| Campoformido comune | |
|---|---|
| (IT) Campoformido (FUR) Cjampfuarmit | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Massimiliano Petri (liste civiche) dal 10-6-2024 |
| Territorio | |
| Coordinate | 46°01′N 13°10′E |
| Altitudine | 79 m s.l.m. |
| Superficie | 21,93 km² |
| Abitanti | 7 824 (31-5-2026) |
| Densità | 356,77 ab./km² |
| Frazioni | Basaldella, Bressa, Villa Primavera |
| Comuni confinanti | Basiliano, Pasian di Prato, Pozzuolo del Friuli, Udine |
| Altre informazioni | |
| Lingue | italiano, friulano |
| Cod. postale | 33030 |
| Prefisso | 0432 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 030016 |
| Cod. catastale | B536 |
| Targa | UD |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona E, 2 262 GG |
| Nome abitanti | campoformidesi |
| Patrono | Santa Maria della Purificazione (Candelora) |
| Giorno festivo | 2 febbraio |
| Motto | (LA) Actum in prato de Campoformio feliciter (IT) Concluso felicemente nel prato di Campoformio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Campoformido (pronunciato Campofòrmido; in friulano Cjampfuarmit; anticamente Campoformio o Campo-Formio) è un comune italiano di 7 824 abitanti della provincia di Udine, in Friuli-Venezia Giulia.
Situato nell'alta Pianura friulana, immediatamente a sud-ovest di Udine, il territorio comunale comprende, oltre al capoluogo, le frazioni di Basaldella, Bressa e Villa Primavera. Il comune rientra nell'area di tutela della lingua friulana, per la quale la denominazione ufficiale è Cjampfuarmit.
Il centro è storicamente noto soprattutto per il Trattato omonimo, concluso il 17 ottobre 1797 fra la Repubblica francese e la Monarchia asburgica, che pose fine alla guerra della Prima coalizione tra Francia e Austria e sancì, tra l'altro, la cessione all'Austria di gran parte dei territori della cessata Repubblica di Venezia. Il nome del comune è inoltre legato alla storia del Parlamento della Patria del Friuli e, in epoca contemporanea, a quella dell'aviazione militare italiana.
Dal 5 dicembre 2025 è insignito del titolo di città, concesso con decreto del presidente della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga n. 126.
Il territorio comunale di Campoformido si estende nell'alta pianura friulana, immediatamente a sud-ovest di Udine, con la quale confina a est. Occupa una superficie di circa 22 km² e presenta una morfologia sostanzialmente pianeggiante, con un'altitudine media prossima agli 80 m s.l.m..
Dal punto di vista geomorfologico il comune si colloca fra la fascia pedemorenica a ovest e il sistema del Cormor a est. I terreni sono costituiti prevalentemente da depositi alluvionali ghiaiosi e sabbiosi, caratteristici dell'alta pianura friulana, formatisi principalmente a seguito dell'azione deposizionale dei corsi d'acqua e dei ghiacciai quaternari. L'elevata permeabilità di tali depositi favorisce l'infiltrazione delle acque nel sottosuolo e determina la relativa scarsità di corsi d'acqua superficiali permanenti nell'area.
Il comune comprende il capoluogo e le frazioni di Basaldella, Bressa e Villa Primavera. Campoformido si sviluppa principalmente lungo l'asse della Strada statale 13 Pontebbana, mentre Bressa è situata più a nord; Basaldella, nel settore orientale, presenta una sostanziale continuità urbanistica con l'agglomerato di Udine ed è separata dal capoluogo regionale dalla tangenziale occidentale. Villa Primavera si trova invece a nord di Basaldella.
La vicinanza a Udine ha determinato nel corso del secondo Novecento una progressiva integrazione del territorio comunale nella conurbazione del capoluogo, particolarmente evidente a Basaldella.
Il principale corso d'acqua naturale è il torrente Cormor, che interessa il margine orientale del territorio comunale. Nato nella zona dell'anfiteatro morenico del Tagliamento, il torrente attraversa l'alta pianura friulana in direzione meridionale e prosegue successivamente verso la bassa pianura. Il tratto di alta pianura attraversa, fra gli altri, i territori di Udine, Campoformido e Pozzuolo del Friuli.
Il reticolo idrografico è completato da una rete di canali artificiali: tre interessano la zona di Basaldella e un altro il settore compreso fra Campoformido e Bressa. Tali canali fanno parte del sistema irriguo dell'alta pianura e sono alimentati, direttamente o indirettamente, dal sistema del Canale Ledra, che corre a nord del territorio comunale.
Nel settore di Bressa è inoltre presente il torrente Lavia, corso d'acqua a regime irregolare tipico dell'alta pianura ghiaiosa, interessato in passato da episodi di piena e allagamento.
Il clima di Campoformido è quello caratteristico della pianura friulana. L'ARPA Friuli Venezia Giulia definisce in termini generali il clima regionale come continentale moderato con connotazione umida: nella pianura gli inverni sono relativamente freddi, le estati calde e umide e l'escursione termica annuale è più marcata rispetto alla fascia costiera.
Il territorio risente sia dell'influenza continentale proveniente da nord e da est sia dei flussi miti e umidi provenienti dall'Adriatico e dal Mediterraneo. La presenza dell'arco alpino e prealpino favorisce il sollevamento delle masse d'aria umida provenienti dai quadranti meridionali, contribuendo alla notevole piovosità della pianura friulana.
Nel trentennio climatologico 1991-2020 la temperatura media annua della pianura udinese è stata di circa 13,5 °C. A Udine le temperature medie stagionali erano pari a 4,5 °C in inverno, 13,1 °C in primavera, 22,6 °C in estate e 13,8 °C in autunno. Luglio e agosto sono i mesi mediamente più caldi, mentre gennaio è il più freddo.
Le precipitazioni sono abbondanti durante tutto l'anno. Nella pianura friulana cadono mediamente circa 1 500 mm di pioggia annui, con valori generalmente compresi fra 1 100 e 1 800 mm a seconda della distanza dai rilievi. Il regime pluviometrico presenta un primo massimo in primavera e il massimo principale in autunno, mentre febbraio è mediamente il mese meno piovoso.
Anche l'area udinese è interessata dal generale aumento delle temperature osservato negli ultimi decenni. La temperatura media annua della pianura friulana è passata dai 12,8 °C del trentennio 1961-1990 ai 13,5 °C del 1991-2020, con un incremento particolarmente evidente durante l'estate.
Il territorio di Campoformido conserva testimonianze di frequentazione anteriori all'età romana. Tra queste figura un antico tumulo funerario, conservatosi solo parzialmente a causa delle trasformazioni subite nel corso del XX secolo. Prima della seconda guerra mondiale la struttura si presentava ancora come un rilievo di forma mammellonare, con una base di circa 19 × 21 metri e un'altezza di circa 2,5 metri rispetto al piano di campagna. Durante il conflitto le forze tedesche ne scavarono la sommità per ricavarvi una piccola postazione, mentre negli anni ottanta ulteriori sbancamenti agricoli ne compromisero parte della struttura.
Nel 1986, in seguito all'interruzione dei lavori di spianamento disposta dal Comune, la Soprintendenza effettuò uno scavo d'emergenza finalizzato alla lettura stratigrafica e all'indagine del nucleo centrale del tumulo. Le fonti consultate non consentono tuttavia di attribuirgli con sicurezza la precisa datazione al X secolo indicata in precedenza nella voce.
La presenza romana nel territorio comunale è documentata da diversi rinvenimenti archeologici e da aree funerarie riferibili alla colonizzazione e allo sfruttamento agricolo della pianura posta a ovest di Aquileia.
Particolare importanza riveste la necropoli di San Daniele, presso Basaldella, individuata nel 1984 durante lavori agricoli e scavata sistematicamente dalla Soprintendenza fino al 1987. Le campagne di scavo portarono alla luce 83 sepolture, alle quali si aggiungono altre tombe precedentemente distrutte dalle arature o da scavi clandestini, facendo stimare in circa un centinaio il numero originario delle deposizioni.
La maggior parte delle tombe è databile fra l'età augustea e quella giulio-claudia, anche se il sepolcreto continuò a essere utilizzato successivamente. Le deposizioni erano prevalentemente a incinerazione, affiancate da alcuni casi di inumazione; i corredi comprendevano ceramiche, lucerne, monete, vetri, fibule e oggetti di uso personale. Il sito ricadeva nell'area della centuriazione romana di Aquileia, della quale sono state riconosciute tracce nell'organizzazione del territorio e in alcuni allineamenti ancora leggibili nel paesaggio agrario.
Altri rinvenimenti di età romana sono documentati presso San Martino, in località Menteressa e in altri settori di Campoformido e Basaldella, indicando una frequentazione diffusa dell'attuale territorio comunale.
Per l'età longobarda le fonti archivistiche riportano, in forma ipotetica, l'esistenza presso la chiesa di San Canciano di uno spazio destinato alle monomachie, ossia duelli giudiziari attraverso i quali venivano risolte determinate controversie. L'area quadrangolare presso la chiesa era tradizionalmente nota come «Tomba forata».
A questa tradizione è stata collegata anche un'ipotesi etimologica che riconduce una parte del toponimo Campoformido al germanico Kampf, «combattimento» o «duello»; si tratta tuttavia di un'interpretazione non univocamente accolta e da distinguere dall'etimologia latina del toponimo.
Le prime attestazioni documentarie del comune risalgono al XIII secolo. Durante il principato patriarcale di Aquileia Campoformido era una villa rurale soggetta alla gastaldia di Fagagna e i suoi prati costituivano uno dei luoghi nei quali si riuniva il Parlamento della Patria del Friuli. Una seduta del 14 luglio 1231 è ricordata dalla formula:
ossia «concluso felicemente nel prato di Campoformio». La frase, successivamente inserita nello stemma comunale, testimonia l'utilizzo dei prati di Campoformido per le assemblee della Patria del Friuli.
Nei medesimi spazi si svolgevano inoltre rassegne e adunate militari delle forze del patriarcato. Il Parlamento del Friuli, costituito da rappresentanti del clero, della nobiltà e delle comunità, divenne nel corso del XIII e XIV secolo uno degli organi fondamentali dello Stato patriarcale.
Nel 1420, con la conquista veneziana del Friuli e la fine del potere temporale dei patriarchi, anche Campoformido entrò nei Domini di Terraferma della Repubblica di Venezia, all'interno della Patria del Friuli. La dominazione veneziana sulla parte centrale del Friuli si protrasse fino al 1797.

Il nome di Campoformido è legato soprattutto al Trattato di Campoformio, concluso il 17 ottobre 1797 fra la Repubblica francese e la Monarchia asburgica al termine della guerra della Prima coalizione. L'accordo riconobbe la Repubblica Cisalpina e attribuì all'Austria i territori veneti a est dell'Adige, comprendenti Venezia, il Friuli, l'Istria e la Dalmazia, sancendo definitivamente la dissoluzione della Repubblica di Venezia.
La localizzazione materiale della firma è stata a lungo oggetto di differenti ricostruzioni. Una tradizione locale e parte della storiografia ottocentesca collocarono la sottoscrizione nella casa della famiglia Del Torre, nell'attuale piazza del Trattato di Campoformido. Le ricostruzioni istituzionali contemporanee del SIUSA e di Villa Manin indicano invece che l'accordo fu materialmente sottoscritto a Villa Manin di Passariano, residenza di Napoleone durante le trattative, pur essendo datato e denominato da Campoformido, località inizialmente scelta come sede dell'incontro.
Secondo la ricostruzione di Villa Manin, Campoformido era stato scelto perché si trovava approssimativamente a metà strada fra Passariano, dove risiedeva Napoleone Bonaparte, e Udine, dove si trovava la delegazione austriaca; nelle ultime ore delle trattative l'incontro conclusivo sarebbe stato invece trasferito nella villa.
La memoria del trattato è rimasta centrale nell'identità locale. Nell'attuale piazza del Trattato si trova la casa tradizionalmente associata alla firma e sono conservate iscrizioni commemorative dell'evento. Nella stessa piazza si trova inoltre una copia della statua allegorica della Pace; l'originale, opera di Giovanni Battista Comolli, è oggi collocato in piazza Libertà a Udine.
Nel settembre 1797 Giuseppina di Beauharnais raggiunse Napoleone durante il suo soggiorno a Villa Manin. Alla sua permanenza in Friuli è legata una tradizione popolare secondo la quale Giuseppina, durante una sosta a Campoformido mentre viaggiava fra Passariano e Udine, avrebbe smarrito un prezioso anello nelle campagne del paese. Il gioiello non sarebbe mai stato ritrovato e la leggenda ha dato origine al detto locale che invita a «zappare la terra» nella speranza di rinvenirlo. La vicenda appartiene alla tradizione folklorica locale e non è documentata come episodio storico.
Dopo la caduta della Repubblica di Venezia, Campoformido seguì le complesse vicende politiche del Friuli. Durante l'età napoleonica fece parte del Dipartimento di Passariano, nel distretto e cantone di Udine. Dopo la fine del Regno d'Italia napoleonico, nel 1814 il territorio passò nuovamente sotto il dominio austriaco.
Nel Regno Lombardo-Veneto Campoformido fu inserito, insieme a Basaldella e Bressa, nel distretto di Udine, il primo della provincia del Friuli. Con meno di 3 000 abitanti era classificato come comune di III classe.
L'amministrazione comunale era inizialmente affidata a un Convocato generale, formato dagli estimati del comune e sottoposto al controllo del cancelliere del censo. Il Convocato eleggeva una deputazione di tre membri, comprendente il sindaco, incaricata delle funzioni esecutive. Nel 1819 il Convocato generale fu sostituito da un consiglio comunale.
Nel 1866, in seguito alla terza guerra d'indipendenza italiana e all'annessione del Friuli centrale e occidentale al Regno d'Italia, Campoformido entrò nell'ordinamento amministrativo italiano. Il comune apparteneva al mandamento di Udine e comprendeva le frazioni di Basaldella, Bressa e Cormor.
Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo si svilupparono nel territorio nuove forme di associazionismo e cooperazione. Nel 1893 fu costituita una latteria sociale turnaria, nel 1902 una filodrammatica e nel 1907 una cooperativa di consumo e la Cassa rurale di Bressa.
Durante la prima guerra mondiale Campoformido assunse importanza strategica per la vicinanza a Udine e al fronte dell'Isonzo. Il territorio costituiva un caposaldo del sistema destinato alla protezione delle comunicazioni stradali e ferroviarie fra Udine, Palmanova e Codroipo e ospitò trincee, strutture militari e diversi campi di aviazione.
L'aeroporto di Udine-Campoformido fu utilizzato da numerose squadriglie italiane di ricognizione, bombardamento e caccia. Dopo la battaglia di Caporetto e la ritirata italiana dell'ottobre 1917, gli impianti di Campoformido e Santa Caterina furono occupati e utilizzati dall'aviazione austro-ungarica. Alla conclusione del conflitto il comune contava 78 vittime, delle quali 62 militari e 16 civili.

Durante il periodo fascista la presenza militare dell'aeroporto si consolidò ulteriormente. Nel corso della seconda guerra mondiale l'area fu nuovamente utilizzata a fini militari e, dopo l'8 settembre 1943, entrò nell'area di occupazione tedesca.
Nel territorio comunale operarono durante la Resistenza sia formazioni della Divisione Garibaldi «Udine-Foschiani» sia il battaglione «Canin» della Brigata Osoppo. Secondo la ricostruzione storica comunale, le due formazioni condussero anche azioni congiunte contro l'aeroporto e pattuglie tedesche. Il secondo conflitto mondiale causò 76 vittime fra la popolazione del comune, che contava allora circa 4 000 abitanti.
La storia contemporanea di Campoformido è strettamente legata allo sviluppo dell'aviazione militare italiana. Dopo il primo conflitto mondiale l'aeroporto fu ricostruito e divenne sede permanente di reparti della Regia Aeronautica.
Alla fine degli anni venti il campo divenne uno dei principali centri italiani per l'addestramento dei reparti da caccia e per lo sviluppo dell'acrobazia collettiva. Il colonnello Rino Corso Fougier, comandante del 1º Stormo Caccia, promosse l'impiego dell'acrobazia come strumento di addestramento operativo dei piloti.
Nel 1930 Fougier costituì a Campoformido una delle prime formazioni acrobatiche organizzate dell'Aeronautica italiana, nota come Pattuglia Folle, equipaggiata con biplani Fiat C.R.20. L'esperienza maturata a Campoformido costituì uno dei precedenti diretti delle pattuglie acrobatiche militari del dopoguerra e, infine, della Pattuglia Acrobatica Nazionale, costituita stabilmente a Rivolto nel 1961.
Nel secondo dopoguerra il territorio comunale conobbe una progressiva trasformazione da area prevalentemente agricola a comune fortemente integrato nell'area urbana di Udine. La crescita residenziale interessò soprattutto Basaldella e le aree più prossime al capoluogo regionale, mentre aumentarono le attività artigianali, commerciali e industriali.
Lo stemma e il gonfalone furono concessi con decreto del presidente della Repubblica Antonio Segni del 24 maggio 1963.
Lo stemma è troncato. Nella parte superiore, in campo rosso, è raffigurata una bilancia d'argento associata a una spada e sormontata da un cartiglio recante la formula Actum in prato de Campoformio feliciter; nella parte inferiore, in campo azzurro, sono raffigurati tre artigli alati disposti in fascia.
La bilancia richiama la funzione giudiziaria esercitata durante il periodo del Patriarcato di Aquileia, mentre il cartiglio riproduce la formula del documento relativo alla seduta parlamentare del 1231. Gli artigli alati della parte inferiore ricordano invece il legame di Campoformido con l'aviazione militare e con i campi di volo sviluppatisi nel territorio nel corso del XX secolo.
In seguito alla concessione del titolo di città nel 2025, il comune ha acquisito il diritto agli ornamenti esteriori previsti per le città dall'araldica civica italiana.
Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di azzurro, caricato al centro dello stemma comunale e accompagnato dalla denominazione dell'ente.

Il principale edificio religioso del capoluogo è la chiesa di Santa Maria della Purificazione, sede dell'omonima parrocchia dell'Arcidiocesi di Udine. L'attuale edificio, in forme neoromaniche, fu eretto nel 1908 in sostituzione della precedente chiesa e conserva al proprio interno elementi provenienti dall'edificio più antico. Il campanile in pietra, separato dal corpo della chiesa, appartiene invece a una fase precedente.
Nella frazione di Basaldella sorge la chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo. Le prime attestazioni di una chiesa dedicata al santo risalgono al 1540, mentre l'edificio attuale fu realizzato nel 1928; la parrocchia era stata costituita pochi anni prima, separandola da quella di Zugliano. Nei pressi della frazione si trova inoltre la chiesetta campestre di San Daniele, situata in prossimità dell'omonima necropoli romana.
A Bressa si trova la chiesa parrocchiale dell'Immacolata Concezione, opera dell'architetto Girolamo D'Aronco. La costruzione dell'edificio nella sua configurazione ottocentesca si colloca nell'ambito dell'attività svolta da D'Aronco a Bressa tra gli anni sessanta e ottanta del XIX secolo.
Sempre a Bressa, all'interno del Parco della Rimembranza, sorge la cappella di Nostra Signora di Lourdes, costruita nel 1924 su progetto dell'architetto Giuseppe Torres. L'edificio fu concepito anche come monumento ai caduti e conserva le lapidi dedicate ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale; nel 1948 la navata fu decorata con affreschi del pittore locale Ernesto Bergagna. Il complesso della cappella e del parco è stato dichiarato di interesse culturale nel 2024.
Nel territorio comunale sono presenti anche la chiesa di San Sebastiano, risalente almeno al XVI secolo, e la chiesetta di Santa Caterina d'Alessandria, edificio trecentesco situato lungo la strada verso Villa Primavera. A Villa Primavera si trova inoltre la cappella dedicata a Massimiliano Maria Kolbe, inaugurata nel 1984 per servire il nuovo insediamento residenziale e intitolata al santo nel 1996.
In piazza del Trattato si trova la casa della famiglia Del Torre, tradizionalmente associata alla conclusione del Trattato di Campoformio. L'edificio costituisce uno dei principali luoghi della memoria napoleonica di Campoformido e presenta sulla facciata una lapide commemorativa. La tradizione locale ha a lungo indicato la casa come luogo materiale della firma dell'accordo; le ricostruzioni storiche più recenti collocano tuttavia la sottoscrizione definitiva a Villa Manin di Passariano, mentre Campoformido fu la località dalla quale il trattato prese il nome e con la quale venne datato.
A Basaldella, lungo la roggia che scorre parallelamente al Cormor, si trova il Mulino di Basaldella, noto anche come Mulino Del Torre, Mulino del Ronco o Mulin di Basandiele. La presenza di attività molitorie nella zona è documentata fin dal Medioevo; per l'attuale mulino sono conservate attestazioni notarili almeno dal XIV secolo.
Il complesso comprendeva anticamente, oltre alle macine per i cereali, strutture alimentate dall'energia idraulica utilizzate per la lavorazione della lana, del lino e della canapa. Alla fine del XVI secolo il mulino disponeva di sette ruote idrauliche. Rimase in attività fino al 1982. Acquisito successivamente dal Comune e restaurato, dal 2023 ospita il centro visite del Parco comunale del Cormor, con percorsi dedicati all'ambiente fluviale, ai prati stabili e agli insetti impollinatori.

Nel centro di Campoformido si trova il Parco della Rimembranza, realizzato tra il 1922 e il 1923 e successivamente profondamente riorganizzato. Il complesso comprende il monumento ai caduti, una fontana, uno spazio semicircolare destinato alle manifestazioni e la copia della Statua della Pace.
La Statua della Pace ricorda il trattato del 1797. La scultura presente a Campoformido è una copia realizzata nel 1997 in occasione del bicentenario dell'accordo; l'originale, opera dello scultore Giovanni Battista Comolli, fu realizzato per commemorare la pace franco-austriaca e venne trasferito nel 1813 a Udine, dove è collocato in piazza Libertà, ai piedi della salita al castello. PromoTurismoFVG indica l'opera come originariamente destinata a Campoformido per ricordare l'accordo che rese noto il paese.
Nella frazione di Bressa si conserva un secondo Parco della Rimembranza, realizzato dopo il 1923 e inaugurato il 21 settembre 1924 insieme alla cappella-ossario di Nostra Signora di Lourdes. Il complesso fu creato in memoria dei caduti della prima guerra mondiale e successivamente accolse anche le memorie dei caduti del secondo conflitto.
La presenza militare e aeronautica ha lasciato nel territorio ulteriori testimonianze commemorative, legate in particolare all'aeroporto di Campoformido e ai reparti che vi operarono nel corso del XX secolo.
Nella zona di Basaldella, presso la chiesetta di San Daniele e il corso del Cormor, si trova l'area della necropoli romana di San Daniele. Gli scavi archeologici condotti tra il 1984 e il 1987 portarono alla luce 83 sepolture, prevalentemente a incinerazione, con una consistenza originaria del sepolcreto stimata attorno al centinaio di tombe. La fase principale della necropoli appartiene all'età augustea e giulio-claudia e i corredi funerari hanno restituito ceramiche, lucerne, monete, vetri e oggetti personali.
Il principale sistema naturalistico comunale è costituito dal Parco comunale del Cormor, istituito con decreto del presidente della Regione 27 agosto 2005, n. 279/Pres. Il parco interessa esclusivamente il territorio di Campoformido e si estende per 84,87 ettari lungo il corso del torrente Cormor. Al suo interno sono censite diciotto unità di prato stabile tutelate dalla legislazione regionale.
Una parte di particolare interesse naturalistico del territorio è costituita dai Magredi di Campoformido, riconosciuti come Zona speciale di conservazione della rete europea Natura 2000 con codice IT3320023. L'area conserva formazioni erbose aride tipiche dei magredi friulani e specie vegetali e animali di interesse comunitario.
All'interno del sistema dei Magredi ricade il biotopo naturale regionale Magredi di San Canciano, istituito nel 2007 e successivamente riperimetrato nel 2013. Fra gli habitat tutelati figurano le formazioni erbose secche della regione submediterranea orientale; è inoltre segnalata la presenza del Gladiolus palustris, specie di interesse comunitario, insieme a diverse specie di orchidee spontanee.
Abitanti censiti

La popolazione è in costante aumento dal 1870, data del primo censimento postunitario. In particolare, negli ultimi decenni, il Comune ha visto un aumento dei nuovi abitanti, qui trasferitisi dalla città o da altri comuni. Il comune di Campoformido, alle porte di Udine, costituisce difatti un'area residenziale tranquilla ma a portata del capoluogo provinciale, sede di tutte le attività, conciliando diverse esigenze.
Al 1º gennaio 2026 gli stranieri residenti nel comune erano stimati in 645, ovvero l'8,2% della popolazione. La comunità straniera più numerosa nel 2025 era quella proveniente dalla Romania con il 22,6% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall'Albania e dall'Ucraina.
A Campoformido, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza la lingua friulana. Ai sensi della Deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Comune è inserito nell'ambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/99, della legge regionale 15/96 e della legge regionale 29/2007.
Il capoluogo e le frazioni dispongono di diverse scuole di tutti i gradi sino alle scuole medie inferiori.
A Campoformido, la scuola materna Caterina Percoto è sita nel polo scolastico che sorge nell'omonima via e in cui si trovano anche la scuola elementare San Giovanni Bosco, precedentemente sita in via De Amicis, e la scuola media Giuseppe Marchetti. Il piazzale antistante la scuola elementare San Giovanni Bosco è intitolato a Robert Miles.
Nella frazione di Basaldella sorge la scuola elementare "Divisione Julia" mentre un altro asilo, dedicato a Carlo Collodi, ospita i bambini di Villa Primavera.
A Bressa resta soltanto l'edificio dell'ex scuola elementare, da decenni ormai chiusa, ma che attualmente ospita diverse realtà associative.
Nei mesi di aprile o maggio si tiene ogni anno la Festa di Primavera a Basaldella.
In occasione del bicentenario della firma del Trattato (1997) il Comune ha organizzato una grande manifestazione, poi ripetutasi per qualche anno dopo. Dal 2016 la manifestazione "Un giorno con Napoleone", che si svolge ogni anno a ottobre, ha visto, tra le altre cose, la rievocazione della firma del trattato di Campoformio con rievocatori in costumi dell'epoca.
Annualmente la Pro Loco Campoformido Aps organizza la manifestazione estiva "Campoformidabile" che ultimamente ha ospitato anche alcune tappe del noto international folk music festival Folkest.
L'agricoltura e l'allevamento, che una volta erano le attività prevalenti, sono state sostituite da attività industriali, artigianali e commerciali. L'occupazione femminile si concentra prevalentemente nei settori dei servizi pubblici e privati e del commercio; quella maschile è preponderante nel settore commerciale, dei servizi e dell'industria manifatturiera e dell'agricoltura.
A Campoformido hanno sede le Latterie Friulane, dove si producono formaggi freschi come il Latteria Campoformido. Nella frazione di Basaldella la storica cartiera Romanello che ha cessato la produzione da qualche anno.
Secondo i dati forniti dal Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'Economia, durante l'anno del 2016 il Comune si colloca al quarto posto nella classifica dei comuni con reddito medio più alto del Friuli-Venezia Giulia, dopo Udine, Moruzzo e Pagnacco. Negli scorsi anni le oscillazione sono state sempre tra il terzo e il quinto posto in classifica.
È un aeroporto risalente alla prima guerra mondiale, conflitto in cui fu un punto strategico. Con il secondo dopoguerra lasciò gli usi militari e divenne un aeroporto civile; può godere di una pista di 700 metri e l'Enac ha in progetto la realizzazione di una pista da 1100 metri che consentirebbe di aprire l'aeroporto anche ai voli di linea, andando a creare un secondo scalo regionale.
La successione degli amministratori comunali si è svolta nel quadro dei diversi ordinamenti statali ai quali Campoformido è appartenuto. In epoca napoleonica il comune faceva parte del Dipartimento di Passariano del Regno d'Italia; dal 1814 passò sotto l'Impero austriaco e fu successivamente compreso nel Regno Lombardo-Veneto, fino all'annessione al Regno d'Italia nel 1866.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1805 | 1808 | Beltrame Del Torre | Sindaco | ||
Nel 1814 Campoformido passò sotto l'Austria e, con l'istituzione del Regno Lombardo-Veneto, fu inserito nel distretto di Udine della provincia del Friuli. In quanto comune di III classe era amministrato da un Convocato generale degli estimati, che eleggeva una deputazione di tre membri comprendente il sindaco; dal 1819 il Convocato fu sostituito da un consiglio comunale.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1866 | 1877 | Giobatta Zuliani | Sindaco | ||
| 1877 | 1878 | Evangelista Gobitti | Sindaco | ||
| 1878 | 1882 | Giobatta Zuliani | Sindaco | ||
| 1882 | 1888 | Antonio Toscano | Sindaco | ||
| 1888 | 1910 | Luigi Mularo | Sindaco | ||
| 1910 | 1914 | Marco Danelon | Sindaco | ||
| 1914 | 1920 | Giovanni Gobitti | Sindaco | ||
| 1920 | 1924 | Girolamo Gorassini | Sindaco | ||
| 1939 | 1940 | Attilio Gorassini | Commissario prefettizio | ||
| 1940 | 1943 | Attilio Gorassini | Partito Nazionale Fascista | Podestà | |
| maggio 1945 | giugno 1945 | Attilio Morassi | Sindaco | ||
| giugno 1945 | agosto 1945 | Marcello Zuliani | Sindaco | ||
| agosto 1945 | 1946 | Attilio De Colle | Sindaco | ||
| 1946 | 18 giugno 1946 | Giovanni Gobitti | Sindaco | ||
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 18 giugno 1946 | 1956 | Giovanni Gobitti | Sindaco | ||
| 1956 | 1964 | Antonio Paravano | Sindaco | ||
| 1964 | 1975 | Arturo Felice Fontanini | Sindaco | ||
| 1975 | 20 luglio 1980 | Daniele Cattaruzzi | Sindaco | ||
| 21 luglio 1980 | 16 gennaio 1987 | Lionello D'Agostini | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 17 gennaio 1987 | 12 luglio 1990 | Franco Tomada | Sindaco | ||
| 13 luglio 1990 | 25 ottobre 1994 | Giovanni Petris | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 26 ottobre 1994 | 21 maggio 1995 | Loris Di Giorgio | Sindaco | ||
| 22 maggio 1995 | 16 giugno 2004 | Pietro Fontanini | Lega Nord | Sindaco | |
| 17 giugno 2004 | 25 maggio 2014 | Andrea Zuliani | Lista civica | Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | 26 maggio 2019 | Monica Bertolini | Lista civica | Sindaco | |
| 27 maggio 2019 | 9 giugno 2024 | Erika Furlani | Sindaco | ||
| 10 giugno 2024 | in carica | Massimiliano Petri | Liste civiche | Sindaco | |
Dal 2016 al 2020 Campoformido fece parte dell'Unione territoriale intercomunale del Friuli Centrale, alla quale aderivano anche Pozzuolo del Friuli, Pradamano, Tavagnacco, Tricesimo e Udine. Il sistema delle Unioni territoriali intercomunali, introdotto dalla legge regionale n. 26 del 2014, fu successivamente superato dalla legge regionale 29 novembre 2019, n. 21; la fase transitoria si concluse entro il 31 dicembre 2020.
Nel territorio comunale sono attive diverse società sportive dilettantistiche, principalmente nei settori del calcio, della pallamano, della pallavolo e del tiro a volo.
Nel calcio opera l'Associazione Sportiva Dilettantistica Unione Calcio 3 Stelle, con sede a Campoformido e affiliata alla Federazione Italiana Giuoco Calcio. La società svolge attività calcistica dilettantistica e giovanile e disputa le proprie gare interne nell'impianto sportivo di Basaldella.
La pallamano è rappresentata dalla Jolly Handball Campoformido, società fondata negli anni ottanta e successivamente rifondata nel 2010, attiva sia con la prima squadra sia con un articolato settore giovanile. Dopo aver raggiunto negli anni recenti la Serie A Bronze, nella stagione 2026-2027 la formazione senior partecipa al campionato di Serie B, Area 3. La società conta inoltre formazioni giovanili dall'attività di base fino alle categorie Under 18; nel 2022 la formazione Under 17 raggiunse il quarto posto alle finali nazionali di categoria.
Nella pallavolo opera la Pav Bressa A.S.D., società affiliata alla Federazione Italiana Pallavolo e attiva dal 1976. La società svolge attività prevalentemente femminile, dal minivolley alle categorie giovanili e senior; dopo la promozione ottenuta al termine della stagione 2025-2026, la prima squadra disputa nel 2026-2027 il campionato regionale di Serie D.
Particolare rilievo riveste il tiro a volo. La A.S.D. Tiro a Volo Campoformido, fondata nel 1964, dispone di un impianto attrezzato per diverse specialità, fra cui fossa olimpica, skeet, Compak Sporting e percorso di caccia. Il campo ha ospitato numerose competizioni federali di livello regionale e nazionale. Dal vivaio della società proviene Chiara Cainero, vincitrice della medaglia d'oro nello skeet ai Giochi olimpici di Pechino 2008.
Il principale impianto coperto comunale è la palestra Alessandro Talotti, utilizzata, tra le altre attività, dalla Jolly Handball e dalla Pav Bressa. Nel territorio sono inoltre presenti il campo sportivo di Basaldella, utilizzato dall'Unione Calcio 3 Stelle, e il complesso della A.S.D. Tiro a Volo Campoformido.
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