Wilhelm Fuchs

Wilhelm Fuchs
Wilhelm Fuchs (a sinistra) con Kurt Daluege e Otto Winkelmann (1940)
NascitaMannheim, 1º settembre 1898
MorteBelgrado, 24 gennaio 1947 (48 anni)
Cause della mortecondannato a morte mediante Impiccagione
Dati militari
Paese servitoGermania (bandiera) Germania
Forza armataSchutzstaffel
Ordnungspolizei
SpecialitàSS-Hauptamt
RSHA
UnitàSicherheitspolizei
Einsatzgruppen
Anni di servizio1932-1945
GradoOberführer
Oberst der polizei
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna dei Balcani
Fronte jugoslavo
Comandante diSiPo e Gestapo in Serbia, Lituania e Lettonia
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Wilhelm Fuchs (Mannheim, 1º settembre 1898 – Belgrado, 24 gennaio 1947) è stato un poliziotto tedesco.

SS-Oberführer e colonnello della polizia, leader delle Einsatzgruppe "Serbia" e comandante della Sicherheitspolizei e del Sicherheitsdienst (BdS) in Serbia e Lituania, BdS Ostland a Riga e leader dell'Einsatzkommando 3 in Unione Sovietica.

Biografia

Fuchs nacque a Mannheim e, dopo aver conseguito l'Abitur, entrò nell'esercito imperiale tedesco e combatté nella prima guerra mondiale, ottenendo la Croce di Ferro di seconda classe. Dopo aver terminato le scuole, studiò scienze agrarie all'Università di Lipsia dove conseguì il dottorato nel 1929. Il 1º aprile 1932 si iscrisse nel NSDAP (nº 1.038.061) e il 1º dicembre 1932 si arruolò nelle SS (nº 62.760).

Dopo che i nazionalsocialisti salirono al potere, dall'aprile 1933 fu secondo aiutante del Reichsbauernführer Walther Darré e l'11 luglio 1933 fu nominato SS-Untersturmführer. Fino al 1936 lavorò come capo delle SS all'ufficio centrale delle SS e poi nell'ufficio principale del servizio di sicurezza. Dall'ottobre 1937 guidò la sezione delle SS a Dresda. Successivamente fu impiegato come ispettore della Sicherheitspolizei e del Sicherheitsdienst a Braunschweig e il 20 aprile 1938 fu promosso SS-Standartenführer.

Seconda Guerra Mondiale

Dal 1940 Fuchs fu assegnato come ufficiale SD al comandante della polizia di sicurezza e SD (Befehlshaber der Sicherheitspolizei und des SD, BdS) nel Governarato Generale, alle dipendenze di Bruno Streckenbach.

In seguito all'attacco tedesco al Regno di Jugoslavia del 6 aprile 1941, Fuchs fu nominato BdS per la Serbia e gli fu affidato il comando dell'Einsatzgruppe Serbia. Uno dei suoi primi provvedimenti fu quello di ordinare la registrazione di tutti gli ebrei di Belgrado; il suo proclama affermava che chiunque non si fosse registrato sarebbe stato fucilato. Nel mese di luglio, i partigiani jugoslavi diedero inizio a una ribellione contro gli occupanti tedeschi attraverso atti di sabotaggio, la distruzione di linee ferroviarie, linee telefoniche e altre infrastrutture, nonché tendendo imboscate alle truppe tedesche. Durante il periodo in cui Fuchs era in Serbia, l'Alto Comando della Wehrmacht emanò il cosiddetto "ordine Keitel” del 16 settembre 1941, che imponeva l'esecuzione di 50-100 ostaggi civili come rappresaglia per ogni tedesco ucciso. Nel discutere l’attuazione della politica di rappresaglia, Fuchs sostenne con successo l’inclusione degli ebrei serbi maschi già incarcerati tra le vittime. Entro la fine dell'anno, la ribellione in Serbia fu in gran parte repressa attraverso rappresaglie tra le più feroci mai registrate fin a quel momento. Nel gennaio del 1942, Fuchs fu sostituito come comandante della polizia di sicurezza (BdS) dall'SS-Standartenführer Emanuel Schäfer.

Fuchs fu promosso a SS-Oberführer nel 1942 . Inviato a Riga presso il Reichskommissariat Ostland, nel giugno del 1942 ricoprì la carica di comandante ad interim delle SS e della polizia nel Generalbezirk Lettland, in sostituzione dell'SS- Brigadeführer Walther Schröder.

Tornato al suo incarico a Braunschweig, fu nominato Comandante Superiore delle SS e della Polizia "Mitte" ad interim al posto dell'SS- Obergruppenführer Günther Pancke dall'8 luglio al 14 settembre 1943. Il 15 settembre 1943, Fuchs fece ritorno a est come Führer dell'Einsatzkommando 3, che comandò fino al 6 maggio 1944. In seguito, assunse la guida dell’Einsatzgruppe A e del BdS in Ostland fino al 17 ottobre 1944. Il suo ultimo fu quello di comandante dell'Einsatzgruppe E in Croazia, tra ottobre e novembre del 1944. In questo ruolo fu corresponsabile dell'omicidio di decine di migliaia di persone. Durante la guerra, a Fuchs fu conferita la Fibbia della Croce di Ferro, di seconda classe.

Dopo la guerra

Dopo la fine della guerra fu arrestato ed estradato in Jugoslavia. A Belgrado fu condannato a morte da un tribunale militare il 22 dicembre 1946 e giustiziato per impiccagione il 24 gennaio 1947.

Note

  1. ↑ Schreiber, p. 371.
  2. ↑ Bundesarchiv R 9361-IX KARTEI/10011318
  3. ↑ Schreiber, p. 58.
  4. ↑ Laura Brazzo e Michele Sarfatti, Gli ebrei in Albania sotto il fascismo: una storia da ricostruire, Casa Editrice Giuntina, 2010, ISBN 978-88-8057-394-4. URL consultato il 2 gennaio 2024.
  5. 1 2 Nuremberg Military Tribunal Case 7 - Hostage Case, p. 10,496
  6. ↑ Browning, Wehrmacht Reprisal Policy and the Murder of Jews in Serbia, in Militärgeschichtliche Mitteilungen, XXXIII, 1983, p. 40, DOI:10.1524/mgzs.1983.33.1.31.
  7. 1 2 Mark C. Yerger, Allgemeine-SS: The Commands, Units and Leaders of the General SS, Schiffer Publishing, 1997.
  8. ↑ Carsten Schreiber: Elite im Verborgenen – Ideologie und regionale Herrschaftspraxis des Sicherheitsdienstes der SS und seines Netzwerks am Beispiel Sachsens, Munich 2008, p. 58.

Bibliografia

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