Il Codice Faenza 117 (I-FZc117), conosciuto anche come Codex Bonadies, è un codice musicalemembranaceo composito, copiato in periodi diversi nel corso del XV secolo, contenente una delle più antiche raccolte di musica per organo esistenti. Il codice è uno dei principali monumenti della musica strumentale tardogotica. È conservato, sotto la collocazione Ms. 117, presso la Biblioteca Comunale Manfrediana di Faenza.
Lo strato originario del manoscritto, di copista anonimo e databile al secondo decennio del XV secolo, contiene intavolature senza testo di composizioni musicali italiane e francesi del XIV e dell'inizio del XV secolo. Lo strato successivo è autografo del frate carmelitano Johannes Bonadies, musicologo e compositore, che tra il 1473 e il 1474 utilizzò i fogli vuoti, aggiungendo alcuni trattati di teoria musicale con esempi pratici e altre intavolature di composizioni della seconda metà del XV secolo.
Il compilatore
Di origine fiamminga, Bonadies (al secolo Johannes Godendach) fu un frate carmelitano, teorico e compositore, vissuto in Italia nella seconda metà del Quattrocento.
Scarse sono le notizie biografiche raccolte dagli storici: musico-cantore, si occupava di concertare, dirigere e cantare nelle Sante Messe presso diverse chiese e conventi. Negli intervalli di tempo libero fu attento compilatore del codice legato al suo nome. Fu maestro del celebre Franchino Gaffurio.
Tra l'ottobre e il novembre 1473 risiedette nel convento carmelitano di Mantova (e forse in quello di Padova), mentre nel settembre 1474 fu presente nel convento di Reggio Emilia. Attorno al 1473 entrò in possesso di un manoscritto recante partiture musicali parzialmente utilizzato da un copista della fine del Trecento. Riempì le pagine vuote trascrivendo «quanto di buono gli capitava fra mano dei compositori e dei teorici più reputati» ovvero copiando alcuni trattati musicali di importanti compositori, sia contemporanei che del passato.
A partire dagli anni 1990 il Codice è stato analizzato utilizzando la tecnologia a raggi ultravioletti, consentendo agli studiosi di far luce sui punti controversi e di individuare contenuti sconosciuti.
In tempi successivi è stata effettuata una riproduzione digitale ad alta definizione.
Storia
Il codice fu forse copiato presso il Monastero di San Paolo, a Ferrara, un convento dell'Ordine Carmelitano, dove fu segnalato per la prima volta dal frate Giovanni Archetti a metà del Settecento.
Nell'anno 1753 venne trascritto da Padre Giovanni Battista Martini. Nella seconda metà del XIX secolo si persero le tracce del manoscritto. Fu ritrovato nel 1939 dal musicologo Gino Roncaglia mentre redigeva un inventario della Biblioteca Manfrediana di Faenza. Non sono note le ragioni per cui il manoscritto sia giunto a Faenza.
Descrizione
Il Codice di Faenza ha un formato di cm 24,4 × 17,5 e si compone di 98 carte di pergamena, di cui la prima e l'ultima aggiunte per fungere da copertine, ed è intitolato Regulae cantus. Il foglio 12 fu asportato ab antiquo e rimpiazzato con un altro foglio non pertinente, lasciato bianco; i fogli 1r/v, 27r, 32v, 33r/v, 58v, 59r, 61v, 98v sono vuoti.
Il manoscritto contiene le trascrizioni strumentali di note composizioni vocali del repertorio italiano e francese del XIV secolo. Il repertorio è composto in particolare da 52 intavolature a due voci, dette diminuzioni, e altri dieci brani vocali a tre o quattro voci: 4 Kyrie, 1 Gloria, 1 Sanctus e 5 Magnificat.
Gli autori dei brani vocali sono famosi compositori del XIV secolo, di cui vengono identificati sei nomi:
John Hothby (11 pezzi, il compositore preferito di Bonadies);
Johannes de Erfordia (6);
Bernhard Ycart (5).
Un breve Kyrie-Christe-Kyrie a due voci è attribuibile con certezza a Bonadies. Alcune composizioni sono anonime.
Sebbene la maggior parte dei brani appartengano alla musica profana, figurano anche tematiche religiose e liturgiche, come un adattamento della Missa Cunctipontens genitor Deus.
I fogli 62 e 26r contengono un palinsesto di un'opera sconosciuta, scritta da Johannes Bonadies nel 1474 e poi cancellata. I fogli del manoscritto appaiono annotati a matita, in fondo alla pagina di destra (intervento di Dragan Plamenac, effettuato in occasione del riordino dei fascicoli nel 1959). La rilegatura risale al 1958.
Di alcuni brani, la parte vocale è andata perduta e tutto ciò che rimane è l'accompagnamento per tastiera contenuto nel Codice faentino. Alcune versioni strumentali sono simili alle versioni vocali; tuttavia in altri brani, sebbene la voce del tenore sia simile, il trattamento riservato alle altre voci (contratenor, duplum, triplum), dà l'impressione di una nuova composizione. La musica è composta su un sistema di sei righe tracciate in rosso. In linea generale, il codice può essere suddiviso in due parti, entrambe concluse da un Benedicamus Domino: nella prima (cc. 2r-58r) risultano predominanti i brani di origine francese, nella seconda (cc. 68r-97v) quelli di derivazione italiana.
Il manoscritto reca una doppia numerazione, a penna di antica grafia per pagine e a matita di grafia moderna per carte.
Contiene al suo interno anche dei trattati musicali.
Secondo la ricostruzione di Gino Roncaglia e dei contributi successivi, oggi si ritiene che Bonadies abbia scritto di suo pugno i trattati e le composizioni in notazione bianca, mentre il resto sarebbe da attribuire a un copista di professione.
Elenco dei brani contenuti
Nello strato A
Lo strato originario del codice (strato A) contiene intavolature di composizioni musicali senza testo e occupa le carte: 2r-5r, 36r-58r, 68r-83v, 88r-97v, per un totale di 104 pagine.
Composizioni musicali contenute nel Codice Faenza 117 (strato A)
La traduzione delle tre diverse voci
della versione madrigale a tre voci è:
«Aquila altera/creatura gentile/uccello di Dio».
Le variazioni di Faenza sono molto
virtuosistiche (Ernest Stolz)
31
74v-77r
Imperial sedendo (Imperial sedendo fra più stelle)
Soto l'imperio del posente prinçe, intavolatura (foglio 68)
Io me son uno che per le frasche, intavolatura (foglio 77)
Bel fiore dança, intavolatura (foglio 80)
Discografia
1957 - Anthologie de la Musique d'orgue des Primitifs à la Renaissance, Pierre Froidebise (Ducretet-Thomson, DUC 320-C-131/33; 3 LP)
1968 - Lebendige Musik des Mittelalters und der Renaissance, Ensemble Syntagma Musicum, dir. Kees Otten - Riedizione: Gateway to Classical Music. Early Music (EMI Classics, 65924)
1969 - Music from the 100 Years War, Musica Reservata, dir. John Beckett (Philips "Trésors classiques", 839 753 LY; LP)
1969 - Guillaume de Machaut, La Messe de Nostre Dame, 9 weltliche Werke-9, Friedreich Melzer, Ernst Haefliger, Jakob Stämpfli, Kurt Widmer, Mitglieder der Schola Cantorum Basiliensis, dir. August Wenzinger (Archiv Produktion, 25 33 054; LP)
1975 - Guillaume de MachautLe Remède de Fortune. Motets, Ballades, Virelays, Ensemble Guillaume de Machaut de Paris. Guy Robert, Jean Belliard
1980 - L'Art du luth au Moyen Âge, Ensemble Perceval, dir. Guy Robert (Arion, ARN 60264)
1985 - Jacopo da BolognaItalienische Madrigale des 14. Jahrhunderts, Ensemble Project Ars Nova (Ars Musici, AM 1274-2)
1986 - The Service of Venus and Mars. Music for the Knights of the Garter, 1340-1440, Gothic Voices, dir. Christopher Page (Hyperion "Gramophone Award Series", 21238)
1989 - L'Art des Jongleurs, Vol. 2. Estampies italiennes, virelais et ballades de Guillaume de Machaut, extraits du Codex Faenza, Ensemble Tre Fontane (Álba musica "Collection Patrimoine", AL 0389)
1990 - Bestiarium. Animals in the Music of the Middle Ages, La Reverdie (Cantus, 9601)
1993 - Guillaume de Machaut & le Codex Faenza. Musiques des XIVème et XVème siècles, Ensemble Tre Fontane (Álba musica "Collection Patrimoine", AL 0694)
1993 - Die Fräuelein von Franken. Musik und Geschichten aus der Zeit der Minnesänger, Capella Antiqua Bambergensis, dir. Wolfgang Spindler (C.A.B. Records, CAB-06)
1994 - Venice, Splendour of the World. Music for Popes and Doges from 15th-century Italy, Dufay Consort, dir. Gary Cooper (Dervorguilla, 105)
1994 - Le Jugement du Roi de Navarre. Machaut: Ballades, motets, virelais et textes dits, Ensemble Gilles Binchois, dir. Dominique Vellard (Cantus, 9626)
1994 - Guillaume Machaut & his time. 14th Century French Ars Nova, Ensemble Alba Musica Kyo (Channel Classics, 7094)
1999 - D'amours loial servant. Chansons d'amour françaises et italiennes des XIVe et XVe siècles, Gérard Lesne e Alla Francesca (Virgin "Veritas", 7243 5 45 357 2 7)
1999 - Machaut: La Messe de Nostre Dame, Clemencic Consort e Ensemble Nova, Polifonica Lucchese e Capella Santa Cecilia, dir. René Clemencic (Arte Nova, 271982)
1999 - Bel fiore dança. Música Instrumental del Trecento (h. 1390), Cinco Siglos e Miguel Hidalgo (Fonoruz, 611)
2000 - Ciconia, Dufay, Wolkenstein, Ensemble Alta Musica (Carpe Diem, 16260)
2000 - Christo e nato / The Melodious Harp. Lauding the Nativity in Medieval Florence, Trefoil
2001 - Moyen Age. Musique instrumentale du moyen âge, La Camerata de Paris (Gallo, CD-1071)
2001 - Catherine Lambert. Catherine Lambert, ecc. (Tribu, 21577)
2001 - Friedrich II - Stupor Mundi. Musik und Poesie am hofe des stauferkaisers, Oni Wytars, dir. Carsten Wolfewicz. (Verlag der Spielleute, CD 0101)
The Codex Faenza 117. Instrumental polyphony in late Medieval Italy, a cura di Pedro Memelsdorff, 2 volumi, Libreria musicale italiana (2012-2013), I: Introduzione critica; II: riproduzione fotografica del manoscritto.
Note
↑Legenda: I = Italy; FZ = Faenza; c = Biblioteca comunale; 117 = numero di collocazione.
↑L'ultima data apposta alle varie aggiunte è del 20 settembre 1474: «Et sic est finis per me fratrem Jo. Bonadies in conventu Regij hora prima noctis 1474 die 20 septembris» (c. 26v).
123456Pedro Memelsdorff, The Codex Faenza 117. Instrumental polyphony in late Medieval Italy, vol. I: Introductory Study, Lucca, LIM, 2012.
↑G. Roncaglia, “Intorno ad un codice di J. Bonadies”, in Atti e memorie della R. Accademia di scienze, lettere ed arti di Modena, s. 5, IV (1939), pp. 31-43.
↑Si esclude dall'elenco dei trattati un gruppo di notazioni che una mano diversa, forse cinquecentesca, ha vergato nella facciata interna dell'ultimo foglio (c. 98r).
Bibliografia
Pedro Memelsdorff, The Codex Faenza 117. Instrumental polyphony in late Medieval Italy, 2 volumi, Libreria musicale italiana (2012-2013), vol. I, Introductory Study.
Pedro Memelsdorff, "Cantus grecus. Greek liturgy more Latinorum in the Codex Faenza 117", in Mondo latino e civiltà bizantina.Musica, arte e cultura nei codici del ’400, a cura di Antonio Lovato e Dilva Princivalli, Padova, Cleup, 2014, pp. 203-223. Pedro Memelsdorff, "Fiortise. Riflessioni preliminari per l’analisi delle intavolature di Faenza 117", in Beyond 50years of Ars Nova Studies at Certaldo, 1959-2009. Atti del Convegno Internazionale del Centro Studi sull’Ars nova del Trecento (Certaldo, 12-14 giugno 2009), Lucca, LIM, 2014 (L’Ars Nova Italiana del Trecento, VIII), pp. 373-399.
Pedro Memelsdorff, "Janua sum. Note su un nuovo frammento muisicale trecentesco alla Biblioteca Capitolare di Verona", in Renaissance Studies in Honor of Joseph Connors, a cura di Machtelt Israëls e Louis A. Waldman, 2 vols., Firenze, Villa I Tatti, 2013 (Villa I Tatti Series, 29), vol. II, pp. 608-622.
Pedro Memelsdorff, "John Hothby, Lorenzo il Magnifico e Robert Morton in una nuova fonte manoscritta a Mantova", Acta musicologica, 78/1 (2006), pp. 301-335.
Pedro Memelsdorff, "New music in the Codex Faenza 117", Plainsong and Medieval Music, 13/2 (2004), pp. 141-161.
Gino Roncaglia, “Intorno ad un codice di J. Bonadies”, in Atti e memorie della R. Accademia di scienze, lettere ed arti di Modena, s. 5, IV (1939), pp. 31-43.