| Tossicodipendenza | |
|---|---|
| Specialità | psichiatria, psicologia, narcologia e medicina delle dipendenze |
| Eziologia | droga |
| Classificazione e risorse esterne (EN) | |
| ICD-9-CM | 303, 304, 304.0, 304.1, 304.4, 304.6, 304.8 e 304.9 |
| ICD-10 | F10.2, F13.2, F18.2, F19.2 e F15.2 |
La tossicodipendenza (dal greco: toxikon, "veleno") viene intesa come una patologia neurobiochimica e comportamentale che porta all'abuso cronico e compulsivo di sostanze (droghe illegali o sostanze legali come l'alcol, il tabacco e i farmaci dispensabili dietro prescrizione medica specialistica quali le benzodiazepine).
In particolare, secondo Koob e Le Moal, la dipendenza da sostanze viene definita come disturbo cronico recidivante caratterizzato da:
La dipendenza da sostanze è un problema sociale e sanitario molto diffuso con conseguenze dirette e indirette sull'ordine pubblico e sulla spesa pubblica e in quanto tale è oggetto di interventi generici e specifici dello Stato. Gli effetti negativi sulla salute possono essere diretti e derivare quindi dagli effetti farmacologici della droga e dalla via di somministrazione (per esempio fumata o iniettata utilizzando aghi non sterili) e/o indiretti cioè conseguenti all'utilizzo delle sostanze da abuso come cancro, cirrosi epatica, epatite B e C, AIDS e depressione.
Il potenziale di dipendenza da un composto psicoattivo varia da sostanza a sostanza e da individuo a individuo. La dose, la frequenza d'uso, la farmacocinetica, la via di somministrazione e il tempo sono tutti fattori critici nel contribuire allo sviluppo di una dipendenza da una sostanza.
Un articolo della rivista medica The Lancet compara il peso della dipendenza di alcune fra le più comuni sostanze di uso ricreativo e di abuso, utilizzando una scala da 0 a 3 per la dipendenza fisica, psicologica, il piacere e la media totale.
| Droga | Media | Piacere | Dipendenza psicologica | Dipendenza fisica |
|---|---|---|---|---|
| Eroina | 2.87 | 3.0 | 2.6 | 3.0 |
| Cocaina | 2.39 | 3.0 | 3.0 | 1.3 |
| Tabacco | 2.21 | 2.3 | 2.8 | 1.8 |
| Barbiturici | 2.01 | 2.0 | 2.2 | 1.8 |
| Alcol | 1.93 | 2.3 | 1.9 | 1.6 |
| Benzodiazepine/Nitrobenzodiazepine | 1.83/2.63 | 1.7/2.30 | 2.1/2.8 | 1.8/2.1 |
| Amfetamine | 1.67 | 2.0 | 1.9 | 1.1 |
| Cannabis | 1.51 | 1.9 | 1.7 | 0.8 |
| Ecstasy | 1.13 | 1.5 | 1.2 | 0.7 |
La stimolazione magnetica transcranica (Transcranial Magnetic Stimulation, TMS) consiste nell'uso di bobine magnetiche per stimolare i campi magnetici attraverso i quali comunicano i fasci neuronali nel cervello per riattivare quelle aree che sono state spente a seguito del consumo eccessivo di sostanze stupefacenti.
La ripresa del sonno, il miglioramento dell'umore, una maggiore reattività e la ricerca dei propri hobby sono segni del successo della terapia. Al 2025 non sono note prove di efficacia su larga scala. In genere, la TMS non è l'opzione di prima scelta ed è abbinata all'uso di psicofarmaci prescritti da psichiatri e medici additologi esperti in tossicologia e medicina delle dipendenze.
La persona tossicodipendente può essere oggetto di interdizione giudiziale o della nomina di un amministratore di sostegno per tutelare la salute, gli interessi esistenziali ed economici ed impedire, ad esempio la vendita o ipoteca dei beni di proprietà personali per procurarsi le droghe.
Nell'ordinamento italiano, al 2025 manca un pronunciamento definitivo delle Sezioni unite della Corte di Cassazione circa le condizioni per dichiarare la incapacità di intendere e di volere del tossicodipendente.
Tuttavia, esiste un orientamento interpretativo secondo il quale l'incapacità di intendere e di volere può essere dichiarata dal giudice solamente nel caso in cui sussista una malattia cerebrale inguaribile con "psicopatie che permangono indipendentemente dal rinnovarsi di un’azione strettamente collegata all’assunzione di sostanze stupefacenti."
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 16585 |
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