Concept drift

Il concept drift (in italiano: deriva concettuale) è un fenomeno tipico dell'apprendimento automatico su flussi di dati (data stream) per il quale la distribuzione statistica sulla quale sono basati i dati e, di conseguenza, anche la relazione tra variabili osservate e variabile-obiettivo da predire, sono soggette a cambiamenti nel tempo in modo non stazionario. Quando non viene opportunamente gestito, il concept drift può portare al degrado progressivo delle prestazioni di modelli predittivi già addestrati su dati non recenti.

Definizione

In un problema di apprendimento supervisionato, si considera usualmente un insieme di variabili osservate (di input) e una variabile-obiettivo . Un concetto può essere identificato con la distribuzione congiunta o, in alternativa, con la distribuzione condizionata che il modello cerca di apprendere.

Il concept drift si verifica quando, per due istanti temporali successivi e , si ha:

oppure, in formulazioni più specifiche:

.

Varianti del fenomeno distinguono i cambiamenti nella distribuzione marginale (spesso chiamati covariate shift) dai cambiamenti veri e propri nella relazione tra e (concept shift). Wang, Schlobach e Klein hanno proposto una definizione basata su intensione, estensione ed etichetta del concetto (classe), introducendo anche le nozioni di stabilità e shift tra istanti temporali.

Origini del termine

Il termine "concept drift" è emerso nella letteratura sull'apprendimento automatico adattivo negli anni '90. Uno dei lavori fondativi sul tema è quello di Widmer e Kubat (1996), che hanno studiato algoritmi capaci di reagire a cambiamenti del concetto-obiettivo in presenza di contesti latenti.

Successivamente, il tema è stato sistematizzato in numerose rassegne e monografie, in particolare in ambito di data stream mining e apprendimento online. Il testo di João Gama Knowledge Discovery from Data Streams (2010) offre una trattazione organica dei problemi legati ai data stream e dedica ampio spazio al concetto di drift e alle strategie di adattamento al fenomeno. La rassegna di Gama, Žliobaitė, Bifet, Pechenizkiy e Bouchachia (2014) è diventata un testo di riferimento standard per il problema dell'adattamento al drift e comprende definizione, tassonomia, algoritmi e metodologie di valutazione.

Tipologie

La letteratura scientifica correlata distingue diverse tipologie di deriva concettuale, in base a velocità, modalità e struttura del cambiamento:

Bayram, Ahmed e Kassler (2022) hanno proposto una tassonomia basata sulle definizioni matematiche dei vari tipi di drift e mostrano come termini diversi siano talvolta usati per indicare lo stesso fenomeno. Hinder, Vaquet e Hammer (2024) hanno offerto definizioni formali precise e una tassonomia focalizzata sul caso non supervisionato. Inoltre, Gama et al. (2014) hanno discusso le differenze tra forme di drift reali, virtuali e indotte da cambiamenti di contesto.

Rilevamento

I metodi di drift detection mirano a individuare, in tempo reale o quasi, il momento in cui si verifica un cambiamento significativo della distribuzione dei dati o delle prestazioni del modello.

Si distinguono due grandi famiglie di metodi:

Tra i metodi classici si possono citare ADWIN, DDM (Drift Detection Method), EDDM e altre varianti basate su finestre scorrevoli e test statistici su sequenze. Hinder, Vaquet e Hammer (2024) hanno fornito una rassegna dettagliata dei metodi non supervisionati, con esperimenti standardizzati su dataset artificiali parametrici.

Una panoramica complessiva è stata offerta da Lu et al. (2019), che hanno passato in rassegna oltre 130 pubblicazioni e proposto un framework unificato basato su rilevamento, comprensione e adattamento al drift. Un quadro più orientato all'adattamento è stato fornito da Gama et al. (2014), in cui sono state analizzate sistematicamente le strategie di adattamento e le relative metodologie di valutazione.

Adattamento

Una volta rilevato il drift, occorrono strategie di adattamento utili a mantenere o ripristinare il livello delle prestazioni del modello. Le principali linee di intervento sono:

Lu et al. (2019) hanno strutturato queste metodologie in un frameweork che comprende drift detection, drift understanding e drift adaptation, sottolineando che le strategie di adattamento devono essere coerenti con il tipo di drift rilevato e con il meccanismo di rilevamento utilizzato. Gama et al. (2014) hanno classificano le strategie di adattamento in termini di uso di finestre, meccanismi di pesatura, ensemble, e approcci basati su meta-apprendimento.

Dataset e benchmark

Per valutare algoritmi in presenza di concept drift, sono stati proposti sia dataset sintetici sia benchmark basati su problemi reali:

Lu et al. hanno fornito un elenco di 10 dataset sintetici comuni e 14 dataset pubblici usati come benchmark per metodi correlati al problema. Inoltre, Gama (2010) ha descritto casi di studio reali su traffico TCP/IP, dati GPS, reti di sensori e click-stream, evidenziando come il concept drift sia pervasivo in tali scenari.

Domini applicativi

Il concept drift è un fenomeno di rilievo in tutti i domini in cui i dati sono generati in modo continuo e il contesto non è stazionario:

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 J. Lu, A. Liu, F. Dong, F. Gu, J. Gama, G. Zhang, “Learning under Concept Drift: A Review”, IEEE Transactions on Knowledge and Data Engineering, vol. 31, n. 12, pp. 2346–2363, 2019. DOI: 10.1109/TKDE.2018.2876857.
  2. 1 2 3 4 5 F. Hinder, V. Vaquet, B. Hammer, “One or two things we know about concept drift – a survey on monitoring in evolving environments. Part A: detecting concept drift”, Frontiers in Artificial Intelligence, vol. 7, 1330257, 2024. DOI: 10.3389/frai.2024.1330257.
  3. 1 2 3 4 5 F. Bayram, B. S. Ahmed, A. Kassler, “From Concept Drift to Model Degradation: An Overview on Performance-Aware Drift Detectors”, arXiv, 2022. DOI: 10.48550/arXiv.2203.11070.
  4. 1 2 3 S. Wang, S. Schlobach, M. Klein, “What Is Concept Drift and How to Measure It?”, in: P. Cimiano, H. S. Pinto (a cura di), Knowledge Engineering and Management by the Masses, EKAW 2010, Lecture Notes in Computer Science, vol. 6317, Springer, 2010. DOI: 10.1007/978-3-642-16438-5_17.
  5. ↑ G. Widmer, M. Kubat, “Learning in the Presence of Concept Drift and Hidden Contexts”, Machine Learning, vol. 23, pp. 69–101, 1996. DOI: 10.1023/A:1018046501280.
  6. 1 2 3 4 J. Gama, Knowledge Discovery from Data Streams, Chapman & Hall/CRC, 2010. DOI: 10.1201/EBK1439826119.
  7. 1 2 3 4 5 J. Gama, I. Žliobaitė, A. Bifet, M. Pechenizkiy, A. Bouchachia, “A Survey on Concept Drift Adaptation”, ACM Computing Surveys, vol. 46, n. 4, art. 44, 2014. DOI: 10.1145/2523813.

Voci correlate