| Arabinosio | |
|---|---|
| Nomi alternativi | |
| L(+)-arabinosio | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C5H10O5 |
| Massa molecolare (u) | 150,13 |
| Aspetto | solido cristallino incolore |
| Numero CAS | |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 1,58 |
| Solubilità in acqua | completa a 20 °C |
| Temperatura di fusione | 157 °C (430 K) |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Frasi H | --- |
| Consigli P | --- |
L'arabinosio è un monosaccaride aldoso e pentoso, ovvero contenente 5 atomi di carbonio e un gruppo aldeidico, con formula bruta C5H10O5. A temperatura ambiente si presenta come un solido cristallino incolore. Il suo nome deriva dalla gomma arabica, dove fu isolato per la prima volta.
Al contrario di molti altri saccaridi, l'arabinosio è molto più comune negli organismi nella sua configurazione L piuttosto che in quella D. Biosintetizzato a partire dal glucosio tramite degradazione di Wohl, in natura lo si può trovare nei tessuti vegetali sotto forma di saponina, o come componente di biopolimeri come l'emicellulosa e la pectina.
| Isomeri del D-Arabinosio | ||
|---|---|---|
| Forma lineare | Forme cicliche (proiezione di Haworth) | |
α-D-Arabinofuranosio 2 % |
β-D-Arabinofuranosio 2 % | |
α-D-Arabinopiranosio 61 % |
β-D-Arabinopiranosio 35 % | |
L' L-arabinosio può essere ottenuto idrolizzando la gomma di mesquite con dell'acido solforico scaldando la mistura per circa tre ore e successivamente neutralizzando l'acido e purificando il prodotto per ricristallizzazione.
L'operone L-arabinosio è un importante operone in biologia molecolare e ingegneria biomedica. L'arabinosio può essere usato come nutrimento per le colture di batteri in laboratorio. Nell'aprile 2012 dei ricercatori del Medical Research Council hanno usato l'arabinosio al posto del ribosio e del desossiribosio per un acido xenonucleico, capace di trasmettere informazione genetica.
Infine l'arabinosio viene utilizzato come dolcificante (specie nei pre-diabetici e nei diabetici), essendo un antagonista della saccarasi, l'enzima che scinde fruttosio e glucosio nell'intestino tenue.