| Furnari comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Felice Germanò (lista civica Rilanciamo Furnari) dal 13-6-2022 |
| Territorio | |
| Coordinate | 38°06′16.63″N 15°07′30.8″E |
| Altitudine | 145 m s.l.m. |
| Superficie | 13,55 km² |
| Abitanti | 4 244 (31-5-2026) |
| Densità | 313,21 ab./km² |
| Frazioni | Tonnarella |
| Comuni confinanti | Falcone, Mazzarrà Sant'Andrea, Terme Vigliatore, Tripi-Abakainon |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 98054 |
| Prefisso | 0941 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 083028 |
| Cod. catastale | D825 |
| Targa | ME |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona B, 874 GG |
| Nome abitanti | furnaresi |
| Patrono | sant'Antonio di Padova |
| Giorno festivo | 13 giugno, 8 settembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Fùrnari (Fùrniri in siciliano) è un comune italiano di 4 244 abitanti della città metropolitana di Messina in Sicilia.
L'origine del nome deriva dal nome della famiglia "Furnari" che deriva a sua volta dal greco "Phournares" ("fornaio"), famiglia discendente dai De Fornari o Fornari, consoli e nobili genovesi insediatasi in Sicilia nel 1229 a supporto della sua conquista da parte degli Svevi, e quindi sotto il dominio di Federico II di Svevia all'interno di una parte del territorio del messinese, poi lavorato e conquistato, terre (di) Furnari.
Si estende su una superficie di 1.300 ettari, con una densità di 280 abitanti per chilometro quadrato.
Il territorio ricco di sorgenti d'acqua ferruginose e sulfuree, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate. Sorge su una zona collinare (Monte le Croci, 247 m s.l.m.), nel Val Demone, giungendo sul Mar Tirreno.
Confina ad est con Mazzarrà Sant'Andrea, ad ovest con Falcone, a sud-est con Tripi, ed a sud-ovest con Terme Vigliatore.
Il territorio comunale si divide in Furnari "collina" o "centro" e Furnari "marina". Furnari "marina", fa capo alla frazione balneare di Tonnarella, a Portorosa e alle contrade di Bazia, di Saiatine e di Torre Forte.
La stazione meteorologica più vicina è quella di Patti-Tindari. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +10,2 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +24,9 °C.
Si ha notizia di tracce di una necropoli preistorica, con la presenza di diverse tombe, nell'area dell'attuale Contrada Grotte di Furnari.
Si ha notizia di tracce di insediamento, di epoca classica, nell'area dell'attuale contrada "Masseria" e "Monte le Croci".
Infine, risalente all'epoca greco-classica, si ha notizie di tracce di insediamento, nell'area dell'attuale contrada "Pezza Grande" e anche di una necropoli, risalente, anch'essa, ad epoca greco-classica in contrada "Villa Arangia"..
Si ha notizia di resti di insediamento, di epoca romana, nell'area dell'attuale contrada "Cinque Fontane"..
Inoltre, altri resti di insediamento si trovano nell'area dell'attuale contrada "Giamparedda".
Si ha notizia di tracce di insediamento, di epoca bizantina, nell'area dell'attuale Contrada Pezza Grande di Furnari.
Verso la fine del XIV secolo, Filippo Furnari discendente da una nobile famiglia genovese, imparentato con il Principe Ottone Furnari e giunto in Sicilia nel 1229, ottenne da Federico II, in cambio dei servizi a lui prestati, il titolo di barone di un territorio dove costruì un castello, che fu ben presto attorniato da piccole case, dando così origine ad un borgo feudale che, per oltre quattro secoli, fu governato dai suoi discendenti.
Nel 1678, il nobile messinese Ferdinando Furnari, Duca di Furnari, venne coinvolto nella rivolta antispagnola di Messina, fuggì in Francia, dove conobbe il sovrano Luigi XIV, ma subì la confisca di beni da parte della corte di Spagna.
Nel 1691 il territorio dei Furnari venne venduto dalla Corte spagnola ai Marziano di Patti, che ne conservarono il possesso fino al 1819, quando il Parlamento siciliano abolì i diritti feudali e Furnari iniziò la sua vita di Comune. Il titolo di Principi di Furnari fu attribuito anche a un ramo della famiglia Notarbartolo, nobile famiglia palermitana.
Lo stemma, adottato dal Comune all'atto della sua costituzione nel 1819, è l'unico legame tra storia e leggenda e riprende il blasone della famiglia Furnari, discendente dai Fornari o De Fornari, consoli genovesi:
Anche se indirettamente, esiste un'illustre testimonianza, risalente al 1220, quella di Ludovico Ariosto, che, nel citare nel suo Orlando furioso, al canto XLI, 30, lo stemma di Furnari, tale legame rafforza:
Poiché l'Ariosto soggiornò a lungo a Genova, patria di Filippo Furnari, non è difficile che il poeta girovago abbia visto in quella città lo stemma, sul portale di un vecchio palazzo della famiglia "Furnari".
Il gonfalone è un drappo di giallo.
Una casupola di muri a secco, sorgeva sola in una radura del bosco, dove "Giuseppe Furnari" conduceva un'umile vita da contadino, coltivando terra nei dintorni.
Fu qui che le vie del destino di Ruggero II di Sicilia, incrociarono il sentiero, che conduceva alla casupola nel bosco.
A causa di un arciere maldestro, che, per sbaglio, colpì il fedele levriero del Re, qualcuno s'accorse della casupola e ne indicò il sentiero.
Così "Biagio Furnari" li vide davanti, prese dell'acqua dal pozzo, delle bende e dell'olio; lavò la ferita e vi applicò un impasto di "niputedda" (erba curativa) e lo fasciò.
Ma il levriero, fasciato, non riusciva a reggersi in piedi; e il Re pronunciò le parole: "Io debbo assolutamente andare e il cane non può seguirmi. Te lo lascio in consegna: abbine cura, che prima o poi, verrò io stesso a prenderlo".
Il re se ne andò senza palesare chi in realtà fosse. Passarono i giorni, le settimane, i mesi, ma il Re non faceva ritorno, come se si fosse dimenticato del suo fedele amico.
Il "Furnari" medicava e nutriva il cane. Si toglieva il pane dalla bocca per darlo a lui, abbandonava la zappa fra il maggese per andare a cercarlo, non appena scappava.
Qualcuno propose al "Furnari" che glielo vendesse, ma egli arrogantemente respingeva ogni offerta: aveva promesso d'attendere il ritorno del Re, e avrebbe mantenuto l'impegno a costo di qualunque sacrificio: solo a lui avrebbe consegnato il cane.
Molti incominciarono a deriderlo: "È sempre dietro a quella bestia; rifiuta il denaro che gli offrono: attende il Messia".
E a tutti, rispondeva che avrebbe tenuto con sé il cane "Finché venga".
E ci favoleggiavano sopra parlando di stregonerie, del veltro che aveva il diavolo in corpo, che compariva e scompariva fulmineo per le balze del bosco.
Allo squillar delle trombe, una schiera di cavalieri, con le insegne regali e con le croci d'oro sugli scudi lucenti, si fermò davanti alla casupola del contadino, e Ruggero, in splendide vesti, notando il cane, splendidamente guarito, scese da cavallo e con modo spontaneo si tolse la spada e, posandola sulla spalla del Furnari, pronunciò: "Giuseppe Furnari – disse - nel nome di Dio e in premio della tua fedeltà, ti creo barone di queste terre. Il tuo stemma è un cane in campo rosso con la scritta "Finché venga".
Biagio Furnari sbigottì: "Eccoti il cane" disse "ho atteso il suo ritorno".
La piccola casupola coi muri a secco, divenne presto un castello baronale (sulle cui rovine fu costruita, successivamente, l'attuale "Chiesa Madre"), con lo scudo sul frontale, e nei dintorni, iniziarono a sorgere fitte case e a dividerle, delle strade.
Negli anni seguenti, nei dintorni del castello del barone, cominciarono a nascere le prime umili case dei contadini. Nel corso del tempo, nacque un villaggio, che nei secoli, divenne un bel piccolo centro collinare.
Sul gonfalone di Furnari, vi è sempre lo scudo col levriero e la scritta, a ricordo ed a simboleggiare la fedeltà dimostrata da Giuseppe Furnari.
Abitanti censiti

Al 1º gennaio 2023 a Furnari risultano residenti 387 cittadini stranieri pari al 9,65 % della popolazione. Le nazionalità principali sono:
Acqua Santa, Bazia, Bozzo, Camarda, Canaloro Zurà, Canonica, Carrubbe, Celi, Chianiddaro, Chiodo, Chiusa, Cinque Fontane, Ciurani, Colle, Commissaria, Condurso, Convento, Crocette, Cubi, Cucciaredda, Curriotta, Currii, Curtigghiu, Cutrignolo, Dromo, Feliciotto,Firriato, Frassini, Gagliardo, Garone, Giamparedda, Giuliano, Grangiotta, Grotte, Jtàna, Laccu, Ligà, Loco, Magro, Mairo, Marabella, Marrafino, Marulli, Masserie, Mastronicola, Mastrubranca, Matrice, Mendola, Monte le Croci, Mulino di Juso, Mortellito, Oratoio, Palmara, Paoluccia, Perarelle, Pezza Grande, Piana, Pignataro, Pigno, Portorosa, Quagghiardu, Rangiotta,Rovittella, Russo, Saia, Saiatine, San Filippo (zona industriale), Sant'Antonino, San Nicolò, Sant'Enargi, Sardedda, Scalonate di brasco, Scorcialupu, Siena, Sottile, Spizziu, Storto, Suttoponte, Strittu da Chiusa, Sutta Vasili, Supra Basili, Testa dell'acqua, Testa di lupo, Teatro, Tornante, Torre Forte, Tremola, Tucciarella, Ulmo, Vallone, Venticuccìa, Vini, Zurà.[senza fonte]
Furnari nella zona marittima ed industriale è attraversato dalla
mentre il centro collinare si estende lungo la
tra il km 0 ed il km 6.
Il territorio comunale è attraversato, inoltre, anche da altre direttrici stradali provinciali:
Il Comune di Furnari non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, il casello autostradale più vicino è quello di Falcone
, sulla Autostrada A20 Messina - Palermo
.
Furnari è servita dalla ferrovia Palermo-Messina.
La stazione ferroviaria è situata nella frazione "Vigliatore", facente parte del comune limitrofo di Terme Vigliatore, ma distante solamente 650 m dal territorio comunale di Furnari. Presso la stazione è altresì disponibile il servizio di autotrasporto Uber prenotabile tramite App.
I trasporti interurbani di Furnari vengono svolti con autoservizi di linea gestiti da AST.
L'economia attuale si basa quasi esclusivamente sull'agricoltura (olive, uva, cereali e agrumi) e sulla pesca nella frazione di Tonnarella.
La località di Furnari, è stata, da sempre, famosa per la sua ottima produzione, di vino. Infatti, sul territorio comunale, esistono, grandi quantità di vigneti.
Sviluppata è l'attività artigianale nei settori alimentari (produzione e lavorazione di olio d'oliva, e conservazione dei prodotti della pesca), del legno e della lavorazione del marmo.
Fino alla fine degli anni settanta, notevole è stata l'attivà di esportazione, svolta tramite il piccolo scalo ferroviario di Novara-Montalbano-Furnari, di agrumi, olio d'oliva e vino, verso diverse località ed aziende.
Buone prospettive di rilancio economico sono rappresentate dalla progettata pianificazione dell'area di sviluppo industriale del Tirreno (che comprenderà anche il Comune di Furnari) e dal turismo, al cui sviluppo darà una forte spinta propulsiva il complesso residenziale-turistico Portorosa, che costituisce un centro di grande attrattiva per gli impianti ricettivi che si sono realizzati e per la ricca dotazione di attrezzature e impianti sportivi.
Il comune di Furnari fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.9 (Colline litoranee di Milazzo).
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