Atrichantha gemmifera

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Atrichantha gemmifera
Immagine di Atrichantha gemmifera mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùGnaphalieae
SottotribùGnaphaliinae

Metalasia clade

GenereAtrichantha
Hilliard & B.L.Burtt, 1981
SpecieA. gemmifera
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùGnaphalieae
GenereAtrichantha
SpecieA. gemmifera
Nomenclatura binomiale
Atrichantha gemmifera
(Bolus) Hilliard & B.L.Burtt, 1981

Atrichantha gemmifera (Bolus) Hilliard & B.L.Burtt, 1981 è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae, tribù Gnaphalieae e sottotribù Gnaphaliinae). È l'unica specie del genere Atrichantha Hilliard & B.L.Burtt, 1981.

Etimologia

Il nome generico (Atrichantha) deriva dal greco: "a-" (= senza), "trichos" (= capelli) e "anthos" (= pianta), con riferimento ai lobi glabri della corolla. L'epiteto specifico (gemmifera) deriva da "gémma" (= germoglio, bocciolo) e da "fero" (= portare); il cui significato è: "produce gemme o germogli".

Il nome scientifico della specie è stato definito dai botanici Harry Bolus (1834-1911), Olive Mary Hilliard (1925-2022) e Brian Laurence Burtt (1913-2008) nella pubblicazione "Botanical Journal of the Linnean Society" (Bot. J. Linn. Soc. 82(3): 220) del 1981. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.

Descrizione

Habitus. La specie di questa voce ha un habitus di tipo arbustivo. I cauli di queste piante sono provvisti del floema, ma non di canali resiniferi; mentre i sesquiterpeni lattoni sono normalmente assenti (piante senza lattice).

Fusto. La parte aerea in genere è eretta (i fusti in genere sono singoli) compatta, abbondantemente ramificata e legnosa alla base. Altezza: fino a 1 metro.

Foglie. Le foglie in genere sono disposte in modo alternato del tipo ericoide. La lamina è intera piatta o contorta con punte acute; i margini sono continui ma involuti. La superficie è sparsamente tomentosa o lanosa sulla faccia superiore. Dimensioni delle foglie: 7,5 x 2,5 mm.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da 3 - 6 capolini raccolti in formazioni corimbose. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino terminale peduncolato di tipo discoide (con fiori omogami). I capolini sono formati da un involucro, con forme discoidali, composto da 29 - 33 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori. Le brattee, bianche a consistenza cartacea, sono disposte in modo più o meno embricato su 5 - 9 serie e possono essere connate alla base (strati di stereoma indiviso); talora possono avere un margine ialino. Il ricettacolo è nudo ossia senza pagliette a protezione della base dei fiori; la forma è piatta e poco alveolata. Diametro dei capolini: 14 mm.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre tubulosi, attinomorfi e si distinguono in:

  • fiori del disco esterni: sono assenti;
  • fiori del disco centrali: (da 19 a 29) sono ermafroditi.

In questo gruppo di piante i fiori radiati (ligulati o del raggio) sono assenti; a volte sono confusi con i fiori femminili (tubulosi) del disco esterno più o meno sub-zigomorfi con un lembo piatto e possono essere interpretati come fiori del raggio.

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono piccoli a forma ellissoide; la superficie è glabra; il pericarpo può essere percorso longitudinalmente da 5 fasci vascolari (o coste). Il pappo in genere ridotto, è formato da 19 - 22 setole capillari (piumose o barbate) libere.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

La specie di questa voce è distribuita in Sudafrica nelle alte montagne del "Western Cape". Gli habitat preferiti sono le rupi rocciose e le aree sassose sotto la cima delle montagne.

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi

Il genere di questa voce è descritto nella tribù Gnaphalieae, una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae. Da un punto di vista filogenetico, la tribù Gnaphalieae fa parte del supergruppo (o sottofamiglia) "Asteroideae grade"; l'altro è il supergruppo "Non-Asteroideae" contenente il resto delle sottofamiglie delle Asteracee. All'interno del supergruppo è vicina alle tribù Senecioneae, Calenduleae, Astereae e Anthemideae.

Il genere della specie di questa voce appartiene al clade Metalasia, un gruppo informale della sottotribù Gnaphaliinae che occupa una posizione centrale nell'ambito filogenetico della sottotribù. Le specie di questo gruppo sono di tipo ericoide con portamenti più o meno arbustivi, con pochi e piccoli fiori, stretti capolini, spesso con brattee cartacee, bianche o colorate. In particolare i capolini sono riuniti in sinflorescenze di varia forma e dimensione che spesso forniscono caratteri diagnostici per riconoscere le varie specie del gruppo. "Metalasia clade", monofiletico e composto da 8 generi soprattutto del Sudafrica, può essere diviso in due gruppi: (1) il genere Metalasia insieme al genere monotipo Planea (compresi in posizione "basale" i generi Lachnospermum e Phaenocoma) e (2) il resto del clade. "Atrichantha" appartiene al secondo gruppo e insieme ai generi Calotesta e Hydroidea forma un "gruppo fratello".

Il cladogramma seguente, tratto dallo studio citato e semplificato, mostra una possibile configurazione filogenetica della sottotribù evidenziando la posizione della specie di questa voce.

_Metalasia_clade__
 
 
 
 

Metalasia

 
 

Planea

 
 
 

Lachnospermum

 
 
 

Phaenocoma

 
 
 
 
 

Atrichantha gemmifera

 
 
 

Calotesta

 
 

Hydroidea

 
 
 
 

Dolichothrix

 
 
 

I caratteri distintivi (e diagnostici) della specie Atrichantha gemmifera sono:

  • le foglie sono fittamente pelose, piccole, piatte e molto ravvicinate;
  • le sinflorescenze sono composte da 3 - 6 capolini raggruppati in corimbi;
  • i capolini sono grandi (fino a 14 mm di diametro);
  • l'involucro si presenta candido e opaco;
  • i fiori centrali sono colorati di porpora;
  • i fiori periferici sono assenti.

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 3 (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 4 maggio 2023.
  3. 1 2 3 4 Koekemoer 2002.
  4. ↑ Da Google
  5. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 4 maggio 2023.
  6. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  7. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  8. 1 2 3 Judd 2007, pag. 517.
  9. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 562.
  10. 1 2 3 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 257.
  11. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  12. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.
  13. ↑ Mandel et al. 2019.
  14. ↑ Zhang et al. 2021.
  15. 1 2 3 Bengtson et al. 2011.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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