Alberto Tucci

Alberto Tucci (Taranto, 1848 – Napoli, 11 dicembre 1920) è stato un anarchico italiano, tra i primi collaboratori di Michail Bakunin in Italia e tra gli esponenti del movimento socialista e internazionalista napoletano. Partecipò alle prime organizzazioni rivoluzionarie bakuniniane, collaborò alla redazione degli opuscoli La Situazione italiana (1866) e La Situazione - 2 (1868) e fu attivo nell'Associazione internazionale dei lavoratori e nella polemica contro il mazzinianesimo.

Biografia

La formazione politica e l'incontro con Bakunin

Di professione avvocato, negli anni successivi all'unità d'Italia si avvicinò agli ambienti della democrazia rivoluzionaria nell'Italia meridionale per poi, nel 1865, entrare in contatto con Michail Bakunin, che all'epoca risiedeva a Napoli e stava cercando di raccogliere intorno a sé un gruppo di militanti provenienti dal movimento democratico risorgimentale. Ben presto Tucci entrò a fare parte della cerchia ristretta del rivoluzionario russo insieme a Giuseppe Fanelli, Carlo Gambuzzi, Saverio Friscia, Attanasio Dramis, Raffaele Mileti e Pier Vincenzo De Luca, contribuendo insieme al resto del gruppo alla diffusione delle idee socialiste, federaliste e internazionaliste nell'ambiente democratico napoletano, in quel periodo storico ancora caratterizzato dalla preminenza di orientamenti mazziniani e garibaldini.

Nel 1866 Tucci entrò a fare parte del comitato centrale rivoluzionario dell'organizzazione clandestina costituita da Bakunin, impegnata nella preparazione di un movimento di trasformazione sociale e politica che superasse gli obiettivi dell'unificazione nazionale, partecipando anche a una riunione pubblica contro le imposizioni fiscali del governo della Destra storica, in quella che fu una delle prime iniziative collettive del gruppo napoletano. In questo periodo, secondo la testimonianza diretta di Tucci a Max Nettlau, fu testimone del tentativo di Bakunin di utilizzare gli ambienti della massoneria e della carboneria napoletana per diffondere le proprie idee rivoluzionarie, con lo stesso Tucci che introdusse il rivoluzionario a una riunione di una società carbonara ancora attiva a Napoli, dalla quale entrambi ricavarono un'impressione di sostanziale immobilismo politico.

La Situazione italiana e la critica del patriottismo democratico

Allo scoppio della terza guerra d'indipendenza italiana, nel 1866, nacquero delle divergenze all'interno del gruppo bakuniniano napoletano, con Fanelli, Gambuzzi e Raffaele Mileti che si arruolarono volontari nelle formazioni garibaldine, mentre Tucci, Bakunin e Friscia si opposero alla partecipazione a una guerra condotta dalla monarchia sabauda, in quanto ritenuta incompatibile con gli obiettivi rivoluzionari che si erano imposti. A seguito della conclusione del conflitto Tucci scrisse insieme a Bakunin l'opuscolo clandestino intitolato La Situazione italiana, che venne pubblicato a Napoli nell'ottobre 1866, contenendo al suo interno una delle prime prese di posizione pubbliche del gruppo contro gli orientamenti politici prevalenti nella democrazia risorgimentale. L'opuscolo al suo interno criticava il programma di Giuseppe Mazzini, accusandolo di non affrontare adeguatamente la questione sociale, e sosteneva che Giuseppe Garibaldi, pur conservando un notevole prestigio popolare, avesse compromesso le proprie aspirazioni rivoluzionarie attraverso la collaborazione con la monarchia, affermando che alla classica contrapposizione tra monarchici e repubblicani bisognasse sostituire quella tra le classi privilegiate e le masse popolari, indicate come le principali protagoniste di una futura rivoluzione sociale.

La paternità dell'opuscolo è stata oggetto di differenti interpretazioni storiografiche, che differiscono nella valutazione del contributo di Tucci, comunque fondamentale nella redazione dello scritto, per quanto sia difficile valutare il suo apporto diretto alle idee in esso presenti.

Il soggiorno in Svizzera e il congresso di Berna

Negli anni successivi Tucci si recò a Ginevra, dove entrò in relazione con gli ambienti internazionalisti. In questo periodo, pur continuando a condividere il programma socialista e federalista di Bakunin, manifestò le proprie perplessità verso l'astensionismo politico sostenuto dal rivoluzionario russo.

Nel settembre 1868 Tucci partecipò al secondo congresso della Lega internazionale della pace e della libertà, che si tenne a Berna, dove Bakunin propose l'adozione di un programma fondato sull'eguaglianza economica e sociale, incontrando l'opposizione della maggioranza dei delegati, legati a orientamenti liberali e democratici. Tucci in quell'occasione fu tra coloro che sostennero la mozione di Bakunin e sottoscrisse, insieme al rivoluzionario, Giuseppe Fanelli, Saverio Friscia e altri delegati, il documento con il quale la minoranza dissidente annunciò la propria separazione dalla Lega, scissione che fu uno dei vari passaggi che portarono poi alla costituzione dell'Alleanza internazionale della democrazia socialista.

A seguito del congresso Tucci rimase in Svizzera, a Vevey, frequentando l'ambiente vicino alla principessa Zoé Obolenskaja e al rivoluzionario polacco Valerian Mroczkowski, approfittando di questo periodo per entrare in contatto diretto con le strutture e le modalità organizzative dell'Internazionale in territorio svizzero. Successivamente, nell'autunno del 1868, Tucci collaborò nuovamente con Bakunin alla stesura di un manifesto clandestino noto come La Situazione – 2, opuscolo che portava avanti la critica nei confronti di Mazzini e Garibaldi, sviluppando un programma rivoluzionario fondato sull'ateismo, sul socialismo e sul federalismo, denunciando anche le disuguaglianze economiche e sociali del Regno d'Italia e invitando le classi popolari alla rivoluzione. Questo documento, secondo la testimonianza diretta di Tucci a Nettlau, fu redatto da Tucci e successivamente rivisto da Bakunin, che vi apportò delle aggiunte. Il documento fu stampato in Svizzera, senza indicazione di data e luogo, presso il tipografo del Kolokol. Sempre nel periodo svizzero Tucci tradusse anche un indirizzo dell'Internazionale ginevrina rivolto agli operai spagnoli; di questo documento non è possibile accertare l'avvenuta pubblicazione, forse mai realizzata a causa delle difficoltà finanziarie del gruppo all'epoca.

I contrasti con Bakunin

Nonostante il perdurare della collaborazione politica e intellettuale in questo periodo tra Bakunin e Tucci, i rapporti finirono per deteriorarsi, con le divergenze tra Tucci e Gambuzzi che contribuirono all'indebolimento del gruppo napoletano.

Tra i motivi di contrasto ci fu il rifiuto di Tucci di recarsi in Spagna per una missione di propaganda rivoluzionaria, incarico che venne dunque affidato a Giuseppe Fanelli, la cui attività contribuì alla diffusione delle idee anarchiche nella penisola iberica. Il rifiuto di Tucci provocò un forte risentimento in Bakunin, che portò al suo allontanamento dal nucleo più ristretto dei suoi collaboratori. La rottura è documentata da una lettera del 16 marzo 1869, nella quale Bakunin espresse giudizi fortemente negativi sull'affidabilità e sul carattere del suo collaboratore, che il giorno precedente aveva lasciato la Svizzera per rientrare in Italia. Questa testimonianza, secondo Nettlau, non è da considerare come una valutazione definitiva di Bakunin verso Tucci, ma come un tassello del rapporto difficile che si era instaurato tra i due. Col passare del tempo l'ostilità del russo verso Tucci non cessò e in una lettera a Charles Perron datata 3 marzo 1870 Bakunin ribadì le proprie accuse, per quanto non vi siano notizie di attività contrarie ai progetti del rivoluzionario da parte di Tucci in quel periodo.

L'allontanamento da Bakunin non comportò tuttavia l'abbandono dell'attività internazionalista. Tucci tornò infatti a partecipare all'organizzazione del movimento operaio napoletano, pur senza recuperare il ruolo precedentemente ricoperto nella cerchia più stretta del rivoluzionario russo.

L'attività nell'Internazionale napoletana

Al suo rientro a Napoli Tucci fu tra coloro che parteciparono all'organizzazione della federazione locale dell'Associazione internazionale dei lavoratori, riuscendo a rientrare nell'ambiente internazionalista nonostante i rapporti difficili con Gambuzzi e promuovendo, secondo quanto raccontò a Nettlau nel 1899, la costituzione di sezioni operaie suddivise per mestiere, accanto alla precedente sezione comprendente lavoratori di differenti categorie, probabilmente anche forte dell'esperienza maturata osservando l'organizzazione delle strutture dell'Internazionale durante il suo soggiorno svizzero.

Sempre nella sua testimonianza a Nettlau del 1899, Tucci contestò la condotta di Stefano Caporusso durante uno sciopero del febbraio 1870, affermando che l'iniziativa era stata intrapresa nonostante l'opposizione sua e della sezione.

La polemica contro Mazzini

Nel 1871 Tucci partecipò alle iniziative degli internazionalisti napoletani contro il mazzinianesimo, che aveva criticato la Comune di Parigi e l'Associazione internazionale dei lavoratori, un contrasto tra i due movimenti che si era sviluppato intorno alla questione dell'autonomia del movimento operaio e al rapporto tra emancipazione sociale e trasformazione delle istituzioni politiche. In vista del congresso delle società operaie convocato a Roma dal movimento mazziniano nel novembre 1871, Bakunin preparò un intervento polemico contro le posizioni di Mazzini che Tucci e Carlo Cafiero rielaborarono in una versione abbreviata, che venne distribuita tra i delegati al congresso, accusando Mazzini di voler subordinare il movimento operaio al proprio programma repubblicano.

Tucci partecipò al congresso come rappresentante dell'ambiente internazionalista napoletano e, insieme a Cafiero e a Domenico Giuseppe Montels, presentò un ordine del giorno favorevole all'autonomia dell'azione operaia che suscitò l'opposizione della maggioranza mazziniana, causando il ritiro dai lavori dei delegati internazionalisti dopo la diffusione del proprio materiale di propaganda. L'evento si inserì nel processo già in corso di separazione tra il movimento operaio internazionalista e le società di mutuo soccorso ancora legate all'orientamento mazziniano.

La Federazione operaia napoletana

A seguito dello scioglimento della sezione napoletana dell'Internazionale disposto dalle autorità nell'agosto del 1871, molti internazionalisti locali procedettero alla riorganizzazione del movimento, costituendo nel dicembre dello stesso anno la Federazione operaia napoletana, della quale Errico Malatesta assunse la segreteria. La nuova federazione nel febbraio 1872 avviò la pubblicazione del settimanale La Campana, diretto da Tucci e Carlo Cafiero, periodico caratterizzato da un orientamento socialista e antimazziniano e che rappresentò uno dei principali strumenti di propaganda del movimento internazionalista napoletano, ma che cessò le proprie pubblicazioni dopo circa due mesi a causa delle difficoltà finanziarie e degli interventi repressivi delle autorità.

Nel marzo del 1872 Tucci risultava presente, insieme a Carlo Terzaghi, al congresso regionale delle organizzazioni operaie tenutosi a Bologna il 17 e 18 marzo, nel contesto del progressivo sviluppo della rete italiana dell'Internazionale. Inoltre, in questo periodo, durante il conflitto che si stava consumando tra Karl Marx e Bakunin all'interno dell'Associazione internazionale dei lavoratori, Tucci evitò di schierarsi apertamente con una delle due correnti.

A seguito di questo periodo le notizie su Tucci si fanno frammentarie e diventa difficile analizzarne l'attività fino alla sua morte nel 1920.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Civolani
  2. ↑ Nettlau, pp. 141-143.
  3. ↑ Masini, pp. 24-25.
  4. ↑ Nettlau, pp. 142-143.
  5. ↑ Pernicone, pp. 19-20.
  6. ↑ Nettlau, p. 147.
  7. ↑ Nettlau, p. 147.
  8. ↑ Pernicone, p. 23.
  9. ↑ Masini, p. 25.
  10. 1 2 Masini, pp. 25-26.
  11. 1 2 Pernicone, pp. 23-25.
  12. ↑ Pernicone, pp. 23-24.
  13. ↑ Nettlau, pp. 249-250.
  14. ↑ Pernicone, pp. 28-30.
  15. ↑ Nettlau, p. 250.
  16. ↑ Nettlau, p. 260.
  17. ↑ Nettlau, p. 310.
  18. 1 2 Nettlau, pp. 260-263.
  19. 1 2 3 4 Pernicone, pp. 30-31.
  20. ↑ Nettlau, p. 261.
  21. ↑ Nettlau, p. 260.
  22. 1 2 Nettlau, pp. 309-310.
  23. ↑ Nettlau, pp. 310-311.
  24. ↑ Nettlau, p. 310.
  25. ↑ Nettlau, pp. 323-325.
  26. ↑ Masini, pp. 56-58.
  27. ↑ Pernicone, pp. 39-40.
  28. 1 2 Pernicone, p. 40.
  29. ↑ Masini, p. 58.
  30. 1 2 Pernicone, p. 41.

Bibliografia