| Juan González de la Pezuela y Ceballos | |
|---|---|
| Nascita | Lima, 16 maggio 1809 |
| Morte | Madrid, 1º novembre 1906 |
| Cause della morte | naturali |
| Religione | Cattolicesimo |
| Dati militari | |
| Paese servito | Spagna |
| Grado | generale |
| Guerre | Guerre Carliste |
| Battaglie | Battaglia di Cheste |
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Juan Manuel González de la Pezuela y Ceballos I° Conde de Cheste (Lima, 16 maggio 1809 – Madrid, 1º novembre 1906) è stato un nobile, politico, scrittore poeta spagnolo, fedele a Isabella II, più volte ministro del Regno ed intellettuale di notevole livello. Patrocinò il ritorno degli studi su Dante Alighieri in Spagna traducendone il capolavoro.
Juan Manuel nacque nel 1809. Suo padre era il tenente generale Joaquín de la Pezuela, viceré del Perù e 1º marchese de Viluma. Essendo il secondo figlio di un nobile e militare decise di intraprendere la carriera militare. Giunse il tempo di dimostrare il suo valore durante la Prima Guerra Carlista, dove tenne una prestazione eccezionale al servizio di Maria Cristina, reggente per conto della figlia Isabella II, distinguendosi nella battaglia di Cheste. La gloria militare gli permette di entrare in politica legandosi al Partido Moderado. Fu eletto deputato nel 1843. Nel 1846 fu ministro della Marina e nel 1848 ritorna alla carriera militare occupando il ruolo di capitano generale di Madrid. Più tardi si reca in America dove occupa l'incarico di governatore di Porto Rico dal 1848 al 1851. Lì impose l'odiato Régimen de la Libreta, che era una schiavitù segreta per gli abitanti dell'Isola, costringendoli a lavorare nelle fattorie gratuitamente o con una cattiva retribuzione. I braccianti dovevano portare con sé un libretto che mostrava il loro lavoro. Fu più tardi governatore di Cuba dal 1853 al 1855. Ritorna nella penisola iberica per farsi carico della capitaneria generale della Catalogna, incarico che occupa durante la rivoluzione del 1868, durante la quale difende i diritti di Isabella II. Durante il regno di Amedeo di Savoia e la Prima Repubblica scelse la via dell'esilio, non recuperando parte del suo prestigio fino alla restaurazione borbonica con Alfonso XII, durante la quale si oppose al crescente liberalismo. Decorato di numerosi ordini (tra cui l'agognato Ordine del Toson d'oro), morì nel 1906.
Contrasse matrimonio con l'illustre dama Doña Javiera de Ayala y Urbina. Da quest'unione nacquero:
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 6441486 · ISNI (EN) 0000 0000 5928 1135 · SBN LO1V090225 · BAV 495/36410 · LCCN (EN) n87113939 · BNE (ES) XX1141038 (data) · BNF (FR) cb12650163p (data) |
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