Cercopithecus erythrogaster

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Cercopiteco dal ventre rosso
Illustrazione di Cercopithecus erythrogaster
Stato di conservazione
In pericolo
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseMammalia
SottoclasseTheria
InfraclasseEutheria
SuperordineEuarchontoglires
(clade)Euarchonta
OrdinePrimates
SottordineHaplorrhini
InfraordineSimiiformes
ParvordineCatarrhini
SuperfamigliaCercopithecoidea
FamigliaCercopithecidae
SottofamigliaCercopithecinae
TribùCercopithecini
GenereCercopithecus
SpecieC. erythrogaster
Nomenclatura binomiale
Cercopithecus erythrogaster
Gray, 1866
Sinonimi

Lasiopyga erythrogaster
Cercopithecus nictitans erythrogaster

Sottospecie
  • C. e. erythrogaster
  • C. e. pococki
Areale

Il cercopiteco dal ventre rosso (Cercopithecus erythrogaster Gray, 1866) è una specie di primate della famiglia Cercopithecidae, appartenente alla sottofamiglia Cercopithecinae e alla tribù Cercopithecini. È diffuso nell'Africa occidentale, dove sopravvive in popolazioni frammentate nel Togo meridionale, nel Benin e nella Nigeria meridionale. È uno dei rappresentanti più piccoli del genere Cercopithecus ed è caratterizzato da un mantello prevalentemente scuro, una vistosa cornice di peli chiari intorno al volto e una regione ventrale che può presentare una colorazione rosso-rame. Quest'ultimo carattere è particolarmente evidente nella sottospecie nominale, mentre le popolazioni nigeriane attribuite a C. e. pococki possiedono generalmente un ventre grigio scuro.

Il cercopiteco dal ventre rosso è un primate diurno e prevalentemente arboricolo, che frequenta foreste umide di pianura, foreste ripariali e ambienti paludosi. Vive in gruppi relativamente piccoli, generalmente formati da un maschio adulto, diverse femmine e la loro prole. L'alimentazione comprende soprattutto frutti e insetti, integrati da altre risorse vegetali. La specie è classificata come specie in pericolo (Endangered, EN) nella Lista rossa IUCN, a causa del forte declino delle popolazioni provocato dalla distruzione degli habitat forestali e dalla caccia. Nel rapporto Primates in Peril: The World's 25 Most Endangered Primates 2023–2025 è stata inoltre inclusa tra i 25 primati maggiormente minacciati del mondo.

Tassonomia

Il cercopiteco dal ventre rosso venne descritto scientificamente nel 1866 dallo zoologo britannico John Edward Gray, sulla base di un esemplare vivente conservato nei giardini della Zoological Society of London. La descrizione originale apparve nei Proceedings of the Zoological Society of London, con il titolo Notice of a new West-African monkey living in the Gardens of the Society, alle pagine 168-169. La località tipica venne inizialmente indicata genericamente come Africa occidentale. Successive revisioni tassonomiche hanno ristretto la località tipica alla foresta della Lama, nel Benin.

Il nome scientifico erythrogaster deriva dal greco antico ἐρυθρός (erythrós), «rosso», e γαστήρ (gastḗr), «ventre», con riferimento alla colorazione rossiccia della regione ventrale nella sottospecie nominale. Nel corso della storia tassonomica la specie è stata attribuita a diversi raggruppamenti del genere Cercopithecus e talvolta considerata una forma del cercopiteco nasobianco maggiore (Cercopithecus nictitans). Le revisioni sistematiche successive hanno confermato la sua distinzione specifica.

Il cercopiteco dal ventre rosso viene generalmente collocato nel gruppo di specie di Cercopithecus cephus, che comprende diversi cercopitechi africani caratterizzati da particolari marcature facciali. Il Mammal Diversity Database riconosce attualmente Cercopithecus erythrogaster come specie valida e comprende tra i suoi sinonimi storici Lasiopyga erythrogaster e Cercopithecus nictitans erythrogaster.

Sottospecie

Sono tradizionalmente riconosciute due sottospecie:

  • Cercopithecus erythrogaster erythrogaster Gray, 1866, sottospecie nominale, diffusa soprattutto nel Togo sudorientale, nel Benin meridionale e nell'estremità sudoccidentale della Nigeria. Si distingue per la caratteristica colorazione rossiccia o color rame della regione ventrale.
  • Cercopithecus erythrogaster pococki Grubb, 1999, diffusa soprattutto nella Nigeria meridionale, comprese le foreste del delta del Niger. Presenta una regione ventrale generalmente grigio scuro, priva della vistosa colorazione rossiccia della sottospecie nominale.

Le due forme differiscono principalmente per la colorazione del mantello e per la distribuzione geografica. La loro delimitazione tassonomica è generalmente accettata nelle principali classificazioni moderne, sebbene siano necessari ulteriori studi genetici per chiarire la variabilità geografica delle popolazioni e i loro rapporti evolutivi.

Descrizione

Un cercopiteco dal ventre rosso in un santuario per primati del Benin.

Il cercopiteco dal ventre rosso è una scimmia di taglia relativamente piccola, caratterizzata da una corporatura slanciata, arti adattati alla locomozione arborea e una coda lunga e non prensile. Il peso degli adulti varia generalmente tra circa 3 e 4,5 kg nei maschi e tra 2 e 4 kg nelle femmine. Come negli altri cercopitechi, è presente un certo dimorfismo sessuale, con maschi mediamente più grandi e robusti delle femmine.

Il mantello presenta una colorazione prevalentemente bruno-grigiastra o grigio-nerastra sul dorso, mentre gli arti sono generalmente più scuri. La parte superiore della testa può presentare una sfumatura giallo-dorata o olivastra, soprattutto nella regione frontale. Il volto è prevalentemente nerastro, con una regione perioculare talvolta bluastra e una piccola macchia chiara sul naso. Le guance sono incorniciate da vistose basette biancastre o color crema, particolarmente sviluppate ai lati del volto e sotto il mento. La gola è ricoperta da una pelliccia chiara, che forma una sorta di collare biancastro nettamente contrastante con il mantello del dorso.

La colorazione della regione ventrale costituisce uno dei principali caratteri distintivi delle due sottospecie. Nella forma nominale, Cercopithecus erythrogaster erythrogaster, il petto e la parte superiore dell'addome possono presentare una vistosa colorazione rosso-rame o bruno-rossastra. Questa caratteristica è all'origine del nome comune della specie e dell'epiteto scientifico erythrogaster. Nella sottospecie C. e. pococki, diffusa soprattutto in Nigeria, la regione ventrale è generalmente grigio scuro e manca della colorazione rossiccia caratteristica della forma nominale.

La coda è lunga, sottile e ricoperta da pelo relativamente corto. Durante gli spostamenti contribuisce al mantenimento dell'equilibrio, soprattutto quando gli animali attraversano rami sottili o compiono salti tra i supporti arborei. Le mani e i piedi possiedono dita relativamente allungate e mobili, che consentono una presa efficace sui rami. Come gli altri membri della sottofamiglia Cercopithecinae, il cercopiteco dal ventre rosso possiede tasche guanciali, nelle quali può immagazzinare temporaneamente gli alimenti raccolti. La specie presenta inoltre callosità ischiatiche, strutture cutanee ispessite che facilitano il mantenimento della posizione seduta sui rami.

Distribuzione e habitat

Il cercopiteco dal ventre rosso occupa un areale ristretto e fortemente frammentato dell'Africa occidentale, comprendente il Togo meridionale, il Benin e la Nigeria meridionale. La distribuzione è caratterizzata dalla presenza di numerose popolazioni isolate in frammenti forestali separati da aree agricole, insediamenti e infrastrutture. Nel Benin, la specie è presente soprattutto nelle regioni meridionali, dove frequenta le foreste della Lama e numerosi piccoli boschi paludosi e ripariali. Nel Togo è stata documentata la presenza nella regione forestale del Togodo e in alcuni boschi sacri del settore sudorientale del paese. In Nigeria occupa frammenti forestali della regione sudoccidentale e le foreste paludose del delta del Niger, con popolazioni presenti anche a est del fiume Niger.

L'estensione geografica complessiva dell'areale, o extent of occurrence (EOO), è stata stimata dalla IUCN in circa 136.250 km². Questo valore non rappresenta tuttavia la superficie effettivamente occupata dalla specie, notevolmente inferiore a causa della distribuzione frammentata e della scomparsa di numerosi habitat idonei. La specie frequenta soprattutto ambienti di pianura, generalmente al di sotto dei 400 m di altitudine.

Foreste umide e semidecidue

Gli habitat naturali comprendono foreste tropicali umide di pianura, foreste semidecidue e formazioni secondarie caratterizzate da una vegetazione relativamente fitta. Il cercopiteco dal ventre rosso utilizza soprattutto gli strati inferiori e intermedi della copertura arborea, dove ricerca frutti, insetti e altre risorse alimentari. Le foreste semidecidue dell'Africa occidentale presentano una marcata stagionalità, con variazioni nella disponibilità dei frutti e nella produzione delle foglie giovani. La specie può utilizzare anche foreste secondarie e ambienti parzialmente degradati, purché siano presenti una copertura vegetale sufficientemente sviluppata e una pressione venatoria relativamente bassa.

Foreste paludose e ripariali

Le foreste paludose e ripariali rivestono un'importanza particolare per la conservazione del cercopiteco dal ventre rosso. In diverse regioni del Benin, gli ultimi nuclei della specie sopravvivono in boschi soggetti a inondazioni stagionali, situati lungo i corsi d'acqua o nelle zone umide. Questi ambienti possono risultare relativamente difficili da raggiungere per le persone, offrendo agli animali una certa protezione dalla caccia e dalla conversione agricola. Tra i siti nei quali è stata documentata la presenza del cercopiteco dal ventre rosso figurano le foreste di Lokoli, Togbota e Gnanhouizounmè, oltre ad altri frammenti forestali delle zone umide del Benin meridionale.

Nel delta del Niger, la specie utilizza foreste paludose e ambienti soggetti a inondazioni periodiche, nei quali la vegetazione arborea può formare complessi relativamente estesi. L'importanza delle foreste paludose dimostra che la sopravvivenza della specie non dipende esclusivamente dalla protezione delle foreste tropicali mature, ma anche dalla conservazione dei piccoli ecosistemi forestali umidi.

Boschi sacri

Una caratteristica particolarmente importante della distribuzione nel Benin è la presenza di popolazioni in boschi tradizionalmente considerati sacri dalle comunità locali. Questi frammenti forestali, spesso di estensione relativamente ridotta, possono conservarsi all'interno di paesaggi intensamente coltivati o densamente abitati. La protezione tradizionale attribuita a tali luoghi ha contribuito in alcune regioni alla persistenza di una vegetazione arborea che sarebbe altrimenti scomparsa.

Uno studio pubblicato nel 2002 da Sinsin e collaboratori ha analizzato la distribuzione storica e contemporanea della sottospecie Cercopithecus erythrogaster erythrogaster nel Benin. La ricerca ha mostrato che la distribuzione originaria comprendeva un territorio relativamente ampio tra il fiume Couffo e il confine nigeriano, mentre le popolazioni residue risultavano concentrate soprattutto nella foresta della Lama e in piccoli boschi umidi, compresi diversi boschi sacri. Lo studio ha inoltre evidenziato l'importanza del coinvolgimento delle comunità locali nei programmi di conservazione. La sopravvivenza di popolazioni in piccoli boschi sacri costituisce quindi un esempio significativo del possibile contributo delle pratiche culturali tradizionali alla tutela della biodiversità.

Biologia

Alimentazione

Il cercopiteco dal ventre rosso è un primate onnivoro, con una dieta costituita soprattutto da frutti e insetti, integrati da foglie, semi, fiori e altre parti vegetali. I frutti rappresentano una componente particolarmente importante dell'alimentazione, soprattutto nelle foreste che mantengono una buona diversità di alberi fruttiferi. La disponibilità stagionale delle risorse alimentari influenza tuttavia la composizione della dieta. Nella foresta della Lama, in Benin, gli animali consumano prevalentemente frutti maturi quando questi sono disponibili in abbondanza, mentre durante la stagione secca possono aumentare il consumo di frutti immaturi.

Gli insetti e gli altri piccoli invertebrati forniscono una fonte supplementare di proteine e altri nutrienti. Le tasche guanciali consentono di raccogliere rapidamente gli alimenti e di trasportarli temporaneamente lontano dai punti di raccolta. Questo comportamento può risultare vantaggioso negli ambienti nei quali le risorse alimentari sono concentrate e possono essere contese da altri individui. Il cercopiteco dal ventre rosso può inoltre utilizzare risorse provenienti dalle coltivazioni situate ai margini delle foreste. La frequentazione dei terreni agricoli rappresenta tuttavia una possibile fonte di conflitto con le comunità locali. Le informazioni quantitative sulla composizione della dieta rimangono relativamente limitate, soprattutto per le popolazioni nigeriane della sottospecie C. e. pococki.

Comportamento e locomozione

Il cercopiteco dal ventre rosso è un primate diurno e prevalentemente arboricolo. Trascorre gran parte delle ore di attività nella vegetazione arborea, soprattutto negli strati inferiori e intermedi delle foreste. La locomozione comprende spostamenti quadrupedi sui rami, arrampicate, corse e salti tra i supporti vegetali. La specie utilizza frequentemente rami di dimensioni piccole e medie, muovendosi con agilità attraverso la vegetazione relativamente fitta. La lunga coda contribuisce al mantenimento dell'equilibrio durante gli spostamenti. Negli ambienti forestali paludosi, la continuità dei rami e delle liane permette agli animali di muoversi senza dover scendere frequentemente sul terreno, che può risultare allagato o fangoso.

Il comportamento relativamente elusivo rende la specie difficile da osservare direttamente. Gli individui possono individuare la presenza delle persone prima di essere avvistati, spostandosi rapidamente tra le chiome o rimanendo nascosti nella vegetazione. Le attività quotidiane comprendono la ricerca del cibo, gli spostamenti, il riposo e le interazioni sociali. La specie può mostrare una notevole capacità di adattamento alle condizioni locali, utilizzando differenti livelli della vegetazione in relazione alla disponibilità alimentare e alla struttura dell'habitat.

Organizzazione sociale

Due cercopitechi dal ventre rosso durante un'interazione di tolettatura reciproca.

Il cercopiteco dal ventre rosso vive in gruppi sociali relativamente piccoli, generalmente formati da un maschio adulto, diverse femmine e individui immaturi. Le dimensioni dei gruppi variano considerevolmente secondo la località e il periodo di osservazione. Nel Benin, diversi studi hanno rilevato dimensioni medie comprese tra circa 5 e 9,6 individui. In Nigeria sudoccidentale, le ricerche condotte negli anni ottanta avevano documentato gruppi di 10-20 individui, con valori compresi tra 10 e 30. Indagini più recenti condotte nel parco nazionale di Okomu hanno invece rilevato gruppi mediamente più piccoli, generalmente composti da 5-6 individui. Queste differenze potrebbero riflettere variazioni nella disponibilità delle risorse alimentari, nella struttura degli habitat e nella pressione esercitata dalle attività umane.

La presenza di un solo maschio adulto e di diverse femmine suggerisce un'organizzazione sociale prevalentemente poliginica. Le femmine possono mantenere relazioni relativamente stabili all'interno del gruppo, mentre i maschi tendono a disperdersi durante la maturazione. Le interazioni sociali comprendono la tolettatura reciproca, il contatto fisico, il gioco e le vocalizzazioni. Le conoscenze specifiche relative alle gerarchie sociali e alle modalità di dispersione rimangono tuttavia limitate.

Comunicazione

Il cercopiteco dal ventre rosso utilizza vocalizzazioni, espressioni facciali, posture corporee e contatti fisici per comunicare con i membri del gruppo. Come negli altri cercopitechi, i richiami possono contribuire al mantenimento della coesione sociale e alla segnalazione della presenza di potenziali predatori. La particolare colorazione del volto, caratterizzata dal contrasto tra la cute scura e la cornice di peli chiari, può rendere più evidenti alcune espressioni facciali. La tolettatura reciproca costituisce un importante comportamento affiliativo e contribuisce al mantenimento dei legami sociali.

Il repertorio vocale specifico della specie è stato tuttavia studiato meno approfonditamente rispetto a quello di altri cercopitechi africani. Non sono quindi disponibili informazioni sufficienti per attribuire al cercopiteco dal ventre rosso le stesse capacità di discriminazione dei richiami d'allarme documentate sperimentalmente in altre specie del genere.

Associazioni con altri primati

Il cercopiteco dal ventre rosso può formare associazioni temporanee con altre specie di primati forestali. Nella foresta della Lama, in Benin, è stato osservato frequentemente in associazione con il cercopiteco mona (Cercopithecus mona) e, occasionalmente, con il colobo verde (Procolobus verus). Nel parco nazionale di Okomu, in Nigeria, sono state documentate associazioni con il cercopiteco mona e con il cercopiteco nasobianco maggiore (Cercopithecus nictitans).

La presenza contemporanea di più specie può offrire vantaggi nella difesa contro i predatori, aumentando il numero di individui che sorvegliano l'ambiente. Le associazioni possono inoltre favorire l'individuazione di alcune risorse alimentari, soprattutto quando le specie coinvolte utilizzano livelli differenti della vegetazione. La stabilità e la frequenza di queste associazioni variano tuttavia in relazione alle caratteristiche locali degli habitat e alle specie presenti.

Riproduzione

La biologia riproduttiva del cercopiteco dal ventre rosso è ancora relativamente poco conosciuta. La struttura sociale prevalentemente poliginica suggerisce che i maschi residenti possano accoppiarsi con più femmine del gruppo. Come negli altri membri del genere Cercopithecus, le femmine danno generalmente alla luce un solo piccolo. I neonati rimangono inizialmente strettamente dipendenti dalla madre, che provvede all'allattamento, al trasporto e alla protezione durante gli spostamenti. Con la crescita i giovani iniziano progressivamente a esplorare l'ambiente, a giocare con gli altri individui immaturi e a consumare alimenti solidi.

Le informazioni disponibili non permettono tuttavia di stabilire con precisione la durata della gestazione, l'età media della maturità sessuale o gli intervalli tra le nascite specifici della specie. Anche la possibile stagionalità riproduttiva richiede ulteriori osservazioni sistematiche nelle popolazioni selvatiche.

Predatori e relazioni ecologiche

Il cercopiteco dal ventre rosso vive in ecosistemi forestali nei quali sono presenti diversi predatori potenziali di primati. Tra questi figurano grandi rapaci, serpenti e carnivori forestali, la cui importanza varia in relazione alla località e alle caratteristiche dell'habitat. La vita in gruppo e l'utilizzo dei richiami d'allarme possono contribuire a ridurre il rischio di predazione. La frequentazione degli strati inferiori della foresta può esporre gli animali a minacce differenti rispetto a quelle incontrate dalle specie che utilizzano prevalentemente le chiome superiori.

Attraverso il consumo dei frutti, il cercopiteco dal ventre rosso può partecipare alla dispersione dei semi e contribuire alla rigenerazione della vegetazione forestale. La specie svolge inoltre un ruolo nelle reti trofiche attraverso il consumo di insetti e altri invertebrati. L'importanza quantitativa di queste funzioni ecologiche rimane tuttavia poco conosciuta.

Rapporti con l'uomo

Il cercopiteco dal ventre rosso vive in una delle regioni dell'Africa occidentale maggiormente interessate dall'espansione agricola e dalla crescita degli insediamenti umani. La progressiva trasformazione delle foreste in coltivazioni, piantagioni e aree urbanizzate ha determinato una forte riduzione degli habitat naturali. La specie può sopravvivere anche in piccoli frammenti forestali situati in prossimità dei villaggi, soprattutto quando questi sono caratterizzati da una vegetazione fitta e da una pressione venatoria relativamente bassa. In alcune regioni del Benin, le popolazioni locali hanno contribuito alla conservazione dei cercopitechi attraverso la protezione tradizionale dei boschi sacri. Queste aree possono costituire importanti rifugi per gli animali, pur presentando problemi legati alle dimensioni ridotte e all'isolamento.

La caccia per il consumo della carne selvatica rappresenta un'importante minaccia in tutto l'areale. In alcune località, gli animali possono inoltre essere catturati e mantenuti come animali da compagnia. La conservazione della specie richiede quindi un coinvolgimento attivo delle comunità locali, soprattutto nelle regioni in cui i piccoli frammenti forestali non sono compresi nelle principali aree protette.

Conservazione

Il cercopiteco dal ventre rosso è classificato come specie in pericolo (Endangered, EN) nella Lista rossa IUCN, secondo la valutazione pubblicata nel 2020 e condotta il 24 ottobre 2016. La specie era stata classificata come vulnerabile nella valutazione del 2008, ma le ricerche successive hanno evidenziato un declino demografico più grave. La valutazione del 2020 ha attribuito alla specie la categoria EN secondo i criteri A2cd+4cd, in considerazione della riduzione stimata della popolazione e della prosecuzione delle pressioni che ne minacciano la sopravvivenza. La IUCN ha stimato una diminuzione di almeno il 50% nell'arco delle tre generazioni precedenti, equivalenti a circa 27 anni. La riduzione è stata attribuita principalmente alla perdita degli habitat forestali e all'intensificazione della caccia.

Le principali minacce sono rappresentate dalla deforestazione, dalla frammentazione forestale, dalla caccia e dalla degradazione delle zone umide.

Riduzione delle popolazioni

Non è disponibile una stima sufficientemente precisa della popolazione mondiale del cercopiteco dal ventre rosso. Le indagini condotte in differenti località hanno tuttavia documentato una riduzione della frequenza degli avvistamenti. Nella foresta della Lama, in Benin, la frequenza degli incontri è diminuita del 55,5% tra il periodo 1995-1997 e il 2014-2015, passando da circa 0,09 a 0,04 gruppi per chilometro di percorso. Nel parco nazionale di Okomu, in Nigeria, le indagini hanno rilevato una diminuzione del 26,7% della frequenza degli incontri tra il 1982 e il 2010. Anche nel delta del Niger sono stati segnalati declini delle popolazioni di primati forestali, compreso il cercopiteco dal ventre rosso.

Questi dati sono riferiti a località specifiche e non devono essere interpretati come misure dirette della variazione della popolazione mondiale. La diminuzione della frequenza degli incontri può infatti dipendere anche dalle caratteristiche dei censimenti, sebbene i risultati disponibili siano coerenti con un generale deterioramento delle condizioni di conservazione.

Deforestazione

La distruzione degli habitat forestali rappresenta una delle principali minacce. Secondo i dati sulla copertura forestale riportati nella valutazione IUCN, tra il 1990 e il 2015 la Nigeria ha perso una parte molto consistente delle proprie foreste naturali. Nello stesso periodo, anche il Benin e il Togo hanno subito una riduzione e una degradazione delle superfici forestali, con conseguenze particolarmente gravi per le popolazioni localizzate nei piccoli frammenti residui. La conversione delle foreste in terreni agricoli, piantagioni e insediamenti interrompe la continuità della vegetazione arborea e rende più difficili gli spostamenti tra le popolazioni. L'isolamento dei frammenti può inoltre ridurre gli scambi genetici e aumentare la vulnerabilità alle perturbazioni locali.

Caccia

La caccia per il consumo della carne selvatica costituisce un'ulteriore minaccia. La riduzione delle popolazioni di primati e di altri mammiferi forestali ha aumentato in alcune regioni la pressione venatoria sulle specie di dimensioni relativamente piccole. Il cercopiteco dal ventre rosso può essere catturato mediante armi da fuoco e altri strumenti utilizzati per la caccia. La pressione venatoria risulta particolarmente problematica nei frammenti forestali di piccole dimensioni, dove anche un numero relativamente limitato di catture può compromettere la sopravvivenza delle popolazioni locali.

Minacce nel delta del Niger

Le popolazioni nigeriane della sottospecie Cercopithecus erythrogaster pococki sono minacciate dalla perdita e dalla degradazione delle foreste del delta del Niger. In questa regione, alle attività agricole e alla caccia si aggiungono le conseguenze dell'estrazione petrolifera, dell'inquinamento e delle infrastrutture associate all'industria degli idrocarburi. Le alterazioni degli ecosistemi paludosi possono compromettere la disponibilità delle risorse alimentari e la continuità degli habitat. Le condizioni di instabilità e i conflitti locali possono inoltre rendere più difficili il monitoraggio delle popolazioni e l'applicazione delle misure di conservazione.

Aree protette e iniziative di conservazione

La specie è presente in un numero relativamente limitato di aree protette. In Nigeria, una delle principali roccaforti è costituita dal parco nazionale di Okomu, al quale si aggiungono diverse riserve forestali della Nigeria sudoccidentale. Nel Benin, la foresta classificata della Lama rappresenta uno dei principali siti di conservazione. Nel Togo, la specie è presente nella regione forestale del Togodo. Il cercopiteco dal ventre rosso è inoltre incluso nell'Appendice II della CITES, che regolamenta il commercio internazionale degli esemplari.

Nel maggio 2025 è stato inserito nel rapporto Primates in Peril: The World's 25 Most Endangered Primates 2023–2025, elaborato nell'ambito delle attività del gruppo di specialisti dei primati della IUCN e delle organizzazioni partner. La sua inclusione sottolinea la necessità di interventi di conservazione mirati, soprattutto per proteggere le popolazioni isolate e ridurre la pressione venatoria.

La conservazione a lungo termine richiede la protezione delle foreste paludose e ripariali, il mantenimento della continuità ecologica tra i frammenti forestali, il controllo della caccia e il coinvolgimento delle comunità locali. Particolare importanza riveste la tutela dei piccoli boschi sacri e delle foreste comunitarie, che possono ospitare popolazioni non comprese nelle principali aree protette.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 (EN) Matsuda Goodwin R., Oates J. F., Nobimè G., Segniagbeto G. H., Ikemeh R., Mittermeier R. A., Cercopithecus erythrogaster, in The IUCN Red List of Threatened Species, 2020, p. e.T4217A17946182, DOI:10.2305/IUCN.UK.2020-2.RLTS.T4217A17946182.en.
  2. 1 2 3 (EN) Cercopithecus erythrogaster, su Mammal Diversity Database, American Society of Mammalogists. URL consultato il 28 ottobre 2026.
  3. ↑ (EN) Mittermeier R. A., Rylands A. B., Wilson D. E. (a cura di), Handbook of the Mammals of the World. Volume 3: Primates, Barcellona, Lynx Edicions, 2013, ISBN 9788496553897.
  4. 1 2 3 4 5 (EN) Mittermeier R. A. e altri (a cura di), Primates in Peril: The World's 25 Most Endangered Primates 2023–2025, IUCN SSC Primate Specialist Group, International Primatological Society e Re:wild, 2025.
  5. ↑ (EN) Gray J. E., Notice of a new West-African monkey living in the Gardens of the Society, in Proceedings of the Zoological Society of London, 1866, pp. 168-169.
  6. ↑ (EN) Colin Groves, Cercopithecus erythrogaster, in D.E. Wilson e D.M. Reeder (a cura di), Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  7. ↑ (EN) Sinsin B., Nobimè G., Téhou A., Bekhuis P., Tchibozo S., Past and present distribution of the red-bellied monkey Cercopithecus erythrogaster erythrogaster in Benin, in Folia Primatologica, vol. 73, n. 2-3, 2002, pp. 116-123, DOI:10.1159/000064789.

Bibliografia

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