
Wouter Jacobus Hanegraaff (Amsterdam, 10 aprile 1961) è uno storico delle religioni olandese. Professore di storia dell'ermetismo presso l'Università di Amsterdam nei Paesi Bassi, è anche presidente dell'ESSWE, European Society for the Study of Western Esotericism (Società Europea per lo Studio dell'Esoterismo Occidentale).
Tra i suoi lavori, si è dedicato ai movimenti religiosi alternativi, esordendo con una tesi di laurea sul movimento new age, discussa cum laude.
Figlio di un teologo, ha studiato inizialmente chitarra classica al Conservatorio Municipale di Zwolle dal 1982 al 1987, poi storia culturale all'Università di Utrecht dal 1986 al 1990.
Dal 1992 al 1996 ha svolto un dottorato di ricerca presso il Dipartimento di Studi sulle Religioni dell'Università di Utrecht, e dal 1996 al 1999 ha ottenuto una borsa di studio dal Nederlandse Organisatie voor Wetenschappelijk Onderzoek (NWO, cioè Consiglio Olandese per la Ricerca Scientifica), durante la quale ha trascorso un periodo di lavoro a Parigi.
Nel 1999 è stato nominato professore di Storia della filosofia ermetica e delle correnti correlate all'Università di Amsterdam.
Dal 2002 al 2006 è stato presidente della Società Olandese per lo Studio della Religione e, dal 2005 al 2013, presidente dell'European Society for the Study of Western Esotericism (ESSWE, ovvero Società Europea per lo Studio dell'Esoterismo Occidentale).
Nel 2006 è stato eletto membro dell'Accademia Reale delle Arti e delle Scienze dei Paesi Bassi, e dal 2013 è diventato membro onorario dell'ESSWE.
Dal 2001 al 2010 Hanegraaff è stato curatore, insieme ad Antoine Faivre e Nicholas Goodrick-Clarke, della rivista Aries: Journal for the Study of Western Esotericism (edito da Brill), e dal 2006 al 2010 della collana Aries Book Series: Texts and Studies in Western Esotericism (sempre per Brill).
È inoltre membro del comitato editoriale delle riviste Aries, Numen, Religion Compass, Esoterica, e del comitato consultivo delle riviste Journal of Contemporary Religion (edito da Carfax) e Nova Religio (University of California Press).
Hanegraaff è uno studioso di religione, il cui lavoro è incentrato sulla storia dell'esoterismo occidentale, da lui definito «il più grande spazio vuoto dei territori trascurati nello studio delle religioni», esplorandolo dalla tarda antichità ai giorni nostri. La sua tesi di laurea è stata fra i primi tentativi accademici di indagare le credenze del movimento new age e di collocarle in un contesto storico più ampio.
Nella sua monografia del 2012, L'esoterismo e le Accademie: una conoscenza rigettata nella cultura occidentale, ha ricercato la genesi degli argomenti favorevoli o avversi all'esoterismo, sostenendo come le opinioni moderne al riguardo, sia nel mondo accademico che nella società in generale, risalirebbero alle ostilità del protestantesimo e dell'illuminismo tedesco contro ogni residuo pagano di superstizione, magia, idolatria, occulto o irrazionalismo.
Un anno dopo, nel 2013, ha pubblicato un manuale sull'esoterismo «per i perplessi», riscritto e ampliato nel 2025, che si concentra in particolare sulle implicazioni della ricerca esoterica per la comprensione moderna della cultura occidentale in senso lato.
Un interesse più specifico dell'opera di Hanegraaff è la letteratura ermetica e la sua ricezione. Nel 2005, in collaborazione con Ruud Bouthoorn, ha pubblicato la prima edizione completa degli scritti ermetici di Lodovico Lazzarelli (1447-1500), ritenendo che questo autore italiano, spesso trascurato, sia di fondamentale importanza non solo per il suo valore intrinseco, ma anche perché i suoi scritti condurrebbero a rivedere l'affermata narrazione di Frances Yates sulla «tradizione ermetica» del Rinascimento, il quale avrebbe visto in realtà il prevalere di altre correnti esoteriche.
Sulla letteratura ermetica Hanegraaff ha inoltre pubblicato nel 2022 un'ampia monografia basata sui testi originali della tarda antichità, ponendo una particolare enfasi sull'analisi ermeneutica, da cui ha dedotto che i trattati ermetici dell'epoca non debbano essere intesi come contributi alla filosofia, ma come il resoconto di pratiche spirituali rivolte al raggiungimento della gnosi attraverso esperienze radicali di rinascita o palingenesi, e di estasi visionaria in stati alterati di coscienza.
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