| Biasca comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Cantone | |
| Distretto | Riviera |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Loris Galbusera (PLR) dal 10.04.2014 |
| Lingue ufficiali | italiano |
| Territorio | |
| Coordinate | 46°21′36″N 8°58′15″E |
| Altitudine | 301 m s.l.m. |
| Superficie | 59,1 km² |
| Abitanti | 6 337 (31-12-2025) |
| Densità | 107,23 ab./km² |
| Frazioni | Biborgo, Cava, Fontana, Loderio, Mazzorino, Pontirone, Pontironetto (S.Anna), Sciresa, Sulgone |
| Comuni confinanti | Calanca (GR), Personico, Pollegio, Riviera, Rossa (GR), Serravalle |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 6710 |
| Prefisso | 091 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice OFS | 5281 |
| Targa | TI |
| Nome abitanti | biaschesi |
| Circolo | Riviera |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |

Biasca (in tedesco Ablentschen, desueto, in dialetto ticinese Biaschia/Bièschia/Bièsca/Biasca) è un comune di 6 337 abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Riviera, parte della Regione Tre Valli.
Il comune di Biasca è situato all'incrocio tra le valli Riviera, di Blenio e Leventina (la Regione Tre Valli). Il suo territorio occupa la parte sinistra del fiume Ticino dove questo viene raggiunto dal fiume Brenno, parte del versante della montagna che separa la valle Leventina, la Val di Blenio e tutto il versante sinistro della valle Riviera fino al confine con il comune di Riviera (la frazione di Osogna) a sud, a nord confina con il comune di Serravalle (le frazioni di Malvaglia e Semione) e occupa pure la val Pontirone chiusa a est da vette che sfiorano i 3000 m s.l.m.
Solo 8 km separano la cima di queste vette dal fondovalle: impressionante è il bastione granitico che si erge immediatamente a ridosso del paese, ora quasi completamente disabitato, ma in tempi non molto lontani tutto il fianco della montagna era ancora sfruttato dagli agricoltori per l'allevamento di capre, pecore e mucche. A prova di questo restano sentieri e insediamenti posti in luoghi che a stento oggi si pensa potessero essere occupati dall'uomo.
Biasca sorge a 305 m s.l.m. all'imbocco della Valle di Blenio, 19 km a nord di Bellinzona, sulla sponda orientale dei fiumi Brenno e Ticino, che qui si uniscono e scorrono verso sud. L'area urbana si estende per quattro chilometri, principalmente da nord a sud, ed è caratterizzata da un'edilizia densa e in gran parte costituita da case unifamiliari indipendenti.
A nord, una zona con numerose case unifamiliari confina con il centro storico. Si estende fino al conoide di deiezione della Buzza di Biasca. A nord di essa si trovano campi sportivi, una cava di ghiaia e un terrapieno consolidato e drenato costituito da materiale roccioso proveniente dalla costruzione della galleria di base del San Gottardo delle Ferrovie Federali Svizzere. In questa zona, collegato da un ponte, sorge l'insediamento umano di Loderio. Il monte Matro, alto 2'172 m s.l.m., separa visivamente la Leventina dalla Valle di Blenio. A nord, Biasca confina con le frazioni di Semione e Malvaglia, appartenenti al Comune di Serravalle, mentre a nord-ovest confina con il Comune di Pollegio. Tra Biasca e Malvaglia si trova la Leggiuna, un paesaggio fluviale protetto.
Verso est il terreno sale immediatamente in modo ripido ed è dominato dal Pizzo Magn, alto 2329 m s.l.m., la cui catena sale fino al Torent Alto di 2956 m s.l.m. Su un altopiano tra le due cime, a 2089 m s.l.m. si trova il lago alpino Lago della Froda, che sfocia nel torrente Ri della Froda e alimenta le tre cascate della Cascata di Santa Petronilla, sopra la stazione ferroviaria di Biasca. Nell'estensione orientale del territorio comunale si trova la Val Pontirone con i villaggi di Pontironetto, Pontirone, Fontana, Mazzorign – che dal 1950 circa non sono più abitati tutto l'anno – e numerose frazioni minori, per lo più abbandonate al degrado. Un antico sentiero mulattiero conduce, attraverso il Passo di Giümela (2118 m s.l.m.), al villaggio di Rossa nella Valle Calanca, nel Cantone dei Grigioni.
A sud del centro storico, una zona residenziale e commerciale con numerosi condomini sfocia nella zona industriale, finché il fondovalle lungo il fiume Ticino, all'altezza di Boscone, si restringe e l'autostrada A2 e la strada cantonale occupano quasi tutto lo spazio del fondovalle. Il ponte successivo sul Ticino si trova solo tra i villaggi limitrofi a sud di Osogna e Lodrino, nel comune di Riviera.
A ovest, Biasca è delimitata dai fiumi Brenno e Ticino, dal tracciato dell’autostrada e dalla linea ferroviaria delle FFS. Lungo il Brenno si pratica la viticoltura. Alcuni ponti collegano Biasca a Pollegio-Pasquerio e a una zona forestale e agricola situata a Iragna, nel comune di Riviera. Qui Biasca possiede il terreno di Moterell. Sopra il villaggio limitrofo di Iragna si erge il Pizzo Ricuca, alto 2'282 m s.l.m. Ai suoi fianchi si aprono le valli laterali della Val d'Ambra a nord e della Val d'Iragna a sud.
Il clima di Biasca è caldo e temperato. Secondo la classificazione dei climi di Köppen e Geiger la classificazione del clima è Cfb, ovvero clima mite umido con temperatura media del mese più caldo inferiore a 22 °C e almeno 4 mesi sopra 10 °C. La temperatura media annuale di Biasca è 11,3 °C. Luglio con una media di 20,3 °C è il mese più caldo, gennaio con 1,9 °C il mese più freddo. La regione gode di un buon soleggiamento con un numero importante di precipitazioni annue. Le statistiche pluviometriche a Biasca indicano una piovosità media annua di 1263 mm, con un massimo di precipitazioni tra la primavera e l'autunno, nei mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre. Anche ad agosto si riscontrano importanti precipitazioni, ma le stesse sono per lo più a carattere temporalesco intenso. Il mese più secco è gennaio con una media di precipitazioni pari a 64 mm.
| Biasca | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 5,1 | 6,9 | 11,2 | 15,3 | 19,1 | 22,7 | 25,2 | 24,1 | 20,4 | 15,6 | 10,0 | 6,3 | 6,1 | 15,2 | 24,0 | 15,3 | 15,2 |
| T. media (°C) | 1,9 | 3,4 | 6,8 | 10,4 | 14,5 | 17,9 | 20,3 | 19,5 | 16,5 | 11,6 | 6,4 | 3,0 | 2,8 | 10,6 | 19,2 | 11,5 | 11,0 |
| T. min. media (°C) | −1,7 | 0,0 | 2,4 | 6,0 | 9,4 | 13,1 | 15,4 | 14,9 | 12,2 | 7,7 | 2,8 | −0,2 | −0,6 | 5,9 | 14,5 | 7,6 | 6,8 |
| Precipitazioni (mm) | 64 | 65 | 79 | 114 | 129 | 152 | 119 | 140 | 118 | 110 | 104 | 69 | 198 | 322 | 411 | 332 | 1 263 |
Il più antico riferimento scritto di questa località si trova in un codice liturgico dell'abbazia di Pfäfers datato 830 in cui compare con l'antico nome di Abiasca. Importante centro politico e religioso, dopo la cessione dei territori delle tre valli ambrosiane da parte di Attone vescovo di Vercelli al capitolo dei canonici della cattedrale di Milano nel 948 il comune, con le valli adiacenti, fu legato, almeno religiosamente, all'arcidiocesi di Milano fino al 1888. Ecclesiasticamente Biasca, con la pieve di San Pietro, controllò le Tre Valli, con l'esclusione, almeno fino al XII secolo, della pieve di San Martino a Olivone. L'antica chiesa battesimale di San Pietro, di epoca carolingia, venne sostituita nell'XI secolo dall'attuale edificio che divenne poi collegiata.
La famiglia Orelli, che possedeva un castello sopra il borgo, ottenne dal capitolo del duomo di Milano la podestà sul borgo probabilmente nel XII secolo, ma la cittadinanza biaschese mitigò questo potere ottenendo il diritto di eleggibilità del podestà. Tale diritto è iscritto nella Carta di Biasca, redatta il 1º gennaio 1292. Politicamente gli Orelli controllarono Biasca fino alla metà del XIV secolo, quando passò sotto dominio visconteo assieme alla valle di Blenio; in seguito venne ceduta alla famiglia bolognese dei Pepoli. Il comune ottenne in quel periodo il diritto di eleggere un proprio console che amministrasse la giustizia.
Nel XV secolo la regione subì a più riprese i tentativi dei confederati di controllare le valli a sud del passo del San Gottardo. Biasca venne occupata la prima volta nel 1403 dalle truppe dei cantoni Uri e Obvaldo; i Visconti la rioccuparono nel 1422 con la battaglia di Arbedo. Nuove occupazioni temporanee da parte di Uri si susseguirono nel 1439, 1449, 1466-1468 e 1478. Probabilmente venne annessa alla confederazione assieme alla valle di Blenio a partire dal 1495. Dal 1500 entrò nel baliaggio confederato della Riviera. In questo periodo i biaschesi cercarono sempre di ritagliarsi uno spazio di autonomia, in particolare con il ducato di Milano, per esempio con gli statuti del 1434 dove, in particolare, si riconosceva al podestà, eletto dal popolo, il diritto di amministrare la giustizia.

Nel 1513 un'immensa frana staccatasi dal monte Crenone chiuse l'entrata della valle di Blenio, formando tra Biasca e Malvaglia un cumulo di detriti ancora presente oggi e chiamato Buzza di Biasca. Questo sbarramento formò un lago a monte della frana che nel 1515 cedette provocando un'alluvione devastante per tutta la regione sottostante. Biasca e tutta la regione ne furono profondamente segnate nei secoli successivi. Vennero distrutti circa 400 edifici, tra cui anche la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo (citata nel 1468) e perirono circa 600 persone. La posizione strategica di Biasca come via di comunicazione stradale fu anche causa di propagazione di epidemie: tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo vi furono tre epidemie di peste che colpirono la regione.

Nel contesto dei grandi sconvolgimenti che interessarono l'intera Svizzera dopo la Rivoluzione francese, Biasca passò per un breve periodo, nell'ambito della Repubblica Elvetica, sotto l'amministrazione del Cantone di Bellinzona e oggi fa parte del Cantone Ticino, fondato nel 1803. Per secoli Biasca, come i villaggi circostanti, è stata caratterizzata dall'emigrazione. Fino al 1870 il paese era costituito solo da un nucleo abitativo ai piedi della chiesa, l'odierno «Vecchio Borgo». Nel 1831 Biasca, con circa 1900 abitanti, non aveva una scuola e solo 12 padri finanziavano collettivamente un precettore per i propri figli, di solito per i figli maschi. Sebbene la situazione dovesse cambiare con il Kulturkampf e l'ascesa del liberalismo, i villaggi della Val Pontirone rimasero senza scuola fino al 1850. Il lavoro minorile era all'ordine del giorno. Di conseguenza, delle 57 coppie che si sposarono a Biasca tra il 1856 e il 1860, 40 donne e 18 uomini firmarono il contratto di matrimonio apponendo una croce.
Nel 1874 entrò in funzione la linea ferroviaria Locarno–Biasca; nel 1882 fu inaugurato il collegamento ferroviario attraverso la Galleria del San Gottardo. Nel 1911 il servizio di carrozze trainate da cavalli verso la Valle di Blenio fu sostituito dalla Ferrovia Biasca-Acquarossa. Le officine di questa società, così come le numerose cave della zona, l'allevamento di bachi da seta e gli stabilimenti della Ferrovia del Gottardo presso la stazione di Biasca davano lavoro a centinaia di operai. Nella Val Pontirone, presso il ghiacciaio – oggi sciolto – del Torent Alto (2956 m s.l.m.), su incarico della Società Anonima per l'Esportazione di Ghiaccio Naturale «La Cristallina», fondata nel 1897, veniva estratto ed esportato il ghiaccio. Il ghiaccio veniva trasportato con funivie dal ghiacciaio presso Büiòn, a un'altitudine compresa tra i 2000 e i 2200 m s.l.m., passando per la radura di Bòva (1330 m s.l.m.), fino al villaggio di Pontirone (867 m s.l.m.) e da lì più a valle. Nel 1905 un canale sotterraneo sostituì l'acquedotto lungo 987 metri risalente al 1835.
Con la costruzione della rete viaria del passo del Gottardo, ultimata agli inizi del XIX secolo, si verificarono sostanziali mutamenti economici e demografici per Biasca, ancor più con l'apertura nel 1882 della galleria ferroviaria del San Gottardo. La fisionomia rurale del borgo si trasformò con lo sviluppo in particolare nella zona della stazione FFS, dove si allineano palazzine del tardo Ottocento. A Biasca, dal 1906 al 1921, si trovava la più importante stazione di smistamento delle FFS in Ticino, successivamente trasferita a Bellinzona. In quel periodo ebbe inizio un forte flusso migratorio proveniente dal Ticino e dall'Italia. Tra il 1915 e il 1961 si registrarono 109 naturalizzazioni di famiglie e singoli provenienti dall'Italia. Allo stesso tempo, la Val Pontirone subì un fenomeno di spopolamento, dove la scuola chiuse i battenti nel 1926. Ciò portò all'urbanizzazione della pianura della valle, fino ad allora utilizzata a fini agricoli.

Grazie all'iniziativa di un gruppo di abitanti del Borgo, tra i quali il dr. Alfredo Emma, il 29 settembre 1895, fu inaugurata una delle prime centrali elettriche del Canton Ticino. Questa ha portato ad avere precocemente energia elettrica e illuminazione pubblica nel centro delle Tre Valli.
Nel XIX secolo diversi biaschesi emigrarono in California e in Australia. Biasca ha incorporato i comuni soppressi di Loderio e Pontirone.
A Biasca si formò un ambiente operaio di orientamento ateo e anticlericale, che si inserì nelle organizzazioni socialiste, anarchiche e sindacali. Le condizioni di lavoro disastrose nelle cave portarono alla fondazione del primo sindacato in Ticino. Il suo giornale «Lo scalpellino» raggiunse un vasto numero di lettori. Enrico Corti (1881–1920), vittima di un incidente pochi mesi dopo il suo insediamento, fu eletto nel 1920 primo sindaco socialista (PS) di Biasca. Fino al 1952 Biasca fu governata dalla sinistra. Tre volontari comunisti di Biasca presero parte, schierandosi dalla parte della Seconda Repubblica spagnola, alla lotta contro i fascisti colpo di Stato nella Guerra civile spagnola, come ricorda oggi una targa commemorativa inaugurata nel 1983 in Via al Torchio. Biasca si trovò così in contrasto con i comuni delle Tre Valli, più inclini ai Liberali delle Tre Valli. I fondi per le infrastrutture del Cantone Ticino, anch'esso dominato dai liberali o, a tratti, dai cattolici conservatori, venivano quindi spesso stanziati solo in misura esigua per lo sviluppo delle infrastrutture locali. Ancora nel 1980 Biasca presentava la percentuale più alta di persone senza confessione religiosa tra tutti i comuni della Svizzera. Come dimostrazione di potere della Chiesa cattolica, dal 1891 al 1905 fu costruita la chiesa neoromanica di San Carlo Borromeo, che ancora oggi domina il panorama del paese, su progetto dell'architetto milanese Carlo Macciacchini.
È stato il primo comune ticinese ad avere il cinematografo nel 1905, 10 anni dopo Parigi.

Lo stemma fa riferimento ai soggetti che nei secoli ha esercitato un dominio sul Comune:






Il comune di Biasca è cresciuto progressivamente nel tempo e in maniera veloce con una media di crescita di 50 abitanti l'anno. Al censimento comunale del 1º gennaio 2014 Biasca contava 6 262 abitanti. Il comune gode di una crescita demografica vivace e circa un sesto della popolazione residente era al di sotto dei 18 anni (1164) contro circa un altro sesto di abitanti ultrasessantacinquenni (1405). A mantenere un saldo demografico positivo opera in parte un costante flusso migratorio di stranieri, la maggior parte di nazionalità italiana. L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella:
Abitanti censiti

Nel 2014 le minoranze straniere presenti a Biasca erano divise in questi cinque principali gruppi per numero: Italia 1 152, Portogallo 313, Kosovo 225, Bosnia-Erzegovina 123, Serbia 79.
Si parlano principalmente l'italiano svizzero e il dialetto ticinese, appartenente alla lingua lombarda. La popolazione è prevalentemente cattolica romana secondo il rito ambrosiano.
C'è una piccola chiesa evangelico-riformata in legno presso l'ex insediamento dei lavoratori ferroviari vicino alla stazione. Costruita nel 1885 su iniziativa del pastore valdese Paolo Calvino, fu la prima chiesa protestante del Cantone Ticino. Oggi appartiene alla Comunità evangelica riformata di Bellinzona e dintorni.
Nel 2018 il Settore primario (produzione di energia, cave, agricoltura e silvicoltura) contava 35 aziende, pari al 6,6% delle imprese locali. 94 aziende (17,7%) appartengono al Settore secondario (industria e artigianato). 402 imprese (75,7 %) appartengono al settore terziario (commercio e servizi). Le 531 imprese locali impiegano complessivamente 3077 persone, di cui il 58,3 % sono uomini e il 41,7 % donne. Con una quota dell’80,8%, prevalgono le imprese con non più di 4 collaboratori.
L'agricoltura ha perso importanza con l'espansione dell'area urbanizzata e delle infrastrutture di trasporto e si è ritirata in gran parte nelle valli laterali. Diversi agricoltori sono passati all'allevamento di bestiame minuto. Nella Val Pontirone, sopra Biasca, si trova quindi il maggior numero di capre (960, dati del 2017) di tutti i comuni della Svizzera. Nel territorio comunale si trova anche la più grande centrale elettrica delle Officine idroelettriche di Blenio. Diverse cave di gneiss, i cui prodotti sono comunemente denominati granito, offrono ulteriori posti di lavoro. L'insediamento di imprese industriali è incentivato a livello cantonale e oggi a Biasca operano alcune aziende tecnologiche e farmaceutiche. Il terreno della scuola professionale cantonale confina direttamente con la zona industriale. In qualità di centro di servizi della regione dei Tre Valli, Biasca ospita filiali di diverse aziende di servizi e del commercio al dettaglio attive in tutta la Svizzera. Anche quattro strutture ricettive generano posti di lavoro, seppur in misura modesta. Con la costruzione della AlpTransit è stata istituita la «Centrale operativa FFS Regione Sud» nel vicino comune di Pollegio.
Il Comune presenta la seguente evoluzione imprenditoriale e occupazionale.
| Biasca | 2005 | 2008 | 2011 | 2012 | 2013 | 2014 | 2015 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Aziende | 476 | 495 | 497 | 511 | 531 | ||
| Occupati | 2 563 | 2 686 | 2 678 | 2 808 | 2 879 | 2 976 | 3 077 |
| Eq. tempo pieno | 2 142 | 2 226 | 2 148 | 2 229 | 2 291 | 2 395 | 2 502 |
Delle 531 aziende attive nel 2015, 35 operano nel settore primario, impiegando 83 persone, 94 operano nel settore secondario, impiegando 840 persone e 402 operano nel settore terziario, impiegando 2 154 persone.
A Sud dell’abitato si estende un comparto produttivo, incentrato su aziende innovative, denominato "polo di sviluppo economico Biasca" (ex zona industriale di interesse cantonale). In esso trovano sede 4 aziende, per un totale di oltre 250 impieghi qualificati. La governance di tale comparto è affidata al Comune di Biasca, al Patriziato di Biasca, al Canton Ticino e all'Ente Regionale di Sviluppo Bellinzonese e Valli (ERS-BV). Mentre la gestione operativa spetta a un manager d'area.
Nel Comune sorge la centrale idroelettrica di Biasca gestita da Ofible SA e la centrale a biomassa di SCN SA. Di importanza cantonale è la Centrale dei Servizi Industriali dell'Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) con la lavanderia centralizzata e il centro di sterilizzazione. A Sud della stazione ha sede il Centro di manutenzione e intervento (EIZ) per il tunnel di base del San Gottardo.

Il Comune è servito dalla stazione di Biasca sulla linea della ferrovia del Gottardo, gestita dalle Ferrovie Federali Svizzere (SBB CFF FFS), con le linea IR, sulla vecchia linea del Gottardo gestita da Schweizerische Südostbahn, e le linee regionali TiLo RE10 e S20. A partire dal 2018, la stazione di Biasca è diventata la prima fermata a sud della galleria di base del San Gottardo di AlpTransit.
Fino al 1973, era in funzione la ferrovia Biasca-Acquarossa, aperta nel 1911 e che nel territorio del comune aveva anche le stazioni di Biasca Borgo e di Loderio.

Le linee di bus sono gestite da AutoPostale Svizzera per le tratte:
servendo le fermate: Industrie, Prada, Stazione, Centro/Borgo, Al Ponte
servendo le fermate: Stazione, Prada, Industrie,
servendo le fermate: Stazione, Parco Emma, Centro/Borgo, Monda del Turco, Quaresima
e da Autolinee Bleniesi SA per le tratte:
servendo le fermate: Stazione, Municipio, (al ritorno Centro/Borgo), Centro sportivo
servendo le fermate: Stazione, Centro/Borgo, Mulino Sciaroni, Vallone, Loderio
servendo le fermate: Stazione, Centro/Borgo, Mulino Sciaroni, Vallone, Loderio, Loderio Grotto

Dal 1957 è attiva, a Sud dell'abitato, la Funivia Biasca-Val Scura. La stazione a valle, posta a 287 m s.l.m., collega con un tracciato lungo 1419 metri la stazione a monte, a quota 1018 m s.l.m.
A seguito delle elezioni comunali del 2021, il Municipio è rappresentato da 3 esponenti PLR, 2 PPD, 1 INSIEME A SINISTRA, 1 LEGA DEI TICINESI
Dicasteri: Amministrazione generale, Finanze, Relazioni intercomunali e con enti esterni, Pianificazione urbanistica
Dicasteri: Scuole, Cultura
Dicasteri: Costruzioni pubbliche, Trasporti pubblici, Stabili erariali, Servizi esterni
Dicasteri: Opere sociali, Piano mobilità comunale
Dicasteri: Ente Casa Anziani, Sport e tempo libero, Turismo, Sviluppo economico
Dicasteri: Ambiente e agricoltura, Canalizzazioni, Azienda acqua comunale
Dicasteri: Istituzioni, Edilizia privata
| Lista dei Sindaci di Biasca | |||||||||
| Nome | Mandato | Partito | Altre cariche | Note | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Inizio | Fine | ||||||||
| Carlo Domenico Rossetti | Sindacato attorno al 1835 | ||||||||
| Sebastiano Rossetti | Sindacato attorno al 1842 | ||||||||
| Enrico Corti | 1920 | 1920 | Partito Socialista | Primo Sindaco socialista di Biasca Deceduto al quarto mese di mandato | |||||
| Emilio Legobbe | Partito Socialista | ||||||||
| Amilcare Tognola | 1932 | 1952 | Partito Socialista | ||||||
| Aleardo Pini | 1952 | 1958 | Partito Liberale Radicale | 1931 - 1958: Gran Consiglio |
Deceduto durante il secondo mandato | ||||
| Alfredo Giovannini | 1958 | 1992 | Partito Liberale Radicale | 1951 / 1955 - 1993: |
|||||
| Massimo Pini | 1992 | 1996 | Partito Liberale Radicale | 1967 - 1983: Gran Consiglio |
Figlio di Aleardo | ||||
| Jean-François Dominé | 1996 | 10 aprile 2016 | Partito Liberale Radicale, PLR.I Liberali Radicali | 2003 - 2015: |
|||||
| Loris Galbusera | 10 aprile 2016 | in carica | PLR.I Liberali Radicali | ||||||
Fu riunito per la prima volta il 23 giugno 1914 sotto la presidenza del dott. Tito Strozzi.
Gli attuali 35 seggi del Consiglio Comunale sono ripartiti in questo ordine:
Con il primo incontro avvenuto il 9 giugno 2017, il Comune di Biasca si è dotato di un Consiglio Comunale dei Giovani, aperto a tutti i giovani svizzeri e stranieri, aventi tra i 13 e i 25 anni, che dimostrano un legame con il Borgo. Per tale iniziativa la Repubblica e Cantone Ticino hanno conferito al comune il premio “Comune innovativo 2017”.
Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene patriziale all'interno dei confini del comune. Il Patriziato di Biasca è proprietario di 5 000 ettari di terreno, di cui 2 850 di bosco. Il patriziato attualmente conta circa 1 670 cittadini.
L'ufficio patriziale è l'organo esecutivo del Patriziato.
Il Consiglio Patriziale conta 25 membri eletti ogni 4 anni. Il Consiglio elegge l'Ufficio Patriziale ed è l'organo legislativo del Patriziato.
A nord del centro scolastico comunale è ubicata la sede della Bibliomedia della Svizzera Italiana. Oltre a essere una biblioteca, nei suoi locali vengono ospitate mostre e conferenze in collaborazione con il Circolo Cultura Biasca.
A pochi passi da Piazza Centrale, si erge uno stabile cinquecentesco, la Casa Cavalier Pellanda. Il Cavalier Giovan Battista Pellanda (1541-1615) è stato una delle figure più di risalto della Biasca di un tempo. Lo stabile di proprietà del Comune funge da museo per la cittadina. Nei suoi spazi vengono organizzate mostre, presentazioni e concerti.
Nelle vicinanze della centrale idroelettrica, si trova il Museo di Storia Militare di “Forte Mondascia”. Durante la Prima Guerra Mondiale, in difesa del possibile nemico proveniente da Sud, è stata creata una linea di sbarramento chiamata LONA (dai nomi delle due località Lodrino e Osogna) con postazioni di artiglieria in zona Mondascia. Nel Forte, costruito in una caverna, sono visibili le armi utilizzate in quel periodo, mentre negli spazi esterni sono esposti i veicoli cingolati.
Fondata nel 1920, conta un effettivo di 55 membri diretti dal maestro Paolo Cervetti, succeduto allo storico maestro Orazio Borioli. Ogni anno a dicembre si tiene il Concerto di Gala presso il Salone Olimpia. Dispone di una sede ed il locale per le prove in via Pianaccio.
Durante l'anno si svolgono nella cittadina diversi eventi, tra i principali:
rassegna di teatro dialettale.
La manifestazione, governata da Re Naregna e Regina Taitü, ha luogo secondo il rito ambrosiano. Appuntamenti importanti sono i tre cortei organizzati: al mercoledì, il Corteo notturno, dove si fa spazio alla semplicità e goliardia; al giovedì il Corteo dei bambini, dedicato ai più piccoli fino alla quinta elementare e al sabato il Grande Corteo Mascherato, nel quale sfilano Guggen, Gruppi e Carri. Importanti sono anche i concerti delle Guggen in Piazza centrale. Per l'occasione viene stampato il giornale satirico Ra Froda.
Torneo di hockey su ghiaccio organizzato dal 1983. Si svolge presso la Raiffeisen BiascArena e ha tre categorie (Piccolo 1, Piccolo 2 e Bambino).
Manifestazione musicale presso la corte di Casa Cavalier Pellanda.
Competizione internazionale di pattinaggio sincronizzato organizzato da Club Pattinaggio Biasca.
Rassegna gastronomica in ristoranti delle Tre Valli, e del Bellinzonese.
Torneo di beach-volley organizzato dalla locale sezione scout.
Concerti nei ritrovi pubblici del centro, organizzati da bar associati. Precedentemente si chiamava BiascaLive.
Gara podistica a Pontirone
La manifestazione viene proposta ogni ultimo weekend di agosto, dando al venerdì spazio a band ticinesi di vario genere, e al sabato, con la “Notte dei Tributi”, a cover band.
Percorso gastronomico alla scoperta dei luoghi biaschesi, e dei prodotti locali.
Corsa/camminata per sostenere la Società Svizzera per la Fibrosi Cistica (CFCH).
Concerti e mercatino al quartiere del Ponte.
A Biasca hanno sede l'unica squadra di hockey su pista della Svizzera italiana, il Roller Club Biasca, la squadra di hockey su ghiaccio HC Biasca Ticino Rockets, in Swiss League (lega nazionale B) e la squadra di calcio Gruppo Calcio Biaschesi.
Sul territorio comunale sono a disposizione le seguenti strutture sportive:
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 132597241 · LCCN (EN) n85279695 · GND (DE) 4006404-9 · J9U (EN, HE) 987007567136105171 |
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