Dongxiang

Dongxiang
Un giovane studente Dongxiang
 
Nomi alternativi东乡族
Luogo d'origineGansu, Quinghai, Xinjiang, Ningsia
Popolazione621.500
LinguaSanta
ReligioneSunnismo
Gruppi correlatiMongoli, Bonan, Hui

I Dongxiang (o anche Sarta o Santa; cinese semplificato: 东乡族; cinese tradizionale: 東鄉族; Pinyin: Dōngxiāngzú) sono un gruppo etnico facente parte dei 56 gruppi etnici riconosciuti ufficialmente dalla Repubblica popolare cinese. Molti Dongxiang vivono nella prefettura autonoma hui di Linxia e nella contea autonoma di Dongxiang della provincia del Gansu, in Cina, mentre si possono trovare altri gruppi nella provincia autonoma uigura dello Xinjiang, nella provincia di Qinghai e nella provincai autonoma del Ningxia. Secondo il censimento del 2010, la popolazione arriva a 621.500 persone.

Storia

I Dongxiang sono strettamente correlati ai Mongoli e si ritiene che discendano dalle truppe di Gengis Khan che agli inizi del XIII secolo si erano stanziate nella vicina Hezhou (antico nome di Linxia). Amnistiati durante la dinastia Ming, rimasero nella zona, abbandonando l'attività bellica per dedicarsi all'agricoltura e alla tessitura di tappeti. Si ipotizza che il distacco tra le due etnie sia avvenuto nel XIII secolo, quando i Dongxiang si convertirono al sunnismo. Uno dei loro appellativi, "Sarta" è un termine che è formalmente usato nelle regioni centrali dell'Asia per riferirsi ai commercianti arabi.

I Dongxiang furono protagonisti delle ribellioni contro la dinastia Qing guidate dagli Hui, che scoppiarono periodicamente dalla fine del XVIII secolo in poi. Molti di essi servirono negli eserciti dei signori della guerra della cricca Ma durante la prima metà del Settecento.

Lingua

I Dongxiang parlano una propria lingua, un misto di mongolo altaico, cinese e turco, e viene scritta sia con caratteri arabi che cinesi. Hanno una ricca tradizione di letteratura orale ma non hanno un proprio sistema di scrittura. Il governo cinese riporta che questa etnia è una delle più povere e meno istruite tra tutte le minoranze, con una percentuale di Dongxiang che hanno fatto almeno un anno di scuola molto bassa. Questo è dovuto soprattutto alla mancanza di un linguaggio scritto che possa rappresentarne l'idioma.

Nel 2004 la Ford Foundation, fondazione statunitense dedita alle opere caritatevoli e culturali a vantaggio delle minoranze etniche più povere, ha provveduto ad un progetto per promuovere un'istruzione scolastica bilingue (in Dongxiang e in cinese Mandarino) per la minoranza Dongxiang, nella speranza di ridurre il gap culturale con il resto della popolazione. Il progetto è andato avanti con la pubblicazione di un dizionario Dongxiang-Cinese distribuito poi nelle scuole delle zone abitate dai Dongxiang.

Stile di vita

I Dongxiang si guadagnano da vivere coltivando patate, grano, orzo, mais e fave su piccoli campi terrazzati, a cui si aggiunge l'attività di allevamento di capre, pecore dalla coda grassa e asini. Occasionalmente vengono impiegati nell'edilizia stradale per brevi periodi.

Il tradizionale abbigliamento delle donne Dongxiang comprendeva giacche e pantaloni ricamati e, in occasioni festive, gonne colorate, scarpe con tacco alto decorate con fiori e gioielli d'argento ornati, cappelli a cloche verdi o blu con nappe e decorazioni che indicavano il loro stato civile. Questi capi tradizionali sono gradualmente scomparsi nel corso del Novecento e l'abbigliamento odierno delle donne Dongxiang risulta indistinguibile da quello moderno degli altri cinesi musulmani.

Essendo musulmani conservatori, tra i Dongxiang è diffuso il fenomeno delle spose bambine, sebbene le leggi della Repubblica Popolare Cinese proibiscano tale pratica.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 Bonavia et al., p. 113.

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