| Capizzi comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Leonardo Giuseppe Principato Trosso (lista civica) dall'11-6-2018 |
| Territorio | |
| Coordinate | 37°51′N 14°29′E |
| Altitudine | 1 100 m s.l.m. |
| Superficie | 70,17 km² |
| Abitanti | 2 685 (31-5-2026) |
| Densità | 38,26 ab./km² |
| Comuni confinanti | Caronia, Cerami (EN), Cesarò, Mistretta |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 98031 |
| Prefisso | 0935 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 083008 |
| Cod. catastale | B660 |
| Targa | ME |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona E, 2 507 GG |
| Nome abitanti | capitini |
| Patrono | san Giacomo |
| Giorno festivo | 25 luglio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Capizzi è un comune italiano di 2 685 abitanti della città metropolitana di Messina in Sicilia.
È un comune del parco dei Nebrodi. Gli abitanti vengono chiamati capitini (in siciliano capizzùoti).
Capizzi sorge nell'interno dell'Isola per un'estensione di 69,90 km², attorno al colle Verna, contrafforte nella parte meridionale dei Nebrodi, e sulle sorgenti del fiume Simeto, a 1139 m sul livello del mare e distante dalla costa poco più di 20 km in linea d'aria.
Per la posizione elevata del luogo in cui sorge Capizzi, le condizioni atmosferiche subiscono repentini cambiamenti. Nel periodo invernale, specialmente nel periodo tra gennaio e marzo, il clima risulta essere molto ostile con temperature decisamente basse (zona climatica E), spesso al di sotto dello zero, con neve abbondante e gelate. Nel periodo estivo, invece, il clima è reso gradevole dalla presenza dei boschi e dai venti.
La sua posizione in rapporto ai principali centri abitati, fa di Capizzi una delle località più remote e isolate della provincia di Messina.

"L'origine di questa città fu sempre ignota, e va smarrita nella notte dei secoli.", così scriveva lo storico e letterato capitino Nicolò Russo all'inizio del Cap. II della Monografia della Città di Capizzi antica e moderna in Sicilia pubblicata nel 1847, a proposito della fondazione di Capizzi.
L'autore, e insieme a lui tanti altri, fa risalire l'origine della civiltà capitina al tempo dei Siculi o dei Sicani. Altri, infatti, si sono occupati di questa città nel passato: il Fazzello e l'Arezzo che si rifecero a Tolomeo ed a Filippo Cluverio, ma solo il Caruso avanza l'ipotesi che Capizzi, come Modica, a Bidi sarebbe stata costruita dai Siculi che, insediati in una prima fase lungo la costa orientale della Sicilia, si spostarono ad ovest nell'interno per sfuggire alle continue scorribande dei pirati greci.
Studi del Brea, del Cavallaro e del Pace concordano nell'ipotesi che sia il centro che il territorio capitino rientrassero, nella seconda metà del IV secolo a.C., in una serie di insediamenti tra il Simeto ed il Salso. Solamente scavi archeologici potranno confermare tali tesi che ad oggi sono tutte di riscontri oggettivi e prove materiali.
La citazione di Cicerone nelle Verrine, ove attesta che "L'Aurea Urbs Capitina" era tra quelle "vessate dalla sete dei Decumani sotto Verre", ci dà prova inconfutabile che almeno nel periodo romano l'esistenza di un centro abitato è certo.
La cittadina di Capizzi, durante l'invasione della Sicilia da parte degli anglo-americani nello sbarco in Sicilia, visse la sua battaglia nei giorni che seguirono il 19 luglio del 1943, quando la 15ª divisione Panzergrenadie del generale Rodt dopo aver perso le città di Nicosia, Leonforte e Agira, dal 19 luglio si ritirò sulla cima della montagna di Troina, lungo la linea chiamata «Linea dell'Etna», insieme a reparti della divisione "Aosta" e artiglieria delle divisioni Aosta e "Assietta". Luogo, questo, dove poi si svolse la cruenta battaglia di Troina.
Questa ritirata lasciò la cittadina di Capizzi aperta all'occupazione da parte dei reparti del corpo di spedizione francese in Italia (CEF) al comando del generale francese Alphonse Juin, i soldati africani del CEF erano chiamati goumier ed erano al comando del generale francese Augustin Guillaume. Essi erano particolarmente abili nelle operazioni di montagna; i goumier, durante tutta la campagna d'Italia, si distinsero per ripetuti e continuativi episodi di stupro, violenze gratuite e ruberie nei confronti delle popolazioni via via incontrate, episodi tristemente noti come marocchinate.
In Sicilia a Capizzi, i goumier avrebbero avuto scontri molto accesi con la popolazione per i ripetuti episodi di violenza verso la popolazione femminile e non solo.
Il primo episodio di "marocchinata" si ebbe tra Licata e Gela subito dopo lo sbarco americano, a subirlo una donna sfollata, ciò secondo lo storico Fabrizio Carloni. Successivamente si diressero a Capizzi, dove per la prima volta, e forse l'unica, si trovarono ad affrontare la risposta fiera e violenta dei cittadini del piccolo paese dei Nebrodi.
I goumier del 4° Tabor comandato dal capitano Verlet, rimasero nella cittadina circa una settimana. Essi erano accampati all'ingresso di Capizzi nel Piano della Fiera e a Monte Rosso, dove iniziarono subito ad estorcere beni e cose ai capitini di passaggio. In seguito, per reazione al comportamento dei marocchini, vi furono episodi di intimidazione fatte dai capitini alle forze occupanti (come mostrare la corda), successivamente dopo alcuni episodi di stupro vi furono episodi di reazione violenta della popolazione.
Infatti, diversi marocchini furono trovati impiccati ed alcuni furono trovati morti, anche a distanza di tempo dalla loro partenza da Capizzi, nelle campagne dei dintorni del paese. Si parla, anche, del ritrovamento di alcuni goumier uccisi con i genitali tagliati (secondo alcuni un chiaro segnale intimidatorio agli stupratori). In totale circa una quindicina di marocchini vennero uccisi, con l'acquiescenza delle autorità militari alleate; in altri casi gli autori degli stupri vennero uccisi a roncolate o evirati, sbudellati e dati in pasto ai maiali.
Lo stemma rappresenta un guerriero con la corazza e il pileo, le braccia tronche, pronto a difendere comunque la sua patria: "Tronche le braccia, pugnerem coi petti". Il gonfalone è un drappo di colore bianco ornato di fregi d'argento.

Diverse sono le chiese sconsacrate o perdute, che insistono o insistevano, nella cittadina di Capizzi; esse sono:
Abitanti censiti


Esempi:
Ĕ: (-A, -E, -Ō) > é:
PEDE > péde; VERME > vérmɘ; VECLA > vécchja; PERDIT > pérdɘ.
Ĕ: (-Ī, Ǔ) > i̯é:
Ŏ (-A, -E, -O) > ó:
ŎSSA > óssa; ŎVA > óva; BŎNA > bbóna; MŎRIT > mórɘ.
Ŏ (-Ī, -Ŭ) > uó:
ŎSSŬ > uóssu; ŎVŬ > uóvu; ŎRBŬ(S) > uórbu; BŎNŬ(S) > bbuónu.
Il comune è interessato dalla Strada provinciale 168 dei Monti Nebrodi.
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 20 luglio 1990 | 14 agosto 1992 | Mario Antonino Iraci Sareri | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 14 agosto 1992 | 29 dicembre 1992 | Luigi Salvatore Bonelli | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 29 dicembre 1992 | 17 marzo 1994 | Giuseppe Calandra | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 18 giugno 1994 | 25 maggio 1998 | Luigia Agnese Iraci Sareri | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 25 maggio 1998 | 27 maggio 2003 | Giuseppe Calandra | lista civica | Sindaco | |
| 27 maggio 2003 | 17 giugno 2008 | Mario Antonino Iraci Sareri | lista civica | Sindaco | |
| 17 giugno 2008 | 8 luglio 2013 | Leonardo Giuseppe Principato Trosso | lista civica I Capitini Prima di Tutto | Sindaco | |
| 11 giugno 2013 | 10 giugno 2018 | Giacomo Leonardo Purrazzo | lista civica Coerenza e Libertà | Sindaco | |
| 10 giugno 2018 | "In carica" | Leonardo Giuseppe Principato Trosso | lista civica Amministrare Insieme | Sindaco | |
Il comune di Capizzi fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.1 (Montagne interne Nebrodi nord-occidentali).
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 247262275 · GND (DE) 4229245-1 |
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