta a capoluogo dell'omonima provincia nel 1819.
Nel 1859, con l'emanazione del decreto Rattazzi, divenne capoluogo dell'omonimo circondario, inserito nell'allora provincia di Genova e soppresso nel 1926.
Il 3 dicembre 1892 papa Leone XIII istituì la nuova diocesi di Chiavari, la più recente delle diocesi liguri.

Nel corso dell'Ottocento e Novecento Chiavari subì una forte emigrazione, maggiore nell'entroterra della val Fontanabuona, che portò numerose famiglie in America Latina; per facilitare gli scambi tra le famiglie rimaste e quelle emigrate in città fu aperto il consolato del Perù, soppresso nel 1989. Ancora oggi molte famiglie originarie della cittadina costiera e della valle fontanina risiedono in Sudamerica, particolarmente a Lima (Perù), Valparaíso (Cile), Buenos Aires (Argentina) e Montevideo (Uruguay), conservando cognomi tipici della zona. Molte strade di Chiavari portano il nome di queste città sudamericane (corso Lima, corso Valparaíso, corso Buenos Aires, corso Montevideo ecc.).
Nell'autunno del 1969 all'Hotel Stella Maris, di proprietà di un istituto religioso, si tenne un convegno tra Renato Curcio e una settantina di appartenenti al "Collettivo politico metropolitano" di Milano. Tra di loro ci furono molti di coloro che l'anno dopo avrebbero fondato le Brigate Rosse. Il loro simbolo, la stella a cinque punte, deriverebbe proprio dal simbolo dell'albergo, tuttora presente.
Data la storica istituzionalizzazione come sede provinciale, in epoca recente furono presentate due proposte di legge - mai discusse - per ripristinare la provincia di Chiavari (ente istituito e soppresso durante il Regno di Sardegna). La prima, nel 1999, fu quella del deputato Alessandro Repetto, eletto per la XIII legislatura nel collegio uninominale di Chiavari e poi presidente della Provincia di Genova dal 2002 al 2012, che tenne conto della nuova autonomia locale ottenuta dalla legge n. 142 dell'8 giugno 1990.
Nel 2001 alla Camera dei deputati arrivo un'altra proposta, più corposa, nella quale si chiedeva la costituzione della "provincia del Tigullio", che sarebbe stata la quinta in Liguria. Fu presentata da Gabriella Mondello e da altri parlamentari del comprensorio tigullino: Egidio Banti, Giorgio Bornacin, Enrico Nan, Alfredo Biondi, Giovanni Parodi, Francesco Stradella, Gianfranco Cozzi, Massimo Zunino e Giancarlo Pagliarini. Se approvata, avrebbe sottratto il territorio rivierasco al controllo amministrativo dell'allora provincia di Genova. Repetto evidenziò che uno dei principali ostacoli a creare la nuova provincia è stato il mancato raggiungimento della soglia demografica dei 200 mila abitanti. La nuova provincia, che avrebbe avuto come capoluogo Chiavari in virtù della sua importanza storica, sarebbe stata composta dai comuni di Avegno, Bogliasco, Borzonasca, Camogli, Carasco, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Chiavari, Cicagna, Cogorno, Coreglia Ligure, Favale di Malvaro, Lavagna, Leivi, Lorsica, Lumarzo, Mezzanego, Moconesi, Moneglia, Ne, Neirone, Orero, Pieve Ligure, Portofino, Rapallo, Recco, Rezzoaglio, San Colombano Certenoli, Santa Margherita Ligure, Santo Stefano d'Aveto, Sestri Levante, Sori, Tribogna, Uscio e Zoagli per un totale di 35 amministrazioni delle 67 attualmente componenti il territorio metropolitano genovese.
Con la grande recessione del 2008 e le politiche di tagli alla spesa pubblica, la proposta venne definitivamente accantonata, specie con la riforma Delrio del 2014 che creò le città metropolitane e svuotò di competenze le province ordinarie, trasformandole in enti amministrativi di secondo livello. Scartata l'ipotesi di provincia autonoma, il comune fu inglobato nella città metropolitana di Genova.


Durante il Regno d'Italia (1805-1814) allo stemma venne aggiunto il quartier franco di città di second'ordine, cioè: d'azzurro, alla lettera N coronata all'imperiale d'oro.
Lo stemma è stato concesso con regie lettere patenti del 18 marzo 1834, registrate al Controllo Generale il 13 giugno 1834 ed interinate dalla Camera dei Conti con provvedimento del 28 giugno 1834 (Registro 442, foglio 478) conservato presso la Soprintendenza degli Archivi Piemontesi (Archivio di Stato di Torino, Sez. 3ª, n. 228).
Il motto citato nello stemma civico, Vitam excoluere per artes, cioè «Abbellirono la vita con le arti», è tratto dal secondo emistichio del verso 663 del libro VI dell'Eneide di Virgilio (inuentas aut qui uitam excoluere per artes, «o coloro che decorarono la vita con le arti che inventarono»), con cui si descrivono le sedi dell'Aldilà in cui si trovano i beati, tra i quali appunto gli inventori di arti. Tale motto deriva da quello utilizzato dalla Società Economica di Chiavari.













La necropoli di Chiavari fu scoperta sul finire degli anni Cinquanta del Novecento nel corso di alcuni scavi edili. I lavori necessari per le rilevazioni archeologiche e gli studi che si protrassero dal 1959 al 1969 permisero di datare la necropoli pre-romana al VII secolo a.C..
Negli anni Settanta i resti e i ritrovamenti furono spostati in un magazzino e l'area interessata venne destinata alla costruzione di palazzi ad uso abitativo. Con la collaborazione tra la Soprintendenza per i beni archeologici della Liguria e il Comune di Chiavari, il 19 aprile 1985 fu inaugurato l'allora museo archeologico per la preistoria e la protostoria del Tigullio (dal 2013 museo archeologico di Chiavari).
Dal 1985 la sede del museo è il palazzo Rocca.
Nel territorio comunale è preservato un sito di interesse comunitario di particolare importanza naturalistica e geologica. Denominato "Pineta e lecceta di Chiavari", si colloca nella zona nord-occidentale del territorio, nei pressi del santuario delle Grazie, lungo la Via Aurelia, dove il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di un bosco misto costituito prevalentemente da pini (Pinus halepensis, Pinus pinea, Pinus pinaster) e lecci. Si riscontrano, inoltre, tra elementi di macchia mediterranea e vegetazione rupestre, alcuni esemplari di orchidea ed euphorbia a doppia ombrella (Euphorbia biumbellata), quest'ultima molto rara nel territorio regionale.
Tra le specie animali tipiche del SIC chiavarese due specie di molluschi (Toffolettia stritiolata e Solatopupa pallida) legati ai substrati calcarei legati alla formazione del monte Antola.

Abitanti censiti

Al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 2419, ovvero l'8,81% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:

Chiavari è sede dei seguenti istituti d'istruzione superiori statali, gestiti dall'ente Città metropolitana di Genova:
Vi è inoltre un istituto superiore paritario - l'Istituto Gianelli Campus srl, che è un liceo scientifico (scienze applicate e sportivo).

Agli inizi degli anni Ottanta a Chiavari aveva sede un'emittente televisiva (2RTV - TeleMare), nata dalla fusione di Due Riviere TV (fondata a Lavagna nel 1981) con TeleRama (aperta negli anni Ottanta), che per un certo periodo ha anche trasmesso i programmi di Elefante TV e poi dell'emittente elvetica RTSI. Chiuse i battenti alla fine degli stessi anni Ottanta. La Tele Chiavari, fondata nel 1974, ebbe analogo destino.
Nel 1990 nacque Teleradiopace, ubicata in corso Millo, una delle prime emittenti (insieme a quelle di Verona e di Roma) a ripetere il segnale di Telepace e di Sat 2000.
Nel settore radiofonico è attiva da tempo Radio Aldebaran.
A Chiavari è ubicata la redazione di stampa nel levante del quotidiano ligure Il Secolo XIX.
In occasione delle festività per il Corpus Domini, nel 1807, negli atti del Comune fu registrata per la prima volta la nascita di una banda musicale. Nei primi anni del Novecento la città aveva tre corpi bandistici: la "Banda Comunale", la "Banda Civica" e la "Banda della Società Operaia". Negli anni Settanta, in seguito alla fusione tra la banda cittadina "Città di Chiavari" con la "Società Filarmonica di Sestri Levante", nacque la Società Filarmonica di Chiavari e Sestri Levante che perdurò fino al 1995, quando le due società scelsero di dividersi nuovamente in due distinti gruppi. Nel 2005 nasce la banda della Società Filarmonica "Città di Chiavari".
Chiavari fece da set per alcune scene del film C'era un cinese in coma, uscito nel 2000, di e con Carlo Verdone. Nel 2013 vi si svolsero alcune riprese di The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese.
Nel territorio di Chiavari viene coltivata una particolare radice bianca appartenente alle cicorie (Radixe de Ciävai nel dialetto locale), la cui caratteristica colorazione viene ottenuta, secondo alcune nozioni storiche, dopo un intenso lavaggio e strofinio. La coltivazione avviene dopo una coltura da rinnovo.



Il territorio comunale è costituito dalle frazioni di Campodonico, Maxena, Sanguineto, Sant'Andrea di Rovereto per un totale di 12,23 km².
Confina a nord con i comuni di Leivi e Carasco, a ovest con Zoagli, a est con Cogorno e Lavagna; a sud è bagnato dal mar Ligure
Il centro storico chiavarese può essere considerato una delle zone meglio conservate e preservate dell'intero comprensorio del Tigullio. La sua struttura urbana e architettonica è infatti molto diversa dagli altri comuni rivieraschi, soprattutto per la numerosa presenza dei portici medievali lungo la via principale del nucleo storico - il Caruggio Dritto - (via Martiri della Liberazione e via Vittorio Veneto) - simbolo per eccellenza del ceto borghese dalla seconda meta del XIV secolo.
In passato, qui si concentravano (soprattutto nei "bassi" delle case e dei palazzi) le maggiori attività legate alla produzione artigianale e "di bottega", ma anche in epoca più moderna e contemporanea mantiene, di fatto, una destinazione commerciale. Una maggiore rivalutazione dell'area si ebbe con la pedonalizzazione, dagli anni novanta del Novecento, della via principale e di alcune vie laterali, che lo hanno reso di fatto un pregiato "salotto pedonale". La sua struttura ricalca l'antica "Cittadella", cuore dell'antico borgo medievale chiavarese, con i pregiati palazzi decorati nel classico stile genovese. Il caratteristico centro storico, rinomato ed apprezzato, è meta di numerosi turisti soprattutto durante il periodo primaverile ed estivo.
Verso l'entroterra del territorio comunale si sviluppano i quartieri più moderni come Sampierdicanne, Ri (Piani di Ri e Ri Basso) e Caperana costituiti, oltre che da unità densamente abitative, anche da realtà artigianali e produttive. Sulle prime colline sorgono i nuclei di Campodonico, Maxena, Sanguineto e Sant'Andrea di Rovereto, queste ultime riconosciute dallo statuto comunale come frazioni.
La città è un importante centro commerciale del comprensorio tigullino con la presenza di piccole e medie imprese legate all'attività cantieristica-navale, metalmeccanica, della gomma e della lavorazione dell'ardesia. Tra le realtà artigianali si conservano antichi mestieri come la fabbricazione della famosa sedia di Chiavari (la "chiavarina"), o l'arte tessile finalizzata alla realizzazione di merletti e di macramè.
Si sono sviluppate, inoltre, attività economiche legate all'agricoltura, floricoltura, alla pesca e, dalla fine dell'Ottocento, il settore terziario con numerose attività ricettive e balneari.
L'importanza economica della città e del suo circondario fu la base per l'istituzione nel 1870 del Banco di Chiavari e della Riviera Ligure (in origine Banco di sconto del circondario di Chiavari).
A Chiavari hanno sede l'azienda Artematica, produttrice di software, rinomata a livello internazionale nello sviluppo di videogiochi, e le Edizioni Cavalcare.
La località ha ottenuto dalla FEE-Italia (Foundation for Environmental Education) il conferimento della bandiera blu per la qualità delle sue spiagge e dei servizi del porto turistico (Marina di Chiavari).
Il centro della città è attraversato dalla strada statale 1 Via Aurelia che la collega con Zoagli a ovest e con Lavagna a est; la provinciale 32 consente il collegamento con il territorio di Leivi. Ha anche il proprio casello autostradale sull'autostrada A12.
Grazie alla sua posizione geografica, posta al centro del golfo del Tigullio, Chiavari è un importante nodo stradale e sbocco per la val Fontanabuona (da qui parte la strada statale 225 della Val Fontanabuona) e con l'attigua Lavagna per le valli Graveglia, Sturla e Aveto. Viene così la assicurata la comunicazione stradale e commerciale tra la costa e l'immediato entroterra del levante genovese.
Chiavari è servita dalla omonima stazione ferroviaria, inaugurata nel 1868, sulla linea Genova-Pisa.
Dall'autostazione di Chiavari (divisa in 3 sedi: piazza Nassiriya, piazza Roma e corso Buenos Aires) un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'AMT garantisce quotidiani collegamenti bus urbani e interurbani con le principali località del territorio comunale, del comprensorio del Tigullio, della val Fontanabuona, della valle Sturla, della val d'Aveto e della val Graveglia.
Ulteriori collegamenti interurbani arrivano fino a Bargagli e poi a Genova, facendo capolinea davanti alla stazione di Genova Brignole.

| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1945 | 1949 | Colombo Sannazzari | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1949 | 1956 | Giovanni Salvatore Chiarella | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1956 | 1960 | Raffaele Ferretti | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1960 | 1981 | Luigi Gatti | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1981 | 1983 | Giuseppe Razzetta | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 16 settembre 1985 | 17 giugno 1989 | Mazarino De Petro | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 17 giugno 1989 | 7 ottobre 1989 | Cesare Ricci | Comm. prefet. | ||
| 27 dicembre 1989 | 12 agosto 1993 | Renzo Repetto | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 12 agosto 1993 | 6 dicembre 1993 | Bruno D'Alfonso | Comm. prefet. | ||
| 6 dicembre 1993 | 17 novembre 1997 | Vittorio Agostino | Lega Nord | Sindaco | |
| 17 novembre 1997 | 28 maggio 2002 | Vittorio Agostino | Lega Nord, Chiavari Avanti Così (Coalizione di centro-destra e lista civica) |
Sindaco | |
| 11 giugno 2002 | 7 gennaio 2003 | Alessandra De Barbieri | Chiavari Avanti Così (lista civica di centro-destra) |
Sindaco | |
| 7 gennaio 2003 | 10 giugno 2003 | Ferdinando Buffoni | Comm. prefet. | ||
| 10 giugno 2003 | 23 febbraio 2007 | Sergio Poggi | Democratici di Sinistra, La Margherita, Mignone per Poggi, Sinistra per Poggi Sindaco (Coalizione di centro-sinistra e di liste civiche) |
Sindaco | |
| 23 febbraio 2007 | 29 maggio 2007 | Vincenzo Pellegrini | Comm. prefet. | ||
| 31 maggio 2007 | 22 maggio 2012 | Vittorio Agostino | Chiavari Avanti Così, Uomini e Città (Coalizione di liste civiche di centro-destra) |
Sindaco | |
| 22 maggio 2012 | 27 giugno 2017 | Roberto Levaggi | Il Popolo della Libertà, Chiavari nel Cuore, Chiavari Domani (Coalizione di centro-destra e di liste civiche) |
Sindaco | |
| 27 giugno 2017 | 23 agosto 2021 | Marco Di Capua | Marco Di Capua Sindaco, Avanti Chiavari, Maestrale (Coalizione di liste civiche di centro-destra) |
Sindaco | |
| 23 agosto 2021 | 26 giugno 2022 | Silvia Stanig | Vicesindaco | ||
| 26 giugno 2022 | in carica | Federico Messuti | Di Capua Avanti Chiavari, Maestrale, Partecip@ttiva (Coalizione di liste civiche di centro-destra) |
Sindaco | |
Lo sport a Chiavari iniziò a svilupparsi nella seconda metà del XIX secolo, con la fondazione della Società di tiro a segno nel 1863 e della Società ginnastica pro Chiavari - a carattere polisportivo - nel 1893. Agli inizi del secolo successivo furono attive nel podismo la Veloce Club Chiavari e nel calcio l'Ardita Juventus e l'Entella, fondata nel 1914. Al termine della prima guerra mondiale sorsero la Bocciofila Chiavarese e la polisportiva Sport Club Aurora, entrambe nel 1919.
La tradizione sportiva della città - che conta oltre sessanta società attive - si sviluppò su questi sodalizi, portando le squadre locali alla conquista di titoli nazionali ed europei in molteplici discipline. Sportivi chiavaresi si sono laureati Campioni d'Italia, d'Europa, del mondo ed hanno preso parte a diverse edizioni dei Giochi olimpici. La città ha ospitato a più riprese manifestazioni sportive nazionali e internazionali.
Ad inizio XX secolo sia la Pro Chiavari sia il Veloce Club Chiavari furono attive nell'organizzazione sia degli allenamenti dei propri atleti, sia di corse cittadine. Negli anni 1920 anche l'Aurora Chiavari si dedicò all'attività podistica. A livello individuale il chiavarese Mario De Negri prese parte alla staffetta 4x400 ai Giochi olimpici di Los Angeles 1932.
Tra le società attualmente attive nell'atletica leggera vi sono l'Atletica Levante, la Chiavari-Tigullio Outdoor e i Maratoneti del Tigullio.

La Bocciofila Chiavarese raccolse i suoi principali successi tra il 1990 e il 1998, quando ottenne sette scudetti consecutivi e sei Coppe Europa, di cui cinque consecutive. Milita in Serie A2.
Agli albori del calcio in Italia due giocatori chiavaresi vinsero in più occasioni il campionato: Paolo Rossi fu campione d'Italia per quattro volte con la maglia del Genoa, Mario Cevenini raggiunse lo stesso traguardo una volta con l'Inter e un'altra con la Novese. La pratica di questo sport ebbe una buona diffusione e vennero fondate le prime due compagini: l'Ardita Juventus che prese parte alla Promozione 1914-1915 e l'Entella che - dopo una breve fusione con la Pro Chiavari - esordì nel 1920 e raggiunse il secondo livello assoluto nel 1922 schierando principalmente giocatori locali, tra i quali Enrico Sannazzari; l'Aurora Chiavari avviò una sua sezione calcio nel 1919. Dagli anni 1930 l'Entella emerse quale principale compagine cittadina, disputando numerosi campionati in Serie C fino agli anni 1970 in cui abbandonò il terzo livello del campionato.
A cavallo tra il XX e il XXI secoli emersero altri calciatori locali come Umberto Calcagno, Campione d'Italia con la Sampdoria e - dopo il ritiro - presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, Simone Basso e Silvano Raggio Garibaldi. Negli anni 2010 per la prima volta una seconda squadra cittadina raggiunse un livello superiore a quello dei campionati regionali - il Chiavari Calcio Caperana che prese parte alla Serie D - e la Virtus Entella, denominazione assunta nel 2005 dallo storico sodalizio, ottenne al culmine di un periodo di forte crescita sportiva la promozione in Serie B, cui ha preso parte per complessive sette stagioni. Nella stagione 2025-2026 milita in Serie B.
La città è inoltre sede di una delegazione distrettuale della FIGC che organizza annualmente i gironi locali dei campionati di Seconda Categoria e di Terza Categoria e di una sezione dell'Associazione Italiana Arbitri, nella quale si formò tra gli altri il chiavarese Alberto Picasso. Fino al 2011 Chiavari fu sede dell'Entella Femminile, che raggiunse la Serie A2 e nel 2019 ospitò una squadra di beach soccer, denominata anch'essa Virtus Entella.
Le società calcistiche chiavaresi:
La squadra cittadina Pro Scogli Chiavari ottenne la vittoria del suo primo campionato italiano nel 1998; ne seguirono altri undici, oltre a cinque Coppe Italia e tre European Club Championship. È iscritta alla Serie A ed il giocatore più rappresentativo è il chiavarese Luca Bellini, capitano della Nazionale italiana campione del mondo nel 2016 e allenatore di entrambe le compagini.
La Pro Chiavari avviò sin dalla fondazione una sezione ciclistica, disciplina in seguito praticata dall'Aurora Chiavari che fu attiva nel ciclismo dilettantistico lanciando alcuni corridori nel mondo del professionismo. Dagli anni 2010 è dedita unicamente all'organizzazione di manifestazioni sportive, come la tappa del Giro d'Italia 2015 che partì da Chiavari il 12 maggio.
Chiavari è stata negli anni la città di arrivo delle seguenti tappe del Giro d'Italia:
| Anno | Tappa | Partenza | km | Vincitore di tappa | Maglia rosa |
|---|---|---|---|---|---|
| 1958 | 6ª | Mondovì | 258 | ||
| 2026 | 11ª | Porcari | 178 |
Da qui partirono le seguenti tappe del Giro d'Italia:
| Anno | Tappa | Arrivo | km | Vincitore di tappa | Maglia rosa |
|---|---|---|---|---|---|
| 1958 | 7ª | Forte dei Marmi | 115 | ||
| 1994 | 18ª | Passo del Bocco (cron. individuale) | 35 | ||
| 2015 | 4ª | La Spezia | 150 |
Chiavari è stata anche sede di arrivo del Giro dell'Appennino nel 2016 e nel 2017. Dal 2018 è professionista il ciclista locale Luca Raggio.

La squadra femminile della Pro Chiavari ottenne il titolo di campione d'Italia al X concorso nazionale disputatosi a Venezia nel 1920. Trascorse la sua carriera nella società il ginnasta chiavarese Guido Figone, che fu recordman di vittorie nel concorso individuale ai Campionati italiani assoluti con 8 successi consecutivi dal 1948 al 1955 e olimpionico ai Giochi di Londra 1948 e Helsinki 1952. Nell'edizione del 1948 durante la premiazione della competizione del cavallo con maniglie - da lui conclusa al quinto posto - gli venne erroneamente consegnata la medaglia di bronzo.
Nel 1969 la società fu insignita della Stella d'oro al merito sportivo e la squadra maschile partecipò al Campionato di Serie A2 per diversi anni, fino al 2012.
Sia la Pro Chiavari, sia l'Aurora Chiavari praticarono il nuoto di fondo: ai Campionati italiani estivi di nuoto 1910 la staffetta della Pro Chiavari ottenne la medaglia d'argento nella 3x200 m in mare. Edoardo Stochino ottenne la medaglia di bronzo agli Europei 2014 nella 25 km.
Risale al 1946 la fondazione della Rari Nantes Chiavari - in seguito Chiavari Nuoto - attiva nel nuoto, nel nuoto sincronizzato e nella pallanuoto, specialità in cui ha partecipato per nove volte alla Serie A1, la più recente nel 2008.Andrea Mangiante ha vinto otto scudetti e tre Euroleghe in forza alla Pro Recco, Stefano Luongo uno scudetto con la medesima formazione, oltre alla medaglia d'oro ai Mondiali 2019. Maurizio Felugo, cresciuto a e nel Chiavari, è stato una bandiera e dirigente della Pro Recco.

Nel pugilato fu attiva l'Aurora Chiavari, nella quale si formòAldo Traversaro, detentore del titolo europeo dei pesi mediomassimi dell'European Boxing Union tra il 1977 e il 1979. L'attività pugilistica si è successivamente scissa in una società indipendente: la Pugilistica Tito Copello.
Alla fondazione, la Pro Chiavari organizzò tra le altre la sezione scherma, attività successivamente abbandonata. L'attuale compagine Chiavari Scherma è nata nel 1967 ed è stata insignita nel 2017 della Stella d'oro al merito sportivo. La squadra femminile milita in Serie A1.
Ulteriori attività sportive avviate in città tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo furono, da parte della Pro Chiavari, l'alpinismo e la lotta e - in seno all'Aurora Chiavari - la pallacanestro. Tutte queste discipline sono ancora praticate, rispettivamente dalla Sezione Chiavari «Alberto Bozzo» del Club Alpino Italiano e dalle società Chiavari Ring e Aurora Basket Chiavari. Il tiro a segno è tuttora appannaggio della più antica società sportiva cittadina: il Tiro a segno nazionale sezione di Chiavari.
Tra gli sport la cui pratica venne avviata successivamente sono attive altre società: nel baseball Baseball Club Dolphins, nel football americano Predatori Golfo del Tigullio, nella ginnastica aerobica Aerobica Entella, nel judo Asaj Judo Chiavari Libertas, nella pallavolo Amis Chiavari e Beach Sports Chiavari, nel sollevamento pesi Pesistica Chiavari, nel tennis Tennis Chiavari e nella vela la Sezione Chiavari-Lavagna della Lega Navale Italiana e lo Yacht Club Chiavari.

Il principale impianto sportivo cittadino è lo stadio Enrico Sannazzari, deputato alla pratica del calcio e - attraverso il centro polisportivo attrezzato al suo interno - del judo, della lotta, del pugilato e del sollevamento pesi. Inaugurato nel 1935, il nucleo storico della struttura è posto sotto la tutela della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona. Lo stadio è omologato per 5 587 spettatori ed ha ospitato incontri calcistici di numerose competizioni quali Coppa Italia, Serie B, Serie A2 femminile, Torneo di Viareggio, Supercoppa femminile, nonché la finale del Campionato Primavera 2014-2015 ed un incontro della Nazionale italiana Under-21 nel 2016. È stato inoltre sede di incontri di pugilato negli anni 1960 e 1970 e di concerti dei principali artisti musicali italiani tra gli anni 1970 e 1990.
Altre strutture cittadine sono il palasport Massimo Carrino costruito nel 1982 nel quartiere Sampierdicanne ed un secondo palasport inaugurato nel 2003 che ospita due impianti: la piscina Mario Ravera - già sede di incontri di Serie A1 di pallanuoto - e la palestra Guido Figone. Nell'area denominata Colmata a mare vi sono i campi da calcio del centro sportivo Franco Celeri ed un campo da bocce, nel quartiere Caperana lo stadio Angelo Daneri.
È caduta in disuso la piscina del Lido, inaugurata nel 1938 da Benito Mussolini e usata per l'organizzazione dei Campionati italiani di nuoto nel 1940, 1947, 1977 - nei quali il trentino Marcello Guarducci fece registrare il record italiano ed europeo dei 100 stile libero - e 1982. Nel passato furono attivi i campi sportivi di corso Dante e Sampierdicanne, costruiti negli anni 1910 per ospitare partite di calcio, in precedenza giocate sul terreno di piazza Roma.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 153632021 · SBN TO0L000724 · LCCN (EN) n82134265 · GND (DE) 4085248-9 · J9U (EN, HE) 987007564509505171 |
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