Cortina della Capperrina

Cortina della Capperrina
Mura di Crotone
Localizzazione
StatoRegno di Napoli (bandiera) Regno di Napoli
Due Sicilie (bandiera) Regno delle Due Sicilie
Italia (bandiera) Regno d'Italia
Stato attualeItalia (bandiera) Italia
Regione  Calabria
Città Crotone
Coordinate39°04′46.02″N 17°07′52.07″E
Mappa di localizzazione: Italia
Cortina della Capperrina
Informazioni generali
Tipocortina muraria
Condizione attualeparzialmente conservata
voci di architetture militari presenti su Wikipedia

La cortina della Capperrina, indicata nelle fonti anche come cortina della Cappellina, è una cortina muraria delle mura di Crotone, situata nel settore orientale della cinta fra la controscarpa del fossato del castello e il bastione Don Pedro. Preesistente al circuito bastionato cinquecentesco, fu interessata da interventi di ricostruzione in età aragonese e successivamente modificata nell'ambito del rinnovamento vicereale delle fortificazioni cittadine.

Nel 1573 Ambrogio Attendolo riscontrò il grave deterioramento di una parte della precedente muraglia e progettò una nuova sistemazione del settore; ulteriori lavori alla cortina sono documentati negli anni 1580, mentre all'esterno fu successivamente realizzato il rivellino Miranda. Nel XIX secolo, nel quadro della dismissione delle fortificazioni crotonesi, parte delle mura del settore fu ceduta a privati; la cortina risulta oggi parzialmente conservata.

Storia

Dalla fase aragonese al riassetto vicereale

Il settore della Capperrina conservava già nella seconda metà del XV secolo strutture difensive di epoca precedente. Nell'autunno del 1484, durante il rafforzamento delle difese di Crotone promosso dalla monarchia aragonese, le maestranze intervennero sulla muraglia deteriorata e sul fossato ai piedi della timpa; nel corso del 1485 e del 1486 i lavori interessarono la torre rotonda della Capperrina, il muro e la nuova porta di Milino, gli apprestamenti presso la torre di Santa Panagia, una casamatta e i rivellini del settore.

Il nuovo programma di fortificazione della città, avviato nel 1541, comportò la progressiva sostituzione di gran parte della cinta precedente con cortine e baluardi adeguati alla fortificazione alla moderna. Nei primi giorni del gennaio 1543 furono demolite la torre della Capperrina e altre muraglie antiche circostanti, recuperandone la pietra per le nuove opere.

Ai primi di dicembre del 1545 il maltempo provocò il cedimento di un tratto della cortina nel settore della Capperrina; richiamato a Crotone per esaminare i danni, Gian Giacomo dell'Acaya ordinò di demolire un tratto delle vecchie mura della Capperrina e di terrapienare la «lamia grande» del vicino bastione Don Pedro. Le murature più antiche non scomparvero tuttavia completamente, poiché nel gennaio 1547 alcuni operai risultano impegnati a chiudere «uno pertuso delo muro vechio dela Citta in la Caperrina». Ancora nel 1550, mentre gran parte dell'abitato risultava ormai chiusa dalle nuove cortine e dai nuovi baluardi, il settore delle mura della Capperrina costituiva un'eccezione, conservando elementi della precedente cinta.

Il progetto di Attendolo e il cantiere tardocinquecentesco

Durante l'ispezione compiuta il 9 maggio 1573, Ambrogio Attendolo descrisse il lato orientale della città come ancora delimitato da una «muraglia vecchia» che iniziava dal nuovo muro della controscarpa del fossato del castello e terminava nel fianco del bastione Don Pedro; circa 25 metri della struttura erano crollati e non risultavano riparabili. Gian Giacomo dell'Acaya aveva previsto in precedenza una nuova struttura adiacente alla muraglia, destinata a congiungere il Don Pedro con la controscarpa del castello, ma l'opera non era stata realizzata.

Attendolo propose invece di avanzare la linea difensiva mediante un rivellino basso e largo e di rafforzare per un breve tratto la muraglia medievale con una nuova cortina adiacente; la soluzione progettata per il corpo avanzato fu realizzata alcuni anni più tardi durante il viceregno di Giovanni de Zúñiga, conte di Miranda, dal quale la struttura prese il nome.

Nel settembre 1581 il mastro napoletano Cola Antonio de Vito ottenne un appalto per il «cavamento et fabrica» della cortina, mentre Giovanni Luigi de Amore di Nocera dei Pagani fu incaricato di parte dello scavo delle fondazioni del tratto rivolto verso levante, indicato negli atti come «Capperrina o Cappellina». Nell'agosto 1583 sono documentate le misurazioni delle opere eseguite sulla cortina, che procedevano dal cantone vicino al bastione Don Pedro in direzione del nuovo baluardo del castello, secondo il progetto e le istruzioni predisposti da Attendolo.

Dismissione e trasformazioni ottocentesche

Dopo l'abolizione delle servitù militari nel 1865, le mura di Crotone furono progressivamente dismesse, con demolizioni, trasformazioni e cessioni a privati. Nel 1868 la documentazione relativa alle proprietà della famiglia Soda-Zurlo registra nel settore la denominazione mura di Zurlo Soda, successivamente ricondotta alla Capperrina.

Il 29 gennaio 1871 il consiglio comunale approvò la vendita a Francesco Berlingieri del muro di cinta compreso fra il lato settentrionale del bastione San Giuseppe, denominazione allora utilizzata per il bastione Don Pedro, e la casa della vedova Soda sulla Conigliera; la cessione comprendeva anche la rinuncia del Comune alle contestazioni relative alle modifiche già apportate alle strutture.

Struttura e resti

I resti del settore comprendono strutture riferibili alla precedente cinta medievale, agli interventi aragonesi della fine del XV secolo e alla sistemazione vicereale. Nella configurazione descritta nel 1573, la muraglia più antica correva fra la controscarpa del fossato del castello e il bastione Don Pedro; il successivo riassetto difensivo interessò il medesimo settore mediante la nuova cortina e la realizzazione del rivellino Miranda.

Porzioni della muraglia medievale sono tuttora visibili accanto al museo archeologico nazionale di Crotone; nello stesso settore si conserva il camminamento che dalla sommità del rivellino Miranda raggiunge la parte superiore del bastione Don Pedro. Nel cortile dell'ex scuola Principe di Piemonte sono inoltre documentate fortificazioni pertinenti alla cortina della Capperrina e attribuite alla fase finale della dominazione aragonese.

Il rivellino Miranda costituisce un'opera distinta dalla cortina, pur essendo strettamente connesso alla riorganizzazione difensiva del settore; nelle sue vicinanze è inoltre conservato il cosiddetto Cavaliero o Torre della Guardiola, considerato fra le strutture più antiche della cinta.

Note

  1. 1 2 3 4 Andrea Pesavento, Guida alle fortificazioni della Città di Crotone, su Archivio Storico Crotone, 16 marzo 2015. URL consultato il 24 agosto 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 Tommaso Tedesco, Crotone 1573: i progetti di Ambrogio Attendolo per il completamento della difesa radente del Castello e della Fortezza, in Defensive Architecture of the Mediterranean, XIX, 2025, pp. 771-778, DOI:10.4995/Fortmed2025.2025.20323. URL consultato il 24 agosto 2026.
  3. 1 2 Bruno Mussari, «Una barriera allo incremento e alla salubrità del paese»: le mura di Crotone tra dismissioni e sviluppo urbano, in Storia urbana, n. 136-137, 2012, pp. 165-195, DOI:10.3280/SU2012-136006. URL consultato il 24 agosto 2026.
  4. 1 2 Andrea Pesavento, La città senza storia. Sviluppo urbano e nuova immagine della città di Crotone (1860–1900), su Archivio Storico Crotone, 12 marzo 2015. URL consultato il 24 agosto 2026.
  5. ↑ Andrea Pesavento, Fortificazione della città e castello di Crotone negli ultimi anni aragonesi, su Archivio Storico Crotone, 10 marzo 2015. URL consultato il 24 agosto 2026.
  6. ↑ Bruno Mussari, La fortificazione di Crotone nell'età moderna: storia e architettura, in Defensive Architecture of the Mediterranean XV to XVIII Centuries, IV, 2016, pp. 21-28, ISBN 9788896080603. URL consultato il 24 agosto 2026.
  7. 1 2 Andrea Pesavento, Baluardi, mura, torri e torrette della città di Crotone: il baluardo Don Pedro (de Toledo), su Archivio Storico Crotone, 16 marzo 2015. URL consultato il 25 agosto 2026.
  8. 1 2 Pino Rende, Il lavoro degli “homines” di Mesoraca nella “regia fabrica” del castello e delle mura di Crotone, su Archivio Storico Crotone, 24 febbraio 2015. URL consultato il 24 agosto 2026.
  9. 1 2 3 Andrea Pesavento, Fortificazione della città e castello di Crotone in età moderna (1550-1780), su Archivio Storico Crotone, 10 marzo 2015. URL consultato il 24 agosto 2026.
  10. ↑ Vincenzo Cataldo, La guerra di corsa nel Mezzogiorno d’Italia durante il periodo austriaco (1707-1734), in RiMe. Rivista dell'Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea, 7/III n.s., 2020, p. 197, DOI:10.7410/1446. URL consultato il 24 agosto 2026.
  11. ↑ Andrea Pesavento, Il palazzo Soda di Crotone, su Archivio Storico Crotone, 11 marzo 2015. URL consultato il 24 agosto 2026.
  12. 1 2 Andrea Pesavento, Baluardi, mura, torri e torrette della città di Crotone: il Cavaliero e altre torri, su Archivio Storico Crotone, 4 marzo 2015. URL consultato il 24 agosto 2026.

Bibliografia

Voci correlate