| Cassano d'Adda comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Fabio Colombo (centro-destra) dal 18-10-2021 |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°31′32.3″N 9°31′15.28″E |
| Altitudine | 133 m s.l.m. |
| Superficie | 18,6 km² |
| Abitanti | 20 071 (31-5-2026) |
| Densità | 1 079,09 ab./km² |
| Frazioni | Cascine San Pietro, Groppello d'Adda |
| Comuni confinanti | Casirate d'Adda (BG), Fara Gera d'Adda (BG), Inzago, Pozzo d'Adda, Pozzuolo Martesana, Rivolta d'Adda (CR), Treviglio (BG), Truccazzano, Vaprio d'Adda |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 20062 |
| Prefisso | 0363 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 015059 |
| Cod. catastale | C003 |
| Targa | MI |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) |
| Cl. climatica | zona E, 2 536 GG |
| Nome abitanti | cassanesi |
| Patrono | Maria Immacolata e san Zeno di Verona |
| Giorno festivo | 1ª domenica di ottobre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Cassano d'Adda (Cassaan in dialetto milanese; Cassà in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 20 071 abitanti della città metropolitana di Milano, in Lombardia.
Sorge sulla riva destra dell'Adda, presso il punto in cui dal fiume si dirama il Naviglio della Martesana, e parte del territorio comunale è compresa nel Parco dell'Adda Nord. Il territorio comprende, oltre al capoluogo, le frazioni di Groppello d'Adda e Cascine San Pietro. La sua posizione presso uno dei principali attraversamenti dell'Adda conferì all'abitato una notevole importanza strategica nel corso dei secoli, facendo di Cassano il teatro di diversi episodi militari.
Nel 1158 Federico Barbarossa tentò di attraversare l'Adda presso Cassano, trovando il passaggio presidiato dalle forze milanesi; nel 1259 nei suoi pressi fu sconfitto Ezzelino III da Romano. Il 16 agosto 1705, durante la guerra di successione spagnola, vi si combatté la battaglia di Cassano, nella quale le truppe francesi guidate da Luigi Giuseppe di Borbone-Vendôme fermarono l'esercito imperiale del principe Eugenio di Savoia. Il 27 aprile 1799, nel corso della guerra della Seconda coalizione, un'altra battaglia vide le forze austro-russe comandate da Aleksandr Vasil'evič Suvorov prevalere sulle truppe francesi. Nel corso dell'Ottocento il passaggio sull'Adda continuò ad avere rilevanza militare e fu interessato dalle operazioni del Risorgimento, che portarono nel territorio anche le armate di Vittorio Emanuele II e Napoleone III.

Il territorio cassanese è diviso in due parti dal solco del fiume Adda, caratterizzate da un dislivello di 20-25 metri. Il fiume che a Vaprio scorre ancora incassato in un solco profondo, nella valle di Cassano si allarga in un ampio letto nel quale le acque si dividono in numerosi rami, separati da isolotti ghiaiosi e boscosi.
Qui, mentre la sponda destra rimane alta ancora 15-20 metri, la sinistra si fa pianeggiante. L'altitudine del terreno cassanese varia da metri 144 (Groppello) a metri 115. La suddivisione geofisica del territorio comunale, che assomma a 18,51 km², può riassumersi secondo la seguente ripartizione.
La parte orientale è formata da:
La parte occidentale si può dividere in:
La zona a sinistra dell'Adda si trovava anticamente nel lago Gerundo. Questa zona ha uno spessore coltivabile assai limitato e per la sua origine recente e per il perdurare su di essa di acque stagnanti. Lo scheletro del sottosuolo è più grossolano di quello di destra, essendo costituito quasi esclusivamente da grossi ciottoli calcarei misti a sabbia e ghiaia. La zona a destra dell'Adda ha il terreno sensibile più imbrunito della presenza, in quantità più rilevante, di sostanze organiche e ha particelle terrose miste a parti grossolane. Questo terreno è formato da argilla, sabbia, calcare e humus.
Cassano è posta quasi al centro della Lombardia, nell'alta pianura padana. Nei giorni sereni da Cassano si possono vedere il Monte Rosa, i Corni di Canzo, le Grigne, il Resegone, la Cima di Menna, l'Arera, l'Alben, la Presolana e il Gölem (Monte Guglielmo) oltre ad altre vette comasche, lecchesi, bergamasche e bresciane verso nord e la lunga catena degli Appennini emiliani verso sud.
Questo comune è attraversato sia dal canale della Muzza che dal naviglio della Martesana.
In origine si pensa che il nome fosse semplicemente "cassano", nome gallico della quercia divenuto romano. Questo nome è derivato dalla radice "kas" che nella lingua celto-ligure indicava un tipo di quercia assimilabile al "cerro" (quercus cerris) e di cui erano ricoperte quasi tutte le foreste della pianura Padana.
Nel tempo fiorirono anche altre versioni etimologiche del nome:
Le più antiche testimonianze materiali rinvenute nel territorio di Cassano d'Adda risalgono all'età del bronzo. Nel 1908, durante i lavori di ampliamento del Linificio e Canapificio Nazionale, fu infatti rinvenuta a circa 6,5 metri di profondità una spada di bronzo lunga circa 48 centimetri, successivamente donata al Museo preistorico di Roma. Il reperto, attribuito al Bronzo recente e datato approssimativamente al XIII secolo a.C., appartiene alla tipologia detta «Cattabrega»; la sua scoperta fu segnalata nello stesso anno da Luigi Pigorini nel Bullettino di Paletnologia Italiana.
Per le epoche successive la ricostruzione dell'insediamento è meno sicura. Non vi sono elementi sufficienti per identificare con certezza il centro preromano con un oppidum degli Insubri, né per sostenere l'esistenza di un castrum romano sulla base dell'attribuzione tradizionale a Polibio, autore vissuto nel II secolo a.C. È invece documentato che in età romana il territorio era interessato dal sistema viario che collegava Mediolanum a Brixia, lungo un itinerario diretto verso l'attraversamento dell'Adda.
La prima attestazione documentaria sicura del toponimo risale all'877, quando il re d'Italia Carlomanno emanò un diploma redatto nella «curte Sancti Ambrosii, quae vocitatur Cassianum, juxta Abduam fluvium», cioè nella corte di Sant'Ambrogio chiamata Cassano, presso il fiume Adda. L'atto riguardava una donazione in favore di Angilberga, vedova dell'imperatore Ludovico II. Il documento prova dunque l'esistenza del centro cassanese in età carolingia, mentre il primo riferimento sufficientemente preciso all'esistenza di una struttura fortificata appartiene al periodo intorno all'anno Mille, quando il castello risultava nelle disponibilità degli arcivescovi di Milano.
La posizione di Cassano presso uno dei principali attraversamenti dell'Adda conferì al borgo una crescente rilevanza militare nel corso del Medioevo. Il castello, inizialmente legato alla signoria temporale degli arcivescovi milanesi, assunse progressivamente la funzione di presidio del confine orientale del territorio milanese.
Nel 1158, durante la seconda discesa in Italia di Federico Barbarossa, l'esercito imperiale tentò di attraversare l'Adda presso Cassano nel corso delle operazioni contro Milano. Il passaggio era tuttavia difeso dalle truppe milanesi guidate da Alcherio da Vimercate e l'imperatore rinunciò a forzarlo, cercando un diverso punto di attraversamento.
Nel corso del XIII secolo l'area dell'Adda continuò a essere coinvolta nelle lotte fra Guelfi e Ghibellini. Il 16 settembre 1259 presso Cassano ebbe luogo lo scontro decisivo contro Ezzelino III da Romano, che, dopo avere cercato di estendere la propria influenza verso Milano, fu sconfitto dalle forze guelfe. Ferito e catturato, fu successivamente condotto a Soncino, dove morì poco tempo dopo.
Nella seconda metà del Duecento il controllo di Cassano fu coinvolto nella lunga contrapposizione tra i Della Torre e i Visconti, che si disputavano la supremazia politica su Milano. Con l'affermazione viscontea la rocca fu progressivamente inserita nel sistema difensivo dello Stato milanese. Sotto l'arcivescovo Ottone Visconti, alla fine del XIII secolo, il castello fu ampliato e trasformato in una fortezza di carattere propriamente militare; nel 1295 Galvano Fiamma ricordava Cassano con la formula «Cassanum cum ponte et castrum», attestando la presenza congiunta del borgo fortificato, del ponte e del castello.
Durante il XIV secolo il castello fu ulteriormente adattato dai Visconti e acquisì anche funzioni residenziali e di rappresentanza, come testimoniano i cicli pittorici trecenteschi superstiti nella cappella e negli ambienti interni. La sua posizione acquisì ancora maggiore importanza quando l'Adda divenne una delle principali linee di confronto tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Nel 1427 Cassano conobbe una breve occupazione veneziana: la fortezza fu rafforzata con nuovi fossati, bastioni e opere difensive presso l'imbocco della Muzza.
Con l'affermazione degli Sforza il castello tornò stabilmente nell'orbita milanese. A partire dal 1452 Francesco Sforza affidò a Bartolomeo Gadio un'importante campagna di potenziamento: furono rafforzati soprattutto il fronte rivolto verso l'Adda, la muraglia a scarpa e i contrafforti, mentre l'allargamento della Muzza fu utilizzato anche in funzione difensiva. Tali interventi contribuirono a conferire alla fortezza gran parte della configurazione ancora riconoscibile.
A partire dal XVI secolo, con il mutamento delle tecniche belliche determinato dalla diffusione delle armi da fuoco, il castello perse progressivamente parte della propria funzione di grande fortezza di frontiera, pur continuando a mantenere un ruolo strategico per il controllo del ponte e dell'attraversamento dell'Adda. Contemporaneamente Cassano fu inserita nel sistema feudale del Ducato di Milano. Nel 1538 il feudo fu acquistato da Pagano D'Adda, che nel 1543 lo cedette al condottiero Giambattista Castaldo. Nel 1549 Cassano fu elevata a marchesato; dopo l'estinzione dei Castaldo, nel 1572 passò ai Bonelli, per tornare infine ai D'Adda nel 1781.
Durante la dominazione spagnola il castello fu progressivamente adattato anche a funzioni amministrative, residenziali, agricole e di deposito, mentre il feudatario esercitava diritti fiscali e giurisdizionali sul borgo e sul transito attraverso il ponte. La posizione di Cassano continuò tuttavia a renderla vulnerabile alle operazioni militari: nel 1658, durante le guerre che interessarono il Milanese, le forze francesi occuparono la sponda destra dell'Adda e il castello.
Nel 1703, durante la guerra di successione spagnola, il castello fu utilizzato anche come luogo di detenzione per militari sabaudi catturati dopo la rottura dell'alleanza tra Vittorio Amedeo II di Savoia e la Francia. Le fonti locali ricordano la morte di numerosi prigionieri detenuti nella fortezza; il numero di 4 500 uomini riportato dalla storiografia ottocentesca si riferisce tuttavia complessivamente ai prigionieri distribuiti nei castelli di Cassano, Trezzo, Brivio e in altre località e non ai soli detenuti cassanesi.
Due anni dopo Cassano fu teatro di uno dei maggiori scontri della stessa guerra. Il 16 agosto 1705 l'esercito imperiale comandato dal principe Eugenio di Savoia tentò di superare le forze francesi schierate sull'Adda, ma fu fermato dall'armata del duca Luigi Giuseppe di Borbone-Vendôme. La battaglia di Cassano si concluse a favore dei francesi e provocò pesanti perdite in entrambi gli schieramenti.
Nel corso del Settecento, parallelamente alla riduzione dell'impiego militare permanente del castello, il borgo conobbe una maggiore valorizzazione delle residenze nobiliari e del sistema delle acque. Nel 1749 il marchese Febo d'Adda fece costruire un nuovo ponte sull'Adda. Alla fine del secolo Cassano fu nuovamente coinvolta nelle guerre rivoluzionarie. Il 15 giugno 1796 Napoleone Bonaparte soggiornò nel palazzo che sarebbe successivamente divenuto noto come Villa Brambilla, durante la prima campagna d'Italia.
Il 27 aprile 1799, nell'ambito della guerra della Seconda coalizione, l'Adda fu nuovamente teatro di un importante scontro. Le forze francesi comandate da Jean Victor Marie Moreau furono sconfitte dall'esercito austro-russo guidato da Aleksandr Vasil'evič Suvorov, che riuscì a forzare la linea dell'Adda e ad aprirsi la strada verso Milano. La battaglia di Cassano costituì una delle principali vittorie della campagna italiana di Suvorov e determinò il ripiegamento delle forze francesi verso Milano.
Dopo l'età napoleonica Cassano entrò a far parte del Regno Lombardo-Veneto e, nel corso del XIX secolo, la progressiva perdita della funzione militare del castello accompagnò la trasformazione economica dell'abitato. Nel maniero si alternarono diversi utilizzi, tra cui quelli di carcere, sede della pretura, filanda, abitazione, deposito e, successivamente, anche edificio scolastico; nel 1888 parte dell'antico ricetto fu demolita.
Durante la seconda guerra d'indipendenza italiana, nel 1859, Palazzo Brambilla fu utilizzato come quartier generale di Napoleone III; secondo la documentazione storica locale vi ebbe luogo anche un incontro con Vittorio Emanuele II in prossimità delle operazioni che culminarono nelle battaglie di Solferino e San Martino.
Lo sviluppo industriale assunse particolare rilievo nella seconda metà dell'Ottocento, favorito dalla disponibilità di acqua e dalla vicinanza a Milano. Uno dei principali insediamenti produttivi fu il Linificio e Canapificio Nazionale, il cui complesso cassanese ebbe origine da strutture industriali costruite a partire dal 1842 e fu acquisito dalla società nel 1873. Lo stabilimento, sviluppato lungo il canale Muzza, divenne una delle maggiori realtà manifatturiere del territorio e contribuì in misura significativa alla crescita economica e occupazionale della città tra Ottocento e Novecento.
Il processo di industrializzazione proseguì nel secondo dopoguerra. Nel 1961 entrò in funzione sulle rive della Muzza la centrale termoelettrica di Cassano d'Adda, realizzata da AEM e ASM con un primo gruppo a vapore da 75 MW. L'impianto fu successivamente ampliato e modernizzato, assumendo un ruolo rilevante nel sistema di produzione energetica dell'area milanese.
Parallelamente, la crescita industriale del secondo dopoguerra determinò un progressivo ampliamento dell'abitato e una trasformazione della struttura economica e sociale del comune. Il castello, dopo decenni di usi eterogenei e di progressivo degrado, fu interessato da una prima campagna di consolidamento alla fine degli anni Ottanta e da un più vasto intervento di restauro avviato il 28 ottobre 2004 e protrattosi per circa sei anni. I lavori permisero il recupero degli spazi medievali, del loggiato, della corte e di diversi cicli di affreschi viscontei.
Con decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dell'8 aprile 2009 al comune di Cassano d'Adda fu concesso il titolo di città.
Dal 2015 Cassano d'Adda fa parte della zona omogenea Adda Martesana della città metropolitana di Milano.

Lo stemma civico di Cassano d'Adda è stato riconosciuto con Decreto del Capo del Governo, Primo Ministro, Segretario di Stato Benito Mussolini del 15 ottobre 1935.
La sua derivazione va individuata nello stemma dell'antica famiglia lombarda dei da Cassan, che, con molta probabilità, ha tratto nome e origine dalla terra di questo Comune.
Nel 2009, con l'attribuzione del titolo di Città a Cassano d'Adda è stato ufficializzato lo stemma comunale a sfondo argento, come riconosciuto dal decreto del 1935 e che conferma l'assenza delle onde a ricordo del fiume Adda.
Il gonfalone è stato concesso con decreto del Presidente della Repubblica Giovanni Leone dell'8 aprile 1977.
A seguito della concessione del titolo di Città con decreto del 2009, l'iscrizione "Comune di Cassano d’Adda" è stata sostituita dall'iscrizione centrata (ossia convessa verso l'alto) in argento "Città di Cassano d'Adda".
La bandiera è un drappo rettangolare partito di rosso e di bianco, caricato al centro dello stemma cittadino.
Il campanile di Cassano fu commissionato da Beatrice Regina della Scala nel 1381. Siamo nel momento di passaggio tra lo stile romanico lombardo e il gotico. Il campanile misura 42 metri di altezza ed è un monumento nazionale. Originariamente serviva anche da vedetta sulla Gera d'Adda; per questo motivo era aperto in alto. Nel 1861 il prevosto don Milani dotò il campanile del concerto di otto campane.
Ospita tele del Legnanino e l'altare ligneo di fra Francesco da Cedrate.
Affrescata dai Fiammenghini e dal Cinisello.
La cappella del Revellino fu edificata sulle tombe dei morti piemontesi (circa tremila) fatti prigionieri nel 1703. Una prima cappella era stata edificata nel 1705, ricostruita nel 1904 ed è stata più volte ristrutturata. È solito celebrarvi messa l'ultima domenica di Settembre, in occasione della commemorazione storica dei fatti accaduti.
La Cascina Binaga era un'antica tenuta di campagna facente capo a un complesso, ridotto rudere, edificato a fine Cinquecento e fu per lungo tempo posseduta dai Binaghi, una famiglia aristocratica milanese: il complesso appare caratterizzato da una costruzione in mattoni rossi, inusuale rispetto all'uso locale dei ciottoli di fiume, da grandi finestre sormontate da un architrave e ad arco ribassato, sempre in mattoni, e da un rosone decorativo sulla facciata, nobilitante l'ingresso. Da un punto di vista storico risulta che la cascina ai primi del Settecento era ancora di proprietà dei Binaghi, i quali, pur risiedendo per lo più a Milano in parrocchia di S. Nazaro, avevano consolidato la loro presenza nella Gera d'Adda, risultando proprietari di beni anche a Brignano in persona dei fratelli Diego e Livia Binaghi figli del fu Giovanni; in particolare Livia Binaghi andò in sposa nel 1699 al nobile Giuseppe Maria Sessa, i cui figli Carlo e Giacomo Sessa nel 1734 acquistarono dai marchesi Visconti Ajmi la Cascina Ravajola ad Arzago d'Adda.
Sede del municipio
Costruzione di architettura ottocentesca, fatta edificare dall'omonima ricca famiglia cassanese Berva, con facciata che guarda verso il Belvedere. Dagli stati d'anime risulta che nel 1833 non era ancora stato edificato, anche se la famiglia Berva aveva già acquistato i terreni. È tra le edificazioni più imponenti della città. Dalla parte opposta del Belvedere il palazzo confina con i caseggiati costruiti nella piazza Lega Lombarda; tramite un cortile, si può accedere anche alla piazza San Zeno e quindi in via Veneto. È sede della banda cittadina, dell'ASL, dell'ANA e ospita numerose iniziative culturali e artistiche. Il primo piano è ornato da graziosi affreschi.
Si tratta di uno dei più antichi palazzi cassanesi, fatto edificare da don Matteo Rosales, marchese di Castelleone, nella seconda metà del XVII secolo. Venne trasformata nel secolo successivo dal nobile milanese Giuseppe Pezzoli in dimora nobiliare per residenza di vacanza. A pianta semplice, è un blocco unico con sviluppo lineare allungato di quasi 50 metri. Il retro su via Verdi è piatto e privo di ornamenti mentre la facciata rivolta verso la Muzza presenta decorazioni e motivi ornamentali in stile Rococò. Il corpo centrale della villa, a giochi chiaroscurali. I valori della leggerezza e della luminosità trovano riscontro nell'ampio spazio riservato alle aperture che, svuotando e alleggerendo le pareti con ampie sequenze di finestre, accentuano l'ariosità degli interni. La pianta della villa è elegantemente articolata e aperta e si integra nel paesaggio rispettando i criteri di simmetria, proporzione, armonia, funzionalità. Splendide le opere pittoriche realizzate al suo interno dai fratelli Galliari che crearono notevoli effetti di spazialità con inquadrature architettoniche di finte colonne e anche con il largo utilizzo del motivo con la conchiglia, assecondando la moda della decorazione a 'rocaille' adoperata per gli interni delle dimore patrizie così come delle chiese. Il salone posto al primo piano, ancora perfettamente conservato, è un capolavoro d'arte: decorato da tele con motivi floreali, conchiglie, nastri e foglie; i due lati della sala sono inoltre impreziositi da due grandi paesaggi marini incorniciati; il restauro ha loro restituito luminosità.

Tra le più suggestive ville del panorama architettonico locale, Villa d'Adda - Borromeo si staglia nell'abitato di Cassano d'Adda con estrema imponenza. Dotata di 142 stanze per un totale di 5000 metri quadrati e di un parco di 7 ettari, la residenza venne eretta dai marchesi d'Adda a metà Settecento su progetto probabilmente di Francesco Croce e rimaneggiata nella seconda metà dello stesso secolo da Giuseppe Piermarini.
Il castello di Cassano d'Adda, la cui struttura è conservata tuttora in ottimo stato, sorge in un luogo di importanza strategica per il controllo del valico dell'Adda, naturale baluardo che garantiva la difesa e il controllo del transito delle merci. Posto nel punto più alto della bastionata, dove il fiume descrive un'ampia curva verso levante, lambito dalle acque del canale Muzza, derivato dal fiume nel 1220. Dal punto di vista stilistico, il castello riprende la filosofia sforzesca in quelli che sono i contrafforti (eretti da Bartolomeo Gadio), mentre risulta viscontea la parte che guarda sulla piazza.

Esso costituì la residenza degli arcivescovi di Milano fino al 1311, per poi passare ai Visconti (nel 1313) e, infine, agli Sforza (1447). Quando il 5 aprile 1454 l'Adda venne stabilito come limite tra lo stato di Milano e la Repubblica di Venezia, il castello di Cassano d'Adda divenne una fortezza di confine.
Tra gli eventi di cui il castello fu protagonista, ricordiamo l'imprigionamento (e conseguente morte per inedia) degli oltre tremila prigionieri piemontesi rinchiusi nelle segrete del castello a seguito della sfumata alleanza tra Vittorio Amedeo II di Savoia (generalissimo degli eserciti francesi, spagnoli e piemontesi) e il re di Francia Luigi XIV: fu quest'ultimo a vendicarsi facendo prigionieri tutti coloro che si trovavano sul campo il 29 settembre 1703. Si tentò di rimediare a tale atto con la costruzione della chiesa del Revellino, ove due lapidi ricordano l'accaduto.
Creata al tempo del fascismo, ora in piazza Garibaldi. È stata al centro di accurati restauri nel 1996, anno nel quale sono state collocate, a fianco del delfino, due statue rappresentanti il fiume Adda e il canale Muzza, al posto delle due anfore in terracotta.
L'alzabandiera fu realizzata alla fine degli anni Trenta in piazza Garibaldi (all'epoca piazza Vittorio Emanuele II), assieme alla fontana. Essa sorge su un'imponente pedana in declivio, a cui è possibile accedere tramite la gradinata presente sul lato della strada e inizialmente creata al fine di favorire le adunate militari e paramilitari, nonché per festeggiare le ricorrenze civili e patriottiche.
Nel 1764 il procuratore generale del feudo di Cassano fece demolire il vecchio portone che immetteva in Ricetto, antico avanzo del ponte che permetteva l'ingresso al circondario del castello e fece erigere, a ornamento della piazza, la grandiosa porta con lo stemma della famiglia Bonelli. Un progetto che asseconda la mentalità secondo la quale si doveva aprire i chiusi delle mura medioevali, per aprire i borghi e accogliere nuove costruzioni. Cassano spostò così l'asse del piano regolatore dal castello alla strada statale che porta a Milano. Nel 2002 è stato al centro di un accurato restauro.
Situato in via Giuseppe Verdi di fronte all'imponente Palazzo Berva, il Belvedere rappresenta un ampio spiazzo dal quale è possibile godere di una piacevole vista che comprende, tra le altre cose, il giardino dell'adiacente Villa Brambilla e la campagna antistante Treviglio. Poco lontana è situata la Casa di Riposo Belvedere, da cui è possibile accedere ad una strada panoramica lungo il fiume che arriva fino al cancello del Dopolavoro.
Si tratta di una grande ruota fatta costruire a Groppello d'Adda dal cardinal Borromeo per il sollevamento dell'acqua del Naviglio e l'irrigazione delle proprietà terriere. Ricostruito nel 1989, esso ha subito un ulteriore restauro alla fine del 2009: esso è divenuto ormai simbolo dei groppellesi.
La piazza principale della città di Cassano d'Adda è sicuramente piazza Garibaldi, ordinata nel 1782 su progetto dell'architetto Spontini. Tra le altre piazze figurano: piazza Castello, piazza Cavour, piazza Perrucchetti, piazza Matteotti, piazza del Popolo (in Ricetto e denominata San Cristoforo fino al 1900) e la piazzetta S. Antonio. Tra le più recenti, invece, ricordiamo le piazze di Cristo Risorto, dell'Annunciazione, della Lega Lombarda e S. Zeno.
A Groppello vi è, invece, la piazza Caprara, mentre a Cascine essa è intitolata a beato Francesco Spinelli.
Abitanti censiti

Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 2 839, pari al 14,42% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
Fanno parte di Cassano d'Adda, oltre al centro principale:
Altre 3 situate oltre l'Adda, ovvero a est del centro principale:
Groppello d'Adda e Cascine San Pietro sono frazioni, mentre Cascate e Taranta località.
La stazione di Cassano d'Adda posta sulla ferrovia Milano-Venezia, è servita dai treni delle linee S5 e S6 del servizio ferroviario suburbano di Milano operato da Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia.
Fra il 1880 e il 1931 la località ospitò altresì una fermata dalla tranvia Fornaci-Treviglio-Caravaggio.
Tra i precedenti sindaci del comune abbiamo:
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1993 | 2001 | Sergio Bestetti | Lega Nord | Sindaco | |
| 2001 | 2006 | Rosa Casati | lista civica di centro-sinistra Cassano cambia | Sindaco | |
| 2006 | 2011 | Edoardo Sala | Centrodestra | Sindaco | |
| 2011 | 2016 | Roberto Maviglia | Centrosinistra | Sindaco | |
| 2016 | 2021 | Roberto Maviglia | Centrosinistra | Sindaco | |
| 2021 | in carica | Fabio Colombo | Lega Salvini Premier | Sindaco | |
La principale società calcistica e sportiva in generale di Cassano d’Adda è la Pierino Ghezzi fondata nel 1958.
Nel territorio tuttavia sono attive diverse società sportive, tra le quali la ASD New Volley Adda, società di pallavolo con la prima squadra in Serie C[senza fonte] .
Il 25 maggio 2016 Cassano d'Adda ha ospitato l'arrivo della 17ª tappa del Giro d'Italia 2016, vinta dal tedesco Roger Kluge.
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