
L'alambicco è un apparecchio di distillazione consistente in una caldaia collegata, mediante un tubo, a una serpentina di raffreddamento, al fondo della quale si raccoglie il distillato.
Dall'arabo أنْبِيق (al-’ambiq, distillare), e dal greco αμβιξ (ambix, tazza), attraverso il latino medievale alembicus e il francese antico alambic.
Inventato dagli Arabi e perfezionato dai Siciliani che lo importarono, l'alambicco fu lo strumento usato per secoli da alchimisti e monaci che si dedicarono alla produzione più disparata di unguenti, elisir, oli essenziali ed infine liquidi alcolici. È stato usato per produrre profumi, medicine, acqua da iniezione per uso farmaceutico e, in generale, per separare e purificare diversi prodotti chimici, oltre che per la produzione di bevande alcoliche distillate.

Esistono due tipi di alambicchi: quelli a ciclo continuo e quelli a ciclo frazionato. Come è comprensibile dal nome, hanno come caratteristica principale la continuità o la discontinuità del processo di distillazione.
Negli alambicchi a ciclo continuo viene immesso il vapore acqueo, fatto bollire in una caldaia a parte, cosa che consente di abbreviare i tempi della distillazione riscaldando l'acqua una sola volta e facendo più "cotte", cioè distillando più partite di vinaccia.
A loro volta, gli alambicchi a ciclo frazionato vengono classificati anche a seconda di quanto la massa da distillare si trovi a contatto con la fonte di calore: la tecnica viene denominata a «bagnomaria» e consiste nell'immergere il materiale da distillare nell'acqua e nel far bollire tutto insieme.
Solitamente l'alambicco viene usato per la distillazione dell'alcol, ma può anche essere usato per la produzione di profumi e di oli essenziali.
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