| W la foca | |
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| Paese di produzione | Italia |
| Anno | 1982 |
| Durata | 92 min |
| Rapporto | 1,85:1 |
| Genere | commedia |
| Regia | Nando Cicero |
| Soggetto | Galliano Juso |
| Sceneggiatura | Nando Cicero, Francesco Milizia e Stefano Sudriè |
| Produttore | Galliano Juso |
| Casa di produzione | Cinemaster |
| Distribuzione in italiano | Titanus |
| Fotografia | Giorgio Di Battista |
| Montaggio | Daniele Alabiso |
| Musiche | Detto Mariano |
| Scenografia | Claudio Cinini |
| Costumi | Alessandra Cardini |
| Interpreti e personaggi | |
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W la foca è un film del genere commedia sexy all'italiana del 1982 diretto da Nando Cicero che segue il filone allora in voga dell'umorismo ammiccante e minimale, sul canovaccio delle barzellette popolari. Tra i vari interpreti vi sono Bombolo, Lory del Santo, Michela Miti e Moana Pozzi.


Andrea, veneta di origine e con esperienze di infermiera, si trasferisce a Roma in cerca d'impiego e trova lavoro come cameriera in casa del dott. Patacchiola, un medico molto particolare e con una famiglia altrettanto strana. La moglie trascurata che cerca di rifarsi con chiunque le capiti a tiro, una figlia che non fa altro che concedersi a chiunque per ingenuità, un figlio ritardato ed infine un nonno con la fissa del sesso.
Mentre nella famiglia del dott. Patacchiola la situazione diventa sempre più complicata, Andrea partecipa ad un concorso fotografico e vince una foca e se ne prende cura mettendola in un passeggino e portandola con se per le strade, prima effettuare un provino per una TV privata che le va male, però viene notata da una miliardaria obesa che le affida una casa di cura per la cura dell'obesità.
Il film è stato girato a Roma, tra l'EUR e gli studi Elios con audio in presa diretta ed è l'ultima pellicola interpretata da Riccardo Billi. Nel film partecipano l'attrice pornografica Moana Pozzi e la futura annunciatrice televisiva Alessandra Canale.
Uscito il 4 marzo 1982 col divieto ai minori di 18 anni. Dopo due settimane fu sottoposto a sequestro. La censura avrebbe stigmatizzato il riferimento sessuale suggerito dal titolo e probabilmente l'accostamento blasfemo in una battuta minimale triviale. Il film rimase praticamente invisibile per due decenni. Nel 2004, è stato restaurato e proiettato nell'ambito della retrospettiva "Storia Segreta del Cinema Italiano: Italian Kings of the Bs" alla 61ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. pubblicato quindi in DVD e infine trasmesso sulle reti TV nazionali[senza fonte].
In una conferenza stampa alla Mostra del Cinema di Venezia del 2009, l'attore e regista statunitense Eli Roth lo avrebbe definito "il capolavoro definitivo del cinema italiano, il più grande film mai realizzato."