| Bonan | |||
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| Luogo d'origine | Cina, prevalentemente nella provincia del Gansu, e in parte nella provincia del Qinghai | ||
| Popolazione | 16.505 (2000) | ||
| Lingua | Bonan, cinese | ||
| Religione | Islam, Buddhismo tibetano | ||
| Gruppi correlati | Mongoli, Dongxiang | ||
| Distribuzione | |||
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I Bonan (o anche Bao'an, in cinese: 保安族, in pinyin: bǎoān zú)) sono uno dei 56 gruppi etnici riconosciuti ufficialmente dalla Repubblica popolare cinese.
Vivono nelle province del Gansu e del Qinghai, nel nordpvest della Cina. Contano circa 12,000 persone e sono il settimo più piccolo gruppo etnico di quelli ufficialmente riconosciuti.
Similmente ai dongxiang, sono di origine mongola e probabilmente migrarono dalle loro terre d'origine nel nord dello Xinjiang durante la dinastia Yuan. Parlano la lingua bonan, una lingua del ceppo mongolo scritta in caratteri cinesi, e sono prevalentemente musulmani.
Durante la tarda dinastia Yuan e l'inizio della dinastia Ming, i bonan si convertirono all'Islam e si stabilirono nella regione di Tongren, nella provincia orientale del Qinghai. Sebbene si fossero uniti in matrimonio con le popolazioni locali, quali tibetani, tu, han e hui, i bonan hanno continuato a conservare la loro lingua e le loro abitudini a tal punto da vedersi riconosciuti come una minoranza etnica distinta a partire dal 1949.
A partire dal 1860 i bonan divennero vittime di persecuzioni e di sentimenti antimusulmani da parte della popolazione prevalentemente buddista tibetana, sspecie in merito ai diritti sull'acqua. Furono perciò costretti a migrare verso est, sui monti di Jishishan, ove si stabilirono nei villaggi già abitati da altri musulmani, coltivando grano, mais e frutta e allevando piccoli greggi di pecore. Sull'onda delle rivolte musulmane di fine Ottocento e degli anni venti e trenta del Novecento, i bonan furono pesantemente tassati e costretti ai lavori forzati dai signori della guerra appartenenti alla cricca Ma.
I bonan appresero dai tibetani l'arte di fabbricare coltelli, che è il loro artigianato più conosciuto. I coltelli dei bonan sono adornati con elaborati manici intarsiati in ottone, rame, corno e osso.
Il loro abbigliamento tradizionale somigliava un tempo a quello dei mongoli e dei tibetani, ma oggi è più simile a quello degli hui. Durante le festività vengono praticati sport di stampo nomade come la lotta, il tiro a segno e le corse di cavalli.
Le danze bonan si rifanno ai movimenti energici e vivaci della danza tradizionale tibetana.
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