Castropignano

Castropignano
comune
Castropignano – Veduta
Castropignano – Veduta
Castello d'Evoli di notte
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Molise
Provincia Campobasso
Amministrazione
SindacoRodolfo D'Onofrio (Castropignano Bene Comune) dal 9-6-2024
Territorio
Coordinate41°37′N 14°34′E
Altitudine612 m s.l.m.
Superficie26,96 km²
Abitanti837 (31-5-2026)
Densità31,05 ab./km²
FrazioniRoccaspromonte
Comuni confinantiBusso, Campobasso, Casalciprano, Fossalto, Limosano, Oratino, Ripalimosani, Torella del Sannio
Altre informazioni
Cod. postale86010
Prefisso0874
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT070016
Cod. catastaleC346
TargaCB
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 116 GG
Nome abitanticastropignanesi
PatronoSan Pietro Martire
Giorno festivo29 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castropignano
Castropignano
Castropignano – Mappa
Castropignano – Mappa
Posizione del comune di Castropignano nella provincia di Campobasso in Molise.
Sito istituzionale

Castropignano è un comune italiano di 837 abitanti della provincia di Campobasso, in Molise.

Origini del nome

Il toponimo deriva da castro (‘luogo fortificato’, ‘castello’) e da Pinnius, nome personale latino, con il suffisso prediale -ānus.

Fantasiosa l'ipotesi che il nome sia corruzione del toponimo latino Castrum Prignanii, ricordato in antichi registri, legando la realizzazione del borgo alla famiglia nobile di origine napoletana dei Prignano.

Storia

La testimonianza più antica della presenza dell'uomo risalirebbe all'età del bronzo recente (1300- 1200 a.C.) costituita da frammenti di ceramica rinvenuti in varie zone del paese e del Castello D'Evoli. A ridosso del Cantone Della Fata ricadono mura ciclopiche databili tra il V e il III secolo a.C. come pure nei pressi del Castello D'Evoli. I Sanniti abitarono questo territorio,e combatterono contro i Romani rimanendo sconfitti dopo tre guerre durate circa 80 anni. Dopo la caduta dell'Impero romano, i Longobardi si stanziarono nell'abitato. L'unico monumento rimasto è la Torre dell'orologio, molto rimaneggiata nel tempo, residua del primo castello dei Wurzell, che ricadeva nel cuore del paese. A metà del '300 subentrarono i D'Evoli di origine normanna, che fecero costruire il castello fuori dal paese.

Negli anni della seconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1943, Castropignano fu uno dei comuni del Molise destinati dalle autorità fasciste ad accogliere profughi ebrei in internamento civile. Con l'arrivo dell'esercito alleato nell'ottobre 1943, i 10 internati riuscirono tutti a raggiungere i territori liberati del Sud Italia.

Simboli

Lo stemma d'argento, raffigura una fortezza di rosso, aperta del campo, con tre torri, accostata dalle lettere C e P, iniziali dell'antico nome del paese, Castrum Piniani; lo si trova scolpito nell'atrio della chiesa di Santa Maria.

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Castello d'Evoli

Il castello si trova nella parte nord del paese, in posizione dominante, si erge sulla spianata a strapiombo sulla valle del Biferno, accessibile da via Salita San Marco, poi via Marconi e via Castello. Costruito in prossimità di una struttura fortificata dei Sanniti, era un importante presidio militare a controllo del tratturo Lucera-Castel di Sangro, dove passavano le attività armentizie verso la Puglia. Risale forse all'epoca normanna, ma il suo nome è legato alla famiglia d'Evoli, che lo possedeva già nel XIII secolo, che edificarono la torretta Sud, ammodernarono gli ambienti interni, tra cui le sale di rappresentanza e costruirono il piano sotterraneo per i servi. In passato era caratterizzato da un fossato, sul fronte verso l'abitato, in seguito colmato, una cinta di mura e due grossi torrioni che collegavano il castello al paese.

I locali dovevano essere numerosi, divisi in due corpi di fabbrica principali, una leggenda vuole che il castello avesse 365 camere, una per ogni giorno dell'anno, oggi a causa dei danni della guerra, e di restauri troppo tardivi, è andata perduta la scalinata monumentale settecentesca di Silvestri da Sepino e le arcate del loggiato interno, anche se negli ultimi anni del Novecento sono stati eseguiti importanti lavori di recupero per riportare il castello allo splendore, e renderlo visitabile.
La storia del castello inizia con Giovanni d'Evoli barone di Frosolone (Isernia), nobile normanno che lo costruì sotto gli Angiò nel 1362 sopra i resti della rocca sannita, anch'essa edificata sopra fortificazioni preistoriche, come dimostrano i frammenti di ceramica rinvenuti. Dopo Giovanni, Andrea d'Evoli consigliere di Alfonso I d'Aragona, ebbe il castello, e fu così importante nel Regno di Napoli che fu autore del De mena pecundum (1447), un trattato di regole per la circolazione delle greggi sui tratturi.

Nel corso del XV-XVI secolo il castello fu ampliato, divenendo una vera residenza signorile nel 1636, quando era governato da Giambattista D'Evoli, l'interno doveva essere davvero fastoso, ricco di arazzi e tele, che testimoniavano la grandezza economica di questa famiglia, i cui confini territoriali nella Contea Molisana arrivavano sino al confine abruzzese con Capracotta. L'ultimo ampliamento risale al 1683, nel XIX secolo fu venduto, dopo l'eversione dal feudalesimo, ad altre famiglie, che lo spogliarono degli arredi per pagare dei debiti con lo Stato, nei primi anni del Novecento risultava abbandonato, cadde velocemente nel degrado, i bombardamenti della guerra lo danneggiarono, e una parte franò a valle. Di recente, come detto, è stato restaurato, di proprietà della Soprintendenza dei Beni Culturali del Molise.

Al castello è legata alla leggenda dello jus primae noctis: la giovane Fata, di estrazione popolare, appena sposatasi non osò passare la notte di matrimonio col duca, e preferì suicidarsi; oggi a Castropignano, presso il burrone roccioso si trova il cosiddetto "cantone" della Fata, dove la ragazza si sarebbe gettata.

Le chiese

La chiesa è collegata a una leggenda: si narra che dopo la costruzione dell'edificio, un carro che trasportava la statua lignea della Madonna di Lucera a Carovilli, si arrestò in prossimità di questa chiesa, e che i muli che la trainavano non vollero continuare il percorso. Si decise di collocare la statua della Madonna nella chiesa, dopo alcuni giorni gli abitanti di Carovilli giunsero a Castropignano con l'intento di riprendersi la statua, ma ogni volta che questi iniziavano il viaggio, il cielo si oscurava minacciando tempesta, sicché la statua venne lasciata nella chiesa, ancora oggi meta di pellegrinaggi dalla Puglia.

Roccaspromonte

Frazione di Castropignano, già Comune autonomo fino al 1808, si presume fosse frequentata in tempi antichi dai Sanniti, dato che nel 1777 fu rinvenuta, in località Fonte dell'Ara, durante lavori agricoli una statua in terracotta della dea Atena stabile, secondo uno stile di transizione tra arcaico e classico, alla fine del V sec. a.C. Domenico Cerulli erudito dell'epoca scrisse una lettera al vescovo di Tiene Antonio Gürtler per documentarne la scoperta e descriverla. Fu poi trasportata a Napoli e donata all'ambasciatore d'Austria Anton Franz Lamberg-Sprintzenstein, collezionista d'arte, che la portò poi a Vienna. La statua è di pregevole fattura ed ora è esposta al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Assieme alla statua fu trovato un basamento formato da tre blocchi di calcare squadrati con un'iscrizione formata da tre parole in alfabeto osco, citate anche dallo studioso Vittore Pisani, che riportano tanas: niumeriis:frunter. La scrittura è stata datata al III secolo a.C. considerando la verticalità delle lettere e i caratteristi stilistici, si pensa che si tratti di un bottino di guerra. Potrebbe anche essere stata parte di un tempio situato in loc. Fonte dell'Ara, dove furono ritrovati altri resti lapidei nelle ricognizioni dell'archeologo Bruno Sardella.

A un centinaio di metri dalla Fonte dell'Ara, in località Peschio Ursellino, fu ritrovata in un anno imprecisato della seconda metà del XIX secolo un bronzetto raffigurante una pelle di leone piegata, che probabilmente avvolgeva il braccio di una statua. Forse era una parte di una statuina votiva ad Ercole. Prima in possesso del parroco dell'epoca, don Domenico Bottini, fu donata all'allora Museo Provinciale Sannitico e inserita nell'inventario del museo nel 1889. Attualmente è ancora esposta al Museo Archeologico nazionale di Campobasso.

Roccaspromonte ha un carattere prettamente medievale dal punto di vista urbano, in origine dotata di un castello oggi scomparso, facente parte della diocesi di Trivento, insieme alla chiesa della Madonna della Pietà, o dell'Assunta, dal caratteristico portale trecentesco, con affreschi sei- settecenteschi scoperti nei restauri degli anni '80 del XX secolo, e sede della Congrega della Carità. L'abitato si arrampica sul principale crinale roccioso, dove si trova la chiesa, le case sono in pietra concia, poggianti spesso e volentieri su basi rocciose del monte. Fu sede di un monastero di clarisse dal 1698 al 1727, creato su iniziativa del parroco dell'epoca don Modesto Jarocci

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
20 giugno 1989 13 giugno 1994 Nazario Carmosino lista civica Sindaco
25 giugno 1994 25 maggio 1998 Biagio Brunetti lista civica Sindaco
25 maggio 1998 28 maggio 2002 Biagio Brunetti lista civica Sindaco
28 maggio 2002 11 settembre 2003 Consiglia Sardella lista civica Sindaco
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Carmine Brunetti lista civica Sindaco
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Carmine Brunetti lista civica Sindaco
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Margherita Brunetti lista civica Insieme per Castropignano Sindaco
27 maggio 2019 9 giugno 2024 Nicola Scapillati lista civica Uniti Castropignano Sindaco
9 giugno 2024 in carica Rodolfo D'Onofrio lista civica Castropignano Bene Comune Sindaco

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ Dizionario di toponomastica, Torino, UTET, 1990, pp. 210-211, ISBN 88-02-07228-0.
  5. ↑ (DE) Wilhelm Schulze, Zur geschichte lateinischer Eigennamen, Berlin, Weidmann, 1933 [1904], pp. 31, 424.
  6. ↑ Marcello Maria De Giovanni, Studi linguistici, Verona-Pescara, Anteditore-Istituto di Studi abruzzesi, 1974, p. 198, SBN SBL0587528.
  7. ↑ Archivio Storico Italiano fondato da G. P. Vieusseux e continuato a cura della R. Deputazione di Storia Patria per le provincie della Toscana, dell'Umbria e delle Marche Quarta Serie. (TXT), 1879.
  8. ↑ Famiglia Prignano, su nobili-napoletani.it.
  9. ↑ Ebrei stranieri internati in Molise.
  10. ↑ Giambattista Masciotta, Il Molise dalle origini ai nostri giorni, vol II Il circondario di Campobasso, Napoli, Tipografia Luigi Pierro e figlio.
  11. ↑ Capini, Stefania, et al. Fana, templa, delubra. Corpus dei luoghi di culto dell’Italia antica (FTD) - 3. Collège de France, 2015, https://doi.org/10.4000/books.cdf.3716..
  12. ↑ Sogliano, Antonio, 1889, Catalogo del Museo Provinciale Sannitico di Campobasso. Inventario degli oggetti antichi. Napoli.
  13. ↑ Pizzi, Antonio, 2006, Roccaspromonte storia e vita di ieri e di oggi, Campobasso.
  14. ↑ Dati tratti da:
  15. 1 2 3 4 5 6 7 8 https://amministratori.interno.it/

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