Cymbalaria Hill., 1756 è un genere di piante angiosperme appartenenti alla famiglia delle Plantaginacee, dall'aspetto di piccole erbacee annuali o perenni con fiori labiati.
Cymbalum (latino) o kymbalon (greco) è il nome di uno strumento musicale simile al tamburello, ma a superficie cava come le foglie del "ciombolino comune": questa è la probabile etimologia del nome del genere.
Il nome è stato assegnato dal botanico inglese John Hill (1716 – 1775) nel 1756.
Le "Ciomboline" in genere sono piante a portamento prostrato – arrampicante o comunque sub-arbustino. La forma biologica prevalente è camefita reptante (Ch rept), ossia piante con fusti bassi e portamento strisciante. Una particolarità delle piante di questo genere è che i fiori sono soggetti al fototropismo, ossia prima dell'impollinazione (o fecondazione) si muovono verso la luce; dopo si spostano al riparo verso l'ombra; corrispondentemente si ha anche un'ulteriore crescita (allungamento verso il basso) dei peduncoli fiorali facilitando così la dispersione dei semi nelle fessure dei muri o delle rocce.
Le radici sono avventizie sui nodi del fusto.
Il fusto è esile e molto ramificato con radici ai nodi (sono piante stolonifere) sia con funzioni di sostegno che fisiologico vero e proprio.
Le foglie inferiori sono picciolate, palminervie, lobate e a disposizione opposta lungo il fusto, mentre quelle superiori spesso sono alterne. In tutti i casi sono relativamente larghe e disposte a formare quasi un fitto e continuo mosaico, con minime sovrapposizioni reciproche; questo per poter raccogliere il massimo di illuminazione solare.
L'infiorescenza è distribuita lungo il fusto, e in genere non è molto numerosa ma con fiori singoli su lunghi peduncoli sistemati all'ascella delle foglie.
La caratteristica più evidente dei fiori di questo genere è la loro forma labiata terminante all'indietro con un lungo tubo (sperone), in cui l'impollinazione degli organi femminili è facilitata solamente da quelli insetti pronubi conformati in modo tale da poter addentrasi nel tubo corollino alla ricerca del nettare. I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetraciclici (calice – corolla – androceo – gineceo).
Il frutto consiste in una capsula (bacca nera) di forma globosa. I semi sono scuri di forma ovale – globosa, sono provvisti di endosperma e fuoriescono da tre valve sommitali (la capsula è del tipo deiscente) uno alla volta per ottimizzare la perpetuazione dell'individuo.
Il genere ha un areale mediterraneo che si estende a oriente sino all'Iran.
La classificazione tradizionale (Sistema Cronquist, 1981) assegnava il genere alla famiglia Scrophulariaceae, mentre la moderna classificazione APG lo include tra le Plantaginaceae (tribù Antirrhineae).
Il genere comprende le seguenti specie:


Per meglio comprendere ed individuare le varie specie della flora italiana l'elenco che segue utilizza il sistema delle chiavi analitiche.
Generi vicini al genere di questa scheda sono Linaria e Antirrhinum, i quali differiscono per la forma delle foglie (più lineari), la mancanza dello sperone posteriore (in Antirrhinum, ad esempio è presente una sacca) o per l'infiorescenza che a volte è più del tipo racemoso (e non singoli fiori) o i fusti che sono più eretti e non prostrati. È da ricordare che nelle vecchie classificazioni questi generi (compreso quello della presente scheda) appartenevano alla stessa famiglia: Scrophulariaceae.
Queste piante non sono molto interessanti sia per la cucina, che per la farmacopea che per l'industria; eventualmente presentano un certo interesse per il giardinaggio rustico.