Faedis

Faedis
comune
(IT) Faedis
(FUR) Faedis
Faedis – Stemma
Faedis – Bandiera
Faedis – Veduta
Faedis – Veduta
Faedis tra le vigne
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia
Provincia Udine
Amministrazione
SindacoLuca Balloch (centrodestra) dal 4-4-2023
Lingue ufficialiitaliano, friulano
Territorio
Coordinate46°09′N 13°21′E
Altitudine176 m s.l.m.
Superficie46,78 km²
Abitanti2 735 (31-5-2026)
Densità58,47 ab./km²
FrazioniCampeglio, Canal di Grivò, Canal del Ferro, Canebola, Costalunga, Costapiana, Pedrosa, Gradischiutta, Raschiacco, Ronchis, Valle di Soffumbergo, Stremiz, Clap, Colloredo
Comuni confinantiAttimis, Caporetto (Kobarid) (SLO), Moimacco, Povoletto, Pulfero, Remanzacco, Taipana, Torreano
Altre informazioni
Lingueitaliano, friulano, sloveno
Cod. postale33040
Prefisso0432
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030036
Cod. catastaleD455
TargaUD
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 656 GG
Nome abitantifaedesi
Patronosanta Maria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Faedis
Faedis
Faedis – Mappa
Faedis – Mappa
Posizione del comune di Faedis nella ex provincia di Udine
Sito istituzionale

Faedis (in friulano Faedis, in sloveno Fojda) è un comune italiano di 2 735 abitanti in Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica

Faedis, il capoluogo del comune, è un paese di circa 1 600 abitanti a ridosso delle Prealpi Giulie, collocato allo sbocco della valle del torrente Grivò, fondamentale fonte di sostentamento per lo sviluppo di questi luoghi. Il comune si trova a 15 km a nord-est di Udine, è attraversato dalla statale 356, a metà strada tra Cividale del Friuli e Tarcento. Il territorio comunale si estende per il 20% in pianura, il 35% in collina ed il 45% in montagna.

Torrenti indicati nella cartina: 1. Grivò di Faedis (sl. Breg), 2. Grivò di Raschiacco (sl. Raščak), 3. Malina, 4. Rieca (sl. Reka)

Storia

Faedis, da faêt ovvero "bosco di faggi" in friulano, a sua volta dal latino fagetum avente lo stesso significato, fa il suo ingresso nella storia poco dopo l'anno 1000, quando il patriarca aquileiese Poppone dà il permesso ad Odorico di Auersperg, un nobile carinziano, di erigere un castello. La presenza umana nella zona, invece, si può attestare attorno all'anno 2000 a.C., data a cui risalgono i reperti rinvenuti nella Grotta Çondar des Paganis al confine tra i comuni di Faedis e Attimis. Sicure sono le tracce anche del passaggio dei romani (monete ed altri resti), con la presenza quasi certa di una villa di un colono alla base della collinetta di Colvillano e di un tempietto votivo dove è collocata attualmente la chiesa di Santa Maria Assunta a Faedis.

Dal 1000 in poi la storia di questo paese è stata fortemente caratterizzata dalla presenza della famiglia nobile dei Cucagna, dalla quale derivarono poi gli Zucco, i Partistagno e i Freschi che, con la costruzione dei castelli e delle ville, hanno praticamente dominato su questi territori fino all'arrivo di Napoleone e degli austriaci.

Seconda guerra mondiale

La storia degli ultimi cento anni di Faedis è stata caratterizzata dalla prima e seconda guerra mondiale e dalla resistenza friulana, con la partecipazione delle Brigate Garibaldi e delle Brigate Osoppo che nell'estate del 1944 costituirono la Zona Libera del Friuli Orientale, che comprendeva i comuni di Attimis, Nimis, Faedis, Lusevera, Taipana e Torreano di Cividale. Tale esperienza terminerà alla fine di settembre con una potente controffensiva dell'esercito tedesco, che riconquistò i territori persi pochi mesi prima e si vendicò incendiando le case, deportando ed uccidendo molte persone.

Proprio in questi territori, qualche mese dopo, precisamente il 7 febbraio 1945, i partigiani cattolici di Francesco De Gregori detto "Bolla" furono catturati e uccisi dai gappisti comunisti guidati da Mario Toffanin detto "Giacca" in quello che è noto come eccidio delle malghe di Porzûs.

Dalla fine della guerra ai giorni nostri

Dopo la guerra, le tappe della rinascita passarono per le prime elezioni libere: la scelta tra Repubblica o Monarchia (Repubblica 1534 voti - Monarchia 973 - Schede Bianche 208 - Nulle 40), le elezioni per la costituente e quelle per l'amministrazione comunale che in tutti e due i casi videro vittoriosa la Democrazia Cristiana.

Il primo sindaco eletto da libere elezioni fu Giuseppe Pelizzo che, insieme alla sua amministrazione e alla gente di Faedis, dovette affrontare i problemi della ricostruzione e della rinascita sociale ed economica della comunità faedese così prostrata dalla guerra.

Negli anni successivi la ripresa economica fu lenta e progressiva e non diede la possibilità a tutti di una vita dignitosa, costringendo molti all'emigrazione. Tra il 1945 e il 1959, furono 1700 le persone che lasciarono il comune di Faedis, in cerca di migliori fortune.

Come gran parte del resto del Friuli, anche Faedis (comune disastrato) fu colpito pesantemente dal terremoto del 1976, per fortuna quasi esclusivamente per danni materiali. L'impegno e la dedizione profusa nell'opera di ricostruzione, oltre a permettere una ripresa economica che garantirà una ricchezza generalizzata mai vista prima in queste terre, ha permesso al comune di Faedis di essere insignito della Medaglia d'oro al Merito Civile.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone del comune di Faedis sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica del 18 settembre 1984.

«Stemma partito: nel primo d'oro, ai sette faggi al naturale, nodriti sulla campagna di verde, attraversanti; nel secondo d'azzurro, al leone d'argento, rivoltato, afferrante con le zampe anteriori e coi denti l'aspide di verde ondeggiante in palo. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo partito d'azzurro e di giallo.

Onorificenze

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e di alto senso del dovere, meritevole dell’ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta. Eventi sismici 1976 (UD).»
— 14 febbraio 2002

Il presente conferimento revoca la medaglia d'argento concessa in precedenza con D.P.R. del 12 dicembre 2002.

Monumenti e luoghi d'interesse

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Lingue e dialetti

A Faedis, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza la lingua friulana. Ai sensi della deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Comune è inserito nell'ambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/99, della legge regionale 15/96 e della legge regionale 29/2007.
La lingua friulana che si parla a Faedis rientra fra le varianti appartenenti al friulano centro-orientale.

Nelle frazioni e località della parte alta del comune (Canebola/Čenijebola, Valle di Soffumbergo/Podcirku, Clap/Podrata, Costalunga/Vila, Costapiana/Rauan, Pedrosa/Pedroza, Stremiz/Garmovščica e Gradischiutta/Radišče) è parlato il locale dialetto sloveno, tutelato ai sensi della Legge 38/2001 in ottemperanza al DPR 12 settembre 2007. Nel censimento del 1901 nelle frazioni di Canal di Grivò, Costapiana, Canebola, Costalunga, Petrosa e Valle il dialetto slavo risultò essere parlato abitualmente da 280 famiglie su 320, pari all'87,5%. Complessivamente la lingua o un dialetto sloveno risultarono parlati abitualmente da più di un terzo delle famiglie del comune nei censimenti del 1901 e 1911, mentre già il censimento del 1921 rilevò un calo, poi registrato anche nelle stime del dopoguerra, secondo i quali circa un quarto della popolazione apparteneva alla componente linguistica slava. Il dato più basso di parlanti sloveno fu quello stimato in riferimento al 1974 dal gruppo di studio "Alpina", secondo cui si trattava solo del 13% della popolazione. Questo fu anche l'unico studio che prese in considerazioni le altre componenti linguistiche: venne stimato un 82% di madrelingua friulani e un 5% di madrelingua italiani.

Censimenti Stime
Lingua 1901 1911 1921 1952 1971 1974 1983
Sloveno 35,8% (fam.) 36,3% (fam.) 27,8% 24% 24,2% 13% 25%

Cultura

Eventi

  • Pignarûl - Uno degli eventi della tradizione friulana: nei paesi e nei borghi del paese vengono preparati vari falò che vengono accesi nella notte del 6 gennaio in segno di auspicio per l'anno appena cominciato.
  • Alla Corte di Refosco di Faedis - Manifestazione nata per promuovere al meglio il vino principe del territorio di Faedis, il Refosco di Faedis (un vitigno autoctono). Il momento clou si svolge verso fine aprile: due giorni di cantine aperte con la possibilità di pranzare in uno dei tanti ristoranti ed agriturismi della zona. Tanti eventi organizzati in contemporanea (concerti, mostre) trovano spazio nelle cantine e nei locali partecipanti.
  • Festa del Vino e delle Fragole - La festa con più tradizione del comune e della zona, si svolge dalla metà degli anni Trenta del Novecento. Propone un abbinamento che si sposa alla perfezione: vino e fragole. Si svolge i primi due fine settimana di giugno; oltre alla possibilità di gustare la produzione vinicola locale, vengono organizzati spettacoli musicali, mostre ed intrattenimenti per bambini.
  • Agribike di Faedis - Pedalata tra i campi e le aziende agricole, con lo scopo di promuovere la scoperta dell’agricoltura e dell’ambiente nella terra dei Castelli e del Refosco di Faedis; si svolge ogni anno il 2 giugno.
  • Colloredo in Festa - L'Olio dei Patriarchi - Un week-end di festa (il 3º di giugno) nel piccolo borgo di Colloredo di Soffumbergo. Festa originale, ogni anno con temi diversi, mette in luce aspetti legati alla tradizione e alla cultura friulana. Ha voluto legarsi alla promozione dell'olio d'oliva, vista la collocazione del borgo vicino a frantoi e a coltivazioni di ulivo.
  • Green Volley Faedis - Una delle più grandi manifestazioni sportive in regione, sicuramente la più grande dal punto di vista dei partecipanti, circa 3 000 atleti che, nei quattro giorni della manifestazioni, si cimentano in numerose discipline sportive, dalla pallavolo al calcio, dal rugby alla mountain bike. Si svolge a Faedis presso il Centro Polisportivo Castellterçol.
  • Feste delle Castagne e del Miele di Castagno - A Valle di Soffumbergo, piccola frazione nell'alta collina, si svolge un appuntamento classico dell'autunno. Nei fine-settimana del mese di ottobre si possono degustare specialità a base di castagne, divertendosi con i numerosi eventi annualmente organizzati.

Geografia antropica

Frazioni

  • Campeglio/Cjampei/Čampej | popolazione: 766 | altezza: 135 m s.l.m.| Campeglio è la frazione più grande del comune di Faedis. La località è antica, come dimostrano i resti del castello di Soffumbergo, soggiorno estivo dei patriarchi di Aquileia. Particolarmente suggestivo è il mosaico di San Michele, presente nella chiesa parrocchiale ricostruita dopo il sisma del 1976. Il paese si estende principalmente lungo la strada che porta a Cividale.
  • Raschiacco/Roschià | popolazione: 197 | altezza: 179 m s.l.m.| Raschiacco viene menzionato per la prima volta nel 1321. Il paese si è sviluppato intorno alla chiesetta di San Martino che molti storici attribuiscono al 1200. Raschiacco è collocato a ridosso delle colline in mezzo a numerosi vigneti dai quali si ottengono vini di ottima qualità.
  • Ronchis/Roncjis | popolazione: 163 | altezza: 129 m s.l.m.| Il ruolo di Ronchis nella storia del comune di Faedis è molto importante. Infatti dal XV sec. le sue ville, Freschi e Partistagno, diventeranno le abitazioni delle due omonime famiglie del casato dei Cucagna.
    La frazione è collocata sulla strada che porta a Udine, a sud di Bellazoia, e si sviluppa principalmente intorno alla piccola piazza.
  • Canal di Grivò/Cjanal di Grivò/Podklap | popolazione: 103 | altezza: 228 m s.l.m.| Notizie certe sull'esistenza di Canal di Grivò si hanno solo durante il dominio dei Cucagna, ma studiando l'etimologia della parola, di chiara origine celtica, si può supporre che il paese abbia origini più antiche. Canal di Grivò sorge sulle rive del torrente omonimo nel punto in cui più si restringe la gola dei monti.
  • Canebola/Cjaneule/Čenijebola | popolazione: 115 | altezza: 669 m s.l.m.| Canebola ha origine probabilmente nel periodo delle migrazioni slave (VI-IX sec.), che portarono tali popolazioni ad insediarsi sui monti e sulle alture delle valli del Natisone e del Torre. Nel 1930 era ancora sprovvista di strade e a causa di questo è rimasta un po' isolata dal resto del comune. Grazie all'opera di ricostruzione post-terremoto, Canebola è ora un ridente paesino di montagna. Canebola è rimasto anche famoso per questa casermetta della fanteria d'arresto dove si svolgevano brutali episodi di nonnismo ai danni delle nuove reclute in servizio militare di leva (episodio del piccone). Alcuni militari sono stati condannati dalla procura militare di Padova. Nel periodo della guerra fredda la casermetta, a nord dell'abitato, era una fortificazione, all’incrocio delle strade per Subit e Masarolis, che si sviluppava anche sul versante nord del monte e controllava l’accesso dalla Jugoslavia attraverso la valle del torrente Rieca; la fortificazione che faceva parte della soglia di Gorizia era affidata al 52º battaglione fanteria d'arresto "Alpi".
  • Stremiz/Stremiç/Garmovšcica | popolazione: 32 | altezza: 315 m s.l.m.| Stremiz è un antico borgo, citato per la prima volta nel 1294 e assoggettato alla giurisdizione dei Cucagna a partire dal XIII secolo. È costituito da pochi edifici intorno ad una piccola piazza con fontana del XIX secolo. Conserva i resti di tre mulini e un ponte ad arco in pietra di origine romana, nei pressi delle sorgenti del Grivò..
  • Costapiana/Cuesteplane/Rauan e Gradischiutta/Gradiscjute/Radišče | popolazione: 17 | altezza: 389 m s.l.m.| Costapiana è un piccolo borgo che si trova sulla strada per Canebola. È un abitato antico anche se è difficile stabilire precisamente le sue origini. Poco distante si trova il borgo di Gradischiutta, a 364 m s.l.m., il cui nome significa "luogo fortificato" o "rovine di castello". Probabilmente sorge sulle rovine di un antico fortilizio.
  • Valle di Soffumbergo/Vâl/Podcirku | popolazione: 22 | altezza: 678 m s.l.m.| Valle, detta anche "Balcone sul Friuli", come tutti i paesi della zona ha origini antiche. Durante i secoli passati è sempre appartenuta al feudo dei Soffumbergo di proprietà della Chiesa di Aquileia. Il paese si estende attorno alla chiesa di San Pietro costruita nel XVIII sec. Valle è composta per la maggior parte da edifici rustici ristrutturati, utilizzati per lo più come case di villeggiatura.
  • Colloredo di Soffumbergo/Colorêt | popolazione: 21 | altezza: 273 m s.l.m.| Colloredo viene menzionato per la prima volta nel 1501 come Villa Coloreti Soffumbergi. Il suo nome deriva dal latino coryletum e significherebbe "boschetto di noccioli". Colloredo come i paesi vicini, lega la sua storia al castello di Soffumbergo; è un piccolo paese conosciuto soprattutto per la produzione vinicola.
  • Costalunga/Custelungje/Vila | popolazione: 6 | altezza: 593 m s.l.m.| Costalunga fu citata per la prima volta nel 1353, ma si pensa che le sue origini siano più antiche, simili a quelle di Canebola. Inizialmente fu assoggettata alla giurisdizione dei Cucagna, ma poi passò sotto i Soffumbergo. È situata sull'altura tra le valli del Grivò, di Faedis e Raschiacco. Il paese è stato restaurato completamente, divenendo un prezioso borgo rurale.
  • Pedrosa/Pedrose/Pedroza | popolazione: 1 | altezza: 754 m s.l.m.| Pedrosa viene citata per la prima volta intorno alla metà del XIV sec. Questa frazione viene accomunata a Costalunga in relazione ad alcuni fatti storici riguardanti il casato dei Cucagna.
  • Clap/Clàp/Podrata | popolazione: 2 | altezza: 684 m s.l.m.| Clap, come Canebola, ha origine probabilmente durante il periodo delle migrazioni slave. Il paese ormai è disabitato, anche se alcune delle sue case sono state restaurate dopo il terremoto del '76 e utilizzate come dimora estiva. Questo è infatti un luogo ideale per rilassarsi a contatto con la natura.

Economia

L'agricoltura e più in generale le attività primarie sono le attività che da secoli reggono l'economia faedese. Fino a quando venivano sfruttati i pascoli in alta collina anche l'allevamento aveva un certo peso, soprattutto nei paesi di quelle zone.

Dopo il terremoto del 1976 si assiste, come nel resto del Friuli, all'inizio di un nuovo sviluppo dell'artigianato, e dell'agricoltura, in particolare della viticoltura, vocazione naturale di questo territorio.

Anche il settore turistico, con la nascita di numerosi agriturismi e bed & breakfast, che "sfruttano" la bellezza del territorio, ricco di natura e storia, castelli, ville e chiesette votive, vede l'inizio di uno sviluppo che dovrebbe concretizzarsi con la nascita entro qualche anno del Parco Archeologico della Terra dei Castelli, che comprenderà oltre al comune di Faedis, i comuni di Attimis e Povoletto.

Amministrazione

Palazzo comunale

Al consiglio regionale è stata presentata richiesta di referendum per la costituzione, in seguito alla fusione dei due enti, del comune di Attimis e Faedis.

Gemellaggi

Note

  1. ↑ Toponimo ufficiale in lingua friulana, sancito dal DPReg 016/2014, vedi Toponomastica ufficiale, su arlef.it.
  2. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ↑ Comune di Faedis - Statuto.
  4. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  5. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  6. ↑ Comune di Faedis : Amministrazione comunale e sindaco - Comune di Faedis e città, Udine, Friuli-Venezia Giulia, su www.comune-italia.it. URL consultato il 4 agosto 2026.
  7. ↑ toponomastica ufficiale (DPReg 016/2014), su arlef.it.
  8. ↑ Verifica del grado di attuazione delle disposizioni ai sensi dell’art. 10 della Legge di tutela n. 38/2001 in materia di insegne pubbliche e toponomastica (PDF), su consiglio.regione.fvg.it.
  9. ↑ (SL) Registro dei beni culturali sloveni, su geohub.gov.si.
  10. ↑ Primo Cresta, Un partigiano dell'Osoppo al confine orientale, Del Bianco Editore, 1969.
  11. ↑ Faedis, decreto 1984-09-18 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 2 agosto 2022.
  12. ↑ Comune di Faedis, Medaglia d'oro al merito civile, su quirinale.it. URL consultato il 26 ottobre 2023.
  13. ↑ Il Presidente Ciampi ha conferito Medaglie al Merito Civile alla Regione Friuli - Venezia Giulia e ai Comuni colpiti dal terremoto del 1976, su presidenti.quirinale.it.
  14. ↑ Alla cerimonia è seguita la presentazione del libro Franco Celledoni scritto da Roberto Tirelli. In questa occasione, l'unico cugino di Franco ancora in vita, Armando Celledoni, ha raccontato alcuni aneddoti della vita di questo sfortunato patriota.
  15. ↑ Dati tratti da:
  16. ↑ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana., su arlef.it.
  17. ↑ Lingua e cultura, su arlef.it.
  18. ↑ "Approvazione della tabella dei comuni del Friuli-Venezia Giulia nei quali si applicano le misure di tutela della minoranza slovena, a norma dell'articolo 4 della legge 23 febbraio 2001, n. 38". (GU n. 276 del 27-11-2007)
  19. 1 2 Libero Fracassetti, La statistica etnografica del Friuli e l'ultimo censimento[collegamento interrotto], in Atti della Accademia di Udine, vol. 9, 1901/1902, pp. 139-146.
  20. ↑ Milan Bufon, Lo spazio con/diviso (PDF), Aracne editrice, pp. 92-96, ISBN 978-88-255-2570-0.
  21. ↑ Milan Bufon, Lo spazio con/diviso (PDF), Aracne editrice, pp. 96-102, ISBN 978-88-255-2570-0.
  22. ↑ Censimento della popolazione del Regno d'Italia al 10 febbraio 1901 (PDF), Ministero di agricoltura, industria e commercio, 1903, pp. 385-386.
  23. ↑ Censimento della popolazione del Regno d'Italia al 10 giugno 1911 (PDF), VI, Ministero di agricoltura, industria e commercio, 1915, p. 386.
  24. ↑ Censimento della popolazione del Regno d'Italia al 1 dicembre 1921 (PDF), XIX. Relazione generale, Presidenza del Consiglio dei Ministri, 1928, p. 274.
  25. ↑ Rilevazione "semi-ufficiale" del Centro di Documentazione della Presidenza del Consiglio
  26. ↑ Stima effettuata dal geografo Giorgio Valussi, vedi Lokar A. e Thomas L., Socioeconomic Structure of the Slovene. Population in Italy., in Papers in Slovene Studies, Society for Slovene., New York, 1977.
  27. ↑ Stima del Gruppo di studio "Alpina"
  28. ↑ Stima del Governo italiano
  29. 1 2 3 4 Il dato non include la frazione di Clap, aggregata al comune di Faedis nel 1953, vedi Decreto del presidente della Repubblica 25 giugno 1953, n. 574
  30. ↑ GIOCHI SADICI IN CASERMA, SEI CONDANNE, in la Repubblica, 29 marzo 1990. URL consultato il 25 novembre 2017.
  31. ↑ Consiglio Regionale (PDF), su consiglio.regione.fvg.it. URL consultato il 12 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).

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