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Wikipedia è un'enciclopedia online, libera e collaborativa.
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La comunità di Wikipedia in lingua italiana è composta da 3 206 790 utenti registrati, dei quali 25 353 hanno contribuito con almeno una modifica nell'ultimo mese e 101 hanno funzioni di servizio. Gli utenti costituiscono una comunità collaborativa, in cui tutti i membri, grazie anche ai progetti tematici e ai rispettivi luoghi di discussione, coordinano i propri sforzi nella redazione delle voci.
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I nautiloidi (Nautiloida Agassiz, 1847) sono una sottoclasse di molluschi cefalopodi di ambiente marino la cui documentazione fossile risale fino al Cambriano superiore. Hanno una distribuzione di profondità piuttosto ampia (fino a circa 900 m) e sono caratterizzati da una conchiglia calcarea aragonitica suddivisa internamente da setti in camere, collegate tra loro da una struttura organica in parte mineralizzata definita "sifuncolo", che ha la funzione di regolare per osmosi la pressione dei fluidi interni (gas e liquido camerale). Questa particolare struttura del guscio costituisce un adattamento alle condizioni di pressione variabile derivanti dall'ampio intervallo di distribuzione batimetrica che contraddistingue il gruppo. Dal punto di vista filogenetico, si tratta dei progenitori di tutti i cefalopodi attuali (polpi, seppie, calamari) e delle ammoniti (estinte dalla fine dell'Era mesozoica): questo gruppo al presente costituisce un elemento faunistico relativamente poco sviluppato e con un areale ridotto (regione indo-pacifica); in passato, soprattutto nel Paleozoico, ha rappresentato uno dei gruppi più diversificati tassonomicamente e di maggior successo; le forme estinte appartenenti a questo gruppo sono oggetto di numerosi studi paleontologici per la loro utilità in campo biostratigrafico e paleoambientale. Per la struttura particolare e armoniosa della conchiglia spirale e concamerata, il nautilo è inoltre uno degli animali marini più iconici, rappresentato e citato diffusamente in varie espressioni artistiche, figurative e letterarie, e utilizzato come elemento ornamentale.
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Igea (dal greco Ὑγίεια, Hygìeia, originariamente chiamato Igea Borbonica, catalogato secondo la designazione asteroidale come 10 Hygiea) è un grande asteroide della fascia principale, il quarto in ordine di grandezza, con un diametro medio superiore ai 400 km ed una massa stimata pari al 3% di quella totale della fascia di asteroidi. Nonostante ciò, fu il decimo ad essere individuato perché la superficie scura rende l'asteroide meno visibile di quanto le sue dimensioni implicherebbero. All'opposizione infatti raggiunge mediamente una magnitudine pari a 10,2. Igea fu scoperto da Annibale de Gasparis il 12 aprile 1849, dall'osservatorio di Capodimonte a Napoli. Fu così denominato su suggerimento di Ernesto Capocci di Belmonte dal nome di Igea, la dea greca della salute; inoltre, in onore della casa regnante a Napoli, i due scienziati vi aggiunsero l'aggettivo Borbonica, che tuttavia decadde rapidamente nell'uso.
Igea si compone di materiale primitivo carbonioso, simile alle condriti carbonacee. Percorre un'orbita assai prossima al piano dell'eclittica, mediamente eccentrica, che completa in 5 anni e 7 mesi, spaziando dalla distanza media di Cerere e Pallade dal Sole fino al bordo esterno della fascia principale, in prossimità del perielio degli oggetti della famiglia Hilda. È il prototipo della famiglia Igea. Osservazioni del 2017 e del 2018 suggeriscono che Igea potrebbe avere le caratteristiche per essere classificato tra i pianeti nani.
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Il bruno di mummia fu un pigmento pittorico, utilizzato dal XVIII fino al XIX secolo. Il bruno di mummia era di tipo bituminoso e, come suggerisce il nome, si ricavava dai cadaveri macinati di mummie egizie. Il bruno di mummia decadde in seguito alla riduzione di forniture di mummie e l'insoddisfazione degli artisti in merito alle prestazioni del pigmento in quanto poco fine e duraturo.
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Ricorre oggi: la Chiesa cattolica celebra la memoria dei santi Bartolomeo da Breganze e Milio di Cornovaglia.
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Di seguito sono elencate le 10 versioni maggiori di Wikipedia (per numero di voci, non necessariamente per qualità o dimensioni totali) e una selezione casuale di altre edizioni con un numero minore di voci:
Le 10 maggiori (al 27 ottobre 2026): English (inglese) (7 255 623) · Binisaya (cebuano) (6 116 079) · Deutsch (tedesco) (3 161 322) · Français (francese) (2 786 758) · Svenska (svedese) (2 629 399) · Nederlands (olandese) (2 230 366) · Español (spagnolo) (2 145 932) · Русский (russo) (2 125 071) · Italiano (1 992 662) · Polski (polacco) (1 712 736)
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Voci nuove in evidenza:
Voci sostanzialmente modificate in evidenza:
il Wikipediano, notizie dalla comunità
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È in corso il Festival degli abbozzi (StubStival)
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Questa settimana la voce da tradurre è:
(versione in italiano: Giornata nazionale del Bhutan)
“Vanità delle vanità, tutto è vanità. / Quale utilità ricava l'uomo da tutto l'affanno / per cui fatica sotto il sole? / Una generazione va, una generazione viene / ma la terra resta sempre la stessa. / Il sole sorge e il sole tramonta, / si affretta verso il luogo da dove risorgerà. / Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana; / gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna.„
Qoelet
La torre televisiva Atakule ad Ankara, in Turchia. La torre televisiva Atakule è una torre alta 125 metri con un ristorante in cima alla struttura. Completata nel 1989, funge da torre panoramica ed è diventata un nuovo punto di riferimento per la città. Oltre alla piattaforma panoramica e al ristorante, la torre ospita anche una sala giochi e un centro commerciale. Si trova a circa 4 km a sud di piazza Kızılay, nel centro di Ankara. Dal 12 giugno 2011, la torre televisiva Atakule è dotata di un sistema di illuminazione a LED. Oltre 10.000 LED controllabili individualmente creano scenari cromatici e spettacoli diversi ogni ora.
Galatea
Anton Giulio Barrili, Milano, 1896.
È un comune italiano della provincia di Campobasso in Molise. Fa parte dell'Unione dei comuni delle Sorgenti del Biferno insieme a Spinete, San Massimo, Campochiaro, Colle d'Anchise, Guardiaregia e San Polo Matese. Importante città dei Sanniti, capitale del territorio dei Pentri, fu conquistata dai Romani nel III secolo a.C. a seguito della battaglia di Boviano. Colonia poi municipio romano, nel 500 era già diocesi cristiana. Facente parte del Ducato di Benevento, nel periodo longobardo, fu sede di un gastaldato, e nel secolo XI divenne capoluogo della contea normanna dei De Moulins, infine Comitatus Molisii Contado di Molise. Divenuta feudo quotato entrò in possesso di varie famiglie nobiliari, come i Pandone e i Carafa. Conobbe un certo declino a seguito del terremoto del 1805 e visse duramente la seconda guerra mondiale. Il settore turistico è relativamente sviluppato; si hanno presenze notevoli solo nel periodo estivo e in quello invernale (per via della vicinissima stazione sciistica di Campitello Matese).