| Federico D'Incà | |
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| Ministro per i rapporti con il Parlamento con delega alle riforme istituzionali | |
| Durata mandato | 5 settembre 2019 – 22 ottobre 2022 |
| Capo del governo | Giuseppe Conte Mario Draghi |
| Predecessore | Riccardo Fraccaro |
| Successore | Luca Ciriani Maria Elisabetta Alberti Casellati |
| Deputato della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 15 marzo 2013 – 12 ottobre 2022 |
| Legislatura | XVII, XVIII |
| Gruppo parlamentare | - M5S (fino al 30/07/2022) - Misto/Ni (dal 30/07/2022) |
| Circoscrizione | XVII: Veneto 2 XVIII: Veneto 1 |
| Incarichi parlamentari | |
XVII-XVIII legislatura:
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| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Indipendente (dal 2022) In precedenza: M5S (2010-2022) A2050 (2022) |
| Titolo di studio | Laurea in economia e commercio |
| Università | Università degli Studi di Trento |
| Professione | Dipendente d'azienda privata |
Federico D'Incà (Belluno, 10 febbraio 1976) è un politico italiano.
È stato eletto deputato con il Movimento 5 Stelle nella XVII e XVIII legislatura; in Parlamento ha avanzato diverse istanze provenienti dai territori montani del Veneto in collaborazione con i gruppi locali del M5S, alcuni comitati civici e le amministrazioni locali. Ha ricoperto l'incarico di ministro per i rapporti con il Parlamento nel governo Conte II (2019-2021) e nel governo Draghi (2021-2022).
Nato a Belluno, ma residente a Trichiana, frazione di Borgo Valbelluna (Belluno), consegue la laurea in economia e commercio all'Università degli Studi di Trento. Ha lavorato come quadro caposettore in una multinazionale della grande distribuzione e come responsabile della qualità in un'azienda di robotica e automazione. Fino al 2013 è stato analista di sistemi di gestione informatici in una società privata. È consigliere della Fondazione Italia USA.
Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione VIII Veneto 2 per il Movimento 5 Stelle. dal 17 dicembre 2013 è capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera dei deputati subentrando ad Alessio Mattia Villarosa di cui era già vicecapogruppo vicario. L'on. Riccardo Nuti, precedentemente capogruppo, è tuttavia rimasto ufficialmente presidente del gruppo per motivi tecnico-burocratici dovuti all'organizzazione parlamentare fino al 4 settembre 2014 quando il predecessore Villarosa lo è diventato ufficialmente.
Il 26 marzo 2015 è diventato presidente ufficiale del gruppo parlamentare M5S, per rappresentarlo negli ambiti amministrativi e burocratici.
Nel 2016 ha ricoperto il ruolo di vice presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.
Rieletto nel 2018 sempre con il Movimento 5 Stelle, viene nominato questore della Camera dei deputati. Fa parte della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione, del Comitato per la Comunicazione e l'Informazione Esterna, del Comitato di Vigilanza sull'Attività di Documentazione, del Comitato per gli Affari del Personale, del Comitato per la Sicurezza.
Fino a novembre 2019, seguendo la pratica condivisa dagli eletti del Movimento 5 stelle, ha versato al fondo microcredito del M5S 208.881 euro.
Dal 5 settembre 2019 ricopre l'incarico di ministro per i rapporti con il Parlamento del Governo Conte II; il 3 ottobre seguente riceve anche la delega alla riforme. Il 13 febbraio 2021 viene riconfermato nel governo Draghi. Il 12 marzo gli è stata assegnata nuovamente la delega alle riforme istituzionali.

Il 30 luglio 2022 abbandona il Movimento 5 Stelle, in disaccordo con la decisione del partito di non votare la fiducia al governo Draghi.
Il 1º agosto, insieme all'ex-capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle Davide Crippa, dà vita ad Ambiente 2050, soggetto politico di ispirazione dichiaratamente progressista e ambientalista. Aderiscono anche i deputati Maurizio Cattoi e Alessandra Carbonaro, entrambi ex pentastellati.